Uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Francesco Lupo » martedì 25 agosto 2009, 12:47

Buongiorno,

Quoto Antesterione per le Sue belle parole.

Cordialmente.
Francesco Lupo
 

Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » martedì 25 agosto 2009, 17:15

Gentili Antesterione e Francesco Lupo,
personalmente non ci vedo niente di male a divulgare dati statistici relativi agli ordini cavallereschi e di merito diffusi in Italia, come non ci vedo niente di male a parlare, per esempio, delle cosiddette "tasse di passaggio" che i cavalieri corrispondono quando entrano in un ordine equestre, oppure di come vengano vagliate le "prove nobiliari" nell'Ordine di Malta; mi sembra una forma di trasparenza che, personalmente, mi permette di conoscere meglio queste belle realtà pur non facendone parte, ma essendone semplicemente un appassionato studioso. Detto questo, veniamo ai dati:

Secondo la newsletter dell'Ordine Esquestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme del giugno 2003
( cfr. http://www.vatican.va/roman_curia//inst ... er3_it.pdf), alla fine del 2002 l'Ordine contava 22.978 membri (12.796 cavalieri, 7.407 dame e 2.775 ecclesiastici) così suddivisi:
il 55,2 % viveva in Nordamerica;
il 41,8 % in Europa;
il 3 % in Australia, Sudamerica e Asia.
Nell'Italia peninsulare i membri erano 4235 e con le isole (Sicilia e Sardegna), probabilmente erano circa 5.000.

Volendo allargare il discorso alle "tasse di passaggio", da due vecchie discussioni ( cfr. viewtopic.php?f=2&t=3938
e viewtopic.php?f=2&t=7686) si evince che:

nell'Ordine Costantiniano di San Giorgio (ramo francese), nel 2007, la "tassa di passaggio" partiva da € 1000 (oltre le spese per decorazioni e mantello € 500/600) e l'annualità era di circa € 50;
sempre nello stesso anno, nel ramo spagnolo, la stessa "tassa" era di soli € 200 (€ 90 tre anni prima) e l'annualità variava da € 50 a € 80 a seconda delle delegazioni;
nell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro, invece, la "tassa" suddetta si aggira attualmente attorno ai 2.000 Euro, mentre la quota annuale ammonta a € 550 (nel 2007, per la luogotenenza dell'Italia Centrale, tali somme ammontavano, rispettivamente a € 1.450 e a € 250); infine per le promozioni è richiesto un contributo maggiore della "tassa d'ingresso" da pagarsi "una tantum".
Purtroppo, niente si sa in merito alle "tasse di passaggio" dell'Ordine di Malta e dell'Ordine Mauriziano (ma anche durante il Regno d'Italia si pagava una quota d'ingresso per farne parte?), quando c'era ancora la Lira, mi disse un cavaliere di malta che le stesse si aggiravano attorno ai 5.000.000 (di Lire, ovviamente).
Buon pomeriggio.
Fructum affert in patientia
Pasquale M. M. Onorati
 
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Tilius » martedì 25 agosto 2009, 17:22

Mario Volpe ha scritto:Beh ? nessuno vuol contribuire ad integrare il riepilogo degli onori assegnati in Italia con le cifre ancora mancanti ? ...


Ahimé, pare che no.
I nudi numeri continuano a suscitare reazioni che vanno dall' infastidita inquietudine all' ammutolito terrore.
Peccato, perché davvero non esistono - aldilà di un malinteso quanto fumoso senso della privacy (sempre buono da riciclare in mancanza d'altro) - concrete ragioni per un tale trincerarsi... [confused.gif]
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Tilius » martedì 25 agosto 2009, 17:41

Mario Volpe ha scritto:Per rispondere al nostro Elmar Lang sull'eccessivo numero dei conferimenti OMRI (nonostante le forti riduzioni degli ultimi anni), vorrei fare presente che i numeri italiani sono oggi piuttosto in linea con quello che avviene in altri Paesi europei.
Prendiamo ad esempio la Francia, che dispone, oltre ai due ordini principali di merito generico (Legion d'Onore e Merito Nazionale), anche di una consistente serie di onorificenze specializzate, che certamente portano il numero complessivo delle assegnazioni annue ben al di sopra di quelle italiane.


Mario Volpe ha scritto:OMRI – circa 6000 conferimenti annui (attuali), circa 150/180.000 membri attivi;


Ma siamo proprio sicuri che i Franzosi siano messi male/bene tanto quanto noartri ?
La legion d'onore ha contingenti annui di circa 3500 a titolo civile, e 1700 a titolo militare. Totale 5200 sensibilmente inferiore all'OMRI ora contingentato a 6000.
E la manovra di correzione per riportare il numero di membri in ranghi ragionevoli, principiata da De Gaulle del '62, ha dato risultati inoppugnabili, come denota il seguente grafico (fonte, come i numeri di cui sopra, il sito della Cancelleria della Legion d'Onore).

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Vogliamo aggiungere anche l'Ordre del Merito Nazionale?
Vabbene, lì effettivamente sono la proverbiale, biblica legione... epperò almeno l'intento di preservare il prestigio dell'ordine principale ridirezionando le brame concupiscenti dei pesci piccoli verso l'ordine secondario é stato pienamente centrato. L'OMRi non ha questa valvola di sfogo... e finisce quindi per entrarvi di tutto... [confused.gif]

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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Antesterione » martedì 25 agosto 2009, 17:58

Concrete Ragioni:

1) Definire questo paese, il paese della cuccagna per quanto riguarda la possibilità di essere insigniti di un'onorificenza. Salvo poi notare come in fondo, il numero di concessioni non è smisurato a confronto con altri paesi del mondo occidentale e soprattutto considerato il numero di abitanti di una nazione.

2) Dall'1) ne deriva uno sgradevolissimo e neanche troppo velato insulto a chi il titolo Cavalleresco ce l'ha e meritatamente, insinuando la facilità di ottenersi un'onore al banco del supermercato. La qual cosa i veri cavalieri possono smentire superando, cortesemente, le interne rivalità.

3) I dati, come dimostrato dal mio intervento in merito allo SMOM, basato su documenti di meno di un paio di anni fa (peraltro tutti voi avrete letto i medesimi dati sul sito ufficiale durante il gran magistero di Andrew Bertie), dimostrano come le dichiarazioni in termini numerici possano non corrispondere o quantomeno non essere realmente rappresentativi della distribuzione a livello internazionale o nazionale di un ordine cavalleresco. Poiché tali dati non vengono visti per rilevare la vitalità di un'istituzione ma per giudizi in merito al rispettivo valore della stessa... meglio a questo punto non diffonderli, né approssimativi né precisi, così che la gente debba provare ad affacciarsi alle stesse istituzioni e ottenere il tanto agognato cavalierato con la supposta facilità di cui sopra. E' facile non arrivare all'uva, o non sapere come arrivarci e dire quanto sia acerba.
*****Per rispondere al Gentile Sig. Onorati anche per riportare l'inesattezza e l'appossimazione dei dati trattati: Sull'Ordine di Malta, molti di noi hanno i dati e non li han condivisi (i dati infatti normalmente li ha chi ha buon senso tale da saperli serbare con discrezione... non a caso i membri SMOM presenti in questo forum non li esternano... una ragione ci sarà). Idem per i dati esatti del Santo Sepolcro che sono superiori a quelli ipotizzati nelle discussioni. Oggi l'ordine che richiede il maggior impegno in assoluto in termini di oblazioni e donativi è proprio l'OESSG (la situazione inoltre può variare da luogotenenza a luogotenenza e l'impegno sta divenenedo sempre maggiore). Purtroppo io avrei preferito che chi avesse "sentito parlare" di tali quote, in modo più o meno esatto, le avesse serbate per se (come principio), appunto perché l'oblazione non dev'essere preoccupazione del degno cavaliere e l'aspirante non deve venirne a conoscenza se non quando è già stato ritenuto da altri "degno" di ricevere tale onore. I Cavalierati non hanno un costo.

4) E' molto sgradevole utilizzare questi dati numerici per stabilire il valore odierno di un'istituzione illustre quale quella cavalleresca. Vi sono ordini che devono contare diverse migliaia di persone, altri che per loro natura sono ristretti ai fedelissimi di una casa reale, altri ancora vengono conferiti per meriti in situazioni eccezionali e per tale ragione non vi è motivo di una loro presenza capillare. In tutti i casi il Cavalierato è un onore eccezionale rispetto agli obiettivi che la gente comune può raggiungere e raggiunge al giorno d'oggi.

5) L'essersi esposti su questo spazio aperto, troppe volte ed in modo troppo specifico in polemiche o giudizi sul mondo cavalleresco ha evidentemente portato i frequentatori non appartenenti a tale ambiente a sviluppare un giudizio che non rende giustizia della realtà delle cose, pur con i problemi reali che l'istituzione cavalleresca deve affrontare. Un'altra concreta ragione per evitare di s-parlare su una piazza pubblica come questa. Per la qual cosa inviterei tutti i frequentatori appartenenti ad un ordine di cavalleria, di moderare la propria veemenza quando si giudichi un'istituzione equestre, che sia la propria o quella altrui.

Fare di tutta l'erba un fascio, facendo credere che in Italia il Cavalierato sia il titolo di Pulcinella, mi sembra dunque la sintesi generale di queste "Concrete Ragioni" per "svegliarsi" dal torpore e cominciare a rivendicare un po' lo stato delle cose.

Poi ognuno è libero di proseguire nei termini che meglio preferisce. E' evidente che alcune istituzioni soprattutto se di merito, per la loro diffusione possano non essere prestigiose quanto altre... più una cosa è difficile da raggiungere, maggiormente è tenuta in considerazione...

Ma pur ammettendo ciò, non si può certo dire che chiunque possa aspirare ed ottenere ("quei pochi che non ci sono ancora riusciti"... si è detto). Se permettete queste cose stimolano non senza ragione il militare istinto a "trincerarsi"!
A l'heure où le mal a si souvent droit de cité parmi les hommes, et jusque dans les plus hautes institutions, le réveil de la vocation chevaleresque est une urgence, à laquelle le ciel n'a jamais tardé à répondre. P. Philippe-Emmanuel RAUSIS o.p.
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda adj » martedì 25 agosto 2009, 18:29

Io distinguerei il discorso tra ordini militanti e ordini di merito.
In effetti i circa 180.000 cavalieri OMRI non sono proprio pochi, comunque ben di più del teorico 1 su 1000, tanto più se si considera il limite dei 35 anni e il fatto che la percentuale di dame è sensibilmente inferiore: direi che si arriva quasi a 1 su 100 (il che ovviamente non significa che tutti possano diventarlo).
In particolare può lasciar perplesso il vedere persone molto degne e in posizioni di rilievo non esserne decorati (forse non ne sono troppo interessati o non hanno "smosso le acque"?) mentre sono insignite altre persone che paiono aver minor titolo. Allora è facile che sorga il sospetto che molte volte possa bastare (o essere necessario) insistere per ottenere un riconoscimento. Il che mi sembra francamente discutibile, proprio nel caso di ordini di merito quali l'OMRI: il merito dovrebbe essere riconosciuto e premiato non su richiesta del meritevole.
Diverso è il caso degli ordini militanti, dove il candidato dovrà quantomeno dare la propria disponibilità per le attività dell'ordine e quindi, in un certo senso, proporsi egli stesso, al di là della trafila prevista per l'ammissione.
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Mario Volpe » martedì 25 agosto 2009, 19:23

Alcune osservazioni formulate da Antesterione sono perfettamente condivisibili, molto sensate e pregne di ottimi principi e sentimenti. L’invito al silenzio, alla riservatezza, al rispetto verso le istituzioni cavalleresche – testimoni ed eredi di antichi princìpi e tradizioni – appare certamente un saggio suggerimento ed una quanto mai opportuna maniera per salvaguardarne l’integrità ideale e morale. Non si dovrebbe mai scavare troppo in profondità sulle procedure, sulle nomine, sui cerimoniali, sui quadri dirigenti, sui sistemi di selezione, sui numeri delle investiture, sui princìpi ideali che dovrebbero caratterizzare ogni attività di questi sodalizi, rischiando di mettere in piazza fatti e cifre che possono fornire interpretazioni non veritiere e sminuire quell’alone di sacralità e quell’aura di incorruttibilità che essi hanno saputo mantenere nel corso della loro storia pluricentenaria.
Si certo, poi parlare di queste cose in un Forum specializzato sulla cavalleria può risultare fuorviante, si può erroneamente dare l’impressione – dato che qui dentro siamo più o meno tutti cavalieri - che in Italia ci siano troppi titolati e che sia troppo facile ottenerne. Mentre tutti sappiamo che la realtà, qui da noi come altrove, è ben diversa e che il numero dei possessori di un titolo onorifico, rispetto alla popolazione totale del Paese, è e continua a rimanere irrisorio. Però allora mi domando, dove dovremmo parlarne se non qui dove ci sono persone preparate, specializzate e interessate a questo specifico argomento ? forse certe domande un po’ indiscrete bisognerebbe farle nei forum calcistici, magari a qualche tifoso della curva sud dello stadio olimpico l’argomento potrebbe interessare tra una partita e l’altra…

Lungi da me, lanciando questa sterile ricerca statistica, il dimostrare che i cavalierati in Italia siano tutti titoli da pulcinella (per quanto alcuni, bisogna proprio ammetterlo, lo sono eccome), ma solo il dimostrare come da noi la situazione sia, da un lato, più o meno equilibrata a livello internazionale per quanto riguarda le onorificenze di merito dello Stato. Ma dall’altro, è innegabile come il nostro Paese goda di una condizione unica nel panorama mondiale per via della presenza sul nostro territorio di svariate istituzioni equestri “non nazionali” (legittime o illegittime), che certamente rappresentano una fonte di ulteriori opportunità per i soggetti potenzialmente interessati. E ti assicuro caro Andrea che l’ “interesse” c’è eccome, e che la sete di titoli degli italiani non conosce limiti né scrupoli…

Non commettiamo quindi l’errore di considerare questo mondo incantato privo di difetti ed esclusivamente appannaggio di individui immacolati e votati agli ideali dell’antica Cavalleria (quelli si, temo, siano veramente rimasti in pochi). Non scandalizziamoci se si cerca di saperne di più, di esplorare più a fondo nei numeri di questi sodalizi, e di colmare quell’ignoranza e quella disinformazione che ancora circondano questa materia così esclusiva. Proprio di questa ignoranza, lo vado ripetendo ormai da anni, continuano purtroppo ad approfittarne spudoratamente (e troppo spesso impunemente), proprio quei numerosi principi farlocchi e gran maestri da operetta che agiscono nel mondo vendendo la loro luccicante paccottiglia fanta-equestre agli allocchi che ancora continuano a cascarci.

Io sto cercando di imparare di più su questo mondo, con pazienza e con costanza tento di sollevare almeno in parte quel velo di mistero che continua a circondare questo ambiente semi-sconosciuto, e consiglio anche agli altri di fare altrettanto. Più se ne sa e meglio ci si potrà regolare quando poi si entrerà (in un modo o nell'altro, per un fine o per l'altro) in contatto con esso.
Questa ricerca la faccio per me, che (ahimè) provo da anni una crescente passione, ammirazione, rispetto e interesse per ogni aspetto di questa materia che continuo a scoprire giorno per giorno, ma lo faccio anche per ragioni professionali. Per essere in grado di spiegare a chi mi telefona in ufficio per sapere se può ottenere l’autorizzazione a fregiarsi dell’onorificenza di “Cavaliere ereditario e plenipotenziario” del “Sacro, Ospedaliero, Militare, Bizantino, Crociato, Ortodosso, Ecumenico, Angelico e Divino Ordine Equestre Confraternale del Castello Templare della Confederazione dei Cavalieri Teutonici di Malta, custodi del Krak di S. Giovanni Battista e Apostolo, Scudiero di Costantino il Grande e Paladino di Re Artù e della Tavola” (con sede naturalmente a La Valletta), che i fatti non sono sempre come sembrano essere...

I dati non servono a misurare il valore delle istituzioni cavalleresche, e i numeri più alti non sempre significano minor prestigio, questo è sicuro. Ma cerchiamo almeno di farci un’idea, di quantificare, seppure in modo approssimativo, quali sono effettivamente questi numeri. Non credo che in questo modo si possa mancare di rispetto ai veri Cavalieri...
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Tilius » martedì 25 agosto 2009, 19:29

Antesterione ha scritto:1) Definire questo paese, il paese della cuccagna per quanto riguarda la possibilità di essere insigniti di un'onorificenza. Salvo poi notare come in fondo, il numero di concessioni non è smisurato a confronto con altri paesi del mondo occidentale e soprattutto considerato il numero di abitanti di una nazione.

Carissimo, l'affermazione é pesante, gravida di sottintesi (neanche molti, a dire il vero, giacché é oltrequalmodo esplicita :mrgreen: ), fors'anche offensiva per alcuni, ma venendo da un addetto ai lavori (e per addetto non intendo, una volta tanto, colui che distribuisce gli onori, ma colui che, in posizione il più possibile super partes, deve monitorae il fenomeno prevenedo gli abusi) ritengo di non poterla ignorare né censurare (al di là del fatto che la condivido).
Ma credo anche che questa affermazione non vuole certamente essere un anatema generalizzato.
Cerchiamo piuttosto di distinguere le varie categorie cavalleresche (militanti, merito, dinastiche), riconoscendo con serenità che l'accesso ad alcune é più facile che ad altre. That's all.Difendere aprioristicamente il termine "cavalleresco" con una incondizionata levata di scudi mi sembra insostenibile, oltre che controproducente.
Bisogna fare dei distinguo in ogni cosa. :D

Antesterione ha scritto:2) Dall'1) ne deriva uno sgradevolissimo e neanche troppo velato insulto a chi il titolo Cavalleresco ce l'ha e meritatamente, insinuando la facilità di ottenersi un'onore al banco del supermercato. La qual cosa i veri cavalieri possono smentire superando, cortesemente, le interne rivalità.

Carissimo, non penso sia intenzione di alcuno l' insultare chi i meriti li ha veramente? É anzi (anche) per salvaguardare l'onorabilità di questi che gioverebbe assai fare (ed accettare...) dei distinguo. [thumb_yello.gif] Così come gioverebbe assai (e Lei giustamente lo sottolinea efficacissimamente) soprassedere una buona volta su beghe, rivalità, screzi e semplici frecciatine fra ordini diversi, atteggiamenti per nulla cavellereschi.

Antesterione ha scritto:3) I dati, come dimostrato dal mio intervento in merito allo SMOM, basato su documenti di meno di un paio di anni fa (peraltro tutti voi avrete letto i medesimi dati sul sito ufficiale durante il gran magistero di Andrew Bertie), dimostrano come le dichiarazioni in termini numerici possano non corrispondere o quantomeno non essere realmente rappresentativi della distribuzione a livello internazionale o nazionale di un ordine cavalleresco. Poiché tali dati non vengono visti per rilevare la vitalità di un'istituzione ma per giudizi in merito al rispettivo valore della stessa... meglio a questo punto non diffonderli, né approssimativi né precisi, così che la gente debba provare ad affacciarsi alle stesse istituzioni e ottenere il tanto agognato cavalierato con la supposta facilità di cui sopra. E' facile non arrivare all'uva, o non sapere come arrivarci e dire quanto sia acerba.

Carissimo, qui confesso di non seguirLa più molto.
Forse che una informazione incompleta o imprecisa non é sempre preferibile alla totale assenza di informazione?
O forse che dei numeri precisissimi e inquivocabili in mano a gente malevola e prevenuta non verrebbero comunque utilizzati per scopi disonesti?
L'ennesima comparsata della favoletta della volpe e dell'uva...? [nonono.gif] Non mi ricordo chi, ma in passato qualcuno ha scritto che questa storiella é stata tirata in ballo cotante volte (e quasi sempre a sproposito) da risultare più squalificante per chi la scrive che non per chi debbe leggersela. [sweatdrop.gif]


Antesterione ha scritto:4) E' molto sgradevole utilizzare questi dati numerici per stabilire il valore odierno di un'istituzione illustre quale quella cavalleresca. Vi sono ordini che devono contare diverse migliaia di persone, altri che per loro natura sono ristretti ai fedelissimi di una casa reale, altri ancora vengono conferiti per meriti in situazioni eccezionali e per tale ragione non vi è motivo di una loro presenza capillare. In tutti i casi il Cavalierato è un onore eccezionale rispetto agli obiettivi che la gente comune può raggiungere e raggiunge al giorno d'oggi.


Carissimo, ribadisco che i numeri non vanno censurati, ma adeguatamente interpretati, onde essere capiti da tutti, anche da chi non é dell'ambiente. E i distinguo che fa Lei sopra vanno esattamente in questa precisa direzione. Spiegare é di gran lunga preferibile all' omettere. ;)

Antesterione ha scritto:5) L'essersi esposti su questo spazio aperto, troppe volte ed in modo troppo specifico in polemiche o giudizi sul mondo cavalleresco ha evidentemente portato i frequentatori non appartenenti a tale ambiente a sviluppare un giudizio che non rende giustizia della realtà delle cose, pur con i problemi reali che l'istituzione cavalleresca deve affrontare. Un'altra concreta ragione per evitare di s-parlare su una piazza pubblica come questa. Per la qual cosa inviterei tutti i frequentatori appartenenti ad un ordine di cavalleria, di moderare la propria veemenza quando si giudichi un'istituzione equestre, che sia la propria o quella altrui.


Carissimo, faccio solo presente che alcuni dei "frequentatori non appartenenti a tale ambiente" hanno comunque, per svariati motivi, un rapporto stretto e privilegiato con l' "ambiante". Non facciamo ora noi "di tutta l'erba un fascio". Talune critiche, a prescindere da chi le muove, se fatte in maniera costruttiva, andrebbero accettate come il più prezioso dei tesori, e non rigettate al mittente tout court con cesto d'uva omaggio.

Antesterione ha scritto:Fare di tutta l'erba un fascio, facendo credere che in Italia il Cavalierato sia il titolo di Pulcinella, mi sembra dunque la sintesi generale di queste "Concrete Ragioni" per "svegliarsi" dal torpore e cominciare a rivendicare un po' lo stato delle cose.

Poi ognuno è libero di proseguire nei termini che meglio preferisce. E' evidente che alcune istituzioni soprattutto se di merito, per la loro diffusione possano non essere prestigiose quanto altre... più una cosa è difficile da raggiungere, maggiormente è tenuta in considerazione...

Ma pur ammettendo ciò, non si può certo dire che chiunque possa aspirare ed ottenere ("quei pochi che non ci sono ancora riusciti"... si è detto). Se permetti, caro Tilius queste cose stimolano non senza ragione il militare istinto a "trincerarsi".


Carissimo, al di là della diversità d'opinione sul "trincerarsi" (la Grande Guerra é finita da mo'... e non fu strategia tanto furba nemmeno allora) ritengo che i nostri punti di vista siano in toto coincidenti. Le diversità sono solo apparenti, mera questione di forma. [thumb_yello.gif]
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda AIKIDO77 » mercoledì 26 agosto 2009, 11:51

Antesterione ha scritto:Concrete Ragioni:

1) Definire questo paese, il paese della cuccagna per quanto riguarda la possibilità di essere insigniti di un'onorificenza. Salvo poi notare come in fondo, il numero di concessioni non è smisurato a confronto con altri paesi del mondo occidentale e soprattutto considerato il numero di abitanti di una nazione.

2) Dall'1) ne deriva uno sgradevolissimo e neanche troppo velato insulto a chi il titolo Cavalleresco ce l'ha e meritatamente, insinuando la facilità di ottenersi un'onore al banco del supermercato. La qual cosa i veri cavalieri possono smentire superando, cortesemente, le interne rivalità.

3) I dati, come dimostrato dal mio intervento in merito allo SMOM, basato su documenti di meno di un paio di anni fa (peraltro tutti voi avrete letto i medesimi dati sul sito ufficiale durante il gran magistero di Andrew Bertie), dimostrano come le dichiarazioni in termini numerici possano non corrispondere o quantomeno non essere realmente rappresentativi della distribuzione a livello internazionale o nazionale di un ordine cavalleresco. Poiché tali dati non vengono visti per rilevare la vitalità di un'istituzione ma per giudizi in merito al rispettivo valore della stessa... meglio a questo punto non diffonderli, né approssimativi né precisi, così che la gente debba provare ad affacciarsi alle stesse istituzioni e ottenere il tanto agognato cavalierato con la supposta facilità di cui sopra. E' facile non arrivare all'uva, o non sapere come arrivarci e dire quanto sia acerba.
*****Per rispondere al Gentile Sig. Onorati anche per riportare l'inesattezza e l'appossimazione dei dati trattati: Sull'Ordine di Malta, molti di noi hanno i dati e non li han condivisi (i dati infatti normalmente li ha chi ha buon senso tale da saperli serbare con discrezione... non a caso i membri SMOM presenti in questo forum non li esternano... una ragione ci sarà). Idem per i dati esatti del Santo Sepolcro che sono superiori a quelli ipotizzati nelle discussioni. Oggi l'ordine che richiede il maggior impegno in assoluto in termini di oblazioni e donativi è proprio l'OESSG (la situazione inoltre può variare da luogotenenza a luogotenenza e l'impegno sta divenenedo sempre maggiore). Purtroppo io avrei preferito che chi avesse "sentito parlare" di tali quote, in modo più o meno esatto, le avesse serbate per se (come principio), appunto perché l'oblazione non dev'essere preoccupazione del degno cavaliere e l'aspirante non deve venirne a conoscenza se non quando è già stato ritenuto da altri "degno" di ricevere tale onore. I Cavalierati non hanno un costo.

4) E' molto sgradevole utilizzare questi dati numerici per stabilire il valore odierno di un'istituzione illustre quale quella cavalleresca. Vi sono ordini che devono contare diverse migliaia di persone, altri che per loro natura sono ristretti ai fedelissimi di una casa reale, altri ancora vengono conferiti per meriti in situazioni eccezionali e per tale ragione non vi è motivo di una loro presenza capillare. In tutti i casi il Cavalierato è un onore eccezionale rispetto agli obiettivi che la gente comune può raggiungere e raggiunge al giorno d'oggi.

5) L'essersi esposti su questo spazio aperto, troppe volte ed in modo troppo specifico in polemiche o giudizi sul mondo cavalleresco ha evidentemente portato i frequentatori non appartenenti a tale ambiente a sviluppare un giudizio che non rende giustizia della realtà delle cose, pur con i problemi reali che l'istituzione cavalleresca deve affrontare. Un'altra concreta ragione per evitare di s-parlare su una piazza pubblica come questa. Per la qual cosa inviterei tutti i frequentatori appartenenti ad un ordine di cavalleria, di moderare la propria veemenza quando si giudichi un'istituzione equestre, che sia la propria o quella altrui.

Fare di tutta l'erba un fascio, facendo credere che in Italia il Cavalierato sia il titolo di Pulcinella, mi sembra dunque la sintesi generale di queste "Concrete Ragioni" per "svegliarsi" dal torpore e cominciare a rivendicare un po' lo stato delle cose.

Poi ognuno è libero di proseguire nei termini che meglio preferisce. E' evidente che alcune istituzioni soprattutto se di merito, per la loro diffusione possano non essere prestigiose quanto altre... più una cosa è difficile da raggiungere, maggiormente è tenuta in considerazione...

Ma pur ammettendo ciò, non si può certo dire che chiunque possa aspirare ed ottenere ("quei pochi che non ci sono ancora riusciti"... si è detto). Se permettete queste cose stimolano non senza ragione il militare istinto a "trincerarsi"!


Egregio Sig.Antesterione, sono totalmente daccordo con Lei, vorrei che fosse questo l'attegiamento ed il rispetto che ogni singolo Cavaliere avesse nei confronti degli Ordni di appartenenza e non. Come ha ben detto prima, di Cavalieri c'è ne sono davvero pochi. Non condivido tuttavia il criterio del classista, nel senso che si debba vedere il Cavalierato come prerogativa esclusiva di persone d'elite. In passato i criteri erano ben diversi, ma di recente, visto l'evolversi della situazione, molti Ordini hanno escluso le prove di nobilta' per l'ammissione, per cui si è automaticamente deciso di modificare quella che era l'impronta del Cavaliere di allora.
Cordialita'
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 27 agosto 2009, 10:38

Condivido i concetti espressi da Antesterione e dal moderatore Volpe.

Ritengo però che sia utile consocere i numeri degli ordini nazionali, quindi di merito, tralasciando quelli militanti e dianstici.
Nell'elenco del nostro moderatore, ci siamo dimenticati di inserire alcune benemerenze che ritengo siano troppo sottovalutate e che andrebbero riconsiderate con maggiore vigore per mantenere così più ristretto il numero degli insigniti OMRI.
Mi sto riferendo a:
Medaglia ai Benemeriti della salute pubblica al merito della sanità pubblica
Medaglia ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte
Medaglia ai Benemeriti della pubblica finanza
Benemerenza dell'istruzione elementare e materna
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » martedì 8 settembre 2009, 8:47

Gentili forumisti,
riapro questa discussione poichè, da un nostro frequentatore che desidera rimanere anonimo (il tema desta in molti fastidio, stizza, ecc. ecc.) e che ringrazio pubblicamente per il suo aiuto, ho appreso che la "tassa di passaggio" nel S.M.O.M. sarebbe inferiore a quella per l'OESSG (circostanza confermata anche dalle parole del gentile Antesterione); mentre, dal bollettino interno di una delegazione, si ricava che la quota annuale si aggira attorno ai 250-300 Euro "più eventuale e gradita offerta"
(cfr. anche http://www.ordinedimaltaitalia.org/dele ... sa?start=3).
A queste somme vanno aggiunte le spese accessorie per l'investitura (cocolla, decorazioni, ecc.) e per l'uniforme.
Buona giornata.
Ultima modifica di Pasquale M. M. Onorati il martedì 8 settembre 2009, 10:04, modificato 1 volta in totale.
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » martedì 8 settembre 2009, 9:59

Gentili forumisti,
per tutti quelli che hanno speso finora "fiumi di parole" sulla necessità di mantenere la riservatezza su certi dati e certe cifre, soprattutto sulle somme da pagare per l'ammissione in un ordine e il passaggio in una classe superiore, faccio presente che, per quanto riguarda proprio il Sovrano Militare Ordine di Malta, sulla pagina ufficiale della Delegazione di Venezia ho trovato quanto segue:

Quota associativa, tasse di ammissione e di passaggio - anno 2008
Si segnala che la quota associativa per il 2008 è stata fissata in Euro 275,00 (come nel 2007, mentre nel 2005 era 232,00)), di cui la maggior parte viene destinata al Gran Priorato, comprese le quote dei ritardatari, che vengono dunque anticipate dalla Delegazione.
A far data dal 1.1.2008, i confratelli sono, quindi, pregati di adempiere a tale loro incombenza, versando il dovuto nel c/c seguente, intestato al S.M. Ordine di Malta, Delegazione di Venezia:...
IMPORTI DELLE TASSE DI AMMISSIONE E DI PASSAGGIO
Dal luglio 2005, le tasse di ammissione sono:
- Cavalieri e Dame: euro 2.000
- Cavalieri e Dame (under 35): euro 1.000
- Donati e Donate: euro 1.000
- Donati e Donate (under 35): 500
Per la quota di passaggio, si paga la differenza in relazione all'età. Bisogna aggiungere 100 euro per le spese della Cancelleria del Gran Magistero, per un totale di 1.100 euro.
Da ottobre 2003, esclusivamente per coloro che entrano in Onore e Devozione o Grazia e Devozione, il Sovrano Consiglio ha stabilito un contributo di euro 400 per spese di Cancelleria, relative alla gestione e conservazione dei processi genealogico - nobiliari. Questo contributo spetta anche a chi passa da Grazia e Devozione a Onore e Devozione, in quanto viene istruito un nuovo processo
(cfr. http://www.smomve.it/Default_Main.asp?P ... oni&page=3).

Personalmente, prendo atto di questa dimostrazione di trasparenza della Delegazione di Venezia di un grande e illustre ordine come il Sovrano Militare Ordine di Malta e invito gli altri forumisti a fare lo stesso.
Buona giornata.
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda nicolad72 » martedì 8 settembre 2009, 10:27

Per me il bisogno (talvolta quasi morboso) di trasparenza è indice di scarsa fiducia nelle istituzioni, segno, tra gli altri del pessimismo che regna sovrano in questi tempi di forte secolarizzazione.

Sinceramente a me non interessa il quanto debba pagare per entrare in questo o quell'ordine... se vi è da pagare qualcosa, non penso sia per ingrassare le pance dei gerenti... ma peno che venga speso per le attività dello stesso...

... non temo neppure l'importo, e se dovesse essere troppo esoso per le mie tasche... faccio presente la situazione e ringraziando per la fiducia, saluto. Con tutta evidenza troverei fortemente stupido stare là dove non posso permettermelo!
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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 8 settembre 2009, 12:02

Saro' proprio un marziano o meglio un dinosauro, ma sono stato abituato al fatto che i soldi e' bene che ci siano, non indispensabile, ma in ogni caso sono argomento da evitarsi per le conversazioni se non strettamente d'affari.
Questo anche perche' sarebbe sciocco comprare qualcosa senza prima informarsi sul prezzo, pero' associare tale concetto agli onori suscita in me una certa repulsione.

Come ha giustamente detto Nicolad se mi dovessero offrire di entrare in un ordine e dovessi scoprire che la quota non e' alla mai portata direi, "grazie, ma non posso", comunque in ogni caso non andrei a farmi un vademecum dei costi degli Ordini per poi magari vedere dove andare a bussare (ma non lo farei nemmeno nel caso della mera curiosita').

Cordialmente,

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Re: uso di dignità equestre non ottenuta in atto pubblico

Messaggioda Antesterione » martedì 8 settembre 2009, 13:45

Non condivido la scelta del sito in oggetto di pubblicare queste informazioni. Il sito non può sostituire le circolari interne per i membri di un ordine.
Si badi a non generalizzare ... Altrimenti tali dati sarebbero pubblicati anche sul sito ufficiale dell'ordine.
Non vado a indagare se sia stata una svista o una scelta, sono pressocché sicuro che si tratti della prima ( e potrei appurarlo anche abbastanza rapidamente).

Appunto perché vi è un mondo intero (la stragrande maggioranza) che può non capire questi dati e dar loro un significato diverso.
Sono sicuro che in molti anche nell'ordine in oggetto non avrebbero condiviso questra strategia comunicativa. Ho molti amici nello SMOM che come me, storcerebbero il naso a conversare -anche tra di noi- di "quote"..........


In questa occasione andavano riportati solo i dati d'interesse pubblico. Al massimo le persone in ruoli di responsabilità della delegazione.
Tutto quanto attiene alla gestione interna, all'organizzazione interna, viene inviato al Cavaliere per sua conoscenza.

Sono sicurissimo che una gran fetta di popolazione italiana al leggere quella pagina penserebbe che il cavalierato è alla propria portata, che basta pagare.

In fondo senza dilungarmi troppo oggi si valutano le cose per "requisiti scritti" e basta:
Soldi - Condizioni di ammissione.

Sono ignorante, non so scrivere, non so leggere, non ho alcuna cultura del mondo degli onori... ma ... ho il grado / la posizione / I soldi = Posso prendere parte all'infestazione della Cavalleria.

Certa gente interpreta come mitico e illustre solo ciò a cui non potrà aspirare.... Nel qual caso, in Italia, le classi nobiliari che sono le sole a non potersi rinnovare, congelate nel tempo perché non tutelate.

Pochi giorni fa qualcuno diceva, anche in questo caso... purtroppo valutando ciò di cui si conosce poco o nulla... che il "Cavalierato di Grazia Magistrale" fosse abbastanza semplice da ottenere.... Appunto partendo dalla valutazione - Soldi, Posizione Sociale, Impegno (mercenario) + Assenza di requisiti nobiliari = Idoneità al Cavalierato di Grazia Magistrale = Semplice!

Con queste dichiarazioni si vuole aspirare ad un'istituzione decretandone il prestigio?

Chi sa di cosa parla, sa che non sia esattamente così... Perché? Perché nel Cavalierato vi sono requisiti e caratteristiche, magari anche non scritti, che fanno la differenza e che non sono riconducibili alla formula soldi = cavalierato.

Concordo con Nicola, bisogna tutelare la cavalleria. Anch'essa, scendendo nel limaccioso terreno dell'ignoranza e della parificazione con tante altre associazioni di tutte le specie, non è tutelata nei valori che purtroppo... non si possono pubblicare esaustivamente... perchè appartengono alla natura di alcuni individui e non al loro portafoglio o titolo. Valori che appartengono all'antichissimo Ordine della Cavalleria, il cui codice ha costituito l'essenza stessa della nobiltà.

Ci si lamenta in altra discussione dell'"abbassamento" del prestigio delle istituzioni cavalleresche, per poi ritenere che tale strategia comunicativa possa invece essere benefica per le medesime..... Strategia comunicativa che non è nobile per nulla. Concordo con il Cronista di Livonia: Non è indice di buon gusto parlare di denaro, quando si parla di cavalleria.

Unire formalmente il discorso "soldi - onore" danneggia fortemente l'istituzione equestre non meno dei soliti pataccari che da queste informazioni vengono incentivati nella loro opera di accaparramento ignorante.

E finiamola con questa questione della trasparenza.... creata solo per sbattere la vita di istituzioni plurisecolari nella pubblica piazza abituata al gossip e alle telecamere, a breve, anche sotto le lenzuola, del grande fratello.


La verità è che questo forum è anch'esso la dimostrazione del fatto che è proprio l'arrogante, tronfia, cultura borghese (In senso dispregiativo e non strettamente storico, ad indicare un preciso stile) modernista a distruggere gli ordini cavallereschi.

E' inutile venire a iscriversi in questo consesso per apportare il proprio contributo ai danni dell'immagine di questo prestigioso mondo.
Le persone indegne (comunque la stragrande minoranza rispetto a tutte quelle che vorrebbero ma non possono) che danneggiano gli ordini cavallereschi seguono la medesima strategia. Infilarsi in panni che non sanno come vestire, ma... con la stolta arroganza di pensare di sapere quel che si fa.

E tutto questo con il dovuto, cavalleresco rispetto ovviamente, anche per coloro che avessero espresso sentimenti contrari ma che non posso condividere a ragion veduta e che non potrebbero essere condivisibili da chi ha veramente a cuore le sorti dell'ordine della Cavalleria.
A l'heure où le mal a si souvent droit de cité parmi les hommes, et jusque dans les plus hautes institutions, le réveil de la vocation chevaleresque est une urgence, à laquelle le ciel n'a jamais tardé à répondre. P. Philippe-Emmanuel RAUSIS o.p.
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