COSSA o COSCIA di Napoli

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COSSA o COSCIA di Napoli

Messaggioda cleobulo » lunedì 22 settembre 2008, 22:15

Salve a tutti, sono nuovo del forum, sto cercando di contattare studiosi che conoscano la storia della famiglia Cossa di Napoli. Qualcuno può aiutarmi? Grazie
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Re: COSSA o COSCIA di Napoli

Messaggioda FML » martedì 23 settembre 2008, 10:10

Gentile amico/a,
nel porgerle il mio saluto di benvenuto nel forum dell´Istituto Araldico Genealogico Italiano, segnalo (da Wikipedia) alcune salienti notizie biografiche relative ad un importante esponente della famiglia napoletana in questione: Baldassarre Cossa (o Coscia), eletto papa (elezione in seguito non ritenuta legittima e, dunque, considerato "antipapa") con il nome di Giovanni XXIII.

L'antipapa Giovanni XXIII, nato Baldassarre Cossa (Procida, secondo altri Ischia, ca. 1370 – Firenze, 27 dicembre 1419), fu eletto papa dal Concilio di Pisa nel 1410 a seguito della morte di Alessandro V, con il nome di Giovanni XXIII. In seguito fu riconosciuto come antipapa dal concilio di Costanza del 1415, convocato sotto le pressioni dell'imperatore Sigismondo di Lussemburgo e processato.
Apparteneva alla famiglia dei Cossa, signori di Procida e Ischia, legata alla dinastia angioina.
Frequentò l'università di Bologna dove si laureò in diritto e in seguito prese l'ordinazione, probabilmente per seguire il volere della famiglia. La sua carriera ecclesiastica fu rapida grazie agli appoggi influenti dei suoi familiari.
Nel 1402 Papa Bonifacio IX lo nominò cardinale diacono con il titolo di Sant'Eustachio, mentre un anno dopo lo nominava legato in Romagna.
Rafforzò il potere della chiesa nella regione e stabilì un'alleanza con la città di Firenze.
Si impegnò per ricomporre lo scisma d'occidente, cercando di fare da intermediario tra il nuovo papa romano Gregorio XII e l'avignonese Benedetto XIII, ma le sue trattative fallirono, quindi su sua iniziativa fu organizzato un concilio nel 1408 a Pisa.
Fu nel maggio del 1408 quindi che uno dei sette cardinali che abbandonarono Papa Gregorio XII, insieme a quelli che erano obbedienti all'antipapa Benedetto XIII, indissero il Concilio di Pisa, di cui Cossa divenne il capo.
Il finanziamento del concilio di Pisa avvenne tramite i beni dello stesso Cossa e con un aiuto da parte del Comune di Firenze e di Luigi II d'Angiò, che aveva nel Cossa un importante alleato contro il suo rivale Ladislao d'Angiò Durazzo. Il concilio, che si tenne da marzo a giugno 1409, depose i due pontefici e nominò Alessandro V e l'anno dopo, dopo la sua morte il 10 maggio 1410, lo stesso Baldassarre Cossa.
Amico di Giovanni di Bicci de' Medici, fece accedere i Medici all'attività della Camera Apostolica, permettendo al loro Banco di riscuotere le decime e ricavarne una percentuale, un'opportunità che accrebbe notevolmente le fortune finanziarie della famiglia.
Un obiettivo importante per Giovanni XXIII era la riconquista di Roma, occupata dalle truppe di Ladislao, che furono scacciate con Luigi II (12 aprile 1411).
In seguito però il papa perse l'appoggio di Luigi e cercò il sostegno del nuovo imperatore Sigismondo di Lussemburgo, oltre all'appoggio generale dei vari re cristiani, nominando vari cardinali per ciascuno dei regnanti.
Nel 1411, il 29 aprile, Giovanni XXIII convocò un nuovo concilio a Roma per la primavera successiva, già previsto dal Concilio di Pisa. Riuscì a trovare un'intesa con Ladislao di Napoli nel 1412, ma la pace ebbe breve durata e dopo l'apertura del concilio (10 febbraio 1413) dovette chiuderlo solo un mese dopo e riparare a Bologna per l'avvicinarsi delle truppe di Ladislao. Fu scelta allora una nuova sede, Costanza, in territorio imperiale, quindi sotto al giurisdizione di Sigismondo del Sacro Romano Impero.
Il concilio di Costanza si aprì il 1 novembre 1414. L'agosto successivo moriva Ladislao, quindi nel Cossa si riaccese la speranza di rivedere Roma. Nel frattempo il concilio stava prendendo una piega a lui sfavorevole: spinto all'abdicazione, abbandonò Costanza e con la protezione del Duca d'Austria Federico IV d'Asburgo, si rifugiò nel castello di Sciaffusa, poi a Laufenburg e infine a Friburgo.
Questa fuga fece arrabbiare l'imperatore, che si fece consegnare Giovanni XXIII da Federico d'Austria e lo fece imprigionare a Radolfzell vicino a Costanza. Fu quindi processato davanti al concilio e deposto il 29 maggio 1515. Passato nelle mani del conte palatino del Reno Ludovico di Wittelsbach, venne rinchiuso nel castello di Hausen presso Mannheim e poi, dopo una tentata evasione, a Heidelberg.
Nel novembre 1417 venne eletto papa Martino V, il quale iniziò le trattative per la sua liberazione. Venne infine consegnato ai commissari pontifici nell'aprile del 1419, grazie all'intervento di Giovanni di Bicci de' Medici, che pagò per la sua liberazione, attraverso un suo agente, la notevole somma di 30.000 fiorini.
Fu così che il Cossa poté recarsi a Firenze, dove arrivò il 23 giugno 1419 e, vestito come un dottore di legge, si presentò davanti a Martino V riconoscendolo legittimo pontefice.
Per i suoi meriti, il papa concesse al Cossa di rientrare nel Sacro Collegio come vescovo di Tuscolo.
Morì a Firenze il 27 dicembre 1419 e fu sepolto, come da lui richiesto, nel Battistero di Firenze, al quale aveva donato la preziosa reliquia di un dito di San Giovanni Battista (oggi al Museo dell'Opera del Duomo). Per lui fu costruita tra il 1425 e il 1430 la bellissima sepoltura opera di Donatello e Michelozzo.


Immagine

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FIRENZE (Battistero di San Giovanni) - Monumento sepolcrale di Baldassarre Cossa-Giovanni XIII. Sotto la lapide é visibile il suo stemma (il primo a sinistra), timbrato dalla tiara pontificia, unitamente a quello di Santa Romana Chiesa (al centro) e di un cardinale della famiglia Cossa che provvide alla sepoltura (a destra).

Doveroso ricordare che, essendo questo antipapa ovviamente ignorato nella successione pontificia, il nome di Giovanni XXIII fu nuovamente scelto dal cardinale Angelo Roncalli quando nel 1958 fu eletto Successore di Pietro.

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Re: COSSA O COSCIA di Napoli

Messaggioda Antonio Pompili » martedì 23 settembre 2008, 11:34

Molto belle queste due foto! :) E personalmente te ne ringrazio caro Ferrante. Avevo da qualche parte nel mio modesto archivio qualche immagine del genere, ma non son riuscito ancora a recuperarla... (devo decidermi :oops: a far un po' di ordine).
Purtroppo però non si riesce a leggere bene lo stemma che - visto che il topic si trova nella sezione "Araldica", e considerato che cleobulo ha fatto una domanda generica sulla famiglia Cossa - possa qui esser di particolare interesse, al di là della pure interessante storia di un illustre rappresentante.
Mi permetto dunque di postare il disegno in bianco e nero che offre di quella triplice rappresentazione araldica D.L. Galbreath a pagina 44 del suo Papal Heraldry (Londra 1972):

Immagine

A pagina 82 ne dà il blasone:
Party fess-wise, in chief gules a human leg (cossa) silver, in base vert three bends silver, all within a border indented gold.

Egli aggiunge però:
"There are however numerous variations, the division of the field shifting from a chief to a base, and on one of his coins the border being engrailed; the leg is also sometimes found gold, and at times the tinctures both of the chief and the base are inverted."

Il Woodward nel suo Ecclesiastical Heraldry (New York 1894) a pagina 161 riporta questo blasone:
Per fess, in chief Gules a human leg proper; in base, Argent, three bends (sinister?) vert; all within a bordure or; (or indented argent and azure)

Per soffermarci ancora un attimo sullo stemma dell'anti-papa Giovanni XXIII, è interessante la nota che dello stemma in Firenze offre il Galbreath, sottolineando - contro il parere di Woodward - che la presenza della sola tiara non indica la realtà di un papa deposto, ma semplicemente esprime l'uso più antico nel timbrare lo stemma papale.

Tornando alla famiglia Cossa in generale, ho trovato alcune infomazioni sull'ottimo sito "Il portale del sud" ( http://www.ilportaledelsud.org/cognomi_c2.htm ) che mi permetto di riportare, nella speranza possano esser di qualche utilità:

COSCIA

Titoli: duca di Paduli

Dimora: Napoli, Torino

Lo storico Scipione Ammirato fa risalire la famiglia dall’isola d’Ischia, e che derivasse dai Cosso di Roma. In Napoli furono signori di Procida, come testimoniato dal Regio Assenso di re Roberto in data 21 marzo 1340 con il quale MARINO acquistò l’isola da Adinolfo da Procida; tale signoria la tennero per cento anni fino a MICHELE VIII, ultimo signore di Procida, al figlio GIOVAN VINCENZO venne tolta la signoria di Procida il 4 maggio 1529 per aver seguito i francesi con la venuta di Lautrech, i suoi discendenti ebbero la signoria di Vairano; BALDASSARE salito al soglio pontificio col nome di papa GIOVANNI XXIII eletto nel 1410 ma rinunciò al pontificato nel 1415. La famiglia possedette i feudi di Sant’Agata dei Goti nel 1585 col titolo di duca, ed il feudo di San Giorgio La Molara. Il casato ricevuto nell’Ordine di Malta per “giustizia” nel 1576 con LUCIO (Archivio Ordine di Malta 4278) e con MARIO stesso anno (Archivio Ordine di Malta 4219), iscritta al patriziato Napoletano nei Seggi di Capuana e di Nido. Il ramo di Benevento, duchi di Paduli, aggregato al patriziato di detta città in persona di CESARE nel 1695 e per i suoi discendenti. NICOLO’ cardinale nel 1725;il casato acquisì la terra di Paduli con privilegio del 22 dicembre 1734 di re Carlo III di Borbone; su questa terra ottennero il titolo di duca il 18 ottobre 1727. BALDASSARRE duca di Paduli ed in seguito al figlio RAFFAELE; CESARE duca di Paduli , vivente nella prima metà del XX secolo.

Concludo con il riportare il blasone che l'amico Maurizio Gorra offre dello stemma Cossa nel suo Habemus Papam (numero speciale di "Cronaca Numismatica" del 2000):

Troncato: nel 1° di rosso, alla gamba recisa d'oro; nel 2° bandato d'argento e di verde. Alla filiera dentata attraversante d'oro.
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Re: COSSA O COSCIA di Napoli

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 23 settembre 2008, 12:10

Uno stemma parlante, com'è ben evidente nella "gambetta" della prima parte del troncato. :wink:

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Re: COSSA O COSCIA di Napoli

Messaggioda Antonio Pompili » martedì 23 settembre 2008, 12:31

Sì! :wink:
Ho pensato or ora a un'altra "gambetta". L'ho vista un mesetto fa in una mia gita a Grottaminarda, in provincia di Avellino.
Lo stemma si trova sull'arco trionfale della chiesa di Santa Maria Maggiore, restaurata in tempi recenti, e splendente del candore dei suoi stucchi barocchi.
Sono andato a pescarlo (stavolta ce l'ho fatta! :) ) nel mio archivio e mi permetto di proporlo alla comune attenzione:
Immagine
Gli smalti non corrispondono al blasone più attendibile di Cossa (Coscia) che conosciamo. Ma potremmo esser in presenza di una di quelle varianti di cui parla Galbreath.
Inoltre non è da escludere una qualche alterazione dello stemma nel suo aspetto orginale a motivo dei restauri.
Ad ogni modo la curiosità mi ha spinto ad una ricerca veloce in internet e in un sito di informazioni turistiche ( http://avellino.agendaonline.it/grottaminarda.htm ) ho trovato questa informazione (alla quale non ero riuscito a risalire nella mia veloce visita in loco):

Gli ultimi signori del luogo fino all’anno dell’abolizione dei diritti feudali (1806) furono Baldassare e Raffaella Coscia.

Forse abbiamo aggiunto una notizia in più sulla famiglia Cossa. :wink:
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Re: COSSA O COSCIA di Napoli

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 23 settembre 2008, 12:51

Toglierei il forse.

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Re: COSSA O COSCIA di Napoli

Messaggioda Antonio Pompili » martedì 23 settembre 2008, 13:06

Grazie della gentile conferma, caro Frate! :wink:
Nel messaggio precedente ho dimenticato di sottolineare che la variante presenta un numero superiore di pezzi del bandato.
E' da notare inoltre (sempre tenendo presente la possibilità di alterazioni causa restauro) che i pezzi assumono un andamento a mo' di palo.
Forse (qui il "forse" credo sia più necessario :wink: ) con questo stemma ha qualche collegamento lo stemma della città di Grottaminarda che, in quello che mi sembra esser il 2° di un trinciato a mo' di troncato, presenta quattro pali d'azzurro.

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Re: COSSA O COSCIA di Napoli

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 23 settembre 2008, 13:26

antonio p. v. g. ha scritto:Grazie della gentile conferma, caro Frate! :wink:
Forse (qui il "forse" credo sia più necessario :wink: ) con questo stemma ha qualche collegamento lo stemma della città di Grottaminarda che, in quello che mi sembra esser il 2° di un trinciato a mo' di troncato, presenta quattro pali d'azzurro.

...eh sì, il forse diventa 8) di rigore...

...specie con questo genere di :| "disegni"...

...ma è meglio non scivolare :oops: fuori tema!

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Re: COSSA O COSCIA di Napoli

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 23 settembre 2008, 15:15

cleobulo ha scritto:Salve a tutti, sono nuovo del forum, sto cercando di contattare studiosi che conoscano la storia della famiglia Cossa di Napoli. Qualcuno può aiutarmi? Grazie


Sono spiacente Sig . cleobulo ma trovo un tantino scorretto postare , in contemporanea , la stessa richiesta in due sezioni dello stesso sito

viewtopic.php?f=3&t=7653

specialmente nei confronti di chi come modestamete il sottoscritto si è presa la briga di documentarsi per dare una risposta alla Sua richiesta di aiuto , ignorando di fornire doppioni di notizie . Mi auguro che la Sua iniziativa sia frutto di inesperienza .
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: COSSA O COSCIA di Napoli

Messaggioda cleobulo » domenica 12 ottobre 2008, 11:49

Grazie mille per le informazioni, io sto cercando però una genealogia completa della famiglia e confidavo in qualche studioso napoletano. Ora spiego il perchè: sembra che un ramo di quest famiglia Cossa fuggi da Napoli per disaccordi con il regime spagnolo e si rifugiò al confine del regno, presso lo stato pntificio, nelle Marche, diocesi di Fermo. Qui cambiarono l'antico nome di Cossa in Sgamba, pur mantenendo l'avito stemma. Ora tutto questo è riportato nel panegirico funerale dell'ultimo discendente, morto nel 1657. La mia ricerca vorrebbe trovare prove documentarie di questa vicenda. Grazie.


Zaccheo ha scritto:Gentile amico/a,
nel porgerle il mio saluto di benvenuto nel forum dell´Istituto Araldico Genealogico Italiano, segnalo (da Wikipedia) alcune salienti notizie biografiche relative ad un importante esponente della famiglia napoletana in questione: Baldassarre Cossa (o Coscia), eletto papa (elezione in seguito non ritenuta legittima e, dunque, considerato "antipapa") con il nome di Giovanni XXIII.

L'antipapa Giovanni XXIII, nato Baldassarre Cossa (Procida, secondo altri Ischia, ca. 1370 – Firenze, 27 dicembre 1419), fu eletto papa dal Concilio di Pisa nel 1410 a seguito della morte di Alessandro V, con il nome di Giovanni XXIII. In seguito fu riconosciuto come antipapa dal concilio di Costanza del 1415, convocato sotto le pressioni dell'imperatore Sigismondo di Lussemburgo e processato.
Apparteneva alla famiglia dei Cossa, signori di Procida e Ischia, legata alla dinastia angioina.
Frequentò l'università di Bologna dove si laureò in diritto e in seguito prese l'ordinazione, probabilmente per seguire il volere della famiglia. La sua carriera ecclesiastica fu rapida grazie agli appoggi influenti dei suoi familiari.
Nel 1402 Papa Bonifacio IX lo nominò cardinale diacono con il titolo di Sant'Eustachio, mentre un anno dopo lo nominava legato in Romagna.
Rafforzò il potere della chiesa nella regione e stabilì un'alleanza con la città di Firenze.
Si impegnò per ricomporre lo scisma d'occidente, cercando di fare da intermediario tra il nuovo papa romano Gregorio XII e l'avignonese Benedetto XIII, ma le sue trattative fallirono, quindi su sua iniziativa fu organizzato un concilio nel 1408 a Pisa.
Fu nel maggio del 1408 quindi che uno dei sette cardinali che abbandonarono Papa Gregorio XII, insieme a quelli che erano obbedienti all'antipapa Benedetto XIII, indissero il Concilio di Pisa, di cui Cossa divenne il capo.
Il finanziamento del concilio di Pisa avvenne tramite i beni dello stesso Cossa e con un aiuto da parte del Comune di Firenze e di Luigi II d'Angiò, che aveva nel Cossa un importante alleato contro il suo rivale Ladislao d'Angiò Durazzo. Il concilio, che si tenne da marzo a giugno 1409, depose i due pontefici e nominò Alessandro V e l'anno dopo, dopo la sua morte il 10 maggio 1410, lo stesso Baldassarre Cossa.
Amico di Giovanni di Bicci de' Medici, fece accedere i Medici all'attività della Camera Apostolica, permettendo al loro Banco di riscuotere le decime e ricavarne una percentuale, un'opportunità che accrebbe notevolmente le fortune finanziarie della famiglia.
Un obiettivo importante per Giovanni XXIII era la riconquista di Roma, occupata dalle truppe di Ladislao, che furono scacciate con Luigi II (12 aprile 1411).
In seguito però il papa perse l'appoggio di Luigi e cercò il sostegno del nuovo imperatore Sigismondo di Lussemburgo, oltre all'appoggio generale dei vari re cristiani, nominando vari cardinali per ciascuno dei regnanti.
Nel 1411, il 29 aprile, Giovanni XXIII convocò un nuovo concilio a Roma per la primavera successiva, già previsto dal Concilio di Pisa. Riuscì a trovare un'intesa con Ladislao di Napoli nel 1412, ma la pace ebbe breve durata e dopo l'apertura del concilio (10 febbraio 1413) dovette chiuderlo solo un mese dopo e riparare a Bologna per l'avvicinarsi delle truppe di Ladislao. Fu scelta allora una nuova sede, Costanza, in territorio imperiale, quindi sotto al giurisdizione di Sigismondo del Sacro Romano Impero.
Il concilio di Costanza si aprì il 1 novembre 1414. L'agosto successivo moriva Ladislao, quindi nel Cossa si riaccese la speranza di rivedere Roma. Nel frattempo il concilio stava prendendo una piega a lui sfavorevole: spinto all'abdicazione, abbandonò Costanza e con la protezione del Duca d'Austria Federico IV d'Asburgo, si rifugiò nel castello di Sciaffusa, poi a Laufenburg e infine a Friburgo.
Questa fuga fece arrabbiare l'imperatore, che si fece consegnare Giovanni XXIII da Federico d'Austria e lo fece imprigionare a Radolfzell vicino a Costanza. Fu quindi processato davanti al concilio e deposto il 29 maggio 1515. Passato nelle mani del conte palatino del Reno Ludovico di Wittelsbach, venne rinchiuso nel castello di Hausen presso Mannheim e poi, dopo una tentata evasione, a Heidelberg.
Nel novembre 1417 venne eletto papa Martino V, il quale iniziò le trattative per la sua liberazione. Venne infine consegnato ai commissari pontifici nell'aprile del 1419, grazie all'intervento di Giovanni di Bicci de' Medici, che pagò per la sua liberazione, attraverso un suo agente, la notevole somma di 30.000 fiorini.
Fu così che il Cossa poté recarsi a Firenze, dove arrivò il 23 giugno 1419 e, vestito come un dottore di legge, si presentò davanti a Martino V riconoscendolo legittimo pontefice.
Per i suoi meriti, il papa concesse al Cossa di rientrare nel Sacro Collegio come vescovo di Tuscolo.
Morì a Firenze il 27 dicembre 1419 e fu sepolto, come da lui richiesto, nel Battistero di Firenze, al quale aveva donato la preziosa reliquia di un dito di San Giovanni Battista (oggi al Museo dell'Opera del Duomo). Per lui fu costruita tra il 1425 e il 1430 la bellissima sepoltura opera di Donatello e Michelozzo.


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FIRENZE (Battistero di San Giovanni) - Monumento sepolcrale di Baldassarre Cossa-Giovanni XIII. Sotto la lapide é visibile il suo stemma (il primo a sinistra), timbrato dalla tiara pontificia, unitamente a quello di Santa Romana Chiesa (al centro) e di un cardinale della famiglia Cossa che provvide alla sepoltura (a destra).

Doveroso ricordare che, essendo questo antipapa ovviamente ignorato nella successione pontificia, il nome di Giovanni XXIII fu nuovamente scelto dal cardinale Angelo Roncalli quando nel 1958 fu eletto Successore di Pietro.

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Re: COSSA O COSCIA di Napoli

Messaggioda angeletti » venerdì 19 dicembre 2008, 9:18

ho informazioni sulla famiglia Sgamba, alias Cossa, trasferitasi nelle Marche. Possiamo scambiarci informazioni.

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Re: COSSA O COSCIA di Napoli

Messaggioda cleobulo » sabato 20 dicembre 2008, 15:35

Salve, sulla famigli Sgamba so tutto, essendo io stesso di Mogliano. Sto cercando di collegare la famiglia a quella Cossa di Napoli per verificarne la presunta origine comune.
Grazie
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