nicolad72 ha scritto:AIKIDO77 ha scritto:Caro Nicola, non si tratta di usare la materia grigia o meno, ma di conoscere il sistema delle fonti ed il criterio di forza relativi ad un ordinamento diverso dal nostro. La mia competenza giuridica in merito è quasi zero, per cui la mia era solo una ipotesi. Tu hai affermato che quella era una lettera con la quale si ricorda agli agenti diplomatici accreditati norme comportamentali, per cui esprime un carattere prescrittivo, e come tale ha una sua forza. Vedi, qualcosa non mi torna. Illuminami, ma con un criterio interpretativo diverso da quello teleologico, io proporrei piu’ un’ interpretazione logico- sistemica, poiché quella testuale non è in dubbio.
In poche righe hai concentrato una marea di inesattezze giuridiche di peso. Innanzitutto le ipoesti si avanzano dopo aver fatto ricerche. Le fonti canoniche sono chiaramente indicate nei primi canoni del CIC, libramente disponibile in rete... basta fare una ricera con google o altro motore e voià risposta ottenuta...
Tu dici di non conoscere la materia ed avanzi delle mere ipotesi... scusa ma così facendo non fai ipotesi, ma spari a casaccio... con valenza scientifica pari a nulla... le previsioni del mago Oronzo hanno la medesima validità.
Ho solo esposto un personalissimo pensiero, cosa che in un forum mi sembra lecito e, come qualsiasi personalissimo pensiero non avanzato su ricerche la valenza scientifica lascia il tempo che trova, o meglio, con molta umiltà si aspetta l'opinione di qualcuno piu' esperto.Ti ricordo che non tutti lo siamo, sia per ragioni di interesse sia per capacità personali(stiamo parlando di diritto).
Ti rendi conto della boiata che hai detto nel dire che quella lettera esprime carattere precettivo?
Mi pare che in questa sede piu' di qualcuno sostiene che quella lettera sia dal contenuto inequivocabile, ossia riferito alla posizione che la S.Sede ha espresso in merito.
Tra pari non vi è giurisdizione (principio del diritto internazionale pubblico) uno stato od un suo rappresentante non può notificare alcun precetto a suoi pari... quindi un esponente della segreteria di stato che scrive alle rappresentanze diplomatiche può al massivo rivolgere un invito (che come tale a livello di mera cortesia può essere accolto o meno) ma di sicuro non può dire nulla, soprattutto a soggetti che per il diritto dall'ordinamento giuridico "ospitante" sono immuni (si chiama immunità diplomatica... penso che almeno una volta in vita tua ne abbia senbtito parlare).
Certo che la conosco, ma non l'ho associata a questo caso, e comunque ho qualche dubbio, mi riservo di darti risposta.
Quindi non vi è nulla che non possa tornare.
Non mi pare caro Nicola, almeno dal punto di vista interpretativo in questa sede piu' di qualcuno ha un concetto ben diverso della natura ed espressione di quella lettera, per non parlare poi della posizione della S.Sede in merito all'argomento.
Non ho usato alcun criterio interpretativo teleologico, ma solamente strumenti di carattere positivo e logico-sistematici. In questo tipo di analisi giuridica non è possibile usare criteri di carattere teleologico, l'oggetto della discussione non lo permette (principi di teoria generale del diritto) avendo a che fare con la successione di atti (con forza costitutiva e/o estintiva) nel tempo.
Su un punto sono d'accordo con te, che di fatto solo una bolla papale potrebbe sopprimere un Ordine istituito con bolla papale. qui giocherebbe infatti il principio della gerarchia delle fonti, per cui la forza passiva non dovrebbe ammettere soppressione da un atto gerarchicamente sottordinato. Ma sostengo(ripeto, mia ipotesi non avvalorata da ricerche) che il tempo abbia mutato tale criterio(non so se legittimamente), per cui la consuetudine ha creato la regola.
Ultima modifica di AIKIDO77 il giovedì 14 gennaio 2010, 17:11, modificato 2 volte in totale.