Trigramma bernardiniano e zifera mariana

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Trigramma bernardiniano e zifera mariana

Messaggioda eugubino » martedì 13 settembre 2005, 23:58

Vorrei sapere se anche nei vostri paesi e nelle vostre città si verificò quello che accadde a Gubbio, e sicuramente in molti altri luoghi d'Italia, dopo il passaggio del celebre predicatore San Leonardo da Porto Maurizio che fu, tra l'altro, propugnatore delle via crucis.
A Gubbio, nel 1740, durante una sua visita, incoraggiò gli abitanti e l'amministrazione comunale a porre sopra o accanto alla porta di casa i due noti emblemi del trigramma bernardiniano (Iesus Hominum Salvator) e della zifera mariana (monogramma formato dalla sovrapposizione delle lettere M e A).
Ne allego uno dei tantissimi esempi che ancora oggi si possono vedere sulle facciate o sopra le porte delle case eugubine.

Saluti

Fabrizio


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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 14 settembre 2005, 16:36

Il fenomeno è diffuso per tutt'Italia, caro Fabrizio, e da ben prima che confrate Leonardo lo (ri)portasse alla visibilità cui tu accennavi.

Il monogramma bernardiniano prende l'appellativo dal suo primo e più tenace divulgatore, San Bernardino da Siena, che nella prima metà del XV secolo lo fece dipingere a vividi colori su una tavoletta lignea onde mostrarlo agli astanti nel corso delle sue celebri e calorose prediche (alle quali accorrevano, ogni volta, vere e proprie folle di ascoltatori): ciò gli causò, fra l'altro, anche dei problemi con la gerarchia ecclesiastica, che nei primi tempi sovente gli impedì di usare la tavoletta ritenendola strumento di idolatria...

...ma poi, compresa la vera natura del "messaggio" bernardiniano, essa gli fu permessa e ne divenne, dopo la sua morte alla metà del secolo, l'attributo iconografico per eccellenza.

É a causa di tutto ciò che il monogramma bernardiniano venne (da allora) in uso ovunque, e con particolare diffusione nei luoghi ove Bernardino predicò, e dintorni (il nostro Centritalia :wink: ne pullula...), per poi venir imitato, ma con minor presa popolare, da altri compendi e monogrammi, primo dei quali quello della Madre del Signore da te giustamente abbinato al precedente.

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Messaggioda antonio_conti » giovedì 15 settembre 2005, 15:33

Mi pare, però, che quesito posto da Fabrizio resta in qualche modo aperto.
Anche io mi sono sempre domandato il perché delle numerosissime presenze di questi segni.
Perchè numerose famiglie nobili preferirono mostrare questi simboli piuttosto che l'arma della casata? Quando cominciò questo costume?

Antonio
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 15 settembre 2005, 15:54

antonio_conti ha scritto:Mi pare, però, che quesito posto da Fabrizio resta in qualche modo aperto. Anche io mi sono sempre domandato il perché delle numerosissime presenze di questi segni.

Lo stesso per cui, ad esempio, ognuno reca con sè nel borsellino un'immaginetta sacra...

Perchè numerose famiglie nobili preferirono mostrare questi simboli piuttosto che l'arma della casata?

...per un misto di pia devozione e di apotropaica speranza nel futuro. Tieni presente che, spesso, tali simboli compaiono alle pareti e sulle porte di edifici di non eccelsa condizione, e non costituivano certo un'alternativa a nessuno stemma di famiglia, la natura del quale è sempre stata ritenuta su un piano assolutamente diverso.

Quando cominciò questo costume?
Antonio


San Bernardino da Siena morì poco prima della metà del XV secolo, e da alcuni decenni girava l'Italia mostrando a tutti il "suo" monogramma.

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Messaggioda Guido5 » giovedì 15 settembre 2005, 17:35

Scusa, Fabrizio, ma da dove vien fuori "zifera"? Se lo usi per "cifra" (che e' considerato un francesismo) non ti sembra un po' arcaico?
Ciao a tutti!
Guido5

P.S. - Il mono-trigramma di San Bernardino e' ripreso anche nello stemma dei Gesuiti, con qualche piccola variazione: a volte c'e' la figura di Gesu' al posto della croce che sormonta la lettera H (Iesus per crucem Hominum Salvator) e i tre chiodi della passione sono infissi in un cuore.
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Messaggioda eugubino » giovedì 15 settembre 2005, 17:59

Per Guido: è un bel termine arcaico, molto più bello di "cifra"; facendo spesso ricerca d'archivio mi capita di rimanere affascinato da parole che hanno tutto un'altro sapore rispetto alle attuali;

Da noi l'impulso più forte per usare entrambi i simboli (cioè accoppiati) venne, appunto, dopo la predica di San Leonardo che fu nella nostra città nel 1740. Ci sono testimonianze plurime e molto precise.
Tra l'altro anche il Comune decise di apporre sul portone del Palazzo dei Consoli, sede del governo cittadino, due bei rami fatti fare a Roma. Qualche anno fa, durante certi lavori di "restauro" del portone, i due rami vennero gettati tra i rifiuti e solo l'occhio vigile e curioso di un custode fece sì che i preziosi reperti fossero raccolti, liberati da uno strato di mezzo centimetro di "brodolone" e salvati dalla discarica!!!

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Messaggioda Guido5 » giovedì 15 settembre 2005, 18:35

Caro Fabrizio,
anch'io non sono insensibile al fascino dei termini arcaici, purche' non vada a scapito della comprensione del discorso.
E' molto interessante - e merita l'approfondimento - la precisazione che fai, sull'uso dei due simboli insieme. Personalmente non credo che sia tanto frequente quanto quello dell'IHS da solo (pensa, per esempio, agli stampi per ostie...). Grazie.
Ciao a tutti!
Guido5

P.S. - I miracoli a volte succedono. Conosco una chiesetta ultramillenaria che era stata ridotta a una cava di sassi e che adesso sta tornando al primitivo splendore...
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Messaggioda eugubino » giovedì 15 settembre 2005, 23:11

Guido5 ha scritto:Caro Fabrizio,
anch'io non sono insensibile al fascino dei termini arcaici, purche' non vada a scapito della comprensione del discorso.



zifera mariana (monogramma formato dalla sovrapposizione delle lettere M e A).
Mi sembra di essere stato abbastanza chiaro.
Cercherò di migliorare in futuro. :roll:

In effetti a me interesserebbe sapere l'uso dei due simboli accoppiati che qui a Gubbio si sviluppò in conseguenza della predicazione di San Leonardo da Porto Maurizio che, tra l'altro, fu anche un fervente propugnatore della via crucis.

Saluti

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 16 settembre 2005, 16:55

La coppia di monogrammi (IHS e MA, più o meno compendiati o rifiniti) ricorre frequentissimamente negli usi devozionali, e quindi anche nelle conseguenti forme artistiche di ogni tipo in cui vengono raffigurati.

E quindi anche in araldica, ove essi appaiono insieme entro gli stemmi di alcune corporazioni religiose.

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Messaggioda cipollone » domenica 9 ottobre 2005, 11:39

E' stato subito detto cosa "IHS" significa; ma la cifra (o zifera) "MA" che significa? :shock:
per natura son dolce e forte ancora / e piaccio a chi sta e a chi lavora
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Messaggioda eugubino » domenica 9 ottobre 2005, 13:31

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Messaggioda Guido5 » domenica 9 ottobre 2005, 20:55

... o Ave Maria. Ho notato che anche a Perugia non e' raro l'abbinamento dei due monogrammi, ma siamo nella stessa zona!
Ciao a tutti!
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Messaggioda eugubino » lunedì 10 ottobre 2005, 8:10

Sì, ipotesi percoribile. Devo approfondire. Lo farò appena possibile.

A Gubbio l'uso di questi "stemmi" è esploso con la visita di San Leonardo.

Esistono delle notizie molto precise su ciò.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 10 ottobre 2005, 16:13

...o :wink: riesploso...

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Messaggioda eugubino » lunedì 10 ottobre 2005, 16:39

Sicuro!

Ma di solito sono gli ultimi che "coprono" i primi, specie se dei primi restano poche memorie.
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