Ecco cosa succede quando non si chiede la consulenza allo IAGI.

CORRIERE DELLA SERA - LA GAFFE SULLA MAGLIA DELLE FURIE ROSSE
I Borbone servono l'assist: Francia-Spagna già 1-0
Lo stemma del ramo francese anziché spagnolo
La Federazione iberica scarica tutta la colpa sullo sponsor
KIEV - Che sia Francia o che sia Spagna nel calcio non è la stessa cosa, soprattutto se si parla di maglie. Su quella di Xavi e soci, invece, c'è impresso un pasticcio che mischia tutto, confonde ciò che sarebbe inconfondibile e colora il quarto di finale di sabato a Donetsk di nuove, paradossali sfumature: lo stemma dei Borbone non è quello del ramo spagnolo che compare anche sulla bandiera nazionale rossa e gialla (tre fiori di giglio dentro un ovale blu bordato di rosso) bensì quello del ramo francese (i fiori di giglio dentro uno scudo blu).
L'errore, per la verità, non è stato scoperto adesso e gli appassionati e collezionisti di maglie, abituati a ritrovarsi e a dibattere sul web, lo sanno: nel 2010 un professore di araldica aveva scritto alla Rfef (la Real Federación Española de Fútbol) denunciando lo sbaglio e portando a sostegno l'attuale, definitiva versione della bandiera, adottata il 19 dicembre 1981. Da quella rivelazione però, come hanno riportato in questi giorni i media spagnoli, la questione non è stata mai affrontata davvero.
La Federazione nel 2010 aveva scaricato la responsabilità sullo sponsor tecnico, la Adidas. Ma la casa tedesca ha sempre sostenuto che, secondo contratto, lei mette sulle maglie soltanto ciò che le viene indicato dai committenti. Ieri la Rfef in una nota - il presidente José Angel Villar si è limitato a osservare che «non sono un esperto in araldica» - ha provato a giustificarsi spiegando che «la Casa reale spagnola ha ricevuto molte maglie della nazionale e non ci sono mai state proteste relative allo stemma che c'è sulle casacche da gioco di cui peraltro, come del resto del materiale, si occupa lo sponsor tecnico». Si affermano così due cose curiose e ugualmente gravi: la prima è che la Casa reale non conosce la propria bandiera, o comunque non se ne interessa; la seconda è che lo sponsor decide da solo ciò che compare sulle divise. Comunque sia, tutto ciò non modifica la sostanza dei fatti: domenica contro la Francia, la Spagna partirà da un simbolico 0-1 piuttosto grottesco.
Gli errori sulle maglie da calcio - diventate ormai luoghi non solo di continue sperimentazioni tecnologiche e di design ma anche, come accade per tante divise presentate a questo Europeo, di riferimenti alla storia della nazione da vestire - non sono peraltro una novità. Uno sarebbe presente anche in quella dell'Italia: il tricolore capovolto sul colletto alla coreana della prima maglia azzurra. Invece che verde-bianco-rosso, come previsto dalle norme relative alla bandiera quando è esposta in verticale, la successione è rosso-bianco-verde. Il che fa molto Ungheria.
Per i puristi l'errore è evidente e il fatto che l'inversione apparisse anche sul colletto dell'Italia campione del mondo nel 1982 non è ritenuto una buona argomentazione. Non tutti però la pensano così e ricordano che nelle coccarde, per esempio, la regola prevede il verde al centro e il rosso all'esterno. Lo sponsor tecnico Puma ha poi ricordato che, se si considera la vista frontale, il verde rimane correttamente a sinistra. Il problema resta comunque. Anche se non è imbarazzante come quello spagnolo: noi, almeno, in questo Europeo l'Ungheria non la incontreremo mai.
L'articolo è firmato da Alessandro Pasini
Giuseppe Carfì di Serra Rovetto Boscopiano
“Per Aspera Ardua”
carfi.giuseppe@tiscali.it
FB: carfì di serra rovetto
“Quando arrivi in Vetta ad un Monte, non fermarti, continua a salire”








, quando in realtà si tratta del frutto del melograno (è un´arma parlante).