Moderatori: Novelli, Lambertini, Mario Volpe, Tilius, nicolad72

nicolad72 ha scritto:Per favore non buttiamo sulla morale (populista - per certi versi) ciò che è, in primis, una questione di buon gusto... (trattandosi di cavalleria) ... il resto viene dopo.
Morale populista? Non mi sembra che criticare quello che é un puro e semplice omicidio del Buon Gusto sia fare del populismo. É solo una questione di buon gusto. Appunto.
Indossare alla stregua di gioielli antiche onorificenze non ha nulla di blasfemo... anzi contribuisce, in un certo senso, a dar nuovo lustro ad una vecchia insegna non più indossabile, la cui vita "propria" si è esaurita, alla quale viene instillato, con il mutamento di destinazione d'uso, un nuovo alito...
Nulla di blasfemo...? Focalizza mentalmente una croce SMOM oppure OESSG utilizzata come gingillo pendente da una elegante catenella sballonzolante in una generosa scollatura di un camicia all'ultima moda... e ne riparliamo. Personalmente trovo che una insegna cavalleresca sia un simbolo. Nemmeno quando é indossata da chi ne é stato regolarmente e meritevolmente insignito può essere considerata alla stregua di un mero ornamento. Che poi tale insegna venga degradata a tale miserevole livello per il semplice fatto che il decorato abbia avuto il cattivo gusto di morire e lasciare quindi in eredità la sua insegna a discendenti desiderosi di darle nuovo lustro sfoggiandola quale bijoux in occasioni mondane.... francamente... francamente é meglio che non esprima quanto io effettivamente ne pensi.
L'indossare i metalli di vecchie onorificenze appartenuti ai propri avi come ornamenti, se fatto con gusto ed in maniera appropriata, a seconda delle circostanze, ravviva e rinverdisce la memoria di questi.
Gusto e maniera appropriata. Temo che fare ciò con gusto e maniera appropriata sia come cercare di far passare (a forza di calcioni nei pelosi lombi...) il famoso dromedario nell'altrettanto famosa cruna dell'ago... Ci si può provare... Personalmente, ho seri dubbi che ci si possa riuscire.
Ciò che conta è che risulti palese che l'insegna ha subito una trasformazione... non è più un segno d'onore, ma un gioiello... in modo da non trarre in inganno chi guarda... ma al tempo stesso è opportuno che il segno non venga "umiliato"... come dosare questi due ingredienti è lasciato alla prudente valutazione del nuovo utilizzatore/trice...
...E, di grazia, come sarebbe possibile rendere palese la mutata destinazione d'uso...? Lo si dovrebbe argutamente dedurre dal semplice fatto che pende sul generoso decollté di una elegante signora... piuttosto che non dal venerabile petto di un nobile cavaliere? Notoriamente, poi, la cultura faleristica é tanta e tale in Italia che tali sottili differenze sarebbero immediatamente notate da chiunque con estrema facilità. Fatemi poi capire... il segno non viene umiliato solo se portato sulla pura seta... o anche il kashmere può andare bene? Ma in fondo é ovvio... il perfetto/a riutilizzatore/riutilizzatrice salvaguarda la sua insegna ostentandola solo su modelli d'alta sartoria... meglio se acquistati in via Montenapoleone.
... ricordo che agli albori dei miei studi di giurisprudenza, uno dei miei maestri, nello spiegarmi l'arte di interpretare le norme mi disse che bisogna sempre tenere presente il dettato dell'articolo "zero" presente in ogni corpo normativo... il buon senso!
...il buon senso. Appunto. Ognuno si senta libero di ritenere che queste due parole possano ragionevolemnte coniugarsi con un riutilizzo ornamentale di antiche decorazioni cavalleresche. Io davvero non mi annovero fra le persone che la pensano così. Personalmente già l'utilizzare delle semplici crocette (senza connotazione cavalleresca) a mo' di orecchini trovo che sia una scelta discutibile (anche e soprattutto in termini estetici: fanno così terribilmente anni '80...). Vedere poi insegne cavalleresche indossate come pura e semplice decorazione... lo trovo estremamente opinabile. Oltre che di pessimo gusto.
Con osservanza.

Tilius ha scritto:nicolad72 ha scritto:Per favore non buttiamo sulla morale (populista - per certi versi) ciò che è, in primis, una questione di buon gusto... (trattandosi di cavalleria) ... il resto viene dopo.
Morale populista? Non mi sembra che criticare quello che é un puro e semplice omicidio del Buon Gusto sia fare del populismo. É solo una questione di buon gusto. Appunto.
Indossare alla stregua di gioielli antiche onorificenze non ha nulla di blasfemo... anzi contribuisce, in un certo senso, a dar nuovo lustro ad una vecchia insegna non più indossabile, la cui vita "propria" si è esaurita, alla quale viene instillato, con il mutamento di destinazione d'uso, un nuovo alito...
Nulla di blasfemo...? Focalizza mentalmente una croce SMOM oppure OESSG
La Croce SMOM o OESSG o altre non mi sembra possano considerarsi Antiche onorificenze non più indossabili
utilizzata come gingillo pendente da una elegante catenella sballonzolante in una generosa scollatura di un camicia all'ultima moda...
Scusa, ma l'unico monile esistente è una graziosa catenella pendente in una generosa scolatura? Non mi sembra... Ripeto, tutto è determinato dal contesto, dal modo d'uso, dal portamento e altri fattori... non cerchiamo di banalizzare... rischiamo di non rendere onore al vero. Se io dovessi mettere il frac per andare a lavorare in fabbrica tutti mi riderebbero dietro... se lo metto ad una serata di alta gala indosso l'abito appropriato.
e ne riparliamo. Personalmente trovo che una insegna cavalleresca sia un simbolo.
Anche io, ed in passato ho usato toni duri per chi a mio giudizio non rende onore a tali segni
Nemmeno quando é indossata da chi ne é stato regolarmente e meritevolmente insignito può essere considerata alla stregua di un mero ornamento.
Che poi tale insegna venga degradata a tale miserevole livello per il semplice fatto che il decorato abbia avuto il cattivo gusto di morire e lasciare quindi in eredità la sua insegna a discendenti desiderosi di darle nuovo lustro sfoggiandola quale bijoux in occasioni mondane.... francamente... francamente é meglio che non esprima quanto io effettivamente ne pensi.
Guarda, mi è capitato di vedere al polso di una bellissima donna, montate in un bracciale, diverse medaglie, tra cui un oro vm per la grande guerra. In quel monile, elegantemente portato, non ostentato, da una montatura sobria ed elegante, vi era la storia del risorgimento in medaglie. Erano appartenute tutte al bis-nonno della gentile signora... al vedere quell'insieme non ho provato orrore... anzi stupore, visto che la latrice del monile sapeva benissimo che cosa indossava ed in modo discreto, dietro mia domanda, mi spiegò il significato di ogni singolo pezzo.
L'indossare i metalli di vecchie onorificenze appartenuti ai propri avi come ornamenti, se fatto con gusto ed in maniera appropriata, a seconda delle circostanze, ravviva e rinverdisce la memoria di questi.
Gusto e maniera appropriata. Temo che fare ciò con gusto e maniera appropriata sia come cercare di far passare (a forza di calcioni nei pelosi lombi...) il famoso dromedario nell'altrettanto famosa cruna dell'ago... Ci si può provare... Personalmente, ho seri dubbi che ci si possa riuscire.
Tutti abbiam visto segni d'onore indossati in maniera "propria" da gente
inappropriata che con il gusto ha litigato sin da quando era in fasce... parimenti, a mio giudizio, si possono indossare segni in maniera "impropria" con gusto ed eleganza, senza umliare l'insegna ed il suo significato.
Ciò che conta è che risulti palese che l'insegna ha subito una trasformazione... non è più un segno d'onore, ma un gioiello... in modo da non trarre in inganno chi guarda... ma al tempo stesso è opportuno che il segno non venga "umiliato"... come dosare questi due ingredienti è lasciato alla prudente valutazione del nuovo utilizzatore/trice...
...E, di grazia, come sarebbe possibile rendere palese la mutata destinazione d'uso...? Lo si dovrebbe argutamente dedurre dal semplice fatto che pende sul generoso decollté di una elegante signora... piuttosto che non dal venerabile petto di un nobile cavaliere? Notoriamente, poi, la cultura faleristica é tanta e tale in Italia che tali sottili differenze sarebbero immediatamente notate da chiunque con estrema facilità. Fatemi poi capire... il segno non viene umiliato solo se portato sulla pura seta... o anche il kashmere può andare bene? Ma in fondo é ovvio... il perfetto/a riutilizzatore/riutilizzatrice salvaguarda la sua insegna ostentandola solo su modelli d'alta sartoria... meglio se acquistati in via Montenapoleone.
... ricordo che agli albori dei miei studi di giurisprudenza, uno dei miei maestri, nello spiegarmi l'arte di interpretare le norme mi disse che bisogna sempre tenere presente il dettato dell'articolo "zero" presente in ogni corpo normativo... il buon senso!
...il buon senso. Appunto. Ognuno si senta libero di ritenere che queste due parole possano ragionevolemnte coniugarsi con un riutilizzo ornamentale di antiche decorazioni cavalleresche. Io davvero non mi annovero fra le persone che la pensano così. Personalmente già l'utilizzare delle semplici crocette (senza connotazione cavalleresca) a mo' di orecchini trovo che sia una scelta discutibile (anche e soprattutto in termini estetci: fanno così anni '80...). Vedere poi insegne cavalleresche indossate come pura e semplice decorazione... lo trovo estremamente opinabile. Oltre che di pessimo gusto.
Con osservanza.
La mia perorazione populista sull'argomento si conclude (per oggi) qui.

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nicolad72 ha scritto:...guarda, mi è capitato di vedere al polso di una bellissima donna, montate in un bracciale, diverse medaglie, tra cui un oro vm per la grande guerra.
Una VM classe oro significa che probabilmente qualcuno é morto nella storia pregressa di quella medaglia (molti conferimenti, specie della classe oro, sono alla memoria...). Questa come ipotesi... per tacere delle certezze sul sacrificio e l'abnegazione e il coraggio e l'amor di patria. Simili considerazioni (almeno a me... che, forse, evidentemente, sono troppo sensibile...) sono sufficienti a farmi venire "un groppo allo stomaco" dinanzi a simili riutilizzi. Che poi la donna che attui simili operazioni sia bellissima... penso che sia un fatto totalmente irrilevante. L'opportunità e la liceità dei comportamenti che coinvolgano sfere esterne a quella meramente estetica (e mi sembra sia questo il caso...) non andrebbero valutate solo in base al risultato estetico finale (o, ancora èpeggio, alla procacità di chi tale risultato persegue). É interessante notare come tutti i fautori del riciclo-ad-uso-ornamentale abbiano parlato di belle donne... Ma se ad appiccicarsi addosso antiche decorazione fosse invece uno scorfano di donna... cosa succederebbe? L'operazione diventa meno lecita?![]()
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...se qualcuno dinnanzi alla novità si vuol stracciare le vesti è libero di farlo. Anche i Somi Sacerdoti nel Sinderio lo fecero... il seguito mostrò loro che avevano torto.
Grazie! Data la mia estrazione plebea non sono insignito d'alcunché... però rimedio ostentando sul petto, quali fossero altrettante medaglie, tutti gli epiteti più coloriti che mi sono stati indirizzati. Questo ("il-fariseo-che-si-straccia-le-vesti"... per gli amici Caifa) entrerà sicuramente nella rosa dei miei preferiti (insiema a "quello-che-non-sa-riconoscere-neanche-una-EK"... giudizio trinciato a mio riguardo su altro forum...
)
La novità non é una cosa positiva in quanto tale, e non ho vesti da stracciarmi (il mio status finanziario non me lo consente... compatite).
Però... dico solo che, se si continua di questo passo, fra un po' verranno sdoganate anche le spilline del NSDAP - da portare rigorosamete sul bavero di eleganti tailleur di taglio "à la Chanel" - perché la svastica in origine é un simbolo solare... e quindi fa tanto New Age! Très chic!

Qohelet ha scritto:Visto che siamo OT, ho una domanda che credo regolata solo da buonsenso, per il quale pertanto ricorro a Voi. La domanda non è accademica, ma nasce da circostanze effettivamente verificatesi l' estate scorsa.
Si dia il caso di un' onorificenza non più conferita, decorazione la quale oltre a decorare l' insignito radicava in capo a lui e alla sua discendenza un titolo nobiliare. Rammento e sottolineo che, quasi da un secolo, essa onorificenza non è più conferita nè sarebbe nuovamente conferibile (a titolo esemplificativo, poniamo una commenda dell' Ordine di Franz Joseph). Il discendente, quindi titolato non del "cavalierato" ma del titolo nobiliare ad esso cavalierato connesso, può ovviamente nelle cirostanze adeguate indossare l' antica decorazione? Propenderei, se mi fermassi allo stretto diritto, per il no poichè non è lui il "cavaliere", tuttavia trovai nelle circostanze l' uso legittimo, tutto sommato, perchè è un buon modo per onorare il primo titolato e per chiarire, senza mistificazioni, l' origine del proprio titolo. Anche perchè, e credo che sia la discriminante, il titolato era ed è un assoluto gentiluomo. Che ne dite?
Andrea

Tilius ha scritto:(il SSML l'ha persa nel 1894... il Piano l'ha persa nel 1939...)
Mario Volpe ha scritto:... lo stesso collezionismo di decorazioni e medaglie può suscitare in alcune persone non particolarmente edotte degli aspetti tecnici e scientifici della materia, delle perplessità di tipo “morale” e “legale” in chi lo pratica.
Mi è capitato personalmente, talvolta, di ricevere strane reazioni da parte di persone alle quali ho parlato della mia passione faleristica, che hanno certamente pensato che io mi stessi indebitamente appropriando di distinzioni onorifiche appartenute ad altri per acquisire chissà quali immeritati onori, o che addirittura volessi sfoggiarne alcune sull’abito in chissà quali circostanze pubbliche solo per mettermi in mostra…

Lord Acton ha scritto:Tilius ha scritto:(il SSML l'ha persa nel 1894... il Piano l'ha persa nel 1939...)
Perchè cita proprio questi due Ordini ?
Lord Acton

Tilius ha scritto:Esprimevo solo delle considerazioni sui rischi potenziali di un simile utilizzo di insegne cavalleresche.
Comunque, in fede mia ho solo espresso una opinione in merito che mi sento pienamente di ribadire: utilizzare insegne cavalleresche come bigiotteria penso che sia un utilizzo potenzialmente sacrilego, potenzialmente illegale, sicuramente di gusto discutibile.
Se sono l'unico a pensarla così... bé, vuol dire che sono lo Scemotto del Villaggio.
PS: no... Vi confermo che non sono il solo a pensarla così. Ho appena ricevuto una attestazione di solidarietà.
PPS:... e se per caso ho dato l'impressione di essere poco galante verso il Gentil Sesso... vi confermo che questa impressione é pienamente veritiera. l'Onestà intelletuale per me viene prima di malintesi sensi di deferenza cavalleresca...
Cronista di Livonia ha scritto:...
Però l'idea di qualcuno, che, sapendo di cosa si tratti, le indossi così pubblicamente (capirei fosse in casa davanti allo specchio, giusto per il brivido) mi sembra inaudito e sconveniente.
...
Il Cronista di Livonia

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