STEMMA ERRATO DI CITTA'?

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STEMMA ERRATO DI CITTA'?

Messaggioda Grimaldi » venerdì 26 novembre 2004, 14:43

Gentili signori,
avrei da sottoporvi una domanda, per avere anche il vs parere in merito.
Secondo gli artt. 96 e 97 del R.D. del 07-06-1943 n. 652
lo stemma di Città deve essere (art. 96) con:

"corona turrita, formata da un cerchio d’oro
aperto da otto pusterle (cinque visibili) con due
cordonate a muro sui margini, sostenente otto
torri (cinque visibili), riunite da cortine di muro,
il tutto d’oro e murato di nero"

mentre quello di Comune (art. 97):
"un cerchio aperto da quattro pusterle
(tre visibili), con due cordonate a muro sui
margini, sostenente una cinta, aperta da sedici
porte (nove visibili), ciascuna sormontata da una
merlatura a coda di rondine, il tutto d’argento e
murato di nero"

Invece ho notato che alcune città attuali NON rispettano questa disposizione ed invece delle citate corone hanno spesso delle corone feudali (ducali, marchionali, ecc.) che ricordano l'epoca di quando erano dei feudi.
Ora, secondo quanto previsto da questo R.D. tali stemmi sono o non sono errati secondo voi? Oppure si può parlare di "concessioni", permessi di usare corone non regolamentari? Ed in tal caso tale "concessione" può essere anche solo tacita, ovvero senza nessun atto formale, ma avvalorata dall'uso, oppure deve essere necessariamente una vera e propria autorizzazione scritta?
Grazie.
Grimaldi
 

Messaggioda San Celestino » venerdì 26 novembre 2004, 15:29

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Se in vita non date un po' di voi agl'altri non rimarrà nulla di voi che valga la pena di vivere!
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Messaggioda Grimaldi » venerdì 26 novembre 2004, 15:36

Egr. signore,
grazie per avermi risposto. Cmq temo di non essere stato chiaro.
Comprendo i motivi per cui in origine i comuni citati ebbero il permesso di avere corone feudali.
Mi chiedo solo, dopo le ultime disposizioni in merito alle corone di città e comuni, e soprattutto visto adesso che siamo in Republica, se queste corone "feudali" che ancora si usano siano o meno improprie e se i comuni in questione debbano usare invece solo quelle previste dal detto R.D. per le città ed i comuni.
Grazie.
Grimaldi
 

Messaggioda San Celestino » venerdì 26 novembre 2004, 16:10

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Messaggioda Grimaldi » venerdì 26 novembre 2004, 16:17

Gentile signore,
grazie per la nuova risposta.
Credo, come lei, che si tratti comunque di stemmi che erroneamente usano tali corone "feudali" quando dovrebbero invece usare quelli "civici" prima ricordati, sia perchè tali città e comuni NON sono più feudi, sia perchè la legge attuale prevede espressamente l'uso di quei citati stemmi "civici" per città e comuni.
Magari inoltrerò domanda scritta all'Ufficio Araldico, che in Italia si occupa degli stemmi publici (l'unico che si occupa della materia nella ns. Repubblica).
A presto.
Grimaldi
 

Messaggioda San Celestino » venerdì 26 novembre 2004, 17:24

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 26 novembre 2004, 20:44

Cari amici,
la situazione da voi fotografata riflette alla perfezione la :roll: linearità e razionalità della questione delle corone nel nostro Paese, dove pagine e pagine di regole scritte al riguardo dai più diversi trattatisti si scontrano coi secoli di libero :roll: uso delle stesse...

...ma se il vecchio frate non ricorda male, esiste un qualcosa di scritto che dovrebbe essere esiziale circa il quesito proposto dal sempre puntuale Grimaldi... :wink:

Gli date tempo di :lol: impolverarsi un po' nello scriptorium?

Bene :D valete
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Messaggioda San Celestino » sabato 27 novembre 2004, 1:37

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » sabato 27 novembre 2004, 17:34

Gentili Signori,

l’uso di corone “nobiliari” in ambito civico, deriva dalla situazione storica di molti comuni, soprattutto in Alta Italia, che di fatto erano vere e proprie città-stato che estendevano il proprio dominio giurisdizionale sul territorio circostante del contado. Talvolta questa situazione veniva “normalizzata” con l’assegnazione di un titolo nobiliare alla città, ma molto più spesso era una corona patriziale a tre o cinque fioroni a sottolineare il rango di “dominate” del Comune sul contado.

Non capisco perché il ricordo di questo glorioso passato, simbolo dell’Italia delle cento città, delle sue antiche autonomie e delle sue diversità debba essere livellato dalle corone cosidette civiche, inventate di sana pianta dai burocrati della consulta su ispirazione della brutta araldica napoleonica e graficamente anche piuttosto bruttine.

Passi per un comunello con lo stemma assegnato in questo secolo, ma voi assegnereste a Venezia la corona burocratica a cinque torri o il secolare corno dogale? La storia o la burocrazia?

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Messaggioda San Celestino » sabato 27 novembre 2004, 19:58

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Messaggioda Grimaldi » lunedì 29 novembre 2004, 12:42

Cari signori,
concordo perfettamente con voi ed in teoria, a livello estetico e storico, sarebbe anche bello vedere una città con lo stemma "nobiliare" antico.
L'Italia delle cento città che ricorda ed auspica il sign. Von Trotta l'hanno livellata forzatamente i Savoia, abolendo tutto ciò che poteva essere "locale" per immolarlo sull'omologazione di uno standard "nazionale".
Giusto o sbagliato che sia tant'è. Come non ricordare i dialetti, ovvero le lingue locali italiane? Io, da napoletano e cultore della lingua locale, ho dovuto capire dalla società e dai libri di storia che la mia lingua era bandita, ridotta a "volgare", dispregiata, simbolo di una inferiorità culturale di cui ci hanno bollato i "fratellastri d'Italia". Ma io sono per l'unità nazionale e la Repubblica. E se ci sono delle leggi anche in araldica vanno rispettate. Possono piacermi o meno, ma vanno rispettate. E se non mi piacciono inizio una petizione, faccio un referendum...... ma finchè la legge non è cambiata la rispetto. Altrimenti sarebbe l'anarchia, il caos.
E se non piace l'Italia e/o la sua Repubblica (con tutti i difetti) si può emigrare all'estero.
Morale? Io non ho ancora saputo se i comuni che usano stemmi "nobiliari" sono giuridicamente in errore e dovrebbero sostituire le loro corone con quelle "civiche".....
Attendo chi di dovere.

Ciao.
Grimaldi
 

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 29 novembre 2004, 13:49

Gentile Signor Grimaldi,

sebbene non sia forse quel “chi di dovere” da lei atteso, spero mi perdonerà se mi permetto di offriLe alcuni spunti alle osservazioni del Suo ultimo intervento.

Le corone civiche dell’araldica della Repubblica Italiana attualmente sono ancora regolate dagli articoli 95, 96 e 97 del R.D. del 7 giu. 1943 n. 652 che, indifferentemente recitano al loro inizio’inizio:
«la corona della Provincia (a meno di concessione speciale) è formata …»;
«la corona di Città (a meno di concessione speciale) è turrita …»;
«la corona di Comune (a meno di concessione speciale) è formata …».

La norma quindi è ben chiara nel prevedere una eventuale variazione a quell’uniformità grafico/araldica nelle corone civiche che non piace né a me né a Lei. Gli stemmi “anomali” che hanno destato la Sua attenzione andrebbero studiati caso per caso nelle relative pratiche araldiche che hanno determinato la loro concessione dove vi dovrebbe essere motivata la ragione della “concessione speciale” per la corona diversa da quella prevista.

Detto questo, si deve serenamente considerare come dato incontrovertibile che l’araldica oggi come in passato, per i morivi più disparati, è basata su usi di fatto e situazioni pratiche che travalicano e ignorano la norma. Piaccia o meno, tutta la storia dell’araldica è un continuo esempio di regolamenti burocratici imposti dall’alto bellamente ignorati, e mi permetto di considerare che, il bello dell’araldica forse è anche questo.
Un celebre araldista Lorenzo Caratti di Valfrei ha saggiamente concluso che l’araldica « è senz’altro una disciplina regolata da leggi e da cosuetudini, ma, soprattutto, è il regno dell’eccezione».

Sulle altre Sue considerazioni non entro in merito per evitare inutili off-topic su temi "non araldici" anche se, detto tra noi, ne condivido e comprendo lo spirito tranne per la situazione della lingua napoletana che non mi pare affatto dispregiata, ma anzi sempre molto celebrata sui media, nella canzone, nel teatro, nella filmografia etc. (le lingue locali maltrattate e dimenticate sono ben altre) e, soprattutto, nell’invito all’esilio (e perche mai?) per chi eventualmente abbia motivi di critica verso lo stato attuale delle cose.

La saluto cordialmente.

Franz Joseph von Trotta.
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Messaggioda Grimaldi » lunedì 29 novembre 2004, 14:03

Egr. signore,
anche lei mi sembra "chi di dovere"; mi riferivo infatti a persone competenti in materia. Interessante lo spunto sulla trattazione di caso per caso di ogni stemma che abbia o meno "concessione speciale".
Solo una nota finale (per evitare, appunto l'off-topic): solo di recente i dialetti e nella fattispecie il napoletano iniziano ad essere rivalutati. Lei forse non è meridionale, altrimenti saprebbe che qui da noi i bambini erano (e spesso) sono sgridati se parlano in "napoletano" ("Parla bene a mamma!"), per non parlare delle "persecuzione" culturale del terronismo.... Lasciamo stare....
In ordine all'altra considerazione non vedo perchè in una monarchia i repubblicani erano perseguitati e la Repubblica debba invece tollerare i "monarchici" i "non democratici" ecc....
Un principio fondamentale della democrazia è che essa può tollerare tutto tranne la negzione di se stessa e mi danno fastidio, sinceramente, quelli che non vogliono rispettare leggi della Repubblica perchè non la condividono.
Non parlavo di esilio, ma consigliavo di scegliersi uno stato estero di loro gradimento. Oppure aspettare che l'Italia diventi, credo fra non molto anche istituzionalmente, una novella monarchia....... solo con altra casata sovrana...... E allora emigrerò io.
A presto. Con simpatia
Grimaldi
 

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 29 novembre 2004, 14:17

Caspita la sua risposta è stata velocissima!

Grazie per le varie precisazioni, non pensavo che anche in meridione vi fosse quella sorta di "vergogna" verso la propria lingua natale, l'uso diffuso e naturale di questa (almeno secondo la mia percezione) mi faceva pensare diversamente.

Contraccambio la simpatia, buona giornata.
FJVT
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Messaggioda Grimaldi » lunedì 29 novembre 2004, 14:21

Buona giornata
anche a lei! Putroppo sì... la "vergogna" ci è stata imposta, purtroppo. E permane ancora. Come un circolo vizioso. Ma io ho fiducia nel progresso e nella cultura.
Ciao
Grimaldi
 

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