Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini
Alessio Bruno Bedini ha scritto:
3) Sono possibili riproduzioni?
Con propria macchina fotografica massimo 10 scatti per libro al costo di 3 Euro per libro![]()
Per ogni altro caso occorre rivolgersi al servizio interno di fotoriproduzione
Infatti attualmente presso l'Archivio di stato di Lecce per problemi tecnici (si è rotto il lettore stampatore da microfilm esistente) bisogna usare la fotocamera digitale, ma essendone in possesso l'Archivio stesso non si può usare la propria. Il costo quindi è di Euro 2,00 ogni scatto A3 ed Euro 1,00 ogni scatto A4.
4) Quali sono i costi del servizio interno di fotoriproduzione?
Se esiste già il microfilm del documento : 0,25 E per ogni foglio A3 che in genere prende 2 pagine di documento
Se non esiste microfilm: prima crearlo spendendo 0,25 E per ogni foglio A3 che in genere prende 2 pagine di documento e poi altri 0,50 Euro per ogni stampa cartacea per un totale di E 0,75 a foglio.
5) E' possibile avere copia integrale?
Certo! Basta pagare! .. e siccome mi serve un catasto onciario formato da 11 volumi di circa 1500 pagine ognuno (tra l'altro non microfilmato) .. credo accenderò un mutuo
![]()
Presso l'Archivio di Stato di Lecce [b]NON SI PUO' EFFETTUARE COPIA INTEGRALE anche pagando milioni di Euro.
I casi degli Archivi di Stato di Napoli e Firenze sono, a quanto mi è stato riferito, gli unici Archivi in cui il Ministero dei beni ed attività culturali ha dato in APPALTO ESTERNO il Servizio di Fotoriproduzione. Ecco perchè a Napoli sino all' anno 2006 era possibile pagare Euro 3,00 al Ministero dei beni ed attività culturali ed il resto ad un fotografo esterno che provvede alla riproduzione anche integrale.
Presso l'Archivio di Stato di Lecce, molte amministrazioni comunali della Provincia di Lecce volevano effettuare copia integrale del Catasto onciario del loro "Comune" ma ciò NON E' POSSIBILE!!!
Presso l'Archivio di Stato di Lecce si possono effettuare scannerizzazioni del documento, sempre effettuate da operatori interni e non in modo personale con mezzi propri. I costi per le ripèroduzioni digitali sono differenti e bisogna dichiarare e sottoscrivere di non divulgare con nessun mezzo le immagini riprodotte che devono servire solo e solamente ad uso strettamente personale. Se si devono pubblicare variano i costi e si deve essere autorizzati, e le "coordinate" dell'autorizzazione vanno segnalate sulla pubblicazione.
Quindi come si può notare vi sono differenze da Archivio ad Archivio su alcune "cose " che dovrebbero essere uguali in tutti Italia.
Il Gentilissimo Prof. Alessio Bruno Bedini per quanto preciso, dettagliato e puntuale sia stato nella Sua descrizione, Suo malgrado ed involontariamente ha scritto in modo generico "qualcosa" che deve e sottolineo DEVE essere identica da Archivio ad Archivio per modalità, Tariffe e quant'altro
Saluti[/b]
PS a quanti ettari corrispondo 250 once e 600 once di terra?
Si interessante questa cosa delle rendite.........ma a quanti ettari corrispondono effettivamente 250 e 600 once di terra? non si può fare il calcolo in qualche modo per avere un'idea?


Giovannimaria Ammassari ha scritto:Signori,
ma a mio avviso si riferiva come ha scritto ad once di terra!!!!!!!
Quindi l'oncia intesa come unità di misura agraria e non monetaria!!!!!!!!!!


si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:Se le memorie numismatiche non ingannano il vecchio frate, il termine "onza" era applicato anche per indicare una moneta, e forse derivava proprio dal fatto di equivalere (almenoin origine) ad una delle unità di misura indicate...
Benevalete


Giovannimaria Ammassari ha scritto:Anche io in oltre vent'anni ho consultato centinaia di catasti onciari sopratutto in puglia e mai ho trovato questa unità di misura agraria denominata oncia, però è inequivocabile che nell'antico Regno di Napoli esisteva come da me riportato.
Ora concordo con il Signor Bedini che va esaminato il singolo caso della località di NAVELLI, Provincia ABRUZZO ULTRA II; distretto dell'Aquila.
Certamente essa era una antica località del Regno di Napoli ed io non escluderei l'uso dell'unità di misura agraria denominata oncia.
Saluti
Carnelevario ha scritto:PS a quanti ettari corrispondo 250 once e 600 once di terra?
Nell'onciario, documento fiscale e non "catastale" nel senso moderno, i beni immobili erano riportati in quanto avevano una rendita che era espressa in ducati e frazioni di ducati. Questa rendita era tradotta in once, dove le once «erano la capitalizzazione della rendita e rispondevano a 6 ducati ciascuna, e invalse l’uso di considerare l’oncia come equivalente a 3 carlini, cioè alla rendita tout court. […] si può concludere che in pratica essa sta nell’“ociario” a indicare ciò che noi chiameremmo reddito imponibile» (VILLANI Pasquale, Mezzogiorno tra riforme e rivoluzione, Universale laterza, Bari 1973). Ne deriva che l’imposta equivaleva al 5% della valutazione del capitale ed era costituita dal valore espresso in once riportato nelle rivele.
Ma come mai nel catasto onciario del 1746 degli abitanti sono riportate solo le proprietà terriere?? e non si parla di palazzi o case?
Saluti
PS a quanti ettari corrispondo 250 once e 600 once di terra?

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