Carello

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Carello

Messaggioda Antonio De Battisti » giovedì 2 luglio 2009, 23:23

L' Enciclopedia araldico-cavalleresca di G.B. di Crollalanza afferma :

Carello (fr. Carreau, oreiller ; ing. Pillow ; ted. Polster ; sp. Cojin)
Detto anche origliere , è una specie di guancialino che vien posto sull'elmo, quando questo è cimato da una mitra o anche da una corona di dignità.
Si usa quasi esclusivamente in Germania. Giustiniani nel Giuoco d'arme lo prese per Burletto .
L' elettore di Magonza ne ha uno rosso, l' elettore di Treviri uno verde.

Gentili colleghi, alla luce di quanto sopra, sono a porvi i seguenti due quesiti :

1) E' corretto affermare che dal carello è derivato lo scudo femminile a losanga ?
2) Siete a conoscenza di eventuali altre famiglie il cui stemma contempli il carello (magari, non in ambito mitteleuropeo) ?

Molte grazie
ADBdT

Allego l' Arma dei Firmian , concessa nel 1749 dall' Imperatrice Maria Teresa d' Austria, inviatami dal Barone e Conte del S.R.I. Georg von und zu FIRMIAN, residente a Vienna.

Arma : Inquartato : nel 1°e 4°fasciato di rosso e d'argento ; le fasce rosse caricate di sei crescenti rovesciati del secondo, 3, 2 e 1 (Firmian) ; nel 2°e 3°d'azzurro, al ramo di cervo d'argento di quattro pezzi sostenenti nelle punte quattro stelle d'oro. Sul tutto, d'argento al carello di rosso fioccato d'oro e sostenente una corona a tre fioroni dello stesso (Metz).
Cimieri : I°a destra : un carello scaccato d'argento e di rosso di nove pezzi, a cinque rose tetrapetale sui pezzi d'argento, fioccato d'oro. II°nel mezzo : un grifo uscente di rosso coronato d'argento fra due banderuole spaccate d'oro e di rosso. III°a sinistra : i due rami di cervo sostenenti le stelle.

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Antonio De Battisti
 
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Re: Carello

Messaggioda Michele Baroncini » sabato 10 ottobre 2009, 21:03

Girovagando per il forum ho rispolverato questo post neppure troppo vetusto. :P

Anzitutto vorrei ringraziare Antonio De Battisti per aver postato questa magnificenza. Questo stemma, a mio parere, è una gioia per gli occhi. [glasses3.gif]

Per quel che concerne la parte dell'intervento dove s'ipotizza una derivazione della losanga peculiare delle armi femminili dal sostegno araldico denominato "carello", il "DIZIONARIO DELLE ORIGINI, INVENZIONI E SCOPERTE" a firma di una Società di Letterati Italiani, edito in Milano per cura della Tipografia di Angelo Bonfanti, pare smentire specificamente la supposta parentela della losanga con alcun tipo di cuscino [nono.gif] alla voce "LOZANGA" che qui riporto:

LOZANGA. Termine araldico, figura di quattro lati eguali, che ha due angoli acuti e due ottusi, rombo. Lozangato quindi nell'arte araldica dicesi uno scudo diviso in lozanghe di diversi colori.

Lo scudo dell'armi, dicono i Francesi, può essere in forma di Iozanga, e si danno anche figure negli stemmi che sono coperti di lozanghe.

Scaligero crede che quella parola sia tratta dall'antico vocabolo laurentia, perche quella figura sembra in qualche modo imitare quella delle foglie di lauro. Più verisimile giudicano alcuni l'opinione del P. Menestrier, il quale derivare vorrebbe quel vocabolo dall'italiano di loza (che però non trovasi ne' nostri Vocabolarj) o piuttosto dallo spagnolo lozas, indicante quegli scompartimenti di pietre, d'ardesie , o di altri quadrati fatti a scacchiere, e tagliati ad angoli acuti, dal che si sono tratti i vocaboli di losè e losangè e insensibilmente si è formato quello di losange, come pure il nostro di lozanga.

Soggiugne quello scrittore di araldica, che molti mal a proposito credettero lo scudo in forma di lozanga, dagli araldici stessi assegnato alle damigelle, derivante dal cuscino da cucire in forma quadrata di cui esse fanno uso; perché quel nome sembra venire dui Paesi Bassi, ove ogni anno attaccavansi al principio di maggio alla porta dei nuovi consoli, dei capitani e degli altri ufficiali, versi e cantici di lode, che i Fiamminghi chiamavano lossange, come louange dicono i Francesi, i quali versi scrivevansi sopra tavolette tagliate in forma di lozanga.

I giovani in Fiandra facevano lo stesso alle porte delle loro belle e delle nuove spose, e quel costume passò anche ai funerali, cosicché morendo una persona di qualità, si esponeva per un anno intero sulla sua porta un grande scudo in forma di lozanga, contenente il suo nome, il suo stemma, e il giorno della sua morte. Gli stemmi delle donne, dice lo stesso scrittore, non comparivano d'ordinario se non se nelle loro nozze e alla loro morte; e di là pigliossi occasione di dare ai loro stemmi la forma di lozanga, assegnata d'ordinario alle donzelle.


Non saprei, per vero, quale valore annettere a una tale spiegazione, anche in considerazione del fatto che i primi decenni dell'Ottocento (periodo di edizione dell'opera dalla quale traggo le informazioni) risentivano ancora di quell'anelito codificatore della conoscenza cui aveva dato impulso l'Illuminismo con la produzione copiosa di enciclopedie e dizionari che avevan la pretesa di spiegare, talora anche in modo un po' forzoso, ogni più riposto recesso dello scibile umano.

Resta però un dato curioso, se non altro di "erudizione araldica".

saluti :P

MB
Michele BARONCINI

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Re: Carello

Messaggioda Antonio De Battisti » sabato 10 ottobre 2009, 23:23

Gentile Michele Baroncini,
molte grazie per l'interessante spiegazione, benchè non confortata da studi più recenti. Pure il Crollalanza, si muove su codesta linea nella sua Enciclopedia araldico-cavalleresca.
Riferendosi alla losanga , tale autore afferma : <... Rappresenta, secondo alcuni, un guanciale o cuscinetto, su cui le dame si esercitano nei loro lavori. ... Altri pensano che la losanga rappresenti il fuso, emblema dei doveri della donna.
Quanto alla sua origine, chi la vorrebbe un ferro di lancia, chi una pietra, o un cuscinetto o un fuso. V'ha chi crede che la voce losanga sia una corruzione di laurenzia, e pretende che rappresenti una foglia di lauro. Altri s'appoggiano per l'etimologia alla voce del basso latino losa, pietra a quattro angoli. Ma l'opinione che più s'addice al vero è quella che la vuol derivata da un fuso, come ricordo di donne illustri uscite dal seno della famiglia, e per segno di simpatia al sesso gentile.
Lo scudo a losanga fu circondato di lacci d'amore, se appartenente a fanciulle, o di cordelliere, se formava il blasone delle vedove. Avanti al sec. XV però le prime portavano le losanghe cinte di ghirlande di fiori, espressivo simbolo di purità, mentre le spose sottomettevano al loro stemma due ramoscelli di palma ; vuoi che con tale figura alludessero alla domestica felicità, vuoi che dimostrassero per esse speranza di parto.
Lo scudo a losanga però non fu sempre il distintivo delle donne ; vi furono prelati, principi e semplici gentiluomini che fecero scolpire sui loro sarcofagi le loro insegne gentilizie sopra scudi tagliati a rombo. Così le usarono i Visconti verso il sec. XII, ed Amedeo VIII duca di Savoja... >.

Allego due stemmi nel cui scudo compare il carello :

Ruppel (Germania)

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Puskin (Russia)

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