Per me sta bene anche da Ocre, sebbene sono abituato a chiamarli de Ocra (credo che sia la forma latina) e, a pensarci
Ritornando ai da Ocre sui singoli personaggi, Berardo o Bernardo, Gualtiero e Raimondo, li trovo citati in tanti libri, ma quasi niente ritrovo sulla storia di questa famiglia. Il Mango è l’unico ad inserirla nel suo Nobiliario ma non ne riporta l’arma.
A. Mango di Casalgerardo – Nobiliario di Sicilia – Vol. II° pag. 19
Ocra o Ocrea (de). — Un Bernardo, al dir dell' Amico, tenne la signoria delle terre di Butera e Paternò nel 1219, signoria tenuta da Gualtiero e Raimondo d'Ocrea, padre e figlio, Gran Cancellieri del Regno di Sicilia sotto gli Svevi (3).
Arma: ?
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(3) Barberi, Capibreve, Val di Noto, pag.38. – Pirri, Chronologia regum, pag. 37
Un lavoro interessante è quello del Professore C. A. Garufi, esperto di storia medievale della Sicilia, che si intitola: “I de Parisio e i de Ocra nei contadi di Paternò e Butera” in Archivio Storico per la Sicilia Orientale (ASSO) anno X -1913 pp. 346-373.
In questo lavoro il Garufi, come ritroviamo sempre nei suoi scritti, riporta la trascrizione dei tanti documenti originali da lui consultati, inoltre cita tantissime fonti archivistiche e bibliografiche.
In uno di questi documenti si legge: “Ideo nos Berardus de Ocra Dei et regia gratia comittum Bufere dominus, una cum – contessa Sibilla predilecta uxore nostra ………..” questo documento, con “Suggello cereo dentro teca di bossolo”, è conservato nell’Archivio di S. Nicola dell’Arena di Catania Arm. I, 63 (chi sa se il sigillo riproduce lo stemma di Berardo?).
Questo autore riporta anche la notizia di alcune donazioni fatte nel 1222 da detto Berardo de Ocra al Monastero Cistercense di Ocre, insieme alla moglie Sibilla, per l’anima della madre Realda; come fonte riporta: Febonio – Historia Marsorum, Nespoli,1671 pp.345-348. Ugelli Italia Sacra – VI p.722
Carissimo Fra
Cordialmente
Marcello

si arriva in cielo
