da Elendil » venerdì 24 agosto 2007, 15:32
distaccandomi dalla bellezza delle parole di fra' eusanio, volevo fare una considerazione di tipo storico-sociale
parto da un esempio: prendiamo una qualunque squadra di calcio europea, e una squadra di basket americana. Simboli, nome e colori della squadra europea sono di solito rappresentazione della città, del quartiere, della regione in cui la squadra ha sede... facile prendere la croce o il biscione milanesi e stamparli su inter e milan, il "liverbird" sulle casacche del liverpool, i pali aragonesi a barcelona, e vi dicendo. Millenni di storia hanno creato e consolidato quei simboli, e noi europei ne andiamo fieri. Ma cosa deve fare un popolo che ha sì e no un paio di secoli alle proprie spalle? Scopiazzare chi c'era prima, o reinventare su nuovi canoni? la seconda ipotesi è certamente la più difficilmente percorribile, ma anche la più originale. E così ecco nascere i tori di chicago, città che deve la sua fortuna alle transumanze delle mandrie dal texas, o i "supersonics" di seattle, che deve il suo sviluppo alle industrie della boeing, i celtics di boston, città del new england costruita da irlandesi e scozzesi, e via dicendo.
per quanto riguarda l'araldica, il discorso è simile... traendo base dall'araldica britannica, che già un po' si discosta dai canoni del resto del continente, ma che in fondo al suo interno non presenta grandissime innovazioni, nè grande fantasia, e applicandole nuovi canoni, basati in parte sulla vita moderna, e sulle tradizioni locali, in parte sul retaggio, europeo o nativo che sia, l'araldica canadese è riuscita a essere oggettivamente bella... strana, ma bella. E in certi casi è preferibile vedere un castoro alato, o un cervo marino, piuttosto che migliaia e migliaia di leoni tenenti armi, bastoni, fiori, bandiere, o stemmi raffiguranti la chiesa del paese, o uno scorcio di mare al tramonto.
certo, c'è il rovescio della medaglia, e cioè che l'esagerare nell'innovazione possa condurre alla creazione di stemmi e simboli che di araldico non hanno più nulla... ma è a mio parere il prezzo da pagare se si vuole percorrere la strada della novità, in araldica