AndreaSperelli ha scritto:Intervento interessantissimo! complimenti, non mi sono affatto annoiato, anzi...ne sono rimasto estasiato

. Mi saprebbe indicare dove sono coservati gli altri ritratti dei principi dell'accademia ?
Grazie,
A.S.
Grazie a lei, mi fa

arrossire...
Mi baso sempre sui due studi che le ho citato prima.
Per rispondere alla sua domanda, bisogna fare una distinzione: la storia del collegio dei nobili si può dividere in tre parti:
1) età gesuitica (fino alla cacciata dei Gesuiti da Bologna): dal 1748 al 1773
2) età post-gesuitica (corrispondente alla presenza dei Barnabiti): dal 1773 al 1797
3) ottocento (ancora i Barnabiti): dal 1813 al 1866 (data delle soppressioni post-unitarie)
Mi limito a elencarle i ritratti del primo periodo, se poi è interessato anche agli altri (alcuni esempi interessanti sono anche del secondo periodo, ma non sono più sovraccarichi di simbologie come nel primo).
Sono divisi tra:
- Pinacoteca Nazionale di Bologna (PN)
- Collezioni Comunali d'Arte di Bologna (CC)
- Collegio San Luigi di Bologna (scuola tuttora gestita dai Barnabiti) (SL)
I 16 ritratti noti, dei 37 documentati sono (tra parentesi le indico il periodo di "regno" del Principe):
- Francesco Bentivoglio (II sem. 1750) CC
- Piriteo Malvezzi (II sem. 1752) CC
- Federico Gasperini (I sem. 1753) CC
- Carlo Dondini (I sem. 1754, II sem. 1756) CC
- Ferdinando Gini (II sem. 1759) CC
- Antonio Codronchi (I sem. 1765) PN
- Ettore Brazzà (I sem. 1767, II sem. 1770) CC
- Giacomo Stecchini (II sem. 1767) PN
- Uberto Cattanei (II sem. 1768) CC
- Giulio Lupi (I sem. 1769) PN
- Giuseppe Scarani (II sem. 1769) PN
- Pietro Franceschi (I sem. 1770) PN
- Francesco Franceschi (I sem. 1771) SL
- Giambattista Masi (II sem. 1771) CC
- Giulio Panzera (II sem. 1772) PN
- Alvise Pisani (I sem. 1773) CC
Mi pare degno di nota che, oltre ad alcuni importanti nomi di nobiltà forestiera (che era richiamata dalla fama del collegio, es. Pisani e Brazzà), i nomi bolognesi (a parte i primi due!!) rientrano nel novero di quelle famiglie che si affacciavano allora alla scena pubblica (Dondini, Gini, Scarani...) ... evidentemente il collegio dei nobili costituiva un'eccellente strumento di scalata sociale

anche perché il collegio aveva tra i suoi scopi quello di formare la futura classe dirigente (guarda caso nel collegio dei Gesuiti, oggi ha sede il liceo "bene" di Bologna, il Galvani!)
Sono noti poi alcuni ritratti di ex-convittori (fra parentesi la data di pagamento):
- Pellegrino Ferri, vescovo di Adria (1750) CC
- Lodovico Manin, doge di Venezia (1763?) Ufficio Legale del Comune di Bologna
- Marco Foscarini, doge di Venezia (1763?) Ufficio Legale del Comune di Bologna
- Luigi Angelelli (1766) Ufficio Legale del Comune di Bologna
- Vincenzo Malvezzi, Cardinale e Arcivescovo di Bologna (?) CC
Come vede, molti sono presenti alle Collezioni Comunali (bisognerà che torni, per vedere se ci sono veramente... perché la mia visita di oggi è stata un po' affrettata!), altri alla Pinacoteca Nazionale (se non l'ha visitata nella sua visita a Bologna, gliela consiglio per un'altra volta!).
Sarebbe auspicabile una riunificazione di questo importante (sia storicamente, sia artisticamente, in quanto vi si cimentarono i più importanti artisti bolognesi del '700) ciclo... purtroppo le istituzioni culturali (anche a Bologna

) non sono proprio velocissime nei loro movimenti, e il Settecento non mi sembra che riscuota particolare interesse... o sbaglio?
Infine, visto che lei è un amante di storia del costume, le invio (purtroppo non si copia l'immagine!) il ritratto di Ferdinando Gini (come le ho detto, è appeso proprio sopra a quello di Savioli, non molto visibile, anche se meriterebbe una posizione migliore!):
http://www.reproarte.com/picture/Luigi_ ... /3268.html
Nella serie dei ritratti, questo è il più originale, poiché in tutti gli altri i personaggi indossano una marsina lasciata aperta. Comunque può vedere:
1) la didascalia che indica nome e periodo di "regno" (mi pare...)
2) il medaglione con la nave Argo: credo che sia quello che pende sul gilet (mi corregga se ho sbagliato termine...) tra la seconda e la terza asola dall'alto
3) l'attestazione di diverse abilità: l'accenno a un passo di danza, la spada, il flauto e la bandiera.
Un altro ritratto, un po' più semplice, è quello di Pietro Franceschi, sempre del Crespi.
http://www.reproarte.com/picture/Luigi_ ... /3263.html
Infine, sul saggio di Angelo Mazza sono presenti numerose foto, anche a colori, dei quadri in questione; se vuole cerco di inviargliele.
Spero di esserle stato utile, buona notte!
Daniele