Stemma da Gerace

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 25 novembre 2006, 17:46

da Fiore ha scritto:Caro frate, tutto è possibile, dall'arma parlante all'industria boschiva.

Certamente, ma è soprattutto negli stemmi civici recenti che la gamma di motivazioni potenziali si allarga ad uno spettro amplissimo.
Negli stemmi familiari e d'epoca, tale gamma è meno vasta.


Comunque, sto vagliando le famiglie che hanno alleanze matrimoniali con i Capogreco nel XVIII sec...(omissis)...

Ottimo. :wink:

non essendo la famiglia attestata a Gerace prima del XVII sec., essa potrebbe essere venuta proprio allora, da una località di montagna sub aspromontana dove è anche attestata.
Saluti
Marilisa Morrone


...infatti il motivo per cui ti suggerivo una "gitarella" anche soltanto di studio a Santo Stefano è proprio questo: l'identità della particolare e rara figura comune ai due stemmi (il civico e il familiare) può far pensare a qualcosa di :wink: ben più di una casualità...

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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 25 novembre 2006, 21:23

Cara Marilisa riconosco che l'analisi fisica dei manufatti non è il mio campo. Oltretutto per foto è sempre difficile rendersi conto dell'oggetto. Le mie osservazioni erano semplicemente dettate dall'esperienza dei "mascheroni" appesi alle porte che in genere, almeno nella zona che conosco meglio a sud di Gerace, risalgono al massimo alla fine del XIX secolo. Mai mi era capitato di notare uno stemma come quello che hai postato che ritengo sia sicuramente un qualcosa di eccezionale nel senso di fuori dal comune.

Possiedo numerose foto di stemmi di Gerace e Siderno e se ho qualche minuto di tempo possiamo compararle per capire qualcosa in più. :wink:

Per quanto riguarda invece le vicende storiche della zona, sono convinto che molto debba ancora essere scritto, sulla zona anche perchè molti documenti importanti e per ora inediti non sono in loco ma da altre parti anche inaspettate. :wink:
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Messaggioda FML » domenica 26 novembre 2006, 1:01

Gentilissima Marilisa :D,

sto seguendo appassionatamente 8) il dibattito che si sta svolgendo intorno allo stemma ubicato a Gerace, da te proposto.
Purtroppo :( non ho nulla da segnalare a tal proposito.
Vorrei, però, sottolineare come, molto probabilmente, quest'arma sia la stessa presente nello stemma partito semitroncato ricamato sulla pianeta che ci hai segnalato.
Il mio modesto :lol: consiglio è (come tu hai già sagacemente detto :wink:) quello di svolgere una ricerca tra i casati imparentati ai Capogreco.

Buona Domenica :P !

Ferrante
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Messaggioda Marcello Cantone » lunedì 27 novembre 2006, 21:23

Gentilissima da Fiore, Carissimi Fra Eusanio ed Aesculapius,
ho seguito la vostra simpatica conversazione, e sono convinto che le due armi siano una variante dello stesso stemma

da Fiore ha scritto:Lo stemmino sul tessuto è certamente più "andante" e meno dettagliato, ma c'è ovviamente una notevole differenza di dimensioni, di epoca, e,

una differenza di animali :roll: :roll: io vedo nel secondo non due draghi ma due grifi

soprattutto, di "mano". Il ricamo, comunque, ci consente di conoscere almeno parte dei colori del blasone.
Per la cronaca, il quarto materno del canonico titolare della pianeta è Piconeri, questa si un'arma parlante.


:3: O' Frati! ora non picchiarmi forte al tuo solito :3:

P.S. Aesculpius ti consiglio di essere cauto col vecchio Frate, mi ha riempito di ecchimosi a colpi di destro e sinistrocheri. :wink:

Cordialmente Marcello
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 28 novembre 2006, 20:06

Marcello Cantone ha scritto:una differenza di animali :roll: :roll: io vedo nel secondo non due draghi ma due grifi


Infatti, la differenza fra grifi e draghi è 8) palese...

...così com'è palese la :wink: comunanza globale fra i due emblemi dati!

I due mostri vengono spesso confusi fra loro, specie da artefici poco attenti.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 30 novembre 2006, 20:24

da Fiore ha scritto:...(omissis)...Arguisco che la scelta della sega per l'arma comunale sia spiegabile con il fatto che Santo Stefano si trovi in montagna, dove c'è anche una fiorente industria boschiva...(omissis)...


...ci sono novità, carissima Marilisa? 8)

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Messaggioda da Fiore » venerdì 1 dicembre 2006, 0:03

Carissimi,
vi rispondo solo oggi perché sono stata “in tutt'altre faccende affaccendata”.
Grazie a Ferrante per il sostegno alla mia tesi e a Marcello per il riconoscimento dei due grifi.
A dire il vero i due animali della pianeta mi erano sembrati grifi, tanto che avevo anche dubitato della prima attribuzione. Poi, però, avevo imputato alla scala troppo piccola del ricamo la difficoltà nella resa dei draghi ma non avevo osato azzardare altre ipotesi per non incorrere nelle punizioni del frate...
Per Alessio: va bene. Sono sempre disponibile ad analizzare gli stemmi sidernesi, dei quali conosco anche le “vexatae quaestiones”. Per quanto riguarda la Storia, penso che essa debba essere ancora scritta non solo per questa, ma per tante altre zone del mondo; da quando si è affermato il metodo scientifico anche nel campo delle “humanae litterae”, le acquisizioni date per certe nella vecchia concezione degli studi storici, sono soggette a continue revisioni.

Per quanto riguarda il nostro stemma, purtroppo non ho novità da segnalare, perché non ho avuto il tempo di continuare la ricerca, però le circostanze storiche mi inducono a pensare sempre alla famiglia Maviglia. Ecco ciò che ho potuto ricavare dai Bollari dei vescovi di Gerace editi dal von Lobstein e dal volume ‘700 calabrese, oltre che da vari regesti di documenti, anche inediti:

1) i Maviglia giungono a Gerace sicuramente dopo la metà del ‘600; infatti certamente fino al 1630 non c’è alcun Maviglia stabile nel capoluogo, la famiglia non risulta tra le dodici che nel 1654 fecero costruire l’altare per la confraternita Nobilium Laicorum di S. Maria della Sanità. Il primo Maviglia che trovo attestato come “della città di Gerace” è un sacerdote, Giuseppe, che viene presentato nel 1695 quale rettore di una cappella nella Cattedrale; egli viene presentato dalla patrona, sua madre Beatrice Mittiga, a sua volta nipote di una Capogreco, figlia del fondatore della cappella.
Il nostro stemma è databile tra XVII e XVIII sec. ed appartiene ad una famiglia x che non è nel novero delle più antiche famiglie Geracesi, delle quali conosciamo lo stemma.

2) Nel XVIII sec, i Maviglia risultano al von Lobstein come famiglia nobile geracese ma egli non ne conosce lo stemma. Nel 1730 le ultime Maviglia, Giulia e Francesca, figlie di Beatrice, compaiono come patrone alla presentazione del canonico in sostituzione del loro fratello Giuseppe morto l’anno precedente. Francesca risulta vedova di Stefano Capogreco e madre del chierico Nicola (il presentato) e di Carmelo, che ritroviamo nel 1752, quando è unito in matrimonio dal vescovo Rossi che annota sul suo diario: ...accedentibus nobilibus sponsis U.J.D. D. Carmine Capogreco et Martia Arcano. Non ci sono altri Maviglia attestati a Gerace dopo Francesca. Sono, invece, attestati a Terranova (centro sul versante tirrenico dell’Aspromonte da sempre legato a Gerace per vari motivi) nel 1754, quando è Eletto dei nobili D. Domenico Maviglia.
Il nostro stemma agli inizi del XIX sec. (pare che la pianeta risalga ad allora) “finisce” come quarto secondario in quello dei Capogreco-Piconeri.

Finora mi pare che siano gli unici elementi acquisiti, a meno che...
.... quella Marzia Arcano (famiglia baronale conosciuta anche come Arcadi o Arcudi) che sposa Carmine Capogreco nel 1752 mi suggerisce un’idea che mi sta venendo in mente adesso, anche se alcuni dettagli di quelle figure ai margini dello scudo mi avevano fatto venire in mente subito una “cosa” architettonica....
Devo approfondire!

Saluti
Marilisa Morrone

P.S. Potrebbero avere un nesso il nome Arcano-Arcadi-Arcudi e i draghi o la sega o, meglio, la cometa?
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 1 dicembre 2006, 16:21

da Fiore ha scritto:...(omissis)...Poi, però, avevo imputato alla scala troppo piccola del ricamo la difficoltà nella resa dei draghi ma non avevo osato azzardare altre ipotesi per non incorrere nelle punizioni del frate...

A furia di :roll: dirlo, va a finire che i lettori più :roll: :evil: disattenti (definiamoli 8) così...) mi prendono per un perfido aguzzino...
...mentre il vostro vecchio frate è soltanto un pignolone che esige il meglio (araldico) da sè stesso, e cerca il massimo (araldico) da ognuno di voi.


...(omissis)...Potrebbero avere un nesso il nome Arcano-Arcadi-Arcudi e i draghi o la sega o, meglio, la cometa?


Sì, cara Marilisa.

A volte successe che le figure mitologiche del genere del drago venissero collegate al concetto di antico (anche se quest'ultimo veniva inteso nell'accezione di anteriore alla storia umana).

Circa la sega, volevo chiederti se 8) questo simbolo ti era noto:Immagine

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Messaggioda da Fiore » sabato 2 dicembre 2006, 22:02

No, caro frate,
non lo conoscevo.
Mi sembra una lettera gotica.
Ma la sega è strana, sembra una fibbia: :o

Se seguiamo l'ipotesi dell'arma parlante degli Arcano, vorrei segnalare che questi non si estinsero nei Capogreco, ma la famiglia era molto importante. Carmine Capogreco o i figli avrebbero potuto inquartare lo stemma della moglie (o madre) nel loro, per prestigio?

Saluti
Marilisa Morrone
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 4 dicembre 2006, 18:14

da Fiore ha scritto:No, caro frate, non lo conoscevo. Mi sembra una lettera gotica.

Di fatto, questo logo ce l'ha fatta diventare...
...direi quasi un'onciale...
É la M, iniziale di Montserrat: la celebra abbazia castigliana.


Ma la sega è strana, sembra una fibbia: :o


Il logo in questione stilizza lo stemma storico dell'abbazia: una sega infissa in un monte ed in atto di tagliarlo.

Arma parlante: Mont-serrat, monte-tagliato... :wink:

É assai probabile che lo stemma dell'ignota famiglia calabrese in questione non abbia il minimo rapporto con Montserrat.

Ma è altrettanto certo che l'insolita figura della sega è comune ad entrambi gli stemmi.

Oltre che a quello di Santo Stefano d'Aspromonte, peraltro posteriore ad entrambi.

Ce n'è abbastanza per fare :wink: ricerche e ragionamenti...

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Messaggioda da Fiore » mercoledì 6 dicembre 2006, 17:01

Cari amici, anche se la pista del simbolo di Montserrat mi sembra molto accattivante, tuttavia voglio sottoporvi la seguente comunicazione che riguarda il nostro stemma, e che, per dovere di citazione, vi riporto per intero, ricevuta da Giacomo Oliva, direttore del Museo Diocesano di Gerace e profondo conoscitore della storia e del patrimonio culturale della cittadina:


Carissima Marilisa,
ho seguito la nutrita corrispondenza tra illustri studiosi di araldica sullo
stemma da te sottoposto all'attenzione. Non sono registrato al Forum per cui scrivo a te direttamente sicuro che trasmetterai agli interlocutori che si sono interessati sino ad oggi, anche perché credo di essere arrivato una conclusione.
Lo stemma dovrebbe essere della famiglia Mittiga, estinta nel XVIII secolo o comunque non più presente a Gerace. La famiglia non è annoverata tra quelle nobili della città, quindi proviene da altro centro della diocesi, ma questo non è difficile fare una ricerca (vedi Oppedisano, Pellicano Castagna, von Lobstein etc.). Sarà stata presente fino al XVIII secolo come si accennava sopra forse perché qualche componente della famiglia avrà sposato in città (tu stessa hai parlato di Beatrice Mittiga che entra nella famiglia dei Capogreco), oppure la presenza di qualche prelato con incarichi specifici al seguito di qualche vescovo, come spesso è accaduto nel passato.
La conferma che si tratta dello stemma dei Mittiga (fino ad oggi
sconosciuto) l'ho avuta da una tela esistente in cattedrale raffigurante la
Sacra Famiglia del 1682, commissionata dal protonotario apostolico e maestro delle cerimonie della Cattedrale di Gerace Mons. Giuseppe Mittiga (vedi mia pubblicazione "Millenni in un giorno a Gerace”, 2005 e M.C. Monteleone "Un dipinto ritrovato", pubblicato sulla rivista "Ambiente" 1990). In basso a sinistra della pala d'altare si trova lo stemma sormontato da galero nero protonotariale (a quattro nappe terminali, due per lato) .
Lo stemma che hai sottoposto è sormontato non da corona nobiliare o di
famiglia titolata ma da cimiero (quindi poteva essere nobile ma non
necessariamente). Nello scudo ovale sono raffigurati due draghi affrontati
che reggono una sega sormontata da cometa. Veramente si tratta di un ibrido tra draghi e grifi, nello stemma del quadro, a cui ho fatto riferimento, le due bestie risultano essere chiaramente grifi e non draghi, si legge poco la sega per via della lacuna creata dalla caduta del pigmento.
Un suggerimento: sarebbe bene fare una ricerca su questa famiglia e
verificare se avevano già lo stemma prima della seconda metà del XVII
secolo o è stato assegnato dall'autorità pontificia al protonotario di cui
ho fatto sopra menzione, o se lo stemma esisteva già e il protonotario ha
usato uno stemma di famiglia.

Giacomo


Il cimiero non è compreso nella foto che ho inserito nel post, comunque c’è.

Io vi aggiungo che la Famiglia Mittiga ha due agganci genealogici con la famiglia Capogreco, uno tra cinque e seicento, l’altro intorno al 1706 (tramite Francesca Maviglia, figlia di Beatrice Mittiga che sposa Stefano Capogreco).
Aggiungo inoltre che almeno questo ramo della famiglia Mittiga, da quello che ho potuto ricostruire, è, probabilmente, originario di Bovalino e mi sembra si sia estinto nei de Carlino e nei Maviglia, a loro volta estinti nei Capogreco. Ancora nel 1753 ritrovo i due fratelli Nicola e Carmelo Capogreco come giuspatroni, insieme ad altri, della Cappella della SS. Trinità nella chiesa di S. Nicola in Bovalino, fondata nel 1617 dalla suora terziaria Vincenza Mittiga per sé e i suoi successori, che sono proprio il ramo della famiglia che ci interessa.

Per concludere, un piccolo particolare: il potentissimo d. Giuseppe Mittiga viene nominato canonico nel 1667 al posto di un altrimenti sconosciuto d. Nicola SERRAPETRO!!!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 6 dicembre 2006, 19:52

da Fiore ha scritto:Cari amici, anche se la pista del simbolo di Montserrat mi sembra molto accattivante,

...ma ormai :wink: quasi tramontata, direi...

tuttavia voglio sottoporvi la seguente comunicazione che riguarda il nostro stemma, e che, per dovere di citazione, vi riporto per intero, ricevuta da Giacomo Oliva, direttore del Museo Diocesano di Gerace e profondo conoscitore della storia e del patrimonio culturale della cittadina:

Carissima Marilisa, ti prego di esternare al gentile Direttore il ringraziamento di tutto il forum per l'attenzione con cui ci ha seguito, e per il contributo fornito.

...(omissis)...Per concludere, un piccolo particolare: il potentissimo d. Giuseppe Mittiga viene nominato canonico nel 1667 al posto di un altrimenti sconosciuto d. Nicola SERRAPETRO!!!


... :shock: stai pensando anche tu ciò che è 8) sobbalzato alla mente del vecchio frate?!

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Messaggioda Guido5 » mercoledì 6 dicembre 2006, 20:18

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:... :shock: stai pensando anche tu ciò che è 8) sobbalzato alla mente del vecchio frate?!

... e che - trattandosi di cosa "parlante" - tutti abbiamo udito?

Ciao a tutti!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 6 dicembre 2006, 20:23

Guido carissimo, mi sorprendo che tu :shock: non intraveda...

...Serrapetro è cognome che traduce in dialetto lo spagnolo Montserrat... 8)

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Messaggioda da Fiore » mercoledì 6 dicembre 2006, 21:11

Non ho parole...
questo Serrapetro...forse...veniva da Monserrat?
Posso dirvi solo che è un personaggio assolutamente sconosciuto e che io l'ho "pescato" in una bolla vaticana nel "Regesto Vaticano per la Calabria" di p. F. Russo, senza che sia in indice, cercando notizie sul Mittiga. Il documento dice che il Mittiga viene nominato canonico della Cattedrale, posto vacante da tre anni, perché amoto Niciola Serrapetro, qui se gerit pro clerico seu presbitero. Vi aggiungo solo una cosa, che non vi avevo più comunicato dopo la segnalazione dello stemma: a Gerace c'è una bella chiesa suburbana dedicata a S. Maria di Monserrato...
A voi la linea

Saluti Marilisa Morrone
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