Salve a tutti,
se posso intervenire con la mia modesta opinione di appassionato di storia che, solo di recente, si è avvicinato alla materia nobiliare del regno napoletano, credo che la questione possa essere vista in tali termini.
Dal Regio Dispaccio del 24 Gennaio 1756:
La prima di Nobiltà Generosa, si verifichi col possesso di un feudo nobile nella continuata serie di secoli, con le pruove legittime di aggregazione tra Nobili di Città regia, nella quale sia una vera Separazione, o con l’origine d’ascendente, che per la gloriosa carriera delle Armi, della Toga, della Chiesa, o della Corte abbia ottenuto distinto, e superior Impiego, o Dignità, e che i suoi Discendenti per lo corso di lunghissimo tempo si sian mantenuti nobilmente, facendo onorati Parentati, senza mai discendere ad Ufizj vili, e populari, né ad arti meccaniche, ed ignobili.Ed anche, da un trattato di legislazione napoletana:

Era dunque sufficiente l'aggregazione al ceto nobile di una città regia (vuolsi di piazza chiusa, aperta, o di mero collegio nobiliare locale, tutte forme di separazione tra ceto nobile e ceto civile) per maturare lo status di
nobiltà generosa, cioè di prima classe.
Inoltre la nobiltà locale nulla ha a che fare con la nobiltà di terza classe, che è la civile, e cioè
nobiltà di reputazione procedente dalla perpetrata vita
more nobilium e non dall'appartenenza ad un collegio nobiliare, di cui l'abitare in città demaniale è solo la
conditio sine qua non (ed in genere requisito base perchè possa esservi nobiltà, secondo la concezione maturata in seguito alle decisioni dell' Ordine di Malta, che nel 1693 non concepì più come nobili coloro che vivevano in territori infeudati ad altri).
Direi, dunque, che la famiglia della sig. Helga (nella sua interezza, visto che il patriziato, inteso come nobiltà civica, era esteso all'intera casata, donne incluse, in quanto era l'intera
gens ad essere cooptata) era, secondo la legge borbonica, di nobiltà generosa, e aveva diritto dunque ad innalzare una corona nobiliare (la foggia più comune, sebbene variasse molto in base alla
consuetudo loci , era quella con i 6 (4 visibili) fioroni e le 4 (2) perle, sebbene consiglierei di attenersi alle consuetudini del luogo d'origine della famiglia in questione, usando la corona a cinque punte/fioroni che si trova scolpita sui palazzi della nobiltà locale).
Inoltre, per quanto riguarda la normativa italiana, l'art. 66 credo faccia riferimento agli stemmi femminili di cittadinanza (a.k.a.: famiglie notabili), non di nobiltà civica, e dunque nel caso in questione varrebbe quanto detto nell' art.62.
Mi scuso per essere stato prolisso ed aspetto numerose le vostre correzioni,
un cordiale saluto,
E.V.