Uno stemma particolare...

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Re: Uno stemma particolare...

Messaggioda G.Grifeo di Partanna » martedì 5 ottobre 2010, 20:14

Carfi ha scritto:cari amici palermitani,
mi dispiace contraddirvi. Sicuramente cacuocciolo si dirà a Palermo, ma nella Sicilia Orientale , in particolare Ragusa, Siracusa e Catania, si dice in dialetto CACURCIOLU. Vale a dire c'è una bella R, molto più vicina all'italiano caRciofo. Quanto sopra con la speranza che con una R in più , si possa trovare qualcosa in qualche Annuario o Elenco.
Sarebbe nel frattempo interessante sapere chi ha redatto notizie e stemma di un'altra Famiglia.
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Giuseppe Carfì di Serra Rovetto Boscopiano
“Per Aspera Ardua”
“Quando arrivi in Vetta ad un Monte, non fermarti, continua a salire”

-
Eppure, Messer Carfi, mio padre, suoi fratelli, i miei cugini calatini (Caltagirone) utilizzano il termine "cacocciola" mettendo oltretutto al femminile tale vocabolo come fanno per altri termini (la "cucchiara", per esempio). A Catania ho sentito spesso invece "cacocciolo", a cominciare dai parenti materni che nulla hanno a che spartire con la gens palermitana. :D
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Re: Uno stemma particolare...

Messaggioda Vincenzo Loffreda » venerdì 8 ottobre 2010, 17:54

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Ultima modifica di Vincenzo Loffreda il sabato 1 settembre 2012, 17:51, modificato 1 volta in totale.
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Re: Uno stemma particolare...

Messaggioda L.A.S. » venerdì 8 ottobre 2010, 18:32

Vincenzo Loffreda ha scritto:Tuttavia credo che la verità potrebbe far male per altro motivo, ossia per il semplice fatto che questo documento viene tramandato di padre in figlio almeno (questo lo posso dire con certezza ASSOLUTA) dalla metà del secolo XIX.
Ora, scoprire che si tratta di un falso secondo me potrebbe deludere non poco queste persone che da decenni molto gelosamente custodiscono questo foglio e vanno molto fieri dello stemma raffigurato (il carciofo).


Mi rincresce averle dato la non lieta novella. Ribadisco comunque che non ho fatto riferimento allo stemma, che ben potrebbe essere di pertinenza dei suoi parenti. Sono, invece, le notizie storiche sottostanti a non rappresentare fatti veritieri in relazione al cognome di cui chiedeva notizie, perché essi - sia che si parli dell'acquisto di Cerro, sia che si parli della diocesi di Alessandria - attengono, inequivocabilmente, a due esponenti della famiglia Ciceri, Vincenzo e Carlo, come peraltro potrà verificare facendo una rapida ricerca online.

Personalmente dubito che quel documento, avendo riguardo al suo complesso, rimonti alla metà del XIX secolo.
Ma su questo, come sul resto dei quesiti, lascio volentieri la parola a chi, in materia, ha più competenza.
Cordialmente,
Lorenzo
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Re: Uno stemma particolare...

Messaggioda Vincenzo Loffreda » sabato 9 ottobre 2010, 18:41

Buonasera a tutti.


Gli atti e i documenti dell'Ufficio araldico dove sono confluiti durante il dopoguerra?
Magari sbirciando tra le carte qualcosa di più preciso potrebbe saltar fuori.
L'ufficio anagrafe di Bari?
Potete, cortesemente consigliarmi?

Ancora mille grazie.
Ultima modifica di Vincenzo Loffreda il sabato 1 settembre 2012, 22:05, modificato 2 volte in totale.
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Re: Uno stemma particolare...

Messaggioda L.A.S. » sabato 9 ottobre 2010, 19:04

Vincenzo Loffreda ha scritto:L.A.S. scrive: "Personalmente dubito che quel documento, avendo riguardo al suo complesso, rimonti alla metà del XIX secolo."
eppure è esattamente così, e debbo dirle che cioò rappresenta una sorta di 'anomalia' anche per me..


Secondo me, la sua attenzione - per una disamina serena e oggettiva del documento - dovrebbe essere rivolta a quanto si è detto finora (con particolare riferimento all'acclarata, artificiosa "trasmissione" di notizie storiche peculiari di una famiglia ad altra peraltro neanche omonima) e a quanto lei stesso ha scritto, e cioè quanto segue:

Vincenzo Loffreda ha scritto:Inoltre ho fatto caso ad un timbro posto in basso, vicino la parola 'cardinale', dell'Ufficio Araldico Civico di Bari (che non mi sembra assolutamente falso) ed accanto al timbro lo stemma della città di Bari...come è spiegabile?


Ora, per quanto non sia un esperto della materia, mi consta che in età borbonica prima (Bari si trovava nel Regno delle Due Sicilie a metà '800, che lei ipotizza come periodo d'origine del documento) e durante il Regno d'Italia poi non vi fossero uffici preposti a rilasciare certificazioni araldico-nobiliari se non le Case regnanti (e loro uffici particolari) prima e la Consulta Araldica dopo. Certamente gli amici del forum più esperti sapranno, se necessario, meglio precisare i termini della questione, anche individuando una possibile datazione del collage [stemma (che potrebbe - lo ripeto - essere di pertinenza comunque di quella famiglia) + notizie storiche (queste sì del tutto infondate per quella stessa famiglia)]

Riguardo alle successive domande, generalmente le più datate carte prodotte da un ente comunale vengono versate in un apposito archivio storico presso lo stesso ente, se non versate nell'archivio di Stato della provincia di riferimento. Invece, attraverso l'anagrafe corrente di quello stesso comune potrà cominciare una ricerca genealogica, che è sempre consigliabile. Sul tema troverà numerose discussioni di approfondimento sul nostro forum.

Cordialmente,
Lorenzo
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Re: Uno stemma particolare...

Messaggioda Ninni » domenica 10 ottobre 2010, 19:05

Gentili forumisti una questione sui genealogisti "da banchetto".
Ne ho visti diversi di "certificati"(nei primi del '900 un exploit!!) simile a questo, molti con notizie inventate o stemmi errati, o entrambe le cose. Uno di questi certificati che ho visto era diverso da tutti gli altri per struttura, forma e per un particolare.
In grande la descrizione della famiglia(scritta a mano, estratta da un testo araldico, ho controllato e corrisponde, con incluso il riferimento bibliografico), in basso a sinistra lo stemma, datato circa 1880 se non ricordo male, ricordo realizzato a Catania, firmato, e la cosa che mi ha lasciato più perplesso lo stemma del Regno circondato dai nodi Savoia.

Che fosse anche quello un falso(con riproduzione di stemma illegale)?? [jump.gif]
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Re: Uno stemma particolare...

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 11 ottobre 2010, 15:36

Vincenzo Loffreda ha scritto:Una domanda mi sorge in proposito...da che periodo i commercianti di questi falsi hanno cominciato a 'lavorare'?
Mi vien da pensare da molto, se si tiene presente che lo stemma in questione avrà almeno 150-160 anni...


Nel celebre romanzo "I Viceré" di De Roberto c'è un parente degli Uzeda di Francalanza che svolge questa "professione" tratteggiato con malcelata ironia...

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