"Etichetta" nella creazione di stemmi borghesi

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 12 gennaio 2004, 20:11

Gentile amico,
ho inteso perfettamente fin dall'inizio il senso e gli obiettivi del suo discorso, e spero che lei non legga "intransigenza" o, :wink: peggio, "insofferenza" nella mia titubanza la quale, come ripeto e sottolineo, deriva soltanto dalle due cose che già dicevo: "...Forse la praticaccia, forse le ragioni anagrafiche (queste ultime, ahimé quanto pesanti e vere...), mi inducono a temere che questo Galateo potrebbe fare la fine delle "regole araldiche" (mai mettere metallo su metallo, ecc. ecc.)...".

In parole povere, mi frena soltanto il pensiero che il nostro dire possa essere qualcosa che, in pratica, non modificherà gran che le prassi correnti della gente comune. Insomma, che gli stemmoidi continueranno a prosperare infischiandosene del nostro Galateo...

Non ho alcun problema a parlare, con chiunque, di ciò che sarebbe utile inserire entro un Galateo araldico; al riguardo, da questo topic sono già emerse nozioni che volentieri possiamo approfondire (e che meritano di essere aperte su appositi topic a parte).

Rimango però, mi perdoni, col mio timore che in pratica servirà forse a poco... e senza insofferenza né intransigenza, sentimenti estranei al povero fratacchione qui presente...

Bene :D vale
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Messaggioda Ardashir » martedì 13 gennaio 2004, 2:43

Gentilissimo Signor da Ocre,

non si preoccupi, avevo ben inteso il Suo spirito come al solito improntato alla propositività piuttosto che alla critica (anche perchè, volendo, questa mia idea sarebbe ben facilmente criticabile... :D ).

Riguardo all'utilità di detto galateo, ritengo anch'io, come gà sottolineavo, che esso andrebbe creato affidandogli una valenza più consultiva che normativa, dando la possibilità ai privati di procedere autonomamente e con piena correttezza araldica alla creazione di nuovi stemmi.
In fondo, lo scopo non dovrebbe essere di costringere in qualche strano modo i possessori di stemmoidi ad uniformarsi, ma piuttosto di attirare nuovo "pubblico" nell'ambito araldico con l'obiettivo dichiarato, dopo oltre cinquant'anni di caos, di restituire dignità se non legale almeno fattuale all'araldica arbitraria. Poi come già dicevo, se i vandali dell'araldica si sentiranno in dovere di adeguarsi (cosa assai difficile, lo ammetto) tanto meglio, ma non si dovrebbe impostare il lavoro su un risultato di così scarsa importanza.
Prevenire è meglio che curare, ed una sistematizzazione (o l'istituzione di un galateo) relativa all'araldica arbitraria dovrebbe puntare ad eliminare l'insorgere di nuovi abusi prima che a sanare quelli passati.

Cordiali saluti
Ardashir
 
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 13 gennaio 2004, 18:39

Concordo in pieno, caro amico.

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Messaggioda Ardashir » martedì 13 gennaio 2004, 22:47

Gentilissimo Signor da Ocre,

dato che siamo almeno in due a pensarla similmente riguardo alla necessità di un galateo araldico, sarebbe simpatico sentire l'opinione al riguardo degli altri utenti del forum in modo da capire fino a che punto questo problema possa interessare gli appassionati in materia, di cui il forum IAGI offre un qualificato campione.
Si potrebbero poi sviluppare le singole problematiche in topics separati come già da Lei proposto.

Cordiali saluti
Ardashir
 
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 14 gennaio 2004, 0:31

Egregio amico,
sono d'accordo; non ci rimane che attendere altri colleghi che vogliano partecipare a questo colloquio...

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Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 14 gennaio 2004, 11:25

Gentili Signori,
come si può non partecipare. Condivido appieno l'idea del Signor Forlanini riguardo la realizzazione di un "galateo araldico". Come giustamente afferma, non è indicato per chi vuole crearsi uno "stemmoide", ma appunto per coloro che vogliono crearsi uno stemma araldico corretto, ma non hanno le giuste conoscienze o comunque sono insicuri sulla correttezza di alcuni elementi che vogliono utilizzare.
L'unico mio dubbio a riguardo, è che non sarà semplice, in quanto ci saranno molte correnti di pensiero: chi vorrà mantenere le norme araldiche del Regno d'Italia, chi vorrà attualizzarle ai nostri giorni, chi vorrà utilizzare norme araldiche straniere...
Comuqnue sarà interessante una tale discussione.
Cordialmente
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » mercoledì 14 gennaio 2004, 11:49

Cari Ardashir e Fra’ Eusanio,

eccomi rispondere al Vostro invito condividendo più il disincanto di Fra’ Eusanio che l’entusiasmo di Ardashir verso la compilazione di una specie di decalogo del “buon galateo araldico” da raggiungersi attraverso una specie di “costituente” di sodalizi storico-araldici che vi volessero partecipare.

Mah, che dire? Mi sembra che la storia stessa dell’araldica talvolta così minuziosamente disciplinata da normative poi regolarmente inevase nell’uso pratico dimostri come questi tentativi siano aleatori: figurimoci oggi. Ho compreso il senso della cosa ben spiegato da Ardashir, ma non so… resto comunque perplesso (spero mi perdonerà!).

Una definizione che condivido di un noto studioso di araldica ancora oggi fortemente legato ad un approccio “normativo” della materia, Lorenzo Caratti di Valfrei, è comunque il suo riconoscere che l’araldica sebbene abbia le sue leggi sia da sempre il regno delle eccezioni. (Forse più eccezioni che leggi)

Credo che oggi bisogni guardare con attenzione alla storia ed agli usi secolari della disciplina: lì c’é tutto il galateo (che alla fine sono poche regole di “buon senso e buon gusto araldico” di cui ho già detto nei miei interventi precedenti) che uno possa cercare.

Un saluto cordiale,
F.J. von Trotta
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Messaggioda MMT » mercoledì 14 gennaio 2004, 13:36

T.G.Cravarezza ha scritto:L'unico mio dubbio a riguardo, è che non sarà semplice, in quanto ci saranno molte correnti di pensiero: chi vorrà mantenere le norme araldiche del Regno d'Italia, chi vorrà attualizzarle ai nostri giorni, chi vorrà utilizzare norme araldiche straniere...

Il problema di cui parla il Sig. Cravarezza non è affatto da sottovalutare. Non credo che si potrebbe nemmeno risolvere del tutto.... tra l'altro ci sono anche delle piccole rivalità tra istituti che non abbiamo ancora preso in considerazione. Comunque il vero problema di fondo è che in Italia nessuno s'interessi a creare norme per l'araldica, ma questa è storia vecchia.

Saluti,
Michele Tuccimei di Sezze
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 14 gennaio 2004, 18:38

Egregi colleghi,
una frase precedentemente espressa mi spinge ad una breve chiosa, soltanto in apparenza fuori tema:

Franz Joseph von Trotta ha scritto:...(omissis)...l’araldica sebbene abbia le sue leggi sia da sempre il regno delle eccezioni. (Forse più eccezioni che leggi)...(omissis)...


Ricordate quando, in diversi altri topic, mi espressi con colorita veemenza contro le cosiddette regole araldiche? Suscitando una sorta di velato imbarazzo in chi ne afferrava la nefasta inutilità?

La citazione di cui l'amico Franz Joseph si è fatto latore, e che ho asetticamente riportato a soli scopi di discussione scientifica, nella sua palese paradossalità ne è l'evidente prova.

Dobbiamo stare attenti che il nostro Galateo non faccia una fine analoga :wink: ...

Bene :D valete
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Messaggioda Ardashir » mercoledì 14 gennaio 2004, 22:24

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Egregi colleghi,
una frase precedentemente espressa mi spinge ad una breve chiosa, soltanto in apparenza fuori tema:

Franz Joseph von Trotta ha scritto:...(omissis)...l’araldica sebbene abbia le sue leggi sia da sempre il regno delle eccezioni. (Forse più eccezioni che leggi)...(omissis)...


Ricordate quando, in diversi altri topic, mi espressi con colorita veemenza contro le cosiddette regole araldiche? Suscitando una sorta di velato imbarazzo in chi ne afferrava la nefasta inutilità?

La citazione di cui l'amico Franz Joseph si è fatto latore, e che ho asetticamente riportato a soli scopi di discussione scientifica, nella sua palese paradossalità ne è l'evidente prova.

Dobbiamo stare attenti che il nostro Galateo non faccia una fine analoga :wink: ...

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Gentilissimi Signori,

innanzitutto, sebbene possa anche condividere la citazione del gentilissimo Signor von Trotta (l’araldica sebbene abbia le sue leggi sia da sempre il regno delle eccezioni. (Forse più eccezioni che leggi) ) , credo che per poter definire le pur numerose eccezioni si debbano prima stabilire delle regole.
Non intendo, per non risultarVi tedioso, ripetere quanto già scrissi in merito ai dubbi del gentilissimo Signor da Ocre relativamente all'opportunità del Galateo araldico in questo stesso topic: mi limito a sottolineare i rischi della Sua posizione che, con tutto il rispetto e la comprensione per i Suoi legittimi e condivisibili dubbi, mi pare essere un po' troppo rinunciataria.
Il rischio che una codifica possa esser fraintesa non ha mai bloccato l'insorgere della codifica stessa e credo che anche il gentilissimo Signor da Ocre sarà d'accordo sul fatto che, per chi non possieda una cultura araldica molto sviluppata non solo il galateo araldico da me umilmente proposto ma anche le "terribili" regole araldiche (si, anche quella del metallo sul colore! :D ) possano essere assai utili.

Se auspichiamo, poi, come fa il gentilissimo Signor von Trotta, che un italiano medio nel crearsi uno stemma si rifaccia al “buon senso e buon gusto araldico” intendiamo ignorare come queste basi siano non solo difficili da rintracciare persino fra molti cultori della materia, ma addirittura inesistenti nel pubblico profano.
Se non tutti sono dotati di una buona educazione formale nonostante le regole della buona educazione siano codificate da secoli, come possiamo sperare che una persona media conosca le regole dell'educazione araldica (che sono in ogni caso oggetto di molti dubbi persino in un pubblico numericamente ristretto come il nostro) se chi si occupa di questa scienza si rifiuta di proporre una pur sommaria codifica?
Certo, questo discorso viene meno se accettiamo che l'araldica rimanga solo una scienza documentaria (di nicchia, per di più) e che non abbia più un posto nel mondo attuale, ma spero davvero che questa non sia la posizione data implicitamente per assunta da Voi.


Sperando mi perdoniate i toni forse un po' polemici, Vi saluto cordialmente
Ardashir
 
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 14 gennaio 2004, 22:36

Caro Ardashir,
quando chiudevo il precedente intervento dicendo che "...Dobbiamo stare attenti che il nostro Galateo non faccia una fine analoga..." davo per scontato che noi lo si produca: il che implica e sottintende la mia partecipazione (se in quel noi, è naturale, sarà gradito che ci sia anche il mio io...).

Soprattutto, però, volevo chiosare l'indiretto danno ancora una volta patito dall'araldica per colpa delle famose "regole araldiche", concretizzatosi in quella infelice e paradossale frase riportata dall'amico Franz Joseph... insomma, ho fatto un "off topic", se uso bene l'anglicismo, di cui mi rammarico doppiamente (viste le momentanee incomprensioni che ne sono seguite...).

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Messaggioda Ardashir » mercoledì 14 gennaio 2004, 22:55

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Caro Ardashir,
quando chiudevo il precedente intervento dicendo che "...Dobbiamo stare attenti che il nostro Galateo non faccia una fine analoga..." davo per scontato che noi lo si produca: il che implica e sottintende la mia partecipazione (se in quel noi, è naturale, sarà gradito che ci sia anche il mio io...).

Soprattutto, però, volevo chiosare l'indiretto danno ancora una volta patito dall'araldica per colpa delle famose "regole araldiche", concretizzatosi in quella infelice e paradossale frase riportata dall'amico Franz Joseph... insomma, ho fatto un "off topic", se uso bene l'anglicismo, di cui mi rammarico doppiamente (viste le momentanee incomprensioni che ne sono seguite...).

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Gentilissimo Signor da Ocre,

La prego di scusarmi per aver in parte frainteso il Suo precedente intervento.
Il Suo "io", poi, sa bene quanto Lo apprezzi umanamente e scientificamente (almeno per quel poco che mi è dato conoscerLa) e spero davvero che vorrà contribuire, se avrà tempo, a questa codifica amatoriale.
In ogni caso, inizierei a definire alcuni ambiti di discussione in ambito di araldica arbitraria, sempre che vi sia interesse da parte degli utenti (non vorrei certo far la parte del megalomane o dell'egocentrico :D):

-relativamente allo scudo:
-opportunità nell'uso di carichi dall'alto valore storico
-uso di carichi dal senso fraintendibile o vicino all'usurpazione
-uso di partizioni complesse
-uso di capi e scudetti
-legame dei carichi con la storia di famiglia o con le aspirazioni del titolare
-tipologizzazione delle eventuali brisure per gli stemmi dei componenti della famiglia
-forma canonica o non canonica dello scudo

-relativamente all'elmo ed al cimiero:
-tipologia stilistica
-numero di elmi e cimieri concessi
-orientamento dell'elmo e suoi smalti
-integrazione di usi araldici stranieri (ad es. lo scudo appeso al laccio dell'elmo in stile belga o gli elmi affrontati alla tedesca)
-questione dell'opportunità delle piume (relativamente alla prassi non normativa dell'epoca del Regno che non concedeva cimieri ma solo un tot di piume)
-numero di smalti negli svolazzi

-altro:
-uso del manto o dei sostegni o loro inopportunità
-rapporto con gli stemmi di distinta civiltà
-eventuale registrabilità presso enti privati o stranieri

Queste sono solo alcune idee buttate giù in quattro e quatr'otto e non esauriscono in alcun modo la complessa serie di questioni legate alla codifica dell'araldica arbitraria.
Desidero tranquillizzare il gentilissimo Signor da Ocre sul fatto che nel sollevare questi temi non abbia il desiderio di elaborare dogmi araldici di alcun genere, ma solo di fare chiarezza sul numero più ampio possibile di punti oscuri.

Cordiali saluti
Ardashir
 
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 14 gennaio 2004, 23:50

Bene, caro amico. Proviamo a imbastire due righe su queste basi concrete:

Ardashir ha scritto:...(omissis)...-relativamente allo scudo:
a) opportunità nell'uso di carichi dall'alto valore storico

La libera creazione di uno stemma di nuovo uso non può non attingere all'intero universo dei simboli, nell'intrinseco rispetto di ognuno dei simboli medesimi.

b) uso di carichi dal senso fraintendibile o vicino all'usurpazione

Nessuno stemma di nuovo uso può imitare, plagiare, copiare, scimmiottare o altrimenti richiamarsi ad altri, se non direttamente autorizzato dai legittimi titolari di quest'ultimo.

c) uso di partizioni complesse

Uno stemma di nuovo uso potrà liberamente usare qualunque genere di partizione, purché regolarmente blasonabile, e disegnato nel concreto rispetto della leggibilità e della riproducibilità.

d) uso di capi e scudetti

Vale quanto espresso ai punti b) e c).

e) legame dei carichi con la storia di famiglia o con le aspirazioni del titolare

Nel rispetto dei principi finora enunciati, ogni episodio, vicenda, leggenda o aspirazione (purché decorosi e "nobili") sono degni di ricevere una giusta espressione araldica, in forme adeguate e possibilmente simboliche, evitando per quanto possibile la realizzazione di stemmi più simili a "fumetti" che a simboli.

f) tipologizzazione delle eventuali brisure per gli stemmi dei componenti della famiglia

Lo eviterei: non siamo in Inghilterra... :twisted: ! Lascerei la cosa al desiderio dei singoli, nel rispetto delle rimanenti argomentazioni.

g) forma canonica o non canonica dello scudo

La forma dello scudo potrà essere una qualsiasi di quelle storicamente ed artisticamente in uso, nel rispetto delle rimanenti argomentazioni.

Queste sono solo alcune idee buttate giù in quattro e quattr'otto...(omissis)...


...come pure le mie!

Ci ho messo mezz'ora: sto diventando vecchio... A breve, altre idee sul seguito dei suoi spunti.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 15 gennaio 2004, 0:17

Provo a proseguire:
Ardashir ha scritto:...(omissis)...-relativamente all'elmo ed al cimiero:
h) tipologia stilistica

Ogni forma è lecita, purchè riprenda stilemi storicamente riconosciuti, e nell'ottica della massima semplicità, e del più alto rispetto di passate tradizioni non più applicabili, ma nemmeno più imitabili.

i) numero di elmi e cimieri concessi

L'elmo, non più di uno e rispettoso del precedente punto h), potrà avere un cimiero, per il cui aspetto formale e simbolico vale quanto raccomandato nei punti precedenti.

j) orientamento dell'elmo e suoi smalti

C.s.

k) integrazione di usi araldici stranieri (ad es. lo scudo appeso al laccio dell'elmo in stile belga o gli elmi affrontati alla tedesca)

Liberi, se collegabili con motivo a tradizioni, storia o altre valide vicende del titolare.

l) questione dell'opportunità delle piume (relativamente alla prassi non normativa dell'epoca del Regno che non concedeva cimieri ma solo un tot di piume)

C.s.

m) numero di smalti negli svolazzi

Liberi, preferibilmente da ricollegarsi (per nostra abitudine storica, e per intrinseca maggior eleganza formale) ai due principali smalti dell'arma: il primo sull'esterno, il secondo sull'interno.

-altro:
n) uso del manto o dei sostegni o loro inopportunità

Manto: da limitarsi a casi di eccezionali motivazioni.
Sostegni: vale il discorso del cimiero.


o) rapporto con gli stemmi di distinta civiltà

:?:

p) eventuale registrabilità presso enti privati o stranieri

Quella tuttora in essere, e con gli eventuali allargamenti ad altri Enti che nel tempo dovessero operare in similitudine agli attuali.



...Beh, almeno sono arrivato fino alla fine :oops: : con un po' di fiatone... :shock: ma almeno abbiamo qualcosa di più su cui discutere.

Salvo errori od omissioni, di cui chiedo venia fin d'ora.

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Messaggioda sebpasq » giovedì 15 gennaio 2004, 19:15

Egregi Signori
anch'io sottoscrivo quasi tutto quello che avete detto circa l'utilità e l'importanza di un galateo araldico; condivido tutte le argomentazioni di Fra Eusanio tranne quella sulle brisure: se non si fissano regole per le brisure italiane non vedo come un domani si possa riuscire a distinguere i cadetti o i vari rami di una famiglia senza precisi riferimenti a riguardo, non trova?
Io credo proprio che per le brisure ci dovremmo ispirare proprio agl'inglesi...

Saluti.
sebpasq
 
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