Franz Joseph von Trotta ha scritto:Antonio Pompili ha scritto: Ma come sappiamo bene, l'oro su oro, pur essendo inopportuno per tanti aspetti - primo fra tutti quello di una chiara leggibilità - non è poi vietato da nessuna legge (reale o presunta).
Caro Antonio,
passi l'oro su argento di cui vi sono tante eccezioni ma addirittura lo stesso metallo sullo stesso metallo mi parrebbe un evidente incongruenza. Nello stemma in questione, è pur vero che il barccio per metà è su smalto rosso, ma, in piccole dimensioni, tutta la parte superiore del braccio risulta di fatto non più visibile.
Trattandosi di stemma creato l'altro ieri ( e non metaforicamente

) e non di una rara insegna tramandataci dalla Storia, tanto varrebbe far le cose come vanno fatte e metter mano alla bacchetta magica di Photoshop e in due secondi avere uno stemma araldicamente corretto e ben visibile

F.
Caro Franz,
io l'oro su oro non lo rappresenterei per nessun motivo al mondo.
Ma la mia precedente affermazione dovresti leggerla nel contesto per non fraintenderla e potermi rispondere a tono, meritando così appieno quella "ragione da vendere" di cui parla il nostro frate. Così estrapolata, la mia affermazione, ha certamente dell'eresia araldica! E non credo di essere eretico in materia di stemmi (come anche in materie ben più importanti...).
Comunque sarai d'accordo con me che soluzioni in cui ricorre l'oro su oro non son così impossibili da vedersi. Pensa ad alcune aquile coronate d'oro e felicemente rappresentate su un campo... d'oro. Ne abbiamo incontrate, qui e lì, anche in alcune discussioni passate di questo forum.
Mi dirai: va bene, un piccolo particolare (una corona ad esempio), posto a corredo di una figura più grande (un'aquila ad esempio), è passabile.
Io farei passare pure una figura di più ampie dimensioni, che almeno parzialmente si distingue, emerge, con netto distacco dal campo dello scudo. Come in questo caso.
Ripeto. Personalmente la scelta non la farei mai così! Ma a chi l'ha fatta potrei pure perdonarla.
E comunque sarò eterodosso in questo mio pensiero... Ma qualche secolo fa, quando le figure araldiche si stagliavano su scudi utilizzati nella realtà dei tornei, sarebbe stato del tutto imperdonabile rappresentare una figura, sia pure solo parzialmente, dello stesso campo. Chi avrebbe potuto distinguerla (anche solo in parte) da lontano? Ma mi sembra che da allora ad oggi le arti grafiche abbiano fatto qualche passo avanti... Le possibilità per un disegnatore odierno di staccare visivamente la figura dal campo, sono maggiori, rispetto alla semplice e immediata possibilità di dare alla figura uno smalto diverso rispetto a quello del campo.
Resta fermo che una figura totalmente monocromatica, posta a caricare una campo non composto dello stesso smalto, sia pure con tutti i possibili accorgimenti di sfumature e ombreggiature, sarebbe un'incongruenza. Sarebbe meglio a quel punto un bel campo pieno, magari diaprato.