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fabrizio guinzio ha scritto:Non capisco come mai mancano 2 regioni nel progetto del 1910...



Petrus de Ocra ha scritto:
Circa l'auspicio di Massimo Sgrelli, davvero c'è da lamentare che sia rimasto inascoltato.

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Quello che, mi pare, non si voglia tentare di comprendere in questo dibattito, a parte il continuo e generico rammarico per "l'araldica maltrattata" o "ignorata" e tirando in ballo, addirittura, "l'amor di Patria", è che molte regioni per loro scelta NON hanno voluto legare la propria simbologia ad una raffigurazione araldica, per tante considerazioni di cui si è già detto, ma forse anche perché la monotona staticità dell'araldica civica italiana a obsolete normative e forme ottocentesche la privano ormai di molto appeal nella percezione comune e di versatilità e praticita negli usi pratici della comunicazione istituzionale. Forme vecchie avvertite come segni meramente burocratici.
Comuni e province li usano per prassi ma nelle grandi città ove si hanno i mezzi e le necessità il modello burocratico è stato spesso oggetto di notevoli restyling (Si pensi a Milano, Roma, Firenze, Palermo etc.)
Significativo di questo è che anche le regioni che hanno emblemi araldici, fortunatamente a mio avviso, li abbiano rinnovati in forme nuove e, anche la Val d'Aosta come modello di uso comune, usa uno stemma graficamente ben lontano dal solito disegnetto burocratico.
Credo che, ci piaccia o meno, una Regione sia legittimamente in grado nel 2009 di stabilire autonomamente la propria simboligia pubblica adeguandola alle proprie necessità così come avviene negli altri paesi europei dove nessuno si sogna in un Land tedesco o in una Region francese di impicciarsi su come debba essere il loro emblema.
Quanto al segno lombardo, la rosa camuna ripeto: potrà piacere o meno (e personalmente non mi entusiasma davvero) ma questo non mi evita di riconoscere come sia emblema assolutamente araldico, perfettamente blasonabile, tanto che il consiglio regionale lo raffigura da anni in uno scudo a punta tonda.
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 

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Sigillum1 ha scritto:Cari tutti, concordo integralmente, anche se in ritardo, con von Trotta e con la sua analisi storica: l'Araldica era (al momento dell'istituzione delle regioni) ed è probabilmente ancora, per le molte ragioni che ha correttamente indicato, un linguaggio poco gradito e poco interessante, simbolo di un passato superato e, nella comune percezione della disciplina e della sua simbologia, di ceti di cui la nostra Costituzione aveva scientemente deciso di disinteressarsi, abolendo ogni distinzione che da essi potesse derivare. Del tutto ragionevole perciò mi pare la volontà delle regioni di scegliere liberamente, e credo che sia nostro compito, attraverso i nostri studi e le nostre competenze, offrire loro l'opportunità di valersi ancora dell'Araldica che, come ormai ben sappiamo, non è, e soprattutto non è stata, quel che ancora purtroppo molti ritengono.
Si può scegliere, fra i simboli araldici e non, e il nostro territorio, così ricco di comunità a lungo autonome, ce ne fornisce certamente molti.
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