Gent.mi Frà Eusanio e dr. Michele,
vi ringrazio dell'impegno profuso nella ricerca,ricordatevi sempre dei primi due stemmi ancora per caso..... li incontrate da qualche parte.
Io dopo tanti anni tento un suggerimento:
Nello stemma partito azzardo forse un arma coniugale de Opulo - de Cannetis, a suffragio vi invio immagini, ove compare lo stemma de Cannetis, la lancia mi richiama i de Opulo.
Per quanto riguarda la scala e le stelle non ne parliamo.
Lo stemma Gonnella è attribuito a questa famiglia in quanto nel cartiglio sottostante è scritto Gonnella .Questa famiglia in Turi(ba) portò un altra arma che vi invio, certamente non appartiengono alle famiglie da voi storicamente ben descritte.
Vi prego di osservare l'altra arma ignota inserita da me in topic precedente.
LA LASTRA "DE CANNETIS"
La lastra araldica "De Cannetis" è un'opera scultorea che presenta tre differenti stemmi. Un'iscrizione, posta lungo il bordo, indica il nome del committente, "Notarius Zaccharias De Cannetis de Rutiliano", e l'anno della sua realizzazione, il 1487.
1° ) Stemma attribuito al notaio Zaccaria De Cannetis di Rutigliano.
2°) Stemma attribuito da altro autore al canonico Giacomo Bongiovanni*(Jacopo de Bon Johanne), vicario del priore di S. Nicola, Mons. Fr. Caracciolo, nell'amministrazione di Rutigliano.
3°) Stemma attribuito da altro autore al priore di S. Nicola e feudatario di Rutigliano Mons. Francesco Caracciolo (??).
Due sono le interpretazioni sinora più accreditate:
una "familiare" (1° stemma del Not. De Cannetis, seguito da quelli di una prima e di una probabile seconda moglie);
una "politico-amministrativa" (1°stemma del Not. Zaccaria De Cannetis, forse Mastrodatti nel 1487 (??); stemma del Can. Giacomo Bongiovanni, "Vicario di Rutigliano"; stemma di Mons. Fr. Caracciolo, Priore di S. Nicola).
La seconda tesi appare la più credibile, ed è stata suffragata da un recente studio pubblicato nel 1996. Tuttavia a nostro parere non convince l'attribuzione della terza insegna araldica.
Uno stemma a testa di cavallo di un membro della famiglia Caracciolo (Mons. Francesco ovvero il suo successore Mons. Francesco Giovanni) è presente a Rutigliano in forma lapidea all'interno del castello. La sua blasonatura è la seguente: D'oro al leone rampante d'azzurro con la coda rivolta nel di dentro, armato e linguato di rosso.
Esso non è affatto simile all'insegna araldica numero 3 della lastra "De Cannetis".
Come giustamente affermato da altro autore la bordura dentata (di rosso) è una brisura che distingue i rami cadetti o bastardi; ma perché questa è assente nello stemma a testa di cavallo dei Caracciolo?
E poi, il leone del terzo stemma della lastra non ha, a differenza di quello del castello, la coda rivoltata nel di dentro (elemento fondamentale nell'identificazione di uno stemma dei Caracciolo-Pisquizi o del leone).
Il terzo stemma appare molto simile a quello della nobile famiglia napoletana dei Sicola; un ramo di questa famiglia si stabilì a Taranto nella prima metà del quattrocento.
A tal proposito ricordiamo che nel 1440 Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, Principe di Taranto e Conte di Conversano divenne possessore delle giurisdizioni di mero e misto imperio su Rutigliano e che quando fu realizzata la lastra (1487) tale giurisdizione apparteneva a Giampaolo Del Balzo, feudatario di Altamura.
Stemma della nobile famiglia Sicola
Nota:
*Lo stemma attribuito al Can. Giacomo Bongiovanni è differente da quello della famiglia Bongiovanni
Grazie con stima Lorenzo Longo de Bellis