Uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Tilius » martedì 8 settembre 2009, 13:55

Carissimi,
ribadisco la mia forte perplessità di fronte a una tale levata di scudi, che ha le proporzioni un po' isteriche di una montagna, davvero non giustificata dal topolino costituito da due numerelli due. :?
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Antesterione » martedì 8 settembre 2009, 14:04

Carissimo Tilius,

il mio intervento non era una risposta al tuo, ovviamente. Condivido sovente le tue osservazioni (e condividevo pienamente la tua conclusione sulle divergenze solo "formali"), ma questo è un forum pubblico e questo a mio parere continua a giustificare la levata di scudi. Non tutti hanno l'intelligenza per "Capire" e "Interpretare" i dati. E mi pare, se non fosse già abbastanza chiaro, che molte discussioni in questo ambito, lo dimostrino.
Purtroppo si deve talvolta generalizzare e non basta appurare la verità con dei distinguo. Dipende molto dal "pubblico".

Questo consesso, per rispondere anche allo stimato Dott. Volpe, si avvicina sempre più proprio alla "curva dello stadio" di cui si accennava. Non è un consesso fatto solo di studiosi che sappiano interpretare i dati e confrontarsi. Prova ne sono le teorie, gli attacchi al mondo cavalleresco, il tentativo di approcciarlo goffamente cui si assiste sempre più.

Vi sono altri valori, altre informazioni da diffondere. Non queste. Non mi pare il metodo giusto per comprendere il mondo degli Ordini Cavallereschi.
Si può sentire una forte vocazione cavalleresca senza porsi mai la domanda delle quote e del numero di membri che compongono un sodalizio. E' proprio questo uno degli indici della sincerità d'animo di un aspirante. L'amore per ciò che conosce dell'essenza di un'istituzione...non certo preventivando quanto costi farne parte.

E' più importante di quanto sembri.

Andrea
A l'heure où le mal a si souvent droit de cité parmi les hommes, et jusque dans les plus hautes institutions, le réveil de la vocation chevaleresque est une urgence, à laquelle le ciel n'a jamais tardé à répondre. P. Philippe-Emmanuel RAUSIS o.p.
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 8 settembre 2009, 16:10

Egregio,

personalmente non vedo ne levate di scudi ne isterismi, solo garbo e sensibilità (naturalmente da parte di nicolad ed Antesterione). La sensibilità è una cosa che si può avere o meno, si può cercare di acquisire o meno. Alcuni la hanno, altri provano ad affinarla, altri no, non è una colpa, ma cambia comunque le percezioni.
In fin dei conti cosa è un'ostia? un pezzo di pane azimo. Lei resterbbe turbato nel vederne parecchie buste gettate lì per terra in un negozio di forniture eccelsiastiche? Io da parte mia lo sono rimasto.
Cordialmente,

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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Tilius » martedì 8 settembre 2009, 16:36

Esimio, la parole garbo e sensibilità ora acquisiscono nuove, insospettate prospettive... [notworthy.gif]

PS: e un'ostia, finché non viene consacrata, rimane un pezzo di pane azzimo (da salvaguardare per il futuro uso sacrale e alimentare che se ne farà, ma non mi pare cha appoggiare sul pavimento dei sacchi sia cosa da suscitare cotanto turbamento). Non confondiamo la sensibilità con l' ipersensibilità (la quale spesso risulta acuta su pochi aspetti e tremendamente sorda su tutti gli altri... ;) )

PPS: mi duole autocitarmi, ma la sensibilità é anch'essa cosa che andrebbe da altri giudicata e non autoconferita.
Mi perdoni la franchezza, ma il chiamare in causa da parte Sua Nicola e Antesterione (la stima che nutro nei loro confronti mi impedisce di questionare sulla loro sensibilità: mi sembrerebbe di trattarli da ragazzetti di scuola cui assegnare il voto in condotta) mi sembra sottintenda in maniera neanche troppo velata (se così non fosse stato nelle sue intenzioni, allora temo che la sua frase sia risultata involontariamente ambigua: lapsus freudiano?) anche un terzo "convitato di pietra" al tavolo della sensibilità, mi passi l'espressione.
L' ostentazione , ne converrà anche Lei, é certo una mancanza di sensibilità. ;)

Tornando alla bruta lettura dei fatti, qua si parla di reazioni sdegnate a fronte di alcuni numeri (completamente innocenti e asettici nel caso delle statistiche di adesione ai vari ordini; pelosetti e fastidiosetti - ma personalmente li trovo superflui e privi di interesse, e infatti non li ho mai chiesti - quelli riferiti alle quote di iscrizione). Secondo me sono più dannose codeste reazioni che non le peggiori insinuazioni che gli ignoranti potrebbero mai costruire su questi numeri. Non che tali reazioni di sdegno siano del tutto immotivate o irragionevoli: semplicemente dare l'impressione di avere paura di pochi numeri é dare implicitamente l'impressione di nascondere qualcosa. Quando, ne sono convinto, non vi sia nulla da nascondere. E in tal caso, sdegnarsi e invocare il segreto di stato non mi sembra invero la migliore delle scelte possibili. This is purely my own personal opinion.
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 8 settembre 2009, 16:54

Illustrissimo ed eccellentissimo,

visto che se per caso chiarisco una mia posizione mi autocito e sono quindi per lei villano e che se per caso non mi autocito sono comunque per lei villano vedo che lei è proprio di gusti facili, coerenti e chiari, trovo inoltre che il suo continuo sottolineare le mancanze altrui (di educazione, stile od ortgrafia) sia veramente signorile e di gran classe. Ha modo di mandarmi il suo galateo. Penso che vi troverei cose mai viste prima.
Cosa fa di professione il provocatore?


Per ciò che invece riguarda la discussione in atto mi chiedo solo se il prossimo passo sarà la richiesta di pubblicazione dei bilanci degli Ordini possibilmente su un bel sito internet, in fin dei conti anche questa è "trasparenza". Ma questa è sovente la sensibilità della gente sostanzialmente estranea al mondo cavalleresco.

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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Tilius » martedì 8 settembre 2009, 17:23

Cronista di Livonia ha scritto:Illustrissimo ed eccellentissimo,

alla fine c'è proprio riuscito a strapparmi di bocca le parole - vedo che lei proprio non può fare a meno di dare lezioni di stile (o di ortografia, ma questi sono altri casi). Vedo che se richiamo un mio precedente pensiero sono colpevole di autocitazione priva di eleganza e se invece per caso non mi autocito sono reo di sottointesa autocitazione priva di eleganza. Già in altra discussione ha così signorilmente spiegato la mia mancanza di stile, di buon gusto e di eleganza, vedo che è proprio una cosa a cui non sa resistere.
Devo dire che lei dà sempre splendide dimostrazioni di grande signorilità, tali da facilitare le conversazioni, quali che siano gli argomenti.
Mi inchino davanti a cotanta eleganza, a cotanto stile, a si perfetta educazione. Questo suo continuo sottolineare le mancanze(?) educative altrui è veramente signorile. Questi si che sono contributi rilevanti per una discussione. Bravo!


Per ciò che invece riguarda la discussione in atto mi chiedo solo se il prossimo passo sarà la richiesta di pubblicazione dei bilanci degli Ordini possibilmente su un bel sito internet, in fin dei conti anche questa è "trasparenza".

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Esimio, Le assicuro che Lei sopravvaluta il mio pressochè nullo contributo nell'esplicare la Sua eleganza: quale essa sia, tanta o poca, sensibile o insensibile, con stile o priva di stile, Lei la esplica direttamente con estrema chiarezza, da solo e senza necessità alcuna di contributi da parte terza.[thumb_yello.gif]
Oltre a esplicare insindacabili giudizi su quella altrui, of course. [thumb_yello.gif]

No, probabilmente non si tratta di contributi indispensabili alla discussione. Ma consideri che rarissimamente sono io quello che briga per dirottare sul piano personale le discussioni. [nonono.gif]

E, per tornare al caso specifico della presente discussione riferita (almeno nelle sue ultime battute) ai numeri, davvero in pochi sono stati quelli che ai numeri si sono attenuti.

In quanto ai bilanci, sono (almeno credo... Nicola, do You confirm?) atti pubblici di Enti, ergo non ci vedrei niente di scandalosamente inaudito nel pubblicarli on-line, come in qualsiasi altra modalità. [thumb_yello.gif]
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 8 settembre 2009, 17:38

Tilius,

vedo che si è salvato il mio primo messaggio prima che lo mitigassi per automoderazione. Beh, poco male, viva la sincerità, se lo incornici.

Per il resto gli Ordini cavallereschi non sono enti pubblici, che i loro bilanci vengano pubblicati è una loro scelta, non un obbligo. Questo morboso farsi i fatti altrui è decisamente discutibile.

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Ultima modifica di Cronista di Livonia il martedì 8 settembre 2009, 17:59, modificato 1 volta in totale.
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Tilius » martedì 8 settembre 2009, 17:41

Esimio, nel mentre Le rispondevo qui sopra temo di avere inglobato la prima versione della Sua risposta.
Desolato.
La seconda versione cambia nella forma: più diretta, più sapida.
Grazie per il "provocatore", epiteto che sin'ora mi mancava. ;)
La prima però la trovavo più ironica.

Cronista di Livonia ha scritto:Illustrissimo ed eccellentissimo,

visto che se per caso chiarisco una mia posizione mi autocito e sono quindi per lei villano e che se per caso non mi autocito sono comunque per lei villano vedo che lei è proprio di gusti facili, coerenti e chiari, trovo inoltre che il suo continuo sottolineare le mancanze altrui (di educazione, stile od ortgrafia) sia veramente signorile e di gran classe. Ha modo di mandarmi il suo galateo. Penso che vi troverei cose mai viste prima.
Cosa fa di professione il provocatore?


Per ciò che invece riguarda la discussione in atto mi chiedo solo se il prossimo passo sarà la richiesta di pubblicazione dei bilanci degli Ordini possibilmente su un bel sito internet, in fin dei conti anche questa è "trasparenza". Ma questa è sovente la sensibilità della gente sostanzialmente estranea al mondo cavalleresco.

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Anyway, mi permetto di estrapolare una frase dalla prima versione, e precisamente:
Devo dire che lei dà sempre splendide dimostrazioni di grande signorilità, tali da facilitare le conversazioni, quali che siano gli argomenti.


Sarebbe oltrequalmodo interessante aprire un pubblico sondaggio fra i Forumisti del seguente tenore:

Ritenete che la frase "dà sempre splendide dimostrazioni di grande signorilità, tali da facilitare le conversazioni, quali che siano gli argomenti" si adatti maggiormente a:
[clover.gif] il Cronista di Livonia
[clover.gif] Tilius
Si prega di segnare un'unica risposta.
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Tilius » martedì 8 settembre 2009, 17:46

Cronista di Livonia ha scritto:Tilius,

vedo che si è salvato il mio primo messaggio prima che lo mitigassi per automdoerazione. Beh, poco male, viva la sincerità, se lo incornici.

Per il resto gli Ordini cavallereschi non sono enti pubblici, che i loro bilanci vengano pubblicati è una loro scelta, non un obbligo. Questo morboso farsi i fatti altrui è decisamente discutibile.

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Carissimo, non c'era bisogno (anche perché la prima versione era più spontanea [angel] - le prime versioni lo sono sempre - e il mio animo d'artista apprezza la spontaneità sopra ogni cosa) [thumb_yello.gif] (...e anche perché é la versione definitiva a sembrarmi più cattivella [dev.gif] )
Non me ne voglia. Sono convinto che di persona ci intenderemmo a meraviglia. :D
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Tilius » martedì 8 settembre 2009, 17:52

Cronista di Livonia ha scritto:Questo morboso farsi i fatti altrui è decisamente discutibile.

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Consideri che, anche in nome della tanto vituperata trasparenza, sono in molti (milioni) che non disdegnano di frequentare FaceBook. Quello che ad alcuni può sembrare un morboso impicciarsi, da altri é considerato come accrescere la propria apertura verso il Mondo. [thumb_yello.gif]
Ultima modifica di Tilius il martedì 8 settembre 2009, 18:14, modificato 1 volta in totale.
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 8 settembre 2009, 17:57

Lei si faccia pure gli affari di chi vuole e come vuole, oggi è fin troppo facile, anche se ciò non significa che sia un bene. Personalmente ho cercato di convincermi per mesi che di persona avremmo potuto intenderci, ma davanti alle sue continue provocazioni ed al suo atteggiamento lo trovo sempre più difficile da credere e non intendo più sprecarci un minuto.
A questo punto lascio la parola al Moderatore.

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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Tilius » martedì 8 settembre 2009, 18:04

Che il Moderatore si esprima sull' atteggiamento e sulle provocazioni di entrambi é certo ottima cosa.
[welcome(1).gif]
Copra nostr'onte un velo ...
Giudichi solo il cielo
Qual più di noi fallì.


E concludo nel sostenerLe che mi dispiace sinceramente che la discussione sia degenerata in siffatta maniera. Dal tono arrabbiato e anzi indignato delle Sue risposte trovo assolutamente comprensibile che Lei ritenga impossibile una riconciliazione di vedute, foss'anche favorita dalla più diretta comunicazione personale. Io non ho perso la speranza in tal senso, anche perché, al di là di quella che si é evidenziata come una reciproca incompatibilità espistolare, ritengo che a livello caratteriale, nonché su molti aspetti di opinioni e pensieri, ci sarebbero grandi possibilità di confronto (come avviene fra persone intelligenti, come tutt'ora reputo entrambi: Lei perché, al di là della forma, me ne lascia tutt'ora assolutamente persuaso; me, per sano amor proprio).
Se ci mettessimo entambi d'impegno nel conservare il confronto su un piano civile, le nostre discussioni risulterebbero forse meno briose (lo spettacolino dato sarà stato anche indegno ma credo abbia trovato anche qualche spettatore non annoiato ;) ) ma potrebbero proseguire più a lungo, guadagnadone sull'interesse storico e filosofico, che in fondo costituisce la motivazione precipua e anzi a ben guardare unica dell'esistenza di questo Forum.
Non sono completamente deprivato della speranza.
Con immutata Stima (che ci creda o no),
M.T.
Ultima modifica di Tilius il martedì 8 settembre 2009, 18:48, modificato 1 volta in totale.
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » martedì 8 settembre 2009, 18:41

Prima che il moderatore si esprima, magari bloccando la discussione (io spero proprio di no), voglio postare un vecchio articolo del Corriere della Sera (cfr. http://archiviostorico.corriere.it/2002 ... 2374.shtml ) in cui si evince che all'inizio del 2002 i cavalieri mauriziani erano circa 1.000 (in effetti, aveva ragione lei, gentile Cronista, quando affermava che 3.912 erano tutti gli insigniti di ordini sabaudi nel 2006) e pagavano una quota ordinaria di 300 franchi svizzeri all' anno (202 euro) oltre alla «tassa» per il livello raggiunto:
cavaliere 750 franchi (505 euro);
cavaliere ufficiale 920 (619 euro);
commendatore 1.350 (909 euro);
grande ufficiale 2.250 (1.516 euro);
cavaliere di gran croce 3.050 (2.055 euro).
Comunque, la notizia più interessante è che queste somme sono state introdotte tutte dopo la morte di S.M. Umberto II, il quale, credo, ma mi posso sbagliare, non chiedeva niente, nemmeno, per i titoli nobiliari da lui concessi in vita (oltre 400).
Che strano cambio di rotta, non trovate? [hmm.gif]
A presto.
Fructum affert in patientia
Pasquale M. M. Onorati
 
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 8 settembre 2009, 19:09

Egregio Signor Onorati,

la ringrazio per la conferma dei dati da me forniti. Sul cambio di rotta, mah, strano, fino ad un certo punto. Comunque si, risulta anche a me che Re Umberto non chiese mai nulla per l'OSSML (per i titoli forse le spese di cancelleria, ma dubito).
Da allora sono cambiate un pò di cose.



Egregio Signor Tilius,

non so proprio più per che verso prenderla. Pur apprezzando il suo sapere in vari campi, perlomeno dalla Faleristica alla Storia dell'Arte, non riesco proprio a ritrovarmi con certi suoi comportamenti (e lei probabilmente con certi miei).
Avremo anche molto in comune, ma mi sembra che qui non si riesca ad esprimerlo. Non è la prima volta che una nostra conversazione finisce così, ma vorrei fosse l'ultima. Non lo trovo utile per il forum in primis e per noi in secundis. Inoltre non amo le liti, di nessun genere. Non vedo però una facile soluzione.
Se dico una cosa non va bene, se dico l'opposto nemmeno, se dico le cose in modo semplice per cercare di essere chiaro faccio cultura sbozzata con la roncola, se mi piace lo chevalier sono un cafone di pessimo gusto. Ho grosse difficoltà a ritrovarmi con un simile approccio. Insomma non mi rende certo la vita facile e tantomeno offrirle una risposta pacata.
Sono e resto indignato, quindi qualche difficoltà per ora c'è, ma difficilmente serbo realmente rancore. Chissà forse il tempo potrà portare un futuro migliore.
Per ora mi contenterei di chiudere qui questa polemica, per il futuro vedremo. In ogni caso grazie per il "ramoscello d'ulivo".

Cordialmente ad entrambi,

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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Tilius » martedì 8 settembre 2009, 19:38

Cronista di Livonia ha scritto:Egregio Signor Tilius,

non so proprio più per che verso prenderla ahimé, anch'io al momento sono un po' spiazzato... ma ci attrezzeremo, I'm sure we'll do. [thumb_yello.gif] . Pur apprezzando il suo sapere in vari campi, perlomeno dalla Faleristica alla Storia dell'Arte, e io, di converso, aprrezzo la vastità delle Sue conoscenze storiche non riesco proprio a ritrovarmi con certi suoi comportamenti (e lei probabilmente con certi miei).
Avremo anche molto in comune, ma mi sembra che qui non si riesca ad esprimerlo. Non è la prima volta che una nostra conversazione finisce così, ma vorrei fosse l'ultima. É anche mio desiderio che, Le assicuro, condivido in toto per sostanza e intensità. [notworthy.gif] Non lo trovo utile per il forum in primis e per noi in secundis. Inoltre non amo le liti, di nessun genere. Di nuovo in toto d'accordo sull'inutilità e la anzi deleteria dannosità di qualsiasi diatriba, sia sul piano personale sia per il buon mantenimento dei livelli di cordiale correttezza nel Forum. Energia sprecata, per tacere di tutte le nefaste conseguenze sul piano dei rapporti interpersonali Non vedo però una facile soluzione.
Se dico una cosa non va bene, se dico l'opposto nemmeno, però anch'io mi trovo subito tacciato d'essere un villain se mi permetto di evidenziare qualche (piccola) incongruenza ;) se dico le cose in modo semplice per cercare di essere chiaro faccio cultura sbozzata con la roncola qui si faceva un po' il salace, ma rimanevo nel campo del sarcasmo: la semplicità e la chiarezza sono cose che tengo anch'io nella massima considerazione, se mi piace lo chevalier sono un cafone di pessimo gusto io a queste parole in realtà non arrivai, o se ci arrivai fu per l'acutizzarsi della nostra verve dialettica... :D A ben vedere qui (...ma non me ne ha perdonata neanche una, no? ;) ) peccammo entrambi di orgoglio nell'estremizzare, su un argomento tutto sommato futile, quelle opinioni che dovevano, per ambo le parti, rimanere alla stregua di semplici enunciati: a me lo chevalier piace perché é nella tradizione, richiama gli avi e la famiglia etc. etc. etc. piuttosto che a me lo chevalier non piace perché spesso c'é chi ne abusa, perché é antiquato etc. etc. etc. Punto. Purtroppo entrambi abbiamo ecceduto i limiti ragionevoli dei rispettivi enunciati... con le non fauste battute vicendevolmente scambiate in coda di discussione Ho grosse difficoltà a ritrovarmi con un simile approccio. Insomma non mi rende certo la vita facile e tantomeno offrirle una risposta pacata.
Sono e resto indignato, quindi qualche difficoltà per ora c'è, ma difficilmente serbo realmente rancore. In confidenza, anche per me il rancore é cosa che mi dura l'espace d'un matin... ;) . Chissà forse il tempo potrà portare un futuro migliore.
Sono convinto di sì. In fondo il bisticcio approfondisce anch'esso la conoscenza reciproca. Io so che Lei é fermo ed estremamente serioso nelle sue posizioni, Lei sa che io ho la battutina salace a ruota libera (ma anche rivolta a me medesimo, sia chiaro) e che le mie posizioni sono non così conservatrici come le sue (su taluni aspetti, su altri il contrario). That's all. Penso che la convivenza sarà certo più tranquilla se solo sospendessimo i reciproci istinti "ma io a 'sto qua me lo mangio" e ci concedessimo il beneficio del dubbio (non si pretende da nessuno dei due una martirizzante vocazione alla formula totalizzante "io sono OK, Tu sei OK", ma sono certo che al compromesso "io sono OK e Tu mi sforzo di verificare se sei OK" ci possiamo adattare agevolmente entrambi)
Per ora mi contenterei di chiudere qui questa polemica, per il futuro vedremo. In ogni caso grazie per il "ramoscello d'ulivo". Che combinazione: ho anch'io la netta sensazione che contemporaneamente anche sul mio davanzale sia atterrata una colomba di pamphilijana memoria - giusto per rimanere in ambito araldico) [thumb_yello.gif]
Cordialmente ad entrambi,

Il Cronista di Livonia


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