Ordini Cavallereschi e Chiesa cattolica

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Messaggioda antonio_conti » martedì 28 dicembre 2004, 18:08

Grazie per l'intervento, caro Michele,
come avrà (avrai? :wink: ) notato, la definizione di "associazioni laiche di stampo cavalleresco" è stata usata dal Signor Forlanini nel suo ultimo intervento in questo topic.
La questione è davvero complicata, attendiamo fiduciosi lumi in materia.

Cordialmente

Antonio Conti
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Messaggioda Michele Baroncini » martedì 28 dicembre 2004, 18:17

Caro Antonio...

...mi onora la confidenza di un collega Goliarda... diamoci quindi senz'altro del tu! :P

Prendo atto inoltre della tua rettifica... mi era sfuggito, nella fretta, il primo "utilizzatore" della qualificazione.

Da osservare che quanto ho esposto sono semplicemente le mie conclusioni (che ho comunque cercato di suffragare quanto più possibile con una concreta base teorico-giuridica) e in quanto tali suscettibili di revisione, integrazione o confutazione... :wink:

cordialmente
Michele Baroncini
 

Messaggioda Ardashir » martedì 28 dicembre 2004, 18:52

Gentili signori,

la definizione "associazione laica di ispirazione cavalleresca" da me utilizzata serve a definire quegli ordini che si danno una natura cavalleresca o recuperano tradizioni cavalleresche senza però sottoporre i propri membri a voti religiosi o ad obblighi che ne mutino la natura di semplici laici e senza godere di un riconoscimento ufficiale da parte della Santa Romana Chiesa o far parte del patrimonio premiale di qualche dinastia (gli esempi di queste associazioni cavalleresche si sprecano, sia nell'ambito della buona fede, sia in quello della truffa e dell'invenzione).

Notiamo bene che il significato reale e storico di "laico" è "non ordinato", cioè non facente parte del clero regolare o del clero ordinario. In questo senso, un ordine che non pretenda alcun genere di voto dai suoi membri può esser qualificato come laico, indipendentemente dal fatto che i principi che lo ispirano siano di natura religiosa. Stiamo attenti a non confondere l'uso di "laico" che ho sopra descritto con la funzione erronea che oggi gli si attribuisce di scompagnamento dalla Fede o, addirittura, di ateismo pratico.

Tengo ad osservare, poi, che serve che i voti dell'ordine preso in esame siano sacramentalmente e canonicamente validi secondo il Codice Canonico di Santa Romana Chiesa: un voto di per sé non indica nulla. Questo, sostanzialmente, limita la legittimità di simili pratiche (salvo eccezioni) ai due unici ordini riconosciuti dalla Chiesa Cattolica.

Ovviamente, essendo una definizione coniata, per quanto ne so, in questo topic, è ovviamente passibile di modifiche e rettificazioni.

Cordiali saluti
Ardashir
 
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Messaggioda antonio_conti » martedì 28 dicembre 2004, 19:10

Gentile Forlanini,
avevo bene inteso che cosa lei volesse significare col termine laico, devo confessarle che mi aveva colpito l'insieme della definizione.
Lei sa a che cosa si pensa in Italia quando si parla di associazioni di stampo... 8) , ma senza arrivare a tanto, mi era parso di cogliere in quella definizione una qualche nota di disvalore.
Forse mi sono sbaliato...
Ad ogni modo, potrebbe farmi qualche esempio, così come ha fatto Michele?

Cordialmente

Antonio Conti
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Messaggioda pierfe » martedì 28 dicembre 2004, 19:29

Michele Baroncini ha scritto:
Antonio Conti ha scritto:A proposito, sono molto interessato ad avere una definizione di “associazioni laiche di stampo cavalleresco”.


... omissis

Sensibilmente diverso (anche se non molto) il caso dell'ordine di S. Giorgio di Borgogna... ricostituito dall'avente diritto come associazione cultural-venatoria.


Non mi risulta che esista un legittimo ordine di S. Giorgio di Borgogna ricostituito dall'avente diritto come associazione cultural-venatoria. Conosco però qualche falso ordine cavalleresco di questo nome

Esiste l'Ordine di Sant'Uberto che non è un ordine cavalleresco ma una organizzazione culturale riservata ai cacciatori, con marcati scopi benefici.
Il gran maestro è l'Arciduca Andrea Salvatore d'Austria, ma non ha alcun diritto sull'antico ordine di Sant'Uberto.
Quindi è una nuova organizzazione ideata e creata con fini attuali.
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Messaggioda Ardashir » martedì 28 dicembre 2004, 20:01

antonio_conti ha scritto:Gentile Forlanini,
avevo bene inteso che cosa lei volesse significare col termine laico, devo confessarle che mi aveva colpito l'insieme della definizione.
Lei sa a che cosa si pensa in Italia quando si parla di associazioni di stampo... 8) , ma senza arrivare a tanto, mi era parso di cogliere in quella definizione una qualche nota di disvalore.
Forse mi sono sbaliato...
Ad ogni modo, potrebbe farmi qualche esempio, così come ha fatto Michele?

Cordialmente

Antonio Conti


Certamente, data la bagarre causata della mia smania catalogatrice, il minimo che posso fare per farmi perdonare è chiarire con qualche esempio ciò che intendevo poc'anzi! ^^


-Ordine cavalleresco riconosciuto dalla Santa Sede:
sono unicamente due, poniamo l' Ordine di Malta come esempio

-Ordine dinastico premiale non riconosciuto ma legato storicamente alla Santa Sede:
Ordine Costantiniano di San Giorgio (indipendentemente dal problema dell'obbedienza)

-Associazione religiosa di ispirazione cavalleresca:
l'Ordine di Santa Maria di Gerusalemme o l'Ordine Teutonico nella sua forma attuale rientrano in questa categoria, essendo ormai composti prevalentemente da religiosi ed avendo una classe di familiares laici che non mutano tuttavia la natura di clero regolare (o ordinario) propria alla maggior parte dei membri di questi ordini. Inoltre, NON sono riconosciuti da Santa Romana Chiesa come ordini cavallereschi al contrario degli ordini di Malta e del Santo Sepolcro.

-Associazione laica di ispirazione cavalleresca:
avvalendomi del gentilissimo Signor degli Uberti, le propongo come esempio l'ordine di Sant'Uberto di S.A.I.R. l'Arciduca Andrea Salvatore d'Absburgo Lorena, ma ce ne sarebbero anche molti altri.

-Ordini fittizi o dalla dubbia storicità:
per ovvie ragioni evito di farLe esempi, credo sarebbe poco saggio :wink: !

Esiste poi un'altra particolare categoria da considerarsi: quegli ordini, cioè, sia facenti parte di patrimoni dinastici sia aventi semplice natura di associazioni, che impongono voti religiosi di qualsivoglia natura ai loro membri pur non avendo una ricognizione religiosa da parte di Santa Romana Chiesa di detti voti.
Avremo quindi, ad esempio, una classe di cavalieri professi nell'Ordine di Santo Stefano Pontefice e Martire che sono tali solo a titolo privato, dato che il loro voto e il loro status di cavalieri professi non è riconosciuto dall'autorità ecclesiastica. A livello canonico, dunque, simili professioni non hanno valore che all'interno dell'ordine o dell'associazione che le richiede, e vanno considerati a tutti gli effetti semplici ordini dinastico\premiali o associazioni laiche di ispirazione cavalleresca a seconda del caso in esame.

La saluto cordialmente chiedendole scusa per la lunghezza
Ardashir
 
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Messaggioda Michele Baroncini » mercoledì 29 dicembre 2004, 10:35

Pier Felice degli Uberti ha scritto:Non mi risulta che esista un legittimo ordine di S. Giorgio di Borgogna ricostituito dall'avente diritto come associazione cultural-venatoria. Conosco però qualche falso ordine cavalleresco di questo nome

Esiste l'Ordine di Sant'Uberto che non è un ordine cavalleresco ma una organizzazione culturale riservata ai cacciatori, con marcati scopi benefici.
Il gran maestro è l'Arciduca Andrea Salvatore d'Austria, ma non ha alcun diritto sull'antico ordine di Sant'Uberto.
Quindi è una nuova organizzazione ideata e creata con fini attuali.
Pier Felice degli Uberti


Signori... sono veramente imperdonabile! :cry: :cry: :cry:

La fretta è davvero una cattivissima compagnia. Rispondendo ieri ai Colleghi "in volata" ho fatto una gran confusione... intendevo riferirmi proprio all'Ordine citato dal dott. Pier Felice S. Uberto di Lorena)... ma per un lapsus mi è venuto alla mente l'Ordine di san Giorgio di Borgogna! :oops:

Sono mortificato! Sono cose che succedono! :roll:
rinnovando le scuse per il grossolano errore porgo cordiali saluti!
Michele Baroncini
 

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