fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Caro Ardashir,
quando chiudevo il precedente intervento dicendo che
"...Dobbiamo stare attenti che il nostro Galateo non faccia una fine analoga..." davo per scontato che noi lo si produca: il che implica e sottintende la mia partecipazione (se in quel
noi, è naturale, sarà gradito che ci sia anche il mio
io...).
Soprattutto, però, volevo chiosare l'indiretto danno ancora una volta patito dall'araldica per colpa delle famose "regole araldiche", concretizzatosi in quella infelice e paradossale frase riportata dall'amico Franz Joseph... insomma, ho fatto un "off topic", se uso bene l'anglicismo, di cui mi rammarico doppiamente (viste le momentanee incomprensioni che ne sono seguite...).
Bene

vale
Gentilissimo Signor da Ocre,
La prego di scusarmi per aver in parte frainteso il Suo precedente intervento.
Il Suo "io", poi, sa bene quanto Lo apprezzi umanamente e scientificamente (almeno per quel poco che mi è dato conoscerLa) e spero davvero che vorrà contribuire, se avrà tempo, a questa codifica amatoriale.
In ogni caso, inizierei a definire alcuni ambiti di discussione in ambito di araldica arbitraria, sempre che vi sia interesse da parte degli utenti (non vorrei certo far la parte del megalomane o dell'egocentrico

):
-relativamente allo scudo:
-opportunità nell'uso di carichi dall'alto valore storico
-uso di carichi dal senso fraintendibile o vicino all'usurpazione
-uso di partizioni complesse
-uso di capi e scudetti
-legame dei carichi con la storia di famiglia o con le aspirazioni del titolare
-tipologizzazione delle eventuali brisure per gli stemmi dei componenti della famiglia
-forma canonica o non canonica dello scudo
-relativamente all'elmo ed al cimiero:
-tipologia stilistica
-numero di elmi e cimieri concessi
-orientamento dell'elmo e suoi smalti
-integrazione di usi araldici stranieri (ad es. lo scudo appeso al laccio dell'elmo in stile belga o gli elmi affrontati alla tedesca)
-questione dell'opportunità delle piume (relativamente alla prassi non normativa dell'epoca del Regno che non concedeva cimieri ma solo un tot di piume)
-numero di smalti negli svolazzi
-altro:
-uso del manto o dei sostegni o loro inopportunità
-rapporto con gli stemmi di distinta civiltà
-eventuale registrabilità presso enti privati o stranieri
Queste sono solo alcune idee buttate giù in quattro e quatr'otto e non esauriscono in alcun modo la complessa serie di questioni legate alla codifica dell'araldica arbitraria.
Desidero tranquillizzare il gentilissimo Signor da Ocre sul fatto che nel sollevare questi temi non abbia il desiderio di elaborare dogmi araldici di alcun genere, ma solo di fare chiarezza sul numero più ampio possibile di punti oscuri.
Cordiali saluti