STEMMA ERRATO DI CITTA'?

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 29 novembre 2004, 15:50

Franz Joseph von Trotta ha scritto:...(omissis)...sebbene non sia forse quel “chi di dovere” da lei atteso...(omissis)...

Beh, diciamo che sei diventato il "chi di dovere" di turno... :wink: :lol:

Le corone civiche dell’araldica della Repubblica Italiana attualmente sono ancora regolate dagli articoli 95, 96 e 97 del R.D. del 7 giu. 1943 n. 652 che, indifferentemente recitano al loro inizio’inizio:
«la corona della Provincia (a meno di concessione speciale) è formata …»;
«la corona di Città (a meno di concessione speciale) è turrita …»;
«la corona di Comune (a meno di concessione speciale) è formata …».

A essere pignoli, caro Franz, la lettera dei detti dispositivi parla di "concessione speciale" per Provincia e Città (artt. 95/96), e invece di "speciale concessione" per Comune (art. 97)... il vecchio frate è forse :oops: troppo avanti negli anni per comprendere la sottigliezza... ammesso che ve ne sia una, alla base di codeste :roll: alternanze lessicali!

...(omissis)... Franz Joseph von Trotta.


...e, seriamente parlando, ecco messa nero su bianco la scappatoia all'italiana per dare a tutti una medesima corona, ed a qualcuno lasciare la propria! :twisted:

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Messaggioda San Celestino » lunedì 29 novembre 2004, 23:20

xxx
Ultima modifica di San Celestino il martedì 17 novembre 2015, 21:17, modificato 1 volta in totale.
Se in vita non date un po' di voi agl'altri non rimarrà nulla di voi che valga la pena di vivere!
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Messaggioda Grimaldi » giovedì 9 dicembre 2004, 15:42

Appena il Sud conquista il Nord aboliamo i dialetti settentrionali....... :wink:
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Messaggioda San Celestino » giovedì 9 dicembre 2004, 16:37

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Se in vita non date un po' di voi agl'altri non rimarrà nulla di voi che valga la pena di vivere!
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » venerdì 10 dicembre 2004, 13:07

Naturalmente non sono d'accordo, anche se, purtroppo, questo è già avvenuto visto il romanesco e il meridional-televisivo imperante di cui si hanno paradossali esempi nelle recenti "cinque giornate di Milano" o nel telefilm su Giovanni XXIII dove i lavoranti delle campagne bergamasche sembravano usciti da Trastevere… che pena.
Ho udito molti gondolieri cantare "o' sole mio" al posto delle canzoni veneziane e anche questo è piuttosto triste.

Vi piacerebbe dunque che i montanari del sud tirolo salissero "n' coppa o' dolomiti"? Spero proprio di no!

Un saluto cordiale

FJVT
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Messaggioda Grimaldi » venerdì 10 dicembre 2004, 16:45

Egr. Von Trotta,
spesso purtroppo lo scritto non rende l'umore e nemmeno le faccine aiutano più di tanto....... visto che nemmeno quando si scherza si è compresi.
Vorrei cmq farle notare che sono stati i Savoia e i simpaticoni del Nord a voler schiacciare le culture (e le popolazioni) locali del meridione......
Ma non facciamone un caso storico. Evitiamo la polemica.
Sono però per la difesa delle tradizioni e della cultura minore, anche quella di altre zone italiane, come il settentrione (tranne quando si dicono o fanno le stupidaggini "alla padana").
Ma, ne converrà, la cultura napoletana è ben più famosa e diffusa al mondo rispetto a quella veneta, lombarda ecc...
Ovvio quindi che in Italia certi stranieri si aspettino che si parli "napoletano", si mangi pizza, sfogliatella e si balli la tarantella, magari con un accento di romanesco.... pure a Venezia!
Gli stranieri spesso non hanno tanta ricchezza e diversità culturale come accade in Italia, quindi credono che anche qui ci sia una sola cultura, lingua ecc.....
Non se la prenda quindi...... siamo o no in epoca di "globalizazione" (che è cmq da combattere, in vari casi).....? In Italia tanta gente vuole parlare inglese, impara da scuole private, corsi, ecc... e in tanti casi non sanno parlare nemmeno in italiano....
Vorrei infine far notare che questo argomento è qui off topic....
Stia bene.
Grimaldi
 

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » venerdì 10 dicembre 2004, 19:25

« Ma, ne converrà, la cultura napoletana è ben più famosa e diffusa al mondo rispetto a quella veneta, lombarda ecc... »
… Naturalmente non ne convengo affatto, non confondiamo la cultura, la musica, l'arte etc. con i banali stereotipi turistici 'made in USA'.

Condivido il senso delle sue affermazioni ma proprio per queste lei potrà capire perché mi ritrovi meno nel noto stereotipo italico "pizza-spaghetti-mandolino-tarantella", piuttosto che in quello a me forse più affine di "polenta e osei-risotto-fisarmonica-valzer"!

Mi scuso per il clamoroso off-topic e la saluto sempre cordialmente.

FJVT.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 10 dicembre 2004, 19:42

Per non fare torto a nessuno, se volete, il vecchio frate si metterà a scrivere i blasoni in etrusco...

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Messaggioda Grimaldi » lunedì 13 dicembre 2004, 11:35

Egr. Von Trotta,
quella napoletana è definita non a caso una civiltà.
Lingua, costumi, letteratura, musica, arte, culinaria, ecc. ecc. ecc.....
L'Italia stessa deve moltissimo al meridione ed a Napoli in particolare.
Gli "stereotipi" che lei dice sono un effetto negativo e traviato di tale cultura che questa città possiede nonostante purtroppo i suoi tanti mali.
Paragonare questa cultura con altre minori del settentrione non può che far sorridere. E negare l'importanza di questa cultura del sud non dimostra altro che un ottuso e sciocco campanilismo del quale spero lei sia immune.
Chiudiamo qui l'argomento. Se vuole ne apriremo un altro.
Ma una cosa sono le opinioni personali (spesso qualunquiste e misere) ed un'altra la verità oggettiva.
Stai bene
Grimaldi
 

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 14 dicembre 2004, 9:42

Caro Grimaldi,

premesso che non sono alla ricerca di alcun "primato" regionale o locale, aspirazione, questa sì, che in Italia farebbe davvero sorridere, spero tuttavia che anche la civiltà veneziana e veneta, possa avere qualche piccolo merito ai tuoi occhi perché in quanto ad arte, musica, letteratura, lingua, storia etc. temo non non sia affatto una "cultura minore settentrionale" inferiore alla "civiltà napoletana". Credo che Venezia non sia meno nota al mondo della città del Vesuvio.
Se poi città come Milano, Parma, Genova, Torino, Verona, ti sembrano altrettanti centri periferici di quella "cultura minore del settentrione" (minore per cosa poi? mah!) che ti fa sorridere, beh, allora che dire? Buon divertimento.
Talvolta quelle che si ritengono "verità oggettive" possono essere diverse a seconda dell'osservatore; temo che su questo argomento arriveremmo a conclusioni piuttosto differenti.
Ti auguro una buona giornata.
FJVT.
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Messaggioda Grimaldi » mercoledì 15 dicembre 2004, 13:08

Egr. Von Trotta,
nemmeno il sottoscritto è alla ricerca di stupidi e puerili campanilismi, ma è stato lei a sminuire la cultura meridionale.
Ha detto lei che NON conviene con me che la cultura napoletana è ben più famosa e diffusa al mondo rispetto a quella veneta, lombarda ecc.. precisandomi che non dobbiamo confondere la cultura, la musica, l'arte etc. con i banali stereotipi turistici 'made in USA'.
Ovvero mi ha detto che quella meridionale non è cultura. Lei è stato offensivo e superficiale.
Ho parlato di culture minori del settentrione? Io, invece, non volevo offendere o sminuire.
Ma non noto una città settentrionale che ha avuto una importanza culturale almeno pari a quella napoletana. La letteratura, la musica, l'arte culinaria, ecc. ecc.... perfino l'arte presepiale (visto che siamo in periodo)....
Insomma l'Italia deve molto al meridione. Più di quanto il"padanismo" sminuisca. Io adoro tante città italiane, molte del Nord, ma la cultura del sud NON deve essere sminuita e disprezzata come uno stereotipo.
Le consiglio di approfondire molto di più la sua preparazione sull'argomento prima di affrontarlo.
Ma in altra sede. NON in questo topic o in questo forum.
Stia bene.
Grimaldi
 

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » venerdì 17 dicembre 2004, 19:20

Caro Grimaldi,

grazie per i consigli che dispensa sempre a tutti; nel mio caso cercherò di seguirli nel limite del possibile…

Tuttavia è evidentemente che se Lei dice che la civiltà napoletana è più famosa al mondo rispetto alle altre italiane è lei che crea graduatorie di notorietà e sminuisce gli altri. Non sono né offensivo né superficiale: non sono semplicemnete d'accordo con la sua idea di primato partenopeo mondiale e nazionale visto che lei ribadisce ancora che "non noto una città settentrionale che ha avuto una importanza culturale almeno pari a quella napoletana". Lei ne è convinto?
Perfetto, liberissimo di pensarlo, ma io invece altrettanto libero (spero) di non essere assolutamente d'accordo.
Tutto qui e va bene così.

Un saluto cordiale.

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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 17 dicembre 2004, 22:09

Premetto che l'argomento è abbastanza delicato. Cercherò però di risolverlo dandone una teoria storico geografico.

Oggi possiamo parlare di 'cultura partenopea' poichè il regno di napoli (o regno delle due sicilie) ha avuto per diversi secoli una storia comune a un territorio cosi vasto. Quindi pur esistendo differenze fra la cosiddetta 'cultura calabrese', 'cultura pugliese' e 'cultura napoletana' queste sostanzialmente sono la stessa cultura. Una cultura molto vasta che abbraccia un territorio molto vasto e che come detto prima ha avuto una storia e una lingua comune per molti secoli.

Discorso diversissimo per le diverse culture del nord italia, probabilmente proprio perchè i diversi territori hanno avuto nei secoli padroni diversi. Tra Venezia, Milano e Bolzano c'è un abisso. Stesso discorso tra Torino, Genova e Milano. O tra Bologna e Firenze (che pure distano tra loro pochi chilometri). Nel nord sicuramente possiamo dire che la cultura intesa anche come lingua e tradizione è più frammentaria. A dispetto di ciò che dicono i leghisti non esiste una 'cultura del nord' tout court. Cosi come non esiste la padania intesa come sintesi delle culture.

Quindi: se dobbiamo paragonare la 'cultura del nord' con 'la cultura del sud' è ovvio che 'vince' la 'cultura del sud' poichè la 'cultura del nord' non esiste :D :D

Altrettanto ovvio però è che nel nord c'è più ricchezza di culture, proprio perchè per tanti secoli ogni città (ed ogni ex stato) ne ha sviluppato una propria.

Discorso a parte per Roma, che da secoli è 'caput mundi'. Ovviamente la residenza del principe degli apostoli a qualcosa sarà servito no? 8) 8)

E non è un caso se gli imperatori ci tenessero tanto a farsi incoronare a Roma e non a Napoli o a Milano o Torino :P :P :P

Spero di essere stato chiaro. Anche perchè un discorso cosi complesso forse non è possibile esplicarlo in poche righe :D
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » sabato 18 dicembre 2004, 11:12

Gentile signor Bedini,

la ringrazio per le sue osservazioni che, pur con alcuni aspetti condivisibili, non mi convincono in alcuni punti e, soprattutto, nelle conclusioni finali.

Estendendo il suo ragionamento si potrebbe giungere alla conclusione, non troppo di moda immagino, che se non esiste la Padania come sintesi delle culture settentrionali, a maggior ragione non dovrebbe esserci neppure l'Italia come "sintesi statuale" di ancor più diverse realtà socio-culturali.

Concordo con lei che il discorso è certo ampio, tuttavia da settentrionale io non vedo un "abisso" tra me ed un veneziano, io riconosco eccone caratteri comuni ed omogeni in ambito sociale, economico, storico, di mentalità etc. con le altre zone del settentrione che si stemperano sempre più oltrepassando gli appennini.
Non dico che siano peggio o meglio di qualcosaltro ma questa specificità esiste e sul ritenerla subordinata o inferiore ad altre storie, culture e vicende di regioni italiane io non sono d'accordo.

Un saluto cordiale,

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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 18 dicembre 2004, 11:28

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Gentile signor Bedini,

la ringrazio per le sue osservazioni che, pur con alcuni aspetti condivisibili, non mi convincono in alcuni punti e, soprattutto, nelle conclusioni finali.

Nelle conclusioni finali sulla 'romanità' ovviamente scherzavo :D

Estendendo il suo ragionamento si potrebbe giungere alla conclusione, non troppo di moda immagino, che se non esiste la Padania come sintesi delle culture settentrionali, a maggior ragione non dovrebbe esserci neppure l'Italia come "sintesi statuale" di ancor più diverse realtà socio-culturali.

Infatti. Non esite una 'cultura italiana' tout court pre unitaria (per il post unitario è diverso poichè in special modo la TV solo a partire dagli anni '50 del '900 ha contribuito in grossa parte a creare una cultura e un lingua 'panitalica')

Concordo con lei che il discorso è certo ampio, tuttavia da settentrionale io non vedo un "abisso" tra me ed un veneziano, io riconosco eccone caratteri comuni ed omogeni in ambito sociale, economico, storico, di mentalità etc. con le altre zone del settentrione che si stemperano sempre più oltrepassando gli appennini.
Non dico che siano peggio o meglio di qualcosaltro ma questa specificità esiste e sul ritenerla subordinata o inferiore ad altre storie, culture e vicende di regioni italiane io non sono d'accordo.

A mio avviso la omegeinizzazione culturale è un qualcosa di post unitario, e anche più recente (il trentino fu annesso nel 1918). D'altro canto nella sua terra come in valle d'aosta o trieste si parlavano addirittura lingue diverse dall'italiano, no?
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