"Etichetta" nella creazione di stemmi borghesi

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda Ardashir » sabato 10 gennaio 2004, 22:56

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Caro amico,
siamo quindi nel bel mezzo di un vicolo cieco, perché l'oggettiva situazione odierna in cui si dibatte l'araldica statalmente intesa e tutelata non lascia affatto presagire una volontà pubblica di affrontare altri problemi in merito, e tanto meno di porre mano ai molti problemi (compreso questo) degli stemmi non pubblici...

Bene :D vale



Gentilissimo Signor da Ocre,

l'errore, a mio avviso, è proprio quello di creder d'essere in un vicolo cieco.
E' facile arrendersi all'anarchia araldica rifiutandosi di sopperire alle lecune normative: ciò che secondo me andrebbe fatto, invece, è coinvolgere il mondo dei cultori dell'araldica nel voler definire, indipendentemente dalla legge, dei canoni da rispettarsi nella creazione di nuove armi che voglia essere seria e rispettosa delle tradizioni.
Non verrà accettata da alcuni? Continueranno ad esserci i profittatori e i creatori di pseudostemmi? Pazienza, almeno ci sarà, per chi lo vuole, un canone normativo sottoscritto dalle maggiori autorità ed associazioni che definirà chiaramente la fattispecie nell'attesa che , in un giorno ahimè lontano, il problema dell'araldica personale approdi nelle aule parlamentari.
Per questo, secondo me, è assurdo aspettare una legislazione statale in materia per occuparsi della questione. Anche perchè, credo, un simile tentativo di codifica potrebbe esser propedeutico al voelr sollevare il problema in ambito parlamentare.

Cordiali saluti
Ardashir
 
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 10 gennaio 2004, 23:13

Caro amico,
credo che il discorso stia entrando nel vivo. Cosa suggerirebbe per concretamente realizzarlo?

Bene :D vale
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Messaggioda Ardashir » domenica 11 gennaio 2004, 1:57

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Caro amico,
credo che il discorso stia entrando nel vivo. Cosa suggerirebbe per concretamente realizzarlo?

Bene :D vale


Gentilissimo Signor da Ocre,

innanzitutto, per realizzare concretamente la mia (sicuramente ingenua) proposta, si dovrebbe portare questo dibattito fuori dal topic del forum IAGI in cui è relegato ed estenderlo a tutti gli araldisti, gli studiosi di scienze documentarie della storia, gli appassionati e al mondo associazionistico più o meno ufficiale.

Solo attraverso un confronto complesso fra molte sensibilità diverse (che difficilmente si potrà avere, per ragioni banalmente numeriche, dalla pur professionalissima utenza di questo forum), raggiunto attraverso un convegno od una serie di tavole rotonde si può sperare di definire innanzitutto i seguenti punti fondamentali:

-se esista un bisogno di "galateo araldico" in materia di armi arbitrarie condiviso da una parte significativa degli interessati in materia.

-quali siano gli elementi costitutivi e particolari del sopracitato galateo in riferimento alla passata prassi normativa in ambito di araldica borghese\arbitraria nell'ambito della passata normativa araldica italiana ed europea (qualora vi sia stata, ovviamente). Per rispondere a questa fondamentale domanda, credo verrebbe spesa la maggior parte del tempo di un eventuale convegno\incontro.

-quali siano le migliori modalità per promuoverlo stante la mancanza di una tutela legale e per diffonderne i canoni far gli appassionati della materia.

-quali siano, infine, gli strumenti più opportuni per diffondere detto galateo nel pubblico non edotto in materia, in vista di una ripresa di coscienza dell'araldica stessa come fenomeno vivo e legato a tutti i ceti e non, come credono tanti profani e non, unicamente nobiliare (attraverso le riviste del settore, note informative ai disegnatori araldici più quotati che dovrebbero esser presenti ad eventuali incontri e, se fosse il caso, qualche articolo promosso in seno a riviste profane).

Mi rendo conto che giusto ad un neofita come me possa sembrar possibile una cosa di questo genere. Tuttavia, da quando mi interesso di araldica, mi ha sempre stupito la chiusura mentale di molti appassionati italiani nel non volersi impegnare come categoria nel ridefinire quelle fattispecie di cui la legge rifiuta di prendersi carico e nel voler condannare alla perenne incertezza (stante la mancanza di criteri su cui basare la regolarità o l'irregolarità) araldica qualsivoglia stemma privato concepito dopo la nascita della repubblica.
Poi, vi è da dire che gioca a svantaggio mio e della mia capacità progettuale l'ignoranza fattuale relativamente al mondo delle associazioni in ambito araldico che, data la mia età, non ho purtroppo avuto modo di frequentare.

Cordiali saluti
Ardashir
 
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Messaggioda MMT » domenica 11 gennaio 2004, 15:03

Ardashir ha scritto:Per rispondere a questa fondamentale domanda, credo verrebbe spesa la maggior parte del tempo di un eventuale convegno\incontro.

Sono d'accordo con il sig. Forlanini: ci vorrebbe una sorta di Concilio araldico cui intervenissero studiosi multinazionali a discutere su questa ed altre interessantissime discussioni: la cosa non dovrebbe essere impossibile...

Saluti,
Michele Tuccimei di Sezze
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Messaggioda Ardashir » domenica 11 gennaio 2004, 16:20

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:
Ardashir ha scritto:Per rispondere a questa fondamentale domanda, credo verrebbe spesa la maggior parte del tempo di un eventuale convegno\incontro.

Sono d'accordo con il sig. Forlanini: ci vorrebbe una sorta di Concilio araldico cui intervenissero studiosi multinazionali a discutere su questa ed altre interessantissime discussioni: la cosa non dovrebbe essere impossibile...

Saluti,
Michele Tuccimei di Sezze



Gentilissimo Signor Tuccimei di Sezze,

Lei coglie benissimo il mio pensiero, anche se il termine Concilio Araldico può indicare un tipo di ufficialità che in Italia, stante l'ordinamento vigente, nessuna associazione può sperare di avere.
Piuttosto, io auspicherei una libera associazione delle più qualificate associazioni di araldisti e di appassionati (oltre che dei personaggi più importanti nel campo a prescindere dall'affiliazione ad una sigla associazionistica) che si incarichi di elaborare, prendendosi tutto il tempo necessario per arrivare a decisioni condivise dal più ampio numero di sigle ed esperti, una sorta di legislazione non ufficiale (che per comodità ho fin qui chiamato "galateo araldico") atta a normare la cerazione di stemmi privati arbitrari o borghesi.
Da una simile associazione propositiva potrebbe nascere, perchè no, un maggior interesse riguardo all'araldica anche nel mondo della politica, e chissà che alla codifica non ufficiale non segua, in un futuro non troppo remoto, una copertura statale della fattispecie.

Immagino che per chi abbia più competenze del sottoscritto (cioè quasi tutti i frequentatori del forum, fosse anche solo per semplici ragioni anagrafiche) queste proposte appaiano velleitarie o di difficile realizzazione, ma tant'è: io l'idea la lancio.

Cordiali saluti
Ardashir
 
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Messaggioda MMT » domenica 11 gennaio 2004, 22:00

Ardashir ha scritto:Lei coglie benissimo il mio pensiero, anche se il termine Concilio Araldico può indicare un tipo di ufficialità che in Italia, stante l'ordinamento vigente, nessuna associazione può sperare di avere.


...ed è proprio per questo che l'ho scritto in corsivo!!! :wink:

Comunque quello che Lei ipotizza sarebbe davvero un bell'evento ma forse un po' utopico: Creare un'associazione che regoli le altre associazioni! Vedo possibile e fattibile una tavola rotonda -come da Lei suggerito- per dare all'araldica quelle regole che servono per attualizzarla e non farla ammuffire nel vecchio ordinamento del Regno! La speranza è che tutti accettino queste regole... chiunque, infatti, potrebbe controbattere "a che titolo voi decidete così?"
Senza dubbio quello serve sarebbe un minimo di eleasticità e tanta buona volontà. :D

Altra speranza sarebbe quella che la legge repubblicana regoli con sue leggi queste materie o... che ci pensi la Santa Sede (che forse sarebbe l'ideale)! :shock: Ma se vedo utopica la prima ipotesi .... queste le vedo remote! :wink:

Con ogni cordialità,
Michele T.d.S.
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Messaggioda Ardashir » domenica 11 gennaio 2004, 22:23

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:
Ardashir ha scritto:Lei coglie benissimo il mio pensiero, anche se il termine Concilio Araldico può indicare un tipo di ufficialità che in Italia, stante l'ordinamento vigente, nessuna associazione può sperare di avere.


...ed è proprio per questo che l'ho scritto in corsivo!!! :wink:

Comunque quello che Lei ipotizza sarebbe davvero un bell'evento ma forse un po' utopico: Creare un'associazione che regoli le altre associazioni! Vedo possibile e fattibile una tavola rotonda -come da Lei suggerito- per dare all'araldica quelle regole che servono per attualizzarla e non farla ammuffire nel vecchio ordinamento del Regno! La speranza è che tutti accettino queste regole... chiunque, infatti, potrebbe controbattere "a che titolo voi decidete così?"
Senza dubbio quello serve sarebbe un minimo di eleasticità e tanta buona volontà. :D

Altra speranza sarebbe quella che la legge repubblicana regoli con sue leggi queste materie o... che ci pensi la Santa Sede (che forse sarebbe l'ideale)! :shock: Ma se vedo utopica la prima ipotesi .... queste le vedo remote! :wink:

Con ogni cordialità,
Michele T.d.S.




Gentilissimo Signor Tuccimei di Sezze,

che la mia proposta sia utopica è fuor di dubbio! In ogni caso, più che ad un'associazione che regoli altre associazioni, pensavo ad una sorta di riunione di esperti, sigle ed appassionati che, riunti a titolo informale, discutessero di araldica arbitraria.
Il fatto di elaborare un galateo e non una norma giuridica, poi, sottintende che lo si possa chiaramente non accettare, ponendosi così però in un contesto di maleducazione araldica :D poco auspicabile (stante il fatto che questo galateo potrebbe nascere solo dall'accordo a gran maggioranza di un numero consistente di esperti e appassionati).... Logico , comunque, che le leggi le faccia solo lo Stato.
Coinvolgere la Santa Sede mi sembrerebbe poi un po' assurdo, visto che il tema è l'araldica arbitraria (e non nobiliare od ecclesiastica) da usarsi nella Repubblica Italiana. Se mai, dalla Santa Sede potrebbero venire degli esperti per collaborare all'utopica tavola rotonda in materia.

Cordiali saluti
Ardashir
 
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Messaggioda sebpasq » domenica 11 gennaio 2004, 22:27

Gentili Signori
seguendo la vostra interessante discussione vi ricordo che esiste la Commissione Internazionale di Araldica che in teoria dovrebbe occuparsi delle questioni da voi esposte: purtroppo non conosco quali siano le esatte mansioni di questo istituto, ma sono sicuro che sarebbe interessato ad ascoltare le vostre proposte: anch'io sono del parere che l'araldica debba evolversi e che per farlo in modo uniforme in tutto il mondo bisogna che gli studiosi di tutto il mondo ne discutano e che approvino l'eventuali modifiche/evoluzioni della materia; sarebbe importante anche che gl'istituti nazionali (come lo IAGI) mettano al corrente i loro soci di questi cambiamenti e li portassero all'attenzione degli uffici araldici del loro paese.
Nell'araldica come in tutte le scienze se non c'è unità e cooperazione fra studiosi e istituzioni, è facile cadere nell'anarchia; sono sicuro che anche le istituzioni più riluttanti sentendo validi motivi e progetti concreti si aprirebbero ad innovazioni nel campo.
Prendiamo per esempio la questione degli stemmi privati da tutelare, secondo me veramente prioritaria: se tutte le associazioni italiane di araldica e genealogia, gli editori, le associazioni di famiglie storiche, gli studiosi, i professionisti del settore unissero le forze, organizzando dei dibattiti mirati e con una buona campagna stampa sicuramente qualcosa inizierebbe a cambiare.

Cordialmente.
sebpasq
 
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Messaggioda MMT » domenica 11 gennaio 2004, 22:28

Il mio richiamo ad un possibile coinvolgimento della Santa Sede in effetti mirava alla speranza che Essa istituisse una sorta "corpo araldico del Vaticano" per la concessione ed il riconoscimento di armi, che dipenderebbe oltretutto da un sovrano regnante! Ma ripeto per ora non penso che sia possibile!
:oops: Mi perdoni l'off topic!
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Messaggioda Ardashir » domenica 11 gennaio 2004, 22:39

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Il mio richiamo ad un possibile coinvolgimento della Santa Sede in effetti mirava alla speranza che Essa istituisse una sorta "corpo araldico del Vaticano" per la concessione ed il riconoscimento di armi, che dipenderebbe oltretutto da un sovrano regnante! Ma ripeto per ora non penso che sia possibile!
:oops: Mi perdoni l'off topic!


Gentilissimo Signor Tuccimei di Sezze,

il Suo non era un off topic, anzi! La Sua idea ha del merito, ma, come del resto la maggior parte delle cose scritte in questo topic, è abbastanza improbabile che si realizzi...

Cordiali saluti
Ardashir
 
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Messaggioda MMT » domenica 11 gennaio 2004, 22:41

...già, purtroppo! :cry:
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Messaggioda Ardashir » lunedì 12 gennaio 2004, 17:33

sebpasq ha scritto:Nell'araldica come in tutte le scienze se non c'è unità e cooperazione fra studiosi e istituzioni, è facile cadere nell'anarchia; sono sicuro che anche le istituzioni più riluttanti sentendo validi motivi e progetti concreti si aprirebbero ad innovazioni nel campo.
Prendiamo per esempio la questione degli stemmi privati da tutelare, secondo me veramente prioritaria: se tutte le associazioni italiane di araldica e genealogia, gli editori, le associazioni di famiglie storiche, gli studiosi, i professionisti del settore unissero le forze, organizzando dei dibattiti mirati e con una buona campagna stampa sicuramente qualcosa inizierebbe a cambiare.

Cordialmente.


Gentilissimo Signor Pasquini,

sottoscrivo in pieno il Suo intervento nella parte quotata, dato che riflette appieno la mia posizione.
Tuttavia, credo sia impossibile organizzare una codifica della materia in ambito mondiale come Lei propone nella prima parte del Suo discorso... sarebbe già un risultato incredibilmente positivo fare qualcosa di rilevante in ambito nazionale.
Sulle modalità d'azione, poi, non posso che trovarmi nuovamente d'accordo: solo da una mobilitazione di tutte le sigle ed i professionisti seri può nascere un'iniziativa rilevante anche per chi non fosse già appassionato d'araldica.

Cordiali saluti
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 12 gennaio 2004, 17:42

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Il mio richiamo ad un possibile coinvolgimento della Santa Sede in effetti mirava alla speranza che Essa istituisse una sorta "corpo araldico del Vaticano" per la concessione ed il riconoscimento di armi, che dipenderebbe oltretutto da un sovrano regnante! Ma ripeto per ora non penso che sia possibile!
:oops: Mi perdoni l'off topic!


...fino a qualche lustro or sono, esisteva nell'ambito della Santa Sede un organismo che aveva mansioni del genere, poi "soppiantato" (nell'accezione più ampia e positiva del termine) dall'encomiabile ed insostituibile opera di Mons. Heim, poi... :( ...chissà!

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 12 gennaio 2004, 18:06

Ardashir ha scritto:...(omissis)...auspicherei una libera associazione delle più qualificate associazioni di araldisti e di appassionati (oltre che dei personaggi più importanti nel campo a prescindere dall'affiliazione ad una sigla associazionistica) che si incarichi di elaborare, prendendosi tutto il tempo necessario per arrivare a decisioni condivise dal più ampio numero di sigle ed esperti, una sorta di legislazione non ufficiale (che per comodità ho fin qui chiamato "galateo araldico") atta a normare la cerazione di stemmi privati arbitrari o borghesi.
Da una simile associazione propositiva potrebbe nascere, perchè no, un maggior interesse riguardo all'araldica anche nel mondo della politica, e chissà che alla codifica non ufficiale non segua, in un futuro non troppo remoto, una copertura statale della fattispecie.

Immagino che per chi abbia più competenze del sottoscritto (cioè quasi tutti i frequentatori del forum, fosse anche solo per semplici ragioni anagrafiche) queste proposte appaiano velleitarie o di difficile realizzazione, ma tant'è: io l'idea la lancio.

Cordiali saluti


...e fa benissimo a lanciarla: ogni nuova idea è la benvenuta, quando l'intento è di migliorare la vita araldica comune, ed a prescindere dall'eventuale applicabilità della stessa!

Credo che organizzare un Convegno su questo argomento sarebbe estremamente interessante (e sono certo che ai nostri reggitori :wink: la proposta non sia sfuggita...): credo anche che esso riscuoterebbe un ottimo successo scientifico, e fors'anche "popolare", vista la tematica svolta...

...sono però più scettico sulle conseguenze pratiche di esso, soprattutto giacché concordo con lei che "...Il fatto di elaborare un galateo e non una norma giuridica, poi, sottintende che lo si possa chiaramente non accettare, ponendosi così però in un contesto di maleducazione araldica poco auspicabile (stante il fatto che questo galateo potrebbe nascere solo dall'accordo a gran maggioranza di un numero consistente di esperti e appassionati)...".

Forse la praticaccia, forse le ragioni anagrafiche (queste ultime, ahimé quanto pesanti e :cry: vere...), mi inducono a temere che questo Galateo potrebbe fare la fine delle "regole araldiche" ( :? mai mettere metallo su metallo, ecc. ecc.)...

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Messaggioda Ardashir » lunedì 12 gennaio 2004, 18:28

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Ardashir ha scritto:...(omissis)...auspicherei una libera associazione delle più qualificate associazioni di araldisti e di appassionati (oltre che dei personaggi più importanti nel campo a prescindere dall'affiliazione ad una sigla associazionistica) che si incarichi di elaborare, prendendosi tutto il tempo necessario per arrivare a decisioni condivise dal più ampio numero di sigle ed esperti, una sorta di legislazione non ufficiale (che per comodità ho fin qui chiamato "galateo araldico") atta a normare la cerazione di stemmi privati arbitrari o borghesi.
Da una simile associazione propositiva potrebbe nascere, perchè no, un maggior interesse riguardo all'araldica anche nel mondo della politica, e chissà che alla codifica non ufficiale non segua, in un futuro non troppo remoto, una copertura statale della fattispecie.

Immagino che per chi abbia più competenze del sottoscritto (cioè quasi tutti i frequentatori del forum, fosse anche solo per semplici ragioni anagrafiche) queste proposte appaiano velleitarie o di difficile realizzazione, ma tant'è: io l'idea la lancio.

Cordiali saluti


...e fa benissimo a lanciarla: ogni nuova idea è la benvenuta, quando l'intento è di migliorare la vita araldica comune, ed a prescindere dall'eventuale applicabilità della stessa!

Credo che organizzare un Convegno su questo argomento sarebbe estremamente interessante (e sono certo che ai nostri reggitori :wink: la proposta non sia sfuggita...): credo anche che esso riscuoterebbe un ottimo successo scientifico, e fors'anche "popolare", vista la tematica svolta...

...sono però più scettico sulle conseguenze pratiche di esso, soprattutto giacché concordo con lei che "...Il fatto di elaborare un galateo e non una norma giuridica, poi, sottintende che lo si possa chiaramente non accettare, ponendosi così però in un contesto di maleducazione araldica poco auspicabile (stante il fatto che questo galateo potrebbe nascere solo dall'accordo a gran maggioranza di un numero consistente di esperti e appassionati)...".

Forse la praticaccia, forse le ragioni anagrafiche (queste ultime, ahimé quanto pesanti e :cry: vere...), mi inducono a temere che questo Galateo potrebbe fare la fine delle "regole araldiche" ( :? mai mettere metallo su metallo, ecc. ecc.)...

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Gentilissimo Signor da Ocre,


La ringrazio per la gentilezza, anche se non ho certo la presunzione di veder realizzato ciò di cui parlavo. In effetti, se, nel campo dei desiderata fosse possibile organizzare un simile convegno, credo anch'io che potrebbe essere visto con interesse anche da ambienti profani in materia e, magari, stimolare un po' di attenzione sulla materia araldica...
Comunque, sul valore delle regole araldiche (e dell'eventuale galateo) resta da chiarire un punto: le regole (in araldica come in qualsiasi altra disciplina umanistica) non sono gabbie in cui costringere una scienza come si farebbe con un animale esotico, ma norme basilari da utilizzarsi con quel buon senso di cui, ahimè, sono deficitari molti appartenenti alla razza umana.
Il fatto che decine di araldisti abbiano confuso "leggi araldiche" e Vangelo non dovrebbe, a mio giudizio, renderci meno ovvio il valore di quelle regole: certo, per chi come Lei conosce l'araldica come le sue tasche (o almeno l'impressione è quella) potranno esser vissute con insofferenza come inutili banalizzazioni, ma per i tanti neofiti (e non solo....) come il sottoscritto, servono a gettar le basi della comprensione dell'araldica e ad evitare abusi grossolani o scelte di cattivo gusto.

Lo stesso varrebbe per un eventuale galateo dell'araldica arbitraria: ci sarebbe (c'è sempre :? ) un fronte "letteralista" che pretenderebbe un applicazione assoluta delle regole pena "scomunica" scientifica ai dissidenti, ma allo stesso tempo sarebbero evitati o almeno ridotti fenomeni ben più gravi di cui non credo di doverle rammentare... (stemmoidi, del resto, è un termine che ha inventato Lei...), fenomeni che ora stanno impedendo all'araldica di crescere e di diventare fenomeno sociale molto più di quanto potrebbero fare, in futuro, degli araldisti intransigenti.


Cordiali saluti
Ardashir
 
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