P.S. ma che la famiglia del campanello sia questa l'hai trovato documentato da qualche parte o è solo per la somiglianza, cioè per esclusione e/o fortuita coincidenza? ...
Franco carissimo,
e puntiglioso. Ma hai ragione. Mi son preso la briga in questi ultimi mesi di controllare tutti gli stemmari e i molti repertori che posseggo (in originale o in fotocopia o digitalizzati), quelli di alcune biblioteche italiane e consultato vari siti araldici nella rete. L'unico stemma che "più si avvicina" a quello del campanello è l'arma dei
Celerati di Mantova. Stemma che ho trovato, come si può facilmente riconoscere dallo stile particolare dell'artista, in uno dei numerosi codici fuggeriani della Nazionale di Monaco. E solo li. Dato per scontato che non ci fossero dubbi sull'altro stemma del campanello con le due bisce appartenente ai Bissaro/Bissari ho fatto ricerche su quest'ultima famiglia. Non c'è molto per quel che ne so, pur essendo una famiglia importante estinta nel 1859. E non sono riuscito a ritrovarne l'archivio (SIAS) ma solo 200 carte superstiti alla Bertoliana. Distrutto o confluito forse in quello di qualche altra famiglia che lo ha ereditato e ancora in possesso di privati. Ma per problemi famigliari ho un ristretto raggio d'azione. Quel che è certo è solo che all'epoca avevano possedimenti e interessi nel Mantovano. Troppo poco dirai. Per questo avevo gettato l'esca Celerati.
Perché sul bronzo vedo solo 5 fasce nebulose e non 6 (ma la sesta possiamo immaginarla nascosta dai cartocci), gli smalti indicati sembrano solo 2 (liscio e puntnato) e non 3, e soprattutto l'aquila del capo non ha il cartiglio in bocca
Sulla realizzazione degli stemmi da parte degli artisti (pittori, disegnatori, incisori, e scultori in particolare) ci sarebbe molto da dire e da scrivere. E probabilmente me ne occuperò appena possibile utilizzando il vasto materiale trentino e tirolese che ho raccolto soprattutto negli ultimi vent'anni. In breve, quando lo stemma non corrisponde a quello "regolare" credo di poter dire trattarsi o di errore del committente (non sempre appartenente alla famiglia in questione) o dell'artista o della reinterpretazione di quest'ultimo (a seconda del mezzo usato). Per tornare al nostro stemma, anche tenendo presente il campanello della collezione Frick: il numero delle fasce nebulose credo possa variare da 5 a 6 senza compromettere la forma dello stemma "ideale"; il cartiglio imbeccato non è stato rappresentato probabilmente per mancanza di spazio (10x15 mm circa); all'epoca (secondo quarto del Cinquecento) non vengono ancora indicati gli smalti col tratteggio o il puntinato che qui serve soltanto per evidenziare plasticamente le fasce.
A proposito dell'invenzione del tratteggio araldico attribuita a Marc Vulson de la Colombière, perfezionata da Jacques Francquart e realizzata da Silvestro Pietrasanta nel 1637, ho un documento a stampa bresciano del 1583 che sembrerebbe anticipare di almeno 17 anni l'idea di Vulson. Ma ne parleremo in altra occasione.
Nell'attesa che qualcuno del forum mi segnali la presenza di alberi genealogici dei Bissari o mi dia qualche informazione sui Celerati.