stemma del comune di Corsano

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Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 29 novembre 2007, 13:24

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Nel caso dello stemma di Corsano, anche il vecchio frate pensa che il significato dello strisciante animale si colleghi a valenze positive, sul genere dei serpi del bastone di Esculapio.

A differenza dello stemma (ad esempio) della vicina Otranto, dove invece la serpe ha un significato non proprio :oops: positivo.

:( Com'è inquietante l'immagine di quel serpente attorcigliato alla torre.
Non è difficile collegare quella rappresentazione araldica alla storia della città idruntina, che ha conosciuto tremende invasioni.
Confrontando lo stemma di Otranto con quello di Corsano si può effettivamente intuire la diversità delle valenze collegate ai rettili nelle due armi in questione. :wink:
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Messaggioda Centelles5 » giovedì 29 novembre 2007, 13:31

mah secondo mio modesto parere si potrebbe dare due interpretazioni allo stemma di otranto:
che il serpente possa avere valenza positiva e che quindi possa ricollegarsi alla fedeltà della città di Otranto;
oppure che, collegando il tutto alla tradizione popolare, il serpente nero rappresenti i turchi venuti dal mare attaccando la città e perciò le sue mura (1480, ma ancor prima).
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 29 novembre 2007, 22:48

Il vecchio frate conosce una terza versione, legata ad una leggenda secondo cui la serpe si attorcigliò alla torre per salire fino al lume e berne l'olio.

In tal modo, spense il lume e impedì agli invasori venuti dal mare di trovare l'esatto punto di approdo, salvando la città da sicura rovina.

Insomma, un comportamento apparentemente dispettoso... ma fatto a fin di bene. :P

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Messaggioda Antonio Pompili » venerdì 30 novembre 2007, 14:01

Bellissima questa interpretazione! :P
E' anche, sia pur indirettamente, un'ode al nettare del prezioso frutto mediterraneo, di cui pure il Salento è gran produttore.

Certo, le interpretazioni possono esser molteplici. E forse mai si potrà dire una parola definitiva in favore di una piuttosto che di un'altra. Ma è interessante notare come le varie letture che sono state formulate fino ad oggi siano per lo più riconducibili alle sofferte storie degli assalti alla città.
Del resto la figura del serpente a livello simbolico è stata caricata delle più diverse valenze nel corso dei secoli e nelle varie culture.

Se il serprente di Esculapio - come già notato - è simbolo della medicina, nel mito di Laocoonte è invece simbolo di morte. Ma ancora più indietro nel tempo, secondo una antica concezione egiziana nel regno dei morti abitano demoni in forma di serpenti che sputano fuoco (immagine non rara, a motivo di successivi sviluppi, anche in infernali rappresentazioni medievali); ma come occhi di Ra, dio del sole, il serpente respinge ogni male (tanto che come "ureo" diviene l'emblema frontale dei re).
E anche nella Bibbia il serpente, come figura simbolica, ha le sorti interpretative più diverse. E' notissima l'idea del serpente come "la più astuta di tutte le bestie selvatiche" (Gn 3,1), idea legata all'instaurarsi dell'inimicizia tra esso e l'uomo, dopo la drammatica caduta dei progenitori (Gn 3,15). E nel testo di Nm 21,6 "serpenti velenosi" mordono mortalmente gli Israeliti nel deserto. Ma nello stesso episodio il serpente di rame costruito da Mosè per ordine di Dio, diviene simbolo di salvezza (Nm 21,7s), un simbolo che viene ripreso anche nel Quarto Vangelo come prefigurazione del Salvatore crocifisso (Gv 3,14s). Nel resto del Nuovo Testamento il serpente è ancor ambivalente: Gesù lo addita come esempio di prudenza per i discepoli (Mt 10,16: riferimento per il quale nel medioevo la personificazione della prudenza ha avuto come attributo un serpente), ma anche dà ai suoi discepoli il potere "di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni" (Lc 10,19), e qui la figura non è certo indicata positivamente. Fino all'enfasi apocalittica dell'ultimo libro della Scrittura, in cui il serpente diviene la figura rappresentativa per eccellenza del diavolo (parallelamente al suo parente più fantastico, il drago): "il serpente antico, colui che seduce tutta la terra" (Ap 12,9; 20,2).


La storia simbolica del serpente è stata dunque molto travagliata, proprio come la storia della bellissima città di Hydruntum. Anche per questo non è facile dire cosa voglia indicare esattamente quello stemma. La cosa migliore è forse tener presenti tutte le interpretazioni e gustar ciascuna nel suo valore storico, leggendario e simbolico, per poter meglio ammirare una rappresentazione araldica comunque molto evocativa, e per questo sicuramente affascinante. :wink:
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Messaggioda Centelles5 » martedì 4 dicembre 2007, 14:52

Cari Amici, riuscendo a dedicare un po' di tempo all'araldica e a voi dello IAGI eccovi quello che v'avevo promesso; cioè la descrizione araldica dello stemma di CORSANO da parte dell'ISTITUTO CAMAJANI GUELFI:

“d’oro, a due serpenti verdi, affrontati decussati e ridecussati, racchiudenti inferiormente un cuore rosso rovesciato”


in più c'è da dire che anticamente, e sto parlando del XVIII secolo, lo stemma era molto diverso, vale a dire i serpenti erano solo decussati. Lo prova un sigillo trovato presso l'Archivio di Stato di Napoli.

Un'altra questione apertasi in seno al Consiglio Comunale è se quel cuore racchiuso dovesse essere rovesciato o meno.
Diverse furono le interpretazioni.
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