In effetti ora che vedo bene, il
Regolamento Tecnico per la Consulta Araldica (R.D. 13 APRILE 1905, n. 234 Regolamento tecnico araldico illustrato e coordinato con il R.D. n. 652/43) non codifica in nessun modo la forma di elmo in questione.
Direi che l'art. 7 è fondamentale per capire come (non) funzionano gli "elmi di grado": "Si possono usare tutte le forme di elmi che sono consuetudinarie nell'araldica"!!!



Elmi.
Art.7
Si possono usare tutte le forme di elmi che sono consuetudinarie nell'araldica. Nelle concessioni si escludono quelle a becco di passero, a berettone ed altre arcaiche.
Art.8
Gli elmi indicano la dignità a seconda degli smalti che li coprono e secondo la loro posizione, la inclinazione della ventaglia e della bavaglia e la collana equestre della gorgiera.
La superficie brunita o rabescata, le bordature o cordonature messe ad oro o ad argento, il numero dei cancelli nella visiera non danno indizi di dignità.
Art.9
Gli elmi sono di acciaio, dorati per la Famiglia Reale, argentati per le famiglie nobili, abbrunati per le famiglie di cittadinanza.
Art.10
Gli elmi usati dalla Famiglia Reale, descritti nel R. decreto 1° gennaio 1890, sono dorati, posti di fronte colla ventaglia alzata e la bavaglia calata.
Art.11
Gli elmi delle famiglie nobili sono argentati colla gorgeretta fregiata di collana e medaglia colla ventaglia chiusa e la bavaglia aperta.
Si possono collocare o di pieno profilo o di tre quarti a destra.
Quando lo scudo è fregiato dal manto l'elmo si colloca di fronte.
Art.12
Essendovi più elmi, i laterali saranno affrontati, quello centrale (se esiste) di fronte.
Art.13
Gli elmi delle famiglie di cittadinanza sono abbrunati senza collana, colla visiera chiusa e collocati di pieno profilo a destra.
Art.14
Gli ecclesiastici, le donne, gli enti morali in massima non usano il fregio dell'elmo.