Curiose presenze araldiche

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini

Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda antonio_conti » mercoledì 31 agosto 2011, 2:36

Papi dichiara di non essere a conoscenza di alcuna copia manoscritta del trattato. Mentre cita l’edizione stampata a Parigi nel 1495 (Blason de toutes armes et ecutz…), nonché quella stampata a Lione nel 1503 (Le Blason des armes…), quindi un’altra edizione non datata, stampata a Lione col titolo definitivo di Le Blason des coluleurs… e altre ancora seguenti.
La prima traduzione in italiano sembrerebbe essere stata quella stampata a Venezia nel 1565 (Trattato dei colori ecc).
Quando scrisse il trattato Sicille risiedeva a Mons in Hainaut, nella medesima regione dove era nato (a Enghien).
Divenne araldo di Pietro di Lussemburgo che gli diede il diritto di portare il nome e l’arma di Enghien.
La nascita e la formazione di Scille, anche come araldo, fu francofona. Ancora pochi anni prima di morie Sicille intese ribadire “le istanze corporative e professionali della ‘chapelle’ dell’Ordine” (Papi) corporazione di re d’armi e araldi del regno di Francia, fondata a Parigi nel 1408 (o nel 1406 per Pastoureau).
Chi pagava Jean Courtois? Non saprei dirlo. Ma egli, nel prologo del trattato si dichiarava araldo del potentissimo re Alfonso d’Aragona, di Sicilia, di Valenza, di Maiorca, di Corsica e Sardegna, conte di Barcellona, ecc.
Vero è che nella corte aragonese di Napoli le lingue parlate e ufficiali erano il catalano e il castigliano, ma è anche vero (mi pare) che non avrebbe avuto senso per Sicille redigere il trattato in quelle lingua, vista la sua formazione, vista la sua ormai lunga residenza a Mons e visti i suoi interessi anche araldici in quella parte d’Europa.
Dunque Federico da Montefeltro nei suoi contatti con la corte di Alfonso I e di Ferrante potrebbe aver sentito parlare degli ufficiali d’arme in termini spagnoli? E’ probabile. Ma anche no, proprio per l’influsso che potrebbe avere avuto Sicille e la sua formazione francofona.
Congetture? Lo ammetto. Congetture. Però qualche araldista partenopeo potrebbe venirci in soccorso. [sweatdrop.gif]
Papi afferma che poursuyvant e “termine proprio del mondo araldico che non è mai stato sostituito da atro, o tradotto, (…)”. Sarà vero? Sicuramente avremo risposte in questa discussione, almeno spero.
Pastoureau, nel Traité d’héraldique, scrive “[i](…) si si bien que dans toute l’Europe occidentale les hérauts d’armes en arrivent à former una caste extra-territoriale jouissant de nombreux privilèges”.
Questa "casta" poteva avere un proprio linguaggio transnazionale? [dunno.gif]

Sta di fatto che al suo ritorno a Urbino Pietro Ubaldini sicuramente intrattenne la corte ducale sulle mirabilia della corte inglese, sulla cerimonia alla quale prese parte in sostituzione del suo signore, alla quale assistettero verosimilmente più di un araldo o persevante tra i numerosi di quel regno.

A Proposito, anche i sovrani Alfonso e su figlio Ferdinando furono insigniti dell’Ordine della Giarrettiera: il primo nel 1450 e il secondo nel 1463.

Un vero guazzabuglio medievale direbbe merlino al gufo Anacleto.
a.
Libertà vo cercando
antonio_conti
 
Messaggi: 827
Iscritto il: venerdì 21 febbraio 2003, 0:35
Località: Fano & Urbino

Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda bardo » mercoledì 31 agosto 2011, 16:00

Questa una versione stampata a Lione - (Le blason des armes, avec les armes des princes et seigneurs de France): http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k79304s.r=.langEN

Questa una versione pubblicata e annotata da Hippolyte Cochiers (Parigi, 1860) - (Le blason des couleurs en armes, livrées et devises): http://books.google.it/books?id=z0QCAAA ... &q&f=false

un saluto ;)
Luca
Tempus loquendi, tempus tacendi.
Avatar utente
bardo
 
Messaggi: 1515
Iscritto il: martedì 23 marzo 2010, 1:45
Località: Rimini

Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda Franco Benucci » mercoledì 31 agosto 2011, 17:08

Non sono mica due edizioni dello stesso libro... Solo il secondo è rilevante per il discorso fatto qui, anche se il termine poursuyvant (p. 19-20, 51) mi sembra impiegato nel senso di 'accolito, inserviente', forse 'scudiero', comunque contrapposto e non equiparato al hérault...
Franco Benucci
 

Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda bardo » mercoledì 31 agosto 2011, 17:28

Anche nel primo si parla del poursuyvans (se leggo bene), a p. 3 ;)

un saluto ;)
Luca
Tempus loquendi, tempus tacendi.
Avatar utente
bardo
 
Messaggi: 1515
Iscritto il: martedì 23 marzo 2010, 1:45
Località: Rimini

Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda Franco Benucci » mercoledì 31 agosto 2011, 18:22

Vero, mi ero perso nella contemplazione degli stemmi e avevo perso la parola...
Ma anche qui heraulx et poursuyvans expers et entendus en la science de armoyrie sembrano due categorie diverse seppur giustapposte e operanti nello stesso campo...
Franco Benucci
 

Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda antonio_conti » mercoledì 31 agosto 2011, 19:27

Il persevante (fatemelo chiamare così...) era l'apprendista dell'araldo.
Sicille scrive il Trattato come insegnamento per un ipotetico persevante.
Non contrapposti ma operanti nello stesso settore con gradi diversi come il maestro e l'apprendista in una bottega mediavale... quasi un abisso... come l'avvocato e il praticante: un mezzo schiavo sottopagato o per nulla pagato [confused.gif] . In questo senso contrapposti, sì [dev.gif].
Grazie Luca per i link sempre preziosissimi. Puù tardi darò un'occhiata.
a.
Libertà vo cercando
antonio_conti
 
Messaggi: 827
Iscritto il: venerdì 21 febbraio 2003, 0:35
Località: Fano & Urbino

Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda antonio_conti » giovedì 1 settembre 2011, 2:43

Quanto sinteticamente detto sopra, circa il ruolo (la posizione) del poursievant, è estesamene espresso con le parole del nostro Sicille in un magnifico testo di cui Papi -undici anni fa- annunciava l'edizione in italiano, ma che nel frattempo i mirabolanti strumenti telematici ci mettono a disposizione in rete con un solo click [clapping.gif]
http://books.google.it/books?id=zZtAAAA ... &q&f=false
alle pagine 87 e seguenti la creazione del poursievant, dell'araldo e del re d'arme.
a.
Libertà vo cercando
antonio_conti
 
Messaggi: 827
Iscritto il: venerdì 21 febbraio 2003, 0:35
Località: Fano & Urbino

Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda antonio_conti » domenica 4 settembre 2011, 22:15

La proposizione della bellissima serie dei tabarri della corte asburgica (viewtopic.php?f=1&t=13645) ha solleticato la mia curiosità che come noto non varca spesso i confini nazionali e talvolta nemmeno quelli provinciali, non per mancanza di vlontà [blush-anim-cl.gif] .
Scopro solo ora che in tedesco il persevante urbinate è reso praticamente nello stesso modo: persevant.
http://www.heraldik-wiki.de/index.php?title=Persevant
a.
Libertà vo cercando
antonio_conti
 
Messaggi: 827
Iscritto il: venerdì 21 febbraio 2003, 0:35
Località: Fano & Urbino

Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda bardo » domenica 4 settembre 2011, 23:32

Facendo qualche ricerca, esiste, almeno per quanto riguarda l'Hérauderie francese, una ben definita gerarchia, con ornamenti e collegi specifici per ogni categoria.
1. Re d'armi (Roy d'Armes)
2. Maresciallo d'Armi (Maréchal d'Armes)
3. Araldo d'armi (Héraut d'Armes)
4. Praticante d'armi (Poursuivant d'Armes)
5. Cavalcatore d'armi (Chevaucheur d’Armes)

Alcune volte le due figure del Poursuivant e del Chevaucheur si sovrappongo a costituire un'unica entità.
Qui: si perveniva di mano in mano a questi diversi gradi e dopo aver servito per un dato numero d'anni negli eserciti e nelle corti.

un saluto ;)
Luca
Tempus loquendi, tempus tacendi.
Avatar utente
bardo
 
Messaggi: 1515
Iscritto il: martedì 23 marzo 2010, 1:45
Località: Rimini

Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda antonio_conti » lunedì 5 settembre 2011, 16:04

I francesi fono dei gran burocrati [dev.gif] .
a. :lol: :lol: :lol:
Libertà vo cercando
antonio_conti
 
Messaggi: 827
Iscritto il: venerdì 21 febbraio 2003, 0:35
Località: Fano & Urbino

Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda antonio_conti » martedì 6 settembre 2011, 15:03

Franco Benucci ha scritto:La differenza potrebbe essere di pochi anni... però il termine persevante, come già osservato sopra da FJvT, è chiaramente un prestito dal francese poursuivant, quindi l'origine è verosimilmente la corte inglese e non quella aragonese, dove ci sarà stato qualcosa del tipo di (castigliano) persiguiente...


Anche per via della parallela discussione sull'abito degli araldi (viewtopic.php?f=1&t=13645), ho rimesso gli occhi su "Aradica e politica" di Giuliana Vitale.
Dello statuto dell'Ordine aragonese dell'Ermellino, fondato da Ferdinando I, esistono una copia dell'originale in latino e alcune in volgare. Purtroppo nessuna in catalano o castigliano [confused.gif] .
Tra gli ufficiali dell'Orine era contemplato un araldo e nessun persevante.
Nel testo latino si legge: "Eraldo seu officiali armorum";
nel testo in volgare si legge: "araldo, ovvero ufficiali d'arme".
Va aggiunto, come rilevato dalla Vitale, ma anche da Boulton (nel The Knights of the Crown), che la nascita e l'organizzazione dell'Ordine aragonese furono fortemente influenzate dall'esempio dell'Ordine del Toson d'Oro. Sia per ragioni politiche che culturali. Tuttavia nulla so ancora su un eventuale intrusione linguistica, un francesismo araldico, nella corte napoletana... mah!
Sempre che questo genere d'intrusione (se mai vi fu) non avesse origine precedente, con gli angioini... come non ricordare quel re Renato che molti anni dopo l'abbandono di Napoli scrisse il più celebre trattato sui tornei (1460)?
http://www.princeton.edu/~ezb/rene/renehome.html#book
Vabbaé... mi accorgo che vagheggio... veleggio verso approdi incerti [sweatdrop.gif]
a. [wink_smilie.gif]
Libertà vo cercando
antonio_conti
 
Messaggi: 827
Iscritto il: venerdì 21 febbraio 2003, 0:35
Località: Fano & Urbino

Precedente

Torna a Araldica / Heraldry



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 30 ospiti