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QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
Guido5 ha scritto:l'istruzione "Ut sive sollicite" della Segreteria di Stato, datata 31 marzo 1969 e firmata dal card. Amleto Cicognani, che (n. 28 e 29), permette l'uso dello stemma ai cardinali e ai vescovi, consentendo ai primi di apporlo sulla facciata della chiesa che è attribuita loro come titolo (e vietando di far esporre la loro immagine all'interno della chiesa stessa). Ciò non osta all'uso privato dello stemma stesso per i prelati inferiori e i semplici preti.

Zaccheo ha scritto:Guido5 ha scritto:l'istruzione "Ut sive sollicite" della Segreteria di Stato, datata 31 marzo 1969 e firmata dal card. Amleto Cicognani, che (n. 28 e 29), permette l'uso dello stemma ai cardinali e ai vescovi, consentendo ai primi di apporlo sulla facciata della chiesa che è attribuita loro come titolo (e vietando di far esporre la loro immagine all'interno della chiesa stessa). Ciò non osta all'uso privato dello stemma stesso per i prelati inferiori e i semplici preti.
Esattamente, carissimo Guido!
A titolo storico rammento che a partire dal Concilio di Trento fino alla prima metá del sec. XIX, il reale utilizzo araldico del cappello prelatizio da parte di preti (o arcipreti) é piuttosto limitato.
In ambito italico, infatti, i documenti parrocchiali, di corrispondenza con la curia vescovile e con altri enti ecclesiastici venivano frequentemente timbrati (ad inchiostro o a secco) con il solo scudo araldico del parroco. In assenza dello stesso, veniva utilizzato il sigillo parrocchiale.
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cleobulo ha scritto:Rinnovo il mio grazie a tutti per la vivace disquisizione che si è avuta su questo tema,
Grazie a te, carissimo!![]()
io credo che il Vaticano dovrebbe prestare più attenzione agli stemmi innalzati dai vari prelati.
Per quel poco che in materia di araldica ecclesiastica ho acquisito con certezza, posso dirti che Roma ha dato nel corso dei secoli - anche fino a tempi recenti - importanti e numerose disposizioni per quanto riguarda la composizione degli stemmi prelatizi, di fatto per la maggior parte delle dignità ecclesiastiche e degli uffici ad esse connesse. Anche se per quanto riguarda lo stemma di alcuni prelati (almeno allo stato attuale) nessun decreto detta norme. In questi casi le prerogative araldiche debbono essere dedotte per analogia da quelle degli stemmi di altre dignità. Si parla qui semplicemente di usi divenuti ormai tradizionali e - sia pure con qualche divergenza - riconosciuti da tutti gli araldisti. E' il caso anche del cappello sacerdotale di cui abbiamo parlato.
Trovo molto interessante l'araldica ecclesiastica inglese che prevede addirittura che un vescovo titolare porti anche l'arma della propria diocesi.
Nulla impedirebbe anche ai vescovi cattolici italiani di adottare una simile prassi. Se non fosse che in Italia ben poche, pochissime, sono le diocesi dotate di uno stemma proprio. Comunque questo uso, sempre rimanendo in ambito cattolico è - come si è visto in più occasioni nel nostro forum - comune in America.
Al prossimo dibattito
Saluti dalle Marche
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cleobulo ha scritto:Trovo molto interessante l'araldica ecclesiastica inglese che prevede addirittura che un vescovo titolare porti anche l'arma della propria diocesi.

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