Riflessioni su SMOM & Cavalleria in generale...

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Riflessioni su SMOM & Cavalleria in generale...

Messaggioda giulianop » martedì 23 agosto 2016, 8:52

Alessio Bruno Bedini ha scritto:"Non ho mai percepito il potere come una posizione di forza, ma sempre come responsabilità, come un compito pesante e gravoso. Un compito che costringe ogni giorno a chiedersi: ne sono stato all’altezza?" (Benedetto XVI, dal libro di prossima uscita "Ultime conversazioni")

Anche far parte di un Ordine Religioso, perché il SMOM é prima di tutto un Ordine Religioso, é una responsabilità pesante e gravosa che costringe ogni giorno a chiedersi: ne sono stato all'altezza?

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Re: Riflessioni su SMOM & Cavalleria in generale...

Messaggioda Egon von Kaltenbach » martedì 23 agosto 2016, 8:58

Confesso che pur io, riguardo alle restrizioni dell'OCSG, sono rimasto un po' incredulo, ma l'amico mi ha assicurato che tale sarà, d'ora in avanti, la regola per l'ingresso di militari. Di più non so. Fare un serio discorso su questi temi è impegnativo e, in questo senso, i militari sono svantaggiati. Infatti, i gradi, la collocazione gerarchica di uno che non vesta la divisa è più indefinibile e, diciamo meglio, anche meglio travisabile. Un militare no: la sua posizione è quella e ben leggibile da tutti. In ogni caso, oggi, le classi sociali sono terremotate ed è necessario prenderne atto, però il tratto e la presenza della persona restano un dato oggettivo ed è questo, insieme alla dedizione mostrata per le attività e l'intima natura dell'Ordine, che dovrebbero essere fondamentali per deciderne l'ammissione. Escludere però questa valutazione di una specifica forma mentis, di una conforme educazione e di un accettabile "uso di mondo" è quello che, a mio avviso, va nettamente contro lo spirito melitense, perché esistono allora tante altre degnissime realtà cattoliche nelle quali si prescinde da qualsivoglia "cavalleria" per dedicarsi, con altrettanto lodevole impegno, alle opere di bene: Unitalsi, Caritas ... Insomma, a ognuno il suo ed è soprattutto in tal senso che, ai nostri giorni, andrebbe interpretato il mos nobilium di antica memoria.
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Re: Riflessioni su SMOM & Cavalleria in generale...

Messaggioda nicolad72 » martedì 23 agosto 2016, 9:14

Egon von Kaltenbach ha scritto:oggi, le classi sociali sono terremotate


Davvero? Io non sono d'accordo.
Oggi più che mai le classi sociali sono ben marcate e chiuse più di prima. Oggi più che mai la distribuzione della ricchezza è sempre meno equa, oggi più che mai vi sono meno persone che decidono e più persone che quelle scelte devono - volenti e nolenti - accettare. Chi decide e comanda non si chiama più aristocrazia, chi vive nei palazzi non sono più i duchi-marchesi-conti, ma sono nuove figure... ma che le classi sociali siano terremotate proprio non è vero!

OT a parte torniamo al nostro tema di discussione.

Se nel SMOM conta solo la spiritualità che cosa differenzia l'Ordine dalle Misericordie? In fondo si fa la medesima cosa o quasi dallo stesso tempo o quasi...
La differenza sta nella dignità equestre dei suoi membri (con l'eccezione dei donati) e cosa caratterizza il carattere equestre? Il more nobilium... che oggi vuol dire: posizione di prestigio nella realtà in cui si vive, buon reddito, istruzione adeguata, buona cultura (sono due cose differenti).

Poi possiamo raccontarcela come vogliamo... ma ben tutti sappiamo che sono solo inutili chiacchiere che devono giustificare qualcosa che non c'è o non si ha.
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Re: Riflessioni su SMOM & Cavalleria in generale...

Messaggioda Romegas » martedì 23 agosto 2016, 9:33

Il tuo è solo un discorso classista vecchio stampo e discriminatorio. Chiunque può avere un buin redfito e questo nessun regolamento stabilisce il minimo necessario. Poi ognuno nel suo campo può avere un suo risalto e per quanto riguarda l'istruzione oggigiorno una miriade sono i laureati: poi bisogna vedere come si sono laureati. Quindi il tuo discorso si accartoccia da solo e dimostra soltanto il tuo livore verso non si sa chi e cosa, ma questo è un tuo problema che certo al forum non interessa.
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Re: Riflessioni su SMOM & Cavalleria in generale...

Messaggioda Dantes » martedì 23 agosto 2016, 9:44

Romegas ha scritto:Il tuo è solo un discorso classista vecchio stampo e discriminatorio. Chiunque può avere un buin redfito e questo nessun regolamento stabilisce il minimo necessario. Poi ognuno nel suo campo può avere un suo risalto e per quanto riguarda l'istruzione oggigiorno una miriade sono i laureati: poi bisogna vedere come si sono laureati. Quindi il tuo discorso si accartoccia da solo e dimostra soltanto il tuo livore verso non si sa chi e cosa, ma questo è un tuo problema che certo al forum non interessa.


Non sono d'accordo.
L'Ordine, essendo cavalleresco per sua natura (e in considerazione della sua storia), deve cooptare persone che, oltre ad essere cristiani esemplari, godono anche del more nobilium così come descritto da Nicolad72.
Il fatto che, nella sua opinione, vi siano molte persone che godono di buon reddito o che sono laureate - cosa che non condivido - non implica che non vi sia chi eccella tra questi e che l'Ordine non debba cooptarli.
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Re: Riflessioni su SMOM & Cavalleria in generale...

Messaggioda nicolad72 » martedì 23 agosto 2016, 9:50

Romegas ha scritto:Chiunque può avere un buin redfito


vediamo oggi in italia solo circa il 5% dei contribuenti dichiara da 50.000 in su... e per te il 5% è chiunque?
Se fissiamo l'asticella a 100.000 la percentuale scende a poco più dell'1% e per te l'1% è chiunque?
Se fissiamo l'asticella a 200.000 la percentuale scende allo 0,2 % e per te lo 0,2% è chiunque?
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Re: Riflessioni su SMOM & Cavalleria in generale...

Messaggioda nicolad72 » martedì 23 agosto 2016, 9:54

Il reddito è una delle cose che bisogna valutare... non l'unica.
Ma cavaliere non può divenire qualunque quisque de populo altrimenti il senso stesso di cavalleria viene meno...
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Re: Riflessioni su SMOM & Cavalleria in generale...

Messaggioda Romegas » martedì 23 agosto 2016, 10:07

Bene, e allora se un cavaliere con un buonreddito come duci tu, con parametri tutti tuoi che ribadusco non esistino in alcun regolamento quindi arbitrari, cade in seguito in disgrazia, che fai lo mandi via? Ma dai, siamo seri e realisti.
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Re: Riflessioni su SMOM & Cavalleria in generale...

Messaggioda nicolad72 » martedì 23 agosto 2016, 10:14

Perché è caduto in disgrazia?
Anche questo va esaminato... se cade in disgrazia perché sperpera malamente il proprio patrimonio va cacciato... se è stato vittima degli eventi va aiutato...

Ma ciò che è importante sono i requisiti all'ingresso... un Cavaliere deve essere un faro per la società (e questo vuol dire - e lo ribadisco - buona posizione sociale, buona fama, buona cultura)... non basta essere delle brave persone per essere Cavaliere... il mondo è pieno di brave persone... ma non tutte possono essere Cavalieri... che devono necessariamente essere pochi.

Io ritengo che per qualcuno il cavalierato sia uno strumento di scalata sociale (quindi è gente che usa la cavalleria per raggiungere i suoi scopi) non una missione, ma uno strumento per partire... e questo manda a scatafascio tutte le belle parole sulla sola spiritualità (mi sembrano ragionamenti alla Lutero) e bontà d'animo a prescindere dal resto.
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Re: Riflessioni su SMOM & Cavalleria in generale...

Messaggioda giulianop » martedì 23 agosto 2016, 21:06

Tutte chiacchere sterili, cos'è l'ordine, quali finalità ha e quali devono essere le caratteristiche dei suoi membri, la carta e il codice lo dice chiaramente, non si parla ne di censo e ne di redditi minimi.... Che poi basta dare un'occhiata agli adempimenti del Gran Priorato per vedere quanti Generali, signoroni e signorini con belle posizioni sociali, vengono sospesi e radiati per morosità.
Quanti poi, pur pagando, non partecipano attivamente alle attività della Delegazione, in molti non sanno nemmeno come è fatta una carrozzina o come si porta un risciò a Lourdes.

Tutto il resto sono solo chiacchere inutili
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Re: Riflessioni su SMOM & Cavalleria in generale...

Messaggioda nicolad72 » martedì 23 agosto 2016, 21:13

Umiliate la cavalleria... degradandola a confraternita
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Re: Riflessioni su SMOM & Cavalleria in generale...

Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 23 agosto 2016, 21:40

Innanzitutto invito i Signori a raffreddare i caldi spiriti in queste giornate agostane :)

Come sempre ognuno difende la propria posizione spesso più per partito preso che non per aver davvero recepito l'argomentazione dell'altro. Non per scrivere una classica frase fatta, ma "la verità sta nel mezzo".

Da un lato dobbiamo ricordare, come è già stato fatto, che per fare volontariato sociale non è necessario essere cavalieri, indossare abiti da chiesa, uniformi diplomatiche e croci al collo. Pertanto si possono aiutare i nostri Signori Malati nelle varie organizzazioni come l'Unitalsi, le misericordie, le confraternite, l'Azione Cattolica, la San Vincenzo... così come si possono servire anche all'interno dello SMOM come normali volontari (ricordo che l'Ordine ha circa 13 mila membri, se non vado errato, e più di 100.000 volontari).
Quindi non tutti i volontari dello SMOM devono per forza di cose divenire membri e questo "diniego" non deve però svilire il loro fondamentale operato.

In secondo luogo è fondamentale ribadire che lo SMOM è primariamente un ordine religioso, questo è il punto cardine dell'Ordine, almeno per me. La sovranità, le caratteristiche militari, nobiliari, cavalleresche, sono importanti connotazioni che lo rendono quello che è stato e che è oggi, ma senza il suo essere "Religione", non ci sono caratteristiche che lo possano mantenere in vita! E' quindi ovvio che la prima caratteristica che un membro dell'Ordine deve avere è la Fede, l'impegno religioso e, in conseguenza della Fede, quello di aiuto al prossimo in cui vediamo Nostro Signore. Chiunque entrasse nello SMOM per mera "ascesi sociale", vanagloria, per indossare una scintillante uniforme diplomatica o un vistoso abito da chiesa, non ha capito nulla dell'essenza dell'Ordine che non è un'organizzazione equestre di merito come altri ordini repubblicani o dinastici, ma un vero e proprio ordine religioso.

Cosa c'entra allora, come qualcuno sembra affermare, il discorso di Nicola circa la posizione sociale, quindi anche economica e culturale? C'entra, perché per essere davvero utili all'Ordine, per esserne degni cavalieri è necessario che oltre alla buona volontà ci sia anche la "sostanza", la "possibilità di essere e fare". Quindi è necessaria una giusta posizione sociale, non per qualche strana "vanagloria", ma per meglio servire l'Ordine; così come è necessaria e conseguenziale una giusta cultura e anche una sufficiente capacità economica per far fronte alle necessità dell'Ordine. Dopotutto un tempo i nobili cavalieri che facevano parte dell'Ordine non erano scelti tra gli aristocratici per chissà quale motivazione classista, ma per mera necessità pratica: all'Ordine servivano dei membri che avessero influenza nella società in cui vivevano, che avessero capacità economiche per sostenere l'Ordine, per comprarsi un'armatura e delle armi per combattere e che avessero anche un'adeguata preparazione culturale per amministrarlo. Chi non aveva queste caratteristiche poteva servire l'Ordine come normale soldato o sergente, senza esserne cavaliere e questo non era meno importante e giusto. Come oggi se si ha buona volontà e "manualità", si può continuare a servire l'Ordine anche come i tantissimi volontari senza esserne membri e questo non è da considerarsi meno buono e utile.

In definitiva non dobbiamo considerare il ceto sociale, la posizione economica o culturale come dei requisiti in contrapposizione alla Fede del candidato. Serve tutto il pacchetto. E' quindi inutile portare singoli esempi: meglio uno che non ha soldi ma spinge la carrozzina a Lourdes piuttosto che uno che ha soldi e non si fa mai vedere alle messe dell'Ordine. Mi pare ovvio che esempi del genere siano lapalissiani. I membri dell'Ordine dovrebbero avere Fede, essere disponibili al servizio spingendo la carrozzine a Lourdes, avere desiderio di partecipare alle attività spirituali e assistenziali dell'Ordine e avere, anche, quei requisiti sociali, culturali ed economici necessari e utili all'Ordine stesso. Tutte queste cose non devono essere viste in contrapposizione tra loro, ma fondersi per meglio servire l'Ordine, la Chiesa e Dio.

E' quindi necessaria massima prudenza da parte dei delegati nell'ammissione di nuovi membri, per evitare che entrino nell'Ordine coloro che cercano in esso una mera ascesi sociale personale, o che, pur avendo buona posizione sociale ed economica, cerchino in esso una mera aggiunta al proprio curriculum o una croce al proprio medagliere senza coglierne la fondamentale essenza religiosa e assistenziale; così come anche coloro che abbiano sì buona volontà, ma nessuna capacità per aiutare l'Ordine e che ne siano quindi solo un peso. Poi ovvio che questi sono discorsi generali, ogni caso di ammissione è a se stante e il delegato dovrà valutare se le caratteristiche dell'ammittendo possano compensare altre mancanze (difficile è il loro compito [notworthy.gif] e alle volte li critichiamo con troppa facilità non conoscendone davvero il peso delle responsabilità).
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Re: Riflessioni su SMOM & Cavalleria in generale...

Messaggioda giulianop » martedì 23 agosto 2016, 21:42

Caro Nicola spero tu stia parlando per te.
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Re: Riflessioni su SMOM & Cavalleria in generale...

Messaggioda Romegas » martedì 23 agosto 2016, 21:46

Esatto Giuliano, e lo posso dire visto i miei non pochi anni di onorata militanza melitense in varie parti di essa, anche all'estero. Ho visto principi radiati, non per morosità, ma per comportamento non consono, eppure pagavano puntualmente le quote. La differenza tra un ordine cavalleresco e una confraternita non sta nel censo, ma nel tipo di ideale, religioso per entrambe ma diverso nel modo e nella strutturazione dei due organismi. Una confraternita non da titoli solo per citare una differenza.
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Re: Riflessioni su SMOM & Cavalleria in generale...

Messaggioda Romegas » martedì 23 agosto 2016, 21:56

Caro Tomaso, quanto tu dici lo condivido in parte, ma non tiriamo ancora fuori il fatto che un tempo si sceglievano i possidenti perché avevano i soldi per potersi pagare l'armatura, perché sono cose che appunto risalgono ad un tempo remoto e non più in linea con i tempi e poi, per dirla tutta non vi era istruzione, mancando uno dei cardini che tu dici per avere un degno cavaliere.. Oggi se una persona ha i requisiti religiosi e morali per entrare nell'Ordine e può permettersi di pagare la tassa di passaggio e la quota annuale, senza dire la cifra che non è non abbordabile, quale è il problema? Su stiamo con i piedi in terra, non facciamo voli pindarici....
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