Aiuto per conservazione di un'Insegna

Per approfondire la conoscenza delle decorazioni, della loro conservazione e compravendita.
Deepening knowledge about decorations, their preservation and buy and sell.

Moderatori: Novelli, Lambertini, Mario Volpe, Tilius, nicolad72

Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda Marcello G. Novello » mercoledì 3 dicembre 2008, 16:24

arturolorioli ha scritto:Tutto considerato, se fossi in lei la terrei così.


Gent.mo Dott. Lorioli, seguirò certamente il suo consiglio. Desidero ringraziarla per la sua risposta così dettagliata e didattica. Le sono molto grato.

Cordialità
Marcello G. Novello
"Ogni rovescio ha la sua medaglia". Marcello Marchesi
Avatar utente
Marcello G. Novello
 
Messaggi: 1005
Iscritto il: giovedì 17 febbraio 2005, 20:07

Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda equites » giovedì 4 dicembre 2008, 23:51

Io avrei una domanda per il sig. Lorioli, la cui esperienza e competenza mi sembra ormai innegabile.

Sappiamo che in passato le onorificenze venivano fabbricate con metalli e pietre preziose e spesso erano veri e propri gioielli, mentre oggi anche quelle più prestigiose (o nei gradi più elevati) vengono prodotte con materiali meno o poco nobili.
Sareppe possibile quindi commissionare una onorificenza dorata che sia veramente d'oro ed i cui smalti (magari rossi) siano della più alta qualità possibile? Nel caso a chi potremmo rivolgerci? Ad una ditta specializzata o ad un orafo?

(Desidero precisare che la mia è una domanda squisitamente tecnica, che mette volutamente da parte ogni considerazione riguardo l'opportunità di una simile commissione e la portabilità dell'oggetto)
Ultima modifica di equites il venerdì 5 dicembre 2008, 0:20, modificato 1 volta in totale.
"...e per rincalzo il cuore"
equites
 
Messaggi: 826
Iscritto il: lunedì 20 agosto 2007, 22:17
Località: Taranto

Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda nicolad72 » venerdì 5 dicembre 2008, 0:02

... e pensare che per un attimo avevo pensato potessi essere un cavaliere di S. Stefano... :wink:

Non ci vedo malizia alcuna nella tua domanda... anzi la sottoscrivo!
Avatar utente
nicolad72
Moderatore Forum Ordini Cavallereschi
 
Messaggi: 11134
Iscritto il: lunedì 30 ottobre 2006, 18:29

Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda equites » venerdì 5 dicembre 2008, 0:19

nicolad72 ha scritto:... e pensare che per un attimo avevo pensato potessi essere un cavaliere di S. Stefano... :wink:



In effetti a Pisa ho trascorso parte della mia bella gioventù, prima da studente e poi da militare, ed ammetto di avere bei ricordi legati a quel periodo. Peraltro, non ho mai negato la mia stima per l'attuale Gran Maestro stefaniano, tuttavia credo che tutto questo non basti per giustificare una mia ammissione a tale prestigiosisssimo ordine :oops:


Infine, a mio modesto parere Piazza dei Cavalieri è di gran lunga più bella di Piazza de Miracoli (oltre che per me decisamente più evocativa) :wink:
"...e per rincalzo il cuore"
equites
 
Messaggi: 826
Iscritto il: lunedì 20 agosto 2007, 22:17
Località: Taranto

Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda nicolad72 » venerdì 5 dicembre 2008, 0:58

equites ha scritto: a mio modesto parere Piazza dei Cavalieri è di gran lunga più bella di Piazza de Miracoli (oltre che per me decisamente più evocativa) :wink:


è vero ma nella prima c'è quella pacchianata della torre pendente, dall'altra parte solo dei palazzi stupendi, uno dei quali sede di una della scuole di studi superiori più famose e prestigiose del pianeta...

... ma la cultura in questo paese diviene sempre di più un optional... si preferisce una "patacca" ad una perla... :wink:

PS... questa sottile stoccata mi garba assai... mi soddisfa e mi sazia!
Avatar utente
nicolad72
Moderatore Forum Ordini Cavallereschi
 
Messaggi: 11134
Iscritto il: lunedì 30 ottobre 2006, 18:29

Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda equites » domenica 7 dicembre 2008, 21:31

nicolad72 ha scritto:
equites ha scritto:... ma la cultura in questo paese diviene sempre di più un optional... si preferisce una "patacca" ad una perla... :wink:

PS... questa sottile stoccata mi garba assai... mi soddisfa e mi sazia!


:twisted: :twisted: :twisted:
"...e per rincalzo il cuore"
equites
 
Messaggi: 826
Iscritto il: lunedì 20 agosto 2007, 22:17
Località: Taranto

Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda equites » domenica 7 dicembre 2008, 21:35

nicolad72 ha scritto:
equites ha scritto:è vero ma nella prima c'è quella pacchianata della torre pendente, dall'altra parte solo dei palazzi stupendi, uno dei quali sede di una della scuole di studi superiori più famose e prestigiose del pianeta...


Quando marinavo le lezioni universitarie una delle mie mete preferite era la Chiesa di Santo Stefano, dove rimanevo per ore imbambolato con il naso per aria a rimirare i trofei di guerra... :2: :2: :2:


Immagine
"...e per rincalzo il cuore"
equites
 
Messaggi: 826
Iscritto il: lunedì 20 agosto 2007, 22:17
Località: Taranto

Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda arturolorioli » martedì 9 dicembre 2008, 10:49

equites ha scritto:Io avrei una domanda per il sig. Lorioli, .... Sareppe possibile quindi commissionare una onorificenza dorata che sia veramente d'oro ed i cui smalti (magari rossi) siano della più alta qualità possibile? Nel caso a chi potremmo rivolgerci? Ad una ditta specializzata o ad un orafo?


Gentilissimo Equites,
mi scuso per il ritardo nella risposta, ma negli ultimi giorni non ho avuto modo di accedere al Forum.

La risposta alla sua domanda è ... dipende dalla onorificenza!

Mi spiego meglio (e mi scuso fin d'ora, perchè non sarà possibile essere sintetico più di tanto).

Le onorificenze antiche "di gioielleria" erano spesso lavorate a freddo partendo da un abbozzo fuso o (più raramente) coniato e la smaltatura era realizzata in Cloisonne (ossia sulla superficie liscia della onorificenza venivano saldati dei fili d'oro per creare le vaschette di contenimento in cui applicare lo smalto). Un vero virtuosismo tecnico che dava risultati straordinari dal punto di vista qualitativo ed onestamente non credo sia pìù alla portata della gioielleria moderna (anche se immagino - o meglio spero - ci siano ancora artisti capaci di usarla, anche se non ne conosco). Quindi se ha in mente le meravigliose onorificenze settecentesche od ottocentesche ... temo sia meglio scordarle, qualche tempo fà ho avuto modo di visitare la raccolta di onoreficenze Zariste al Cremlino ... e mi sono *vergognato* di quanto le realizzazioni attuali siano povere e rozze a confronto ... una esperienza veramente umiliante!

All'atto pratico rimane oggi disponibile l'altro tipo di lavorazione a smalti, ossia il Champleve, dove le vaschette in cui applicare lo smalto si ricavano direttamente nel metallo durante la coniatura o la fusione.

Per la realizzazione di onorificenze gli orafi oggi lavorano - solitamente - in fusione a cera persa. Si realizza un modello, se ne ricava una copia in cera, le si applicano delle canaline di colata e di sfogo sempre in cera e si "annega" il tutto in un blocco di gesso duro o di refrattario. La colata di metallo prezioso fuso vaporizza la cera (che sfugge dalle canaline di sfogo) e ne riempie l'impronta. Qundo il metallo si è raffreddato si rompe l'involucro di gesso o refrattario, si estrae l'oggetto, si tagliano le canaline, lo si ripulisce, si ritocca (se necessario) a bulino, si lucida ed eventualmente lo si assembla e smalta. La qualità ... è molto variabile! E' richiesta molta manualità nella preparazione del modello, che essendo in scala esatta richiede una grande abilità nei dettagli più minuti. Inoltre la fusione è di per sè una lavorazione relativamente imprecisa, con la possibilità di irregolarità dimensionali e di spessori. La stessa smaltatura è una lavorazione oramai poco diffusa tra gli orafi e tra loro sono rimasti in pochi (e sono già molto ottimista) quelli che la sanno realizzare davvero ad arte. Tuttavia in alcuni casi, come la presenza di sottosquadri nella parte metallica, o la presenza di parti decorative filigranate o a lamina, o la presenza di smalti "pittorici", è spesso l'unica soluzione concretamente praticabile.

La coniatura è invece un procedimento più meccanico e che richiede macchinari non solitamente disponibili per un gioielliere. Il modello viene realizzato in grande formato (un gesso da circa 30 centimetri è la norma) e ne viene ricavato un negativo in bronzo (o più spesso, attualmente, in resina) che si usa per realizzare una riduzione pantografica direttamente sul conio che se necessario viene poi rifinito a mano ("rinfrescato") da un incisore e poi temprato. L'onorificenza viene quindi coniata a freddo. Questo garantisce una base estremamente precisa nei dettagli e nelle dimensioni, con superfici e spessori lisci e regolari, su cui procedere poi nel modo migliore alla smaltatura (procedimento oramai non più diffusissimo ma di cui alcune ditte hanno ancora buona competenza). Il problema è nei sottosquadri, nelle eventuali componenti esterne (le già citate lamine o filigrane) e negli eventuali snodi articolati dell'attacco, che spesso non sono realizzabili in coniatura e/o richiedono saldature piccole e molto precise (di cui i coniatori non hanno di solito l'arte). Altro problema è - ovviamente - il costo : modello/fusione/riduzione/conio/punzone/ferro da trancia etc sono costi fissi, progressivamente sempre più ininfluenti se si parla di tirature di più pezzi ma abbasta costosi se si pensa di realizzare un pezzo singolo.

Quindi alla sua domanda non esiste una risposta univoca. Se si vogliono contenere i costi per una realizzazione una tantum, o se il soggetto ha caratteristiche particolari, direi di andare da un orafo e si lavora a cera persa ... sperando che sappia il fatto suo e soprattutto che sappia smaltare bene (o, più frequentemente, che lo smaltatore esterno cui si appoggia sappia fare il suo lavoro). Massima attenzione a chi si sceglie, perchè a parole sono tutti mirabili artisti e sublimi eredi del Cellini ... ma nei fatti è raro sia così : chiedere di vedere una sua precedente realizzazione nel campo delle onorificenze è quasi d'obbligo. Se si pensa di realizzare più di un pezzo e/o il costo è un problema relativo, e se il soggetto non ha particolari problemi tecnici, la lavorazione coniata garantisce livelli qualitativi più elevati nella parte metallica e molte garanzie in più nella capacità di smaltare correttamente.

Consideri Il tutto, ovviamente, solo un frettoloso riepilogo di una materia molto complessa. Ma sono - altrettanto ovviamente - a sua completa disposizione per qualsiasi ulteriore informazione lei desideri approfondire.
Cordiali saluti

Arturo Filippo Lorioli
Via Moncenisio 35
00141 Roma
arturolorioli
 
Messaggi: 232
Iscritto il: giovedì 2 ottobre 2008, 8:42

Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda equites » giovedì 11 dicembre 2008, 0:15

Gentilissimo Sig. Lorioli, la sua risposta è come sempre esaustiva ed utilissima e non posso esimermi dal ringraziarla anche a nome degli altri colleghi forumisti! :D

In effetti mi ha rinfrescate alcune conoscenze acquistie dalla frequentazione di un amico orafo, mentre provvidenziale è stata la descrizione delle tecniche di smaltatura. In effetti il Cloisonne dovrebbe essere ancora diffuso tra gli orologi di prestigio (per i quadranti, più raramente per le casse).

Purtroppo, come lei giustamente osserva, tutti (a parole) sono veri ed eccezionali artisti, ma pochi sono veramente quelli bravi... Voi ne conoscete qualcuno?
"...e per rincalzo il cuore"
equites
 
Messaggi: 826
Iscritto il: lunedì 20 agosto 2007, 22:17
Località: Taranto

Re: Aiuto per conservazione di un'Insegna

Messaggioda arturolorioli » giovedì 11 dicembre 2008, 10:39

equites ha scritto: ... Purtroppo, come lei giustamente osserva, tutti (a parole) sono veri ed eccezionali artisti, ma pochi sono veramente quelli bravi... Voi ne conoscete qualcuno? ...


Gentilissimo Equites ... è come consigliare un medico ... se si è persone prudenti non lo si fà mai !

Scherzi a parte, anche volendo essere "imprudente" non saprei davvero dove indirizzarla. Conosco diversi orafi che lavorano decentemente con gli smalti ma non al livello della "più alta qualità possibile" da lei richiesto, soprattutto per un oggetto impegnativo come una onorificenza.

Probabilmente la cosa migliore, come ho già detto, è cercare nella sua zona qualche artigiano di chiara fama ... e farsi mostrare un qualche campione di riferimento.
Cordiali saluti

Arturo Filippo Lorioli
Via Moncenisio 35
00141 Roma
arturolorioli
 
Messaggi: 232
Iscritto il: giovedì 2 ottobre 2008, 8:42

Precedente

Torna a Faleristica



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 16 ospiti