Egregio Sig. Tomaso,
la ringrazio della rapida replica, e mi permetto di imitarla:
1)

circa la
gomena, sono i principali dizionari araldici ad essere d'accordo con noi...

Scherzi a parte, l'
ancora è completa in sé, ma oltre a non avere l'ormai famosa
gomena manca anche della
trave, cioé della robusta asta orizzontale (normalmente
di legno) subito al di sotto dell'anello sommitale. Poco male: non c'è, e neanche si blasona. Ma la
gomena non ne è, quindi, l'unica parte mancante;
2) sì, l'
aquila è la normale antica arma sabauda, che però in questo disegno ha di anormale tutta quell'abbondanza di bianco. É una semplice questione formale, di stile, quasi secondaria se non si trattasse del
quarto principale dell'arma, legato agli episodi bellici anteriori al Risorgimento in cui la
Cuneo si è trovata coinvolta. Una maggior cura estetica sarebbe stata apprezzabile;
3) e 4)

erano domande provocatorie, dove volutamente esageravo un problema minore, che poi tanto minore non è, come lei mi conferma ammettendo che
"non si tratta di qualche strano caso araldico, ma semplicemente della riproduzione importata male": bisogna stare attenti a ciò che si vede, soprattutto su Internet dove (fra variazioni di tonalità, autopuntinature improprie, eccetera) la
verità dell'immagine può patirne assai...
5) il suo blasone va bene; avrei evitato l'aggettivo
spiegata (normale posa per l'
aquila), vedo il
silfio ed il
monte accompagnati in capo dalle rispettive
stelle, l'
ancora è
senza gomena e trave ed a quattro rebbi, e
l'elmo di Scanderbeg è
attraversante sul
palo. Ma queste sono pignolerie da vecchio barbagianni, qual io sono;
6) sui motivi della presenza dell'
ancora ci areniamo entrambi. Escludo legami con sedi marittime di stanza, perché lo scudo è
ovale e non
sannitico (come doveroso per gli enti civici). Forse esso commemora eventuali imprese marinare della
Cuneo?
Molto cordialmente, ed alla prossima
Bene

vale