de la cerda ha scritto:Manno non attribuiva a Bonin un'origine veneziana, ma genericamente veneta e in questo è stato meno impreciso di di Ricaldone.
Rilevo altresì che l'Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana scrive Patrizio Veneto. Scelgo tre esempi a caso: famiglie Barbaro (Sant'Angelo e San Gregorio), Bon, Cicogna,
Come già rilevato,
patrizio veneto vuol dire membro del Maggior Consiglio di Venezia: fino al 1797 e anche un po' dopo,
veneto vuol dire 'veneziano' (per es. a Bergamo ci sono le mura
venete, perché fatte dai veneti-veneziani). In epoca napoleonica e austriaca si parlava di provincie ex-venete nel senso di 'già soggette a Venezia', e poi la cosa ha un po' alla volta cambiato senso: in epoca lombardo-veneta la dizione è ambigua (come già discusso qui in altra pagina) e poi ha prevalso il senso attuale. Un nobile vicentino, padovano, veronese, rovigotto, feltrino, bellunese, trevisano, bresciano, bergamasco, cremasco, ecc. non è mai stato
veneto (e tanto meno patrizio): ha cominciato a essere veneto (o lombardo, ove pertinente) quando la sua nobiltà ha cominciato a perdere significato e a diventare titolo onorifico.
Quindi se Manno dice che i Bonin erano
patrizi veneti è molto poco preciso, o meglio, il
veneto va inteso in senso attuale e non in senso storico e il
patrizio è proprio sbagliato. A rigore di termini storici (almeno postmedievali), i
nobili veneti non esistevano: se erano veneti erano patrizi, se erano nobili erano di T.F. (o da mar),
tertium non datur. Barbaro-Bon-Cicogna-ecc. erano invece patrizi veneti a tutti gli effetti.