Capo dottorale o di laurea

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Capo dottorale o di laurea

Messaggioda sebpasq » sabato 10 gennaio 2004, 16:40

Egregi Signori
vorrei sottoporvi l'interessante questione del capo dottorale o capo di laurea: secondo il Bascapè-Del Piazzo è d'argento, caricato da un serto di alloro verde o oro (il Plessi ne distingue ben dieci esemplari). Esso spettava al membro di famiglia che fosse laureato e non era trasmissibile negli stemmi dei discendenti.
Le mie domande sono queste: secondo voi quando è stato creato questo capo?
E ancora oggi è ancora uso inserire questo capon nel proprio stemma?
All'interno del capo si potrebbe inserire anche un riferimento grafico inerente all'Università in cui ci si è laureati?
E se si hanno più lauree?

Attendo con piacere i vostri interventi.

Saluti.
sebpasq
 
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Re: Capo dottorale o di laurea

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 10 gennaio 2004, 21:59

sebpasq ha scritto:Egregi Signori
vorrei sottoporvi l'interessante questione del capo dottorale o capo di laurea: secondo il Bascapè-Del Piazzo è d'argento, caricato da un serto di alloro verde o oro (il Plessi ne distingue ben dieci esemplari). Esso spettava al membro di famiglia che fosse laureato e non era trasmissibile negli stemmi dei discendenti.
Le mie domande sono queste: secondo voi quando è stato creato questo capo?

É invenzione barocca, e che io sappia non è stato utilizzato al di fuori dell'ambito universitario bolognese di quel periodo

E ancora oggi è ancora uso inserire questo capon nel proprio stemma?

Non mi risulta

All'interno del capo si potrebbe inserire anche un riferimento grafico inerente all'Università in cui ci si è laureati?
E se si hanno più lauree?

Attendo con piacere i vostri interventi.

Saluti.


Caro amico,
volendo, lo si potrebbe resuscitare adattandolo sia con un simbolo specifico per ogni Università, e/o con altri legati alle singole facoltà, in maniera da cumularli (un po' come succede per le brisure scozzesi o britanniche...).

Non credo che nessuno ce lo impedirebbe ma, attenzione: corriamo il rischio di emulare l'araldica goliardica, o meglio di avvicinarci un po' troppo a questa forma di para-araldica...

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Messaggioda sebpasq » domenica 11 gennaio 2004, 20:15

Egregio Fra Eusanio
la ringrazio per la risposta.
Non credo che i capi di laurea facciano parte della cosidetta para-araldica, dopotutto testimoniare il fatto di aver conseguito una laurea non mi sembra una così secondaria: magari farlo nel modo più sobrio possibile, senza includere troppi simboli nel capo, ma in ogni caso è un fatto storico e una maggior qualifica dell'individuo che lo porta.
Si potrebbe codificare un modo per rappresentare le varie lauree (ovvero legate alle diverse facoltà) con simboli da affiancare al serto d'alloro e magari rappresentare solo la laurea più importante. Vediamo un pò: si potrebbe creare un capo così inquartato: nel 1 e nel 4 al serto d'alloro, nel 2 il simbolo del tipo di laurea (per esempio un pennello in storia dell'arte) e nel 3 lo stemma della città o dell'università dove si è conseguita la laurea.
Non mi sembrerebbe nulla di scandaloso, ma anzi un modo per far evolvere in modo sensato ed utile l'araldica.
Spero che uno dei prossimi obiettivi dello IAGI sia proprio quello di discutere le possibili variazioni dell'araldica in futuro e renderli "legittimi", altrimenti chiunque potrebbe sbizzarirsi a creare nuove regole che non hanno nulla a che vedere con l'araldica.
Penso per esempio alla rappresentazione grafica di tutte quelle "arti" della new economy che per forza di cose devono trovare uno spazio rappresentativo nello stemma ed altre situazioni che richiedono un'evoluzione dell'araldica in questo senso.

Saluti.
sebpasq
 
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Messaggioda pierfe » domenica 11 gennaio 2004, 21:59

Francamente mi sembra un po' eccessivo mettere sul proprio stemma anche il capo dottorale per indicare la nostra o le nostre lauree.
Oggi il diploma universitario è giustamente un obiettivo per tutti e quindi sarebbe come mettere il colore del grembiulino di Davide (prendo il nome per esempio di un bambino che fa l'asilo) sul suo futuro stemma...
Trovo molto più interessante studiare l'araldica goliardica e rendere queste espressioni grafiche degli studenti più coerenti e legate all'araldica ufficiale.
Amando l'araldica goliardica ho trattato proprio al Congresso Internazionale di Araldica e Genealogia a Dublino gli stemmi degli Ordini goliardici italiani (e non vi dico l'espressione del Dr Nagel presidente dell'Accademia Internazionale di Araldica e di Michel Popoff che se ne uscì dicendo che, visto che il mio stemma è uno scaccato d'oro e d'azzurro, sicuramente si trattava dello stemma dell'Ordine goliardico dei Pazzi di Firenze :D ).
Questo aspetto dell'araldica a mio giudizio merita un adeguato approfondimento.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 12 gennaio 2004, 17:07

Giusto: oggi come oggi, l'araldica goliardica vive ancora troppo dello "sbizzarrirsi" di cui sebpasq (giustamente) si lamenta, e dedicare i nostri studi ad essa non può che far bene a questa branca dell'araldica, oggi fin troppo scivolata nella para-araldica...

Devo però amichevolmente :wink: tirare le orecchie :wink: a sebpasq, il quale dapprima afferma:
sebpasq ha scritto:...(omissis)...Non credo che i capi di laurea facciano parte della cosidetta para-araldica, dopotutto testimoniare il fatto di aver conseguito una laurea non mi sembra una così secondaria: magari farlo nel modo più sobrio possibile, senza includere troppi simboli nel capo...(omissis)...

poi invece si slancia :shock: in un:

si potrebbe creare un capo così :shock: :shock: inquartato: nel 1 e nel 4 al serto d'alloro, nel 2 il simbolo del tipo di laurea (per esempio un pennello in storia dell'arte) e nel 3 lo stemma della città o dell'università dove si è conseguita la laurea. :shock: :shock: Non mi sembrerebbe nulla di scandaloso, ma anzi un modo per far evolvere in modo sensato ed utile l'araldica.
Spero che uno dei prossimi obiettivi dello IAGI sia proprio quello di discutere le possibili variazioni dell'araldica in futuro e renderli "legittimi", altrimenti chiunque potrebbe sbizzarirsi a creare nuove regole che non hanno nulla a che vedere con l'araldica...(omissis)...


Nel riportare la citazione di sebpasq, ho aggiunto a mo' di commento faccine e sottolineature all'interno del suo testo. Tremo a pensare ad un capo così concepito ed applicato a stemmi già di per sé inquartati e con altri capi...

Sull'ultima parte del discorso, siamo invece più d'accordo...

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Messaggioda sebpasq » martedì 13 gennaio 2004, 18:02

Egregio Fra Eusanio
mi dispiace averla fatta sussultare con la mia proposta di capo dottorale inquartato: ripeto quel tipo di capo non mi sembrerebbe nulla di scandaloso (in senso araldico) e alquanto utile: chissà che a proposito del capo dottorale non nascano delle "scuole di pensiero" che la vedano in maniera ancora diversa.
Peccato che oltre a lei e a Pierfelice non si sia espresso ancora nessuno, sarebbe interessante conoscere anche l'opinione degli altri partecipanti.


Saluti
sebpasq
 
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Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 13 gennaio 2004, 19:55

Egregio Signor Pasquini,
intervengo anche io, ma purtroppo in parere sfavorevole alla Sua proposta. Io concordo che la laurea, per quanto al giorno d'oggi meno considerata che in passato e soprattutto alla portata di tutti, sia comunque un'importante riconoscimento della propria cultura. Specificato ciò, mi trovo a metà via tra il parere di Pierfelice e il Suo. In uno scudo forse è eccessivo inserire l'attestazione della condizione di laureato, però allo stesso tempo, per molte persone, è l'unica attestazione di aver "fatto" qualcosa nella propria vita. Chi magari conduce una vita normale senza particolari attività o riconoscimenti, effettivamente gli rimane, come unico fregio della propria attività, la laurea che è comunque una della più alte attestazioni della propria cultura.
Io però sceglierei qualcosa di più semplice di un capo inquartato come da Lei proposto. Magari un capo come quello evidenziato dal Bescapè-Del Piazzo, oppure per rimanere ancora più sobri, soprattutto in merito ad armi già molto complesse, un semplice ramo d'alloro verde o oro sotto la punta dello scudo, prima del motto.
Comunque rimarrei sul meno invadente possibile.
Cordialmente
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 13 gennaio 2004, 20:04

Caro Tomaso,
concordo in pieno con il suo concetto di "minor invadenza possibile": l'esempio barocco che ha dato origine a questo post era ottimale a questo fine, ma l'esigenza di specificarsi al meglio ed al massimo evidenziata da sebpasq non va trascurata.

Penso al sistema araldico napoleonico, con l'ampia gamma dei suoi quarti franchi utile a coprire tutte le esigenze della sua simbologia: forse una cosa simile sarebbe il miglior compromesso fra le due predette esigenze.

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Messaggioda Ardashir » martedì 13 gennaio 2004, 23:09

Gentilissimi Signori,

a dire il vero il quesito del gentilissimo Signor Pasquini solleva implicitamente un problema molto interessante.
Al di là del capo dottorale (su cui tendo a pensarla similmente al Signor degli Uberti), estendendo il discorso, ci si può porre il seguente quesito: fino a che punto è corretto inserire nell'arma, col passare del tempo, elementi desunti dalla propria storia personale?

Aggiunte di questo genere sono, nei fatti, nulla più, a livello di carichi, che autoconcessioni (o concessioni arbitrarie) che però toccano una corda fondamentale: lo stemma deve simbolizzare l'essenza ideale di una famiglia o di una persona o deve rappresentarne la posizione sociale (e magari anche le specifiche qualifiche professionali)?

Le risposte fornite dall'araldica "canonica" sono molto diverse, come già notava il Signor da Ocre, da quelle dell'araldica napoleonica che, occupandosi di nobiltà di servizio, non poteva che mettere al primo posto la posizione amministrativo\sociale del titolare dell'arma, spesso a detrimento visivo dei carichi di famiglia.

La mia personalissima opinione è che, nel caso di arma gentilizia o comunque avente un passato degno di nota, sia quasi offensivo aggiungere arbitrariamente carichi concessivi di questo genere (immaginate un capo dottorale nell'arma di una famiglia di nobiltà plurisecolare? :shock: ), mentre nel caso di armi arbitrarie sia legittimo anche se si corre il rischio di esser ridondanti (rischio che, senza offesa alcuna, si può rintracciare a mio parere nel capo dottorale inquartato di cui si discettava che, pur essendo fin troppo preciso, trasformerebbe lo stemma in un libretto universitario :oops: ).

A questo punto infatti, con un po' di polemicità, lo riconosco, mi chiedo perchè non aggiungere un capo od un quarto franco anche per la professione (o le professioni), l'appartenenza religiosa e\o politica e altro, tutti elementi degni di nota nel definire la vita e gli eventuali meriti di un soggetto.


Sperando mi perdoniate per l'off topic clamoroso, Vi saluto cordialmente
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Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 13 gennaio 2004, 23:51

Egregio Signor Forlanini,
condivido appieno il Suo discorso, ma vorrei porre una precisazione. E' sì vero che lo stemma araldico debba rappresentare l'essenza, la storia, le tradizioni, le virtù di una determinata famiglia e pertanto è assurdo inserire anche elementi indicanti riconoscimenti personali. Ma è altresì vero che lo stemma familiare possa essere uno, ben definito e quindi rappresentare le virtù, storia... della famiglia e poi, ogni membro possa inserire all'interno dello stemma personale anche elementi desunti dalla propria storia personale.
Quindi, ad esempio, lo stemma del Signor Rossi è ben determinato. Lo stemma del figlio è uguale logicamente a quello del padre ma con l'aggiunta del capo indicante la sua laurea. Insomma, non mi pare così scandaloso inserire anche elementi indicanti la proprie qualifiche personali all'interno del proprio stemma personale (senza logicamente eccedere nell'indicazione della propria profesisone et similia).
Nonostante quanto ho appena scritto, rimango comunque dell'opinione di rimanere molto sobri nel realizzare il proprio stemma.
Cordialmente
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Messaggioda Ardashir » mercoledì 14 gennaio 2004, 0:02

T.G.Cravarezza ha scritto:Egregio Signor Forlanini,
condivido appieno il Suo discorso, ma vorrei porre una precisazione. E' sì vero che lo stemma araldico debba rappresentare l'essenza, la storia, le tradizioni, le virtù di una determinata famiglia e pertanto è assurdo inserire anche elementi indicanti riconoscimenti personali. Ma è altresì vero che lo stemma familiare possa essere uno, ben definito e quindi rappresentare le virtù, storia... della famiglia e poi, ogni membro possa inserire all'interno dello stemma personale anche elementi desunti dalla propria storia personale.
Quindi, ad esempio, lo stemma del Signor Rossi è ben determinato. Lo stemma del figlio è uguale logicamente a quello del padre ma con l'aggiunta del capo indicante la sua laurea. Insomma, non mi pare così scandaloso inserire anche elementi indicanti la proprie qualifiche personali all'interno del proprio stemma personale (senza logicamente eccedere nell'indicazione della propria profesisone et similia).
Nonostante quanto ho appena scritto, rimango comunque dell'opinione di rimanere molto sobri nel realizzare il proprio stemma.
Cordialmente



Gentilissimo Signor Cravarezza,

concordo appieno con Lei, anche se rimango dell'avviso che i carichi da aggiungersi nell'arma personale dovrebbero esser solo quelli concessi e non quelli autoattribuitisi dal titolare in base ad una propria velleità personale.
Logica poi la distinzione fra stemma di famiglia e stemma personale, ma questa distinzione non dovrebbe, come sottolineavo prima, creare l'idea che dello stemma personale si possa fare ciò che più piace...

La mia estremistica opinione al riguardo è che, fatti salvi gli ormai rarissimi casi di capi o carichi concessi da autorità legittime e gli eventuali ornamenti esterni (ad es., ordini e croci), il privato potrebbe differenziare il proprio stemma personale da quello di famiglia solo con una brisure ed anche qui con sobrietà e seguendo regole coerenti con le regole araldiche dello Stato in cui vive, posto che vi siano.
Poi, ripeto, qui entrano in gioco le rispettive sensibilità: io ho sempre detestato la tendenza a fare dell'arma un curriculum vitae, ma ovviamente, specie visto il vuoto normativo, la si può pensare diversamente in modo più che legittimo.

Cordiali saluti
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Messaggioda sebpasq » mercoledì 14 gennaio 2004, 18:23

Egregio signor Forlanini
capisco il suo punto di vista riguardo i troppi elementi che si dovrebbero inserire in uno stemma se dovessimo rappresentare tutte le nostre qualifiche, ma lei dimentica che a parte che la costruzione di uno stemma privato è personale e libera (e quindi uno ci può inserire i significati che preferisce (naturalmente legati alla propria realtà e non inserendo una concesione mai ottenuta) ), ma tenga presente che un individuo può avere anche più di uno stemma: per cui in uno di questi si potrebbe rappresentare graficamente anche una laurea o la professione che si esercita, non crede?
Più che come un'autoconcessione la vedrei come una testimonianza storica e anche pratica di un proprio titolo e come ha ricordato Fra Eusanio, Napoleone è stato alquanto geniale a creare la fitta rete di capi e quarti franchi ( che poi credo abbiano anche facilitato il lavoro degli storici nel loro lavoro.)
Così come in passato c'erano simboli per ogni arte anche oggi sarebbe molto utile creare dei simboli da legare alle varie professioni; non solo non ci vedrei nulla di scandaloso, ma in questo modo l'araldica assumerebbe un'utilità non indifferente; secondo me un modo per tenere viva l'araldica è che in futuro rappresenti cose come la propria professione o altre cose che in qualche modo ci individuino. Sinceramente continuare a raffiguare leoni e cavalli in uno stemma solo perchè sono dei simboli a noi cari non porta l'araldica ad un'evoluzione e quindi per me è naturale che essa serva degli scopi meno nobili come quello di rappresentare una laurea o una professione.
Spero che non prendiate queste mie tesi per "bestemmie araldiche", ma seppur in regole antiche secondo me l'araldica deve trovare nuove forme di espressione per mantenersi viva.
Forse sono un pò troppo aperto e anticonformista, ma queste sono le mie modeste opinioni a proposito, dopotutto sono solo un profano della materia e non certo un grande studioso, per cui...

Saluti.
sebpasq
 
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Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 14 gennaio 2004, 18:51

Egregio Signor Pasquindi,
comprendo il Suo discorso e, seppure in modo lato, lo condivido in alcuni punti (rimango comuqnue legato anche ad un semplice scudo di rosso al leone d'oro o d'azzurro al palo d'argento...).
Solo un'affermazione non ho ben capito: "...un individuo può avere anche più di uno stemma: per cui in uno di questi si potrebbe rappresentare graficamente anche una laurea o la professione che si esercita...". Cosa intende? Io sono dell'opinione che una persona, anzi, una famiglia, debba avere un solo stemma araldico. Che poi il figlio abbia uno stemma con una determinata brisura oppure che ogni membro abbia accollate allo scudo le decorazioni degli Ordini di cui fa parte, è un'altra cosa dall'avere due stemmi.
Potrebbe chiarirsi?
Cordialmente
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Messaggioda Ardashir » mercoledì 14 gennaio 2004, 21:36

sebpasq ha scritto:Egregio signor Forlanini
capisco il suo punto di vista riguardo i troppi elementi che si dovrebbero inserire in uno stemma se dovessimo rappresentare tutte le nostre qualifiche, ma lei dimentica che a parte che la costruzione di uno stemma privato è personale e libera (e quindi uno ci può inserire i significati che preferisce (naturalmente legati alla propria realtà e non inserendo una concesione mai ottenuta) ), ma tenga presente che un individuo può avere anche più di uno stemma: per cui in uno di questi si potrebbe rappresentare graficamente anche una laurea o la professione che si esercita, non crede?
Più che come un'autoconcessione la vedrei come una testimonianza storica e anche pratica di un proprio titolo e come ha ricordato Fra Eusanio, Napoleone è stato alquanto geniale a creare la fitta rete di capi e quarti franchi ( che poi credo abbiano anche facilitato il lavoro degli storici nel loro lavoro.)
Così come in passato c'erano simboli per ogni arte anche oggi sarebbe molto utile creare dei simboli da legare alle varie professioni; non solo non ci vedrei nulla di scandaloso, ma in questo modo l'araldica assumerebbe un'utilità non indifferente; secondo me un modo per tenere viva l'araldica è che in futuro rappresenti cose come la propria professione o altre cose che in qualche modo ci individuino. Sinceramente continuare a raffiguare leoni e cavalli in uno stemma solo perchè sono dei simboli a noi cari non porta l'araldica ad un'evoluzione e quindi per me è naturale che essa serva degli scopi meno nobili come quello di rappresentare una laurea o una professione.
Spero che non prendiate queste mie tesi per "bestemmie araldiche", ma seppur in regole antiche secondo me l'araldica deve trovare nuove forme di espressione per mantenersi viva.
Forse sono un pò troppo aperto e anticonformista, ma queste sono le mie modeste opinioni a proposito, dopotutto sono solo un profano della materia e non certo un grande studioso, per cui...

Saluti.



Gentilissimo Signor Pasquini,

Condivido in pieno i dubbi del Signor Cravarezza relativamente all'opportunità (ed alla possibilità, in molti casi) di aver più di uno stemma. Forse intendeva ribadire la differenza fra stemma famigliare e personale?
In ogni caso, come avevo già sottolineato, la questione è legata, nell'ambito attuale privo di qualsivoglia normativa araldica, ad una pura questione di gusti personali. Io ho sempre aborrito l'araldica funzionale di stampo napoleonico (pur trovandola estrememente interessante a livello scientifico) e trovo che lo scopo dell'arma non sia quello di esprimere una biografia simbolica del titolare. L'araldica tradizionale infatti risolve brillantemente il problema ponendo fuori dallo scudo gli elementi caratterizzanti particolari dignità (coronette, ordini cavallereschi, concessioni curtensi ecc.) e, nei casi dove le concessioni si esprimano in capi o carichi nell'arma, la cosa ha un senso in quanto la concessione proviene da un'autorità e non dall'arbitrio. La libertà per un privato è, a mio giudizio,completa nel crearsi un'arma, ma non nel modificarla a suo piacimento un numero indefinito di volte.
Inoltre, le Sue considerazioni possono esser validissime in un contesto di armi arbitrarie (come Ella si cura, peraltro, di sottolineare) ma cadono del tutto, a mio parere, nell'ambito delle armi gentilizie o comunque di antica tradizione: non penso che un qualsiasi membro della media o alta nobiltà avrebbe mai l'ardire di modificare il proprio stemma avito per aggiungerci un capo dottorale o professionale...

Un ultima osservazione riguarda poi la Sua considerazione riguardo all'utilità dei carichi "indicativi di risultati personali" per rivitalizzare l'araldica: mi perdoni, ma se fosse questo genere di cose a rivitalizzare l'araldica allora avremmo forse un pubblico più ampio, ma a scapito della tradizione araldica che si può innovare ma non snaturare (e questo genere di modifiche rischia, oggettivamente, di produrre proprio questo).

Ribadisco, in ogni caso, che ciò che scrivo riflette unicamente la mia opinione di inesperto diciannovenne e che, in ogni caso, anche questo problema richiama il bisogno forte di un dibattito intorno al galateo araldico in grado di risolvere a livello scientifico le vertenze di questo genere.

Cordiali saluti
Ardashir
 
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 14 gennaio 2004, 22:05

Egregi colleghi,
nel condividere le corrette osservazioni, i fondati timori, ed i motivati auspici dell'amico Ardashir (le cui opinioni, se posso permettermi, hanno spesso una profondità ed una lucidità tutt'altro che da "...inesperto diciannovenne..." :wink: ), mi permetto di osservare che, con tutta probabilità, i capi dottorali oggetto di questa chiacchierata probabilmente non erano affatto autonome espressioni di autoconferimento, ma specifiche forme di "pubblico riconoscimento" dello status culturale raggiunto.

Concessi da qualche autorità universitaria, o derivati da un uso formale di qualche "associazione" studentesca più o meno goliardica, è un altro discorso: su questo, ci dovrebbe soccorrere una fonte universitaria ufficiale dell'epoca... e su questo è forte il rammarico per gli ampi vuoti della pur notevole fonte da cui sebpasq ha tratto la notizia... :oops:

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