Il colore argento negli stemmi

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Messaggioda Giorgio Aldrighetti » mercoledì 7 giugno 2006, 21:34

Rientrato oggi dopo circa tre settimane di assenza dalla mia città, mi permetto ricordare che il capo patriarcale di Venezia porta il campo d'argento e il leone marciano passante al naturale.
Di seguito riporto la blasonatura che ho steso per lo stemma dell'attuale card. patriarca Angelo Scola :“D'azzurro alla barca all'antica, d'oro, munita di un solo albero centrale cimato dalla crocetta, dello stesso, l'albero unito a quattro sartie d'oro, due e due in sbarra ed in banda, e ornato, sotto la crocetta dalla fiamma desinente in tre code, sventolante in banda, d'argento, la barca con due bandiere all'antica a poppa, d'argento, astate d'oro, la barca sostenuta dal mare di azzurro ondato d'argento e accompagnata nel canton destro del capo dalla stella di otto raggi, d'oro; al capo patriarcale di Venezia: d'argento al leone passante, alato e nimbato, tenente con la zampa anteriore destra il libro aperto recante le parole nella prima facciata, in quattro righe, PAX TIBI MARCE, nella seconda facciata, similmente in quattro righe, EVANGELISTA MEUS, il tutto al naturale, con la scritta in lettere maiuscole romane di nero. Lo scudo, accollato ad una croce astile patriarcale d'oro, trifogliata, posta in palo, è timbrato da un cappello con cordoni e nappe di verde. Le nappe, in numero di trenta, sono disposte quindici per parte, in cinque ordini di 1, 2, 3, 4, 5. Sotto la scudo, nella lista bifida e svolazzante d'argento, il motto in lettere maiuscole di nero: SUFFICIT GRATIA TUA”.
Il leone è sempre stato in questo caso del capo patriarcale di venezia SEMPRE al naturale anche se non sempre rispettato e questo per la non conoscenza degli esecutori...
Lo stemma lo si può vedere nel sito dello IAGi rubrica: "Araldica e non solo..." alla voce Araldica ecclesiastica.
Con l'occasione informo che a Torino ho avuto l'occasione di incontrare il card. ZEN, arcivescovo di Hong Kong. Dal porporato ho appreso che il suo stemma è stato preparato da un suo confratello salesiano cinese.. ben sapendo che non risponde alle regole araldiche.
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Messaggioda FML » mercoledì 7 giugno 2006, 22:17

Grazie per la sua erudita precisazione Prof. Aldrighetti e soprattutto...bentornato!!
Ho sempre sospettato che l'originale capo del Patriacato di Venezia fosse stato d'argento al leone di San Marco al naturale (e quindi non d'oro). Nel dubbio, però, mi sono attenuto a ciò che comunemente ed erroneamente si vede negli stemmi mal disegnati dei tre Pontefici che lo utilizzarono.
Questa, in tutti i modi, è una conferma del fatto che dal punto di vista squisitamente grafico è "saggio" utilizzare metalli e colori secondo la consuetudine di non sovrapporli.
Ciò è chiaramente un mio parere che, pur suffragato dalle teorie di molti araldisti, non vuole essere confuso per una regola ferrea...ma, piaccia o meno, semplicemente come un buon principio ispiratore per la produzione araldica.
Grazie a tutti!!

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Messaggioda Guido5 » mercoledì 7 giugno 2006, 23:33

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:... Ciò è chiaramente un mio parere che non vuole essere confuso per una regola ferrea ...

... tanto per rimanere in argomento con i metalli (e non solo ...), caro Ferrante! Ricordo tuttavia che nel 1978 un araldista britannico contestò lo stemma di Giovanni Paolo II proprio per via delle chiavi decussate che sono - necessariamente mi sembra - metallo su metallo.

Ciao a tutti!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 8 giugno 2006, 14:09

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:...(omissis)...dal punto di vista squisitamente grafico è "saggio" utilizzare metalli e colori secondo la consuetudine di non sovrapporli. Ciò è chiaramente un mio parere che, pur suffragato dalle teorie di molti araldisti, non vuole essere confuso per una regola ferrea...ma, piaccia o meno, semplicemente come un buon principio ispiratore per la produzione araldica.
Grazie a tutti!!
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Grazie a te dell'ottimo sunto in cui hai saputo concentrare il succo del discorso.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 8 giugno 2006, 14:12

Guido5 ha scritto:Ricordo tuttavia che nel 1978 un araldista britannico contestò lo stemma di Giovanni Paolo II proprio per via delle chiavi decussate che sono - necessariamente mi sembra -

Obbligatoriamente e consuetudinariamente, direi meglio!

metallo su metallo.
Ciao a tutti!
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Con tutto il rispetto possibile verso i colleghi britannici, di aforismi come questo ne avremmo a bizzeffe...

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Messaggioda FML » giovedì 8 giugno 2006, 15:10

Guido5 ha scritto: ... Ricordo tuttavia che nel 1978 un araldista britannico contestò lo stemma di Giovanni Paolo II proprio per via delle chiavi decussate che sono - necessariamente mi sembra - metallo su metallo.

Ma in questo caso stiamo parlando di "ornamenti" araldici esterni allo scudo che nel caso specifico sono il simbolo peculiare del mandato attribuito a San Pietro da Cristo e caratteristico emblema dei Suoi successori alla guida della Chiesa (non sarà forse per questo motivo che le chiavi non garbano :wink: agli anglo-sassoni?).
Appare evidente, inoltre, che la sovrapposizione (:roll:) delle due chiavi, l'una d'oro l'altra d'argento, è marginale essendo le stesse poste in decusse!

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 8 giugno 2006, 15:19

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:Ma in questo caso stiamo parlando di "ornamenti" araldici esterni allo scudo

:shock: Non fa nulla: sempre di :wink: araldica si tratta!

che nel caso specifico sono il simbolo peculiare del mandato attribuito a San Pietro da Cristo e caratteristico emblema dei Suoi successori alla guida della Chiesa (non sarà forse per questo motivo che le chiavi non garbano :wink: agli anglo-sassoni?).

...forse...! :wink:

Appare evidente, inoltre, che la sovrapposizione (:roll:) delle due chiavi, l'una d'oro l'altra d'argento, è marginale essendo le stesse poste in decusse!
Ferrante


:shock: :? :oops: ...obiezione respinta, direbbe un giudice!

La "quantità di materia colorata" che concretamente si trova in sovrapposizione non conta!

Conta il concetto, che non prevede nè sovrapposizioni nè affiancamenti di metalli con metalli, e colori con colori, stando alla famigerata :evil: "regola"...

...o :wink: piuttosto, stando al buon senso estetico (il quale non ne fa una questione di aree o di centimetri).

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Messaggioda Giorgio Aldrighetti » giovedì 8 giugno 2006, 15:37

Mi permetto ricordare che anche il patriarcato di Venezia, usa lo stemma “d’argento al leone passante, alato e nimbato, tenente con la zampa anteriore destra il libro aperto, scritto delle parole a lettere maiuscole romane di nero PAX TIBI MARCE nella prima facciata in quattro righe, ed EVANGELISTA MEUS nella seconda facciata, similmente in quattro righe, il tutto al naturale”, come giustamente osservano Giacomo Bascapè e Marcello del Piazzo, nella loro opera Insegne e simboli, araldica pubblica e privata medioevale e moderna, mentre, l’arme dell’arcidiocesi di Gorizia e Gradisca, presente nel palazzo arcivescovile di Gorizia, così si blasona: “Partito: nel primo di nero alla croce trifogliata a tre traverse, d’argento; nel secondo della contea di Gorizia: trinciato: a) d’azzurro al leone d’oro; b) d’argento a due sbarre di rosso; al capo d’oro all’aquila spiegata di nero, caricata in cuore dello scudetto d’Austria: di rosso alla fascia d’argento, e dalle lettere d’oro M F caricate nell’ala destra e T I nell’ala sinistra, poste in palo. Lo scudo, accollato ad una croce astile semplice d’argento, trifogliata, posta in palo, è timbrato da un cappello con cordoni e nappe (fiocchi) di verde. I fiocchi, in numero di venti, sono disposti dieci per parte, in quattro ordini di 1, 2, 3, 4. Accollato allo scudo, un padiglione di velluto rosso, soppannato di ermellino, bordato con frange d’oro, annodato ai lati, in alto, con cordoni d’oro, con il colmo timbrato dalla corona di principe del S. R. I”.
E’ doveroso, però, osservare che, nel dipinto, la croce non doveva essere smaltata d’argento e ad una traversa, bensì d’oro e a due traverse, trattandosi di insegna arcivescovile.
Giacomo Bascapè e Marcello del Piazzo, sempre per l’arcivescovado di Gorizia e Gradisca, insignito del principato del Sacro Romano Impero, riportano, invece, la seguente blasonatura dello scudo: “Partito: nel primo (di rosso) alla croce a tre traverse, d’argento; nel secondo della contea di Gorizia: trinciato: a) d’azzurro al leone d’oro coronato dello stesso; b) sbarrato d’argento e di rosso col capo d’Aquileia (d’azzurro all’aquila d’oro).
Osservo, ifine, che il capo patriarcale di Venezia o di san Marco è usato dai patriarchi, mentre i vescovi di origini veneziane usavano il capo di san Marco (e non patriarcale) che è di rosso al leone marciano passante d'oro.
Nelle immagini: lo stemma del patriacra di Venezia mons. Scola, la stemma del patriarca di Venezia card. Scola, lo stemma dell'arcidiocesi metropolitana di gorizia e lo stemma del vescovo G.B. Piasentini, di origini veneziane con il capo di san Marco.
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Messaggioda FML » giovedì 8 giugno 2006, 15:39

:roll:
Ultima modifica di FML il giovedì 8 giugno 2006, 15:44, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda FML » giovedì 8 giugno 2006, 15:43

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:La "quantità di materia colorata" che concretamente si trova in sovrapposizione non conta!

Conta il concetto, che non prevede nè sovrapposizioni nè affiancamenti di metalli con metalli, e colori con colori, stando alla famigerata :evil: "regola"...

...o :wink: piuttosto, stando al buon senso estetico (il quale non ne fa una questione di aree o di centimetri).

Condivisibili affermazioni caro Fra' , ma il fatto che (in questo caso) le chiavi siano poste esternamente allo scudo, mi porta a non considerarle soggette alla "regola" della non sovrapposizione dei colori e degli smalti. Questa consuetudine, infatti, nascendo da esigenze di natura percettiva (i famosi scudi medievali che si dovevano ben distinguere in battaglia!) non credevo investisse tutti gli ambiti dell'araldica, compresi quelli "accessori" all'arma vera e propria.
Anche se il buonsenso ci porta a dire che se una cosa in campo araldico è valida per lo scudo lo è altrettanto in ogni dove.

Bene!

Ferrante
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 8 giugno 2006, 15:51

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:Condivisibili affermazioni caro Fra' , ma il fatto che (in questo caso) le chiavi siano poste esternamente allo scudo, mi porta a non considerarle soggette alla "regola" della non sovrapposizione dei colori e degli smalti.

Sarebbe così, caro amico, se i medesimi termini blasonici che si usano per descrivere l'"interno" non si usassero anche per l'"esterno"...

Questa consuetudine, infatti, nascendo da esigenze di natura percettiva (i famosi scudi medievali che si dovevano ben distinguere in battaglia!) non credevo investisse tutti gli ambiti dell'araldica, compresi quelli "accessori" all'arma vera e propria.

...e credevi :wink: male!
Dimmi piuttosto che l'obiezione di stampo britannico si fonda su due oggetti che s'incrociano al coperto dallo scudo, ed è quindi :twisted: ulteriormente sofistica...


Anche se il buonsenso ci porta a dire che se una cosa è valida per una cosa lo è altrettanto in ogni campo .

Bravo.

Bene!
Ferrante


Benissimo!

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