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QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
si arriva in cielo
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antonio p. v. g. ha scritto:Grazie della gentile conferma, caro Frate!![]()
Forse (qui il "forse" credo sia più necessario) con questo stemma ha qualche collegamento lo stemma della città di Grottaminarda che, in quello che mi sembra esser il 2° di un trinciato a mo' di troncato, presenta quattro pali d'azzurro.
si arriva in cielocleobulo ha scritto:Salve a tutti, sono nuovo del forum, sto cercando di contattare studiosi che conoscano la storia della famiglia Cossa di Napoli. Qualcuno può aiutarmi? Grazie
Zaccheo ha scritto:Gentile amico/a,
nel porgerle il mio saluto di benvenuto nel forum dell´Istituto Araldico Genealogico Italiano, segnalo (da Wikipedia) alcune salienti notizie biografiche relative ad un importante esponente della famiglia napoletana in questione: Baldassarre Cossa (o Coscia), eletto papa (elezione in seguito non ritenuta legittima e, dunque, considerato "antipapa") con il nome di Giovanni XXIII.
L'antipapa Giovanni XXIII, nato Baldassarre Cossa (Procida, secondo altri Ischia, ca. 1370 – Firenze, 27 dicembre 1419), fu eletto papa dal Concilio di Pisa nel 1410 a seguito della morte di Alessandro V, con il nome di Giovanni XXIII. In seguito fu riconosciuto come antipapa dal concilio di Costanza del 1415, convocato sotto le pressioni dell'imperatore Sigismondo di Lussemburgo e processato.
Apparteneva alla famiglia dei Cossa, signori di Procida e Ischia, legata alla dinastia angioina.
Frequentò l'università di Bologna dove si laureò in diritto e in seguito prese l'ordinazione, probabilmente per seguire il volere della famiglia. La sua carriera ecclesiastica fu rapida grazie agli appoggi influenti dei suoi familiari.
Nel 1402 Papa Bonifacio IX lo nominò cardinale diacono con il titolo di Sant'Eustachio, mentre un anno dopo lo nominava legato in Romagna.
Rafforzò il potere della chiesa nella regione e stabilì un'alleanza con la città di Firenze.
Si impegnò per ricomporre lo scisma d'occidente, cercando di fare da intermediario tra il nuovo papa romano Gregorio XII e l'avignonese Benedetto XIII, ma le sue trattative fallirono, quindi su sua iniziativa fu organizzato un concilio nel 1408 a Pisa.
Fu nel maggio del 1408 quindi che uno dei sette cardinali che abbandonarono Papa Gregorio XII, insieme a quelli che erano obbedienti all'antipapa Benedetto XIII, indissero il Concilio di Pisa, di cui Cossa divenne il capo.
Il finanziamento del concilio di Pisa avvenne tramite i beni dello stesso Cossa e con un aiuto da parte del Comune di Firenze e di Luigi II d'Angiò, che aveva nel Cossa un importante alleato contro il suo rivale Ladislao d'Angiò Durazzo. Il concilio, che si tenne da marzo a giugno 1409, depose i due pontefici e nominò Alessandro V e l'anno dopo, dopo la sua morte il 10 maggio 1410, lo stesso Baldassarre Cossa.
Amico di Giovanni di Bicci de' Medici, fece accedere i Medici all'attività della Camera Apostolica, permettendo al loro Banco di riscuotere le decime e ricavarne una percentuale, un'opportunità che accrebbe notevolmente le fortune finanziarie della famiglia.
Un obiettivo importante per Giovanni XXIII era la riconquista di Roma, occupata dalle truppe di Ladislao, che furono scacciate con Luigi II (12 aprile 1411).
In seguito però il papa perse l'appoggio di Luigi e cercò il sostegno del nuovo imperatore Sigismondo di Lussemburgo, oltre all'appoggio generale dei vari re cristiani, nominando vari cardinali per ciascuno dei regnanti.
Nel 1411, il 29 aprile, Giovanni XXIII convocò un nuovo concilio a Roma per la primavera successiva, già previsto dal Concilio di Pisa. Riuscì a trovare un'intesa con Ladislao di Napoli nel 1412, ma la pace ebbe breve durata e dopo l'apertura del concilio (10 febbraio 1413) dovette chiuderlo solo un mese dopo e riparare a Bologna per l'avvicinarsi delle truppe di Ladislao. Fu scelta allora una nuova sede, Costanza, in territorio imperiale, quindi sotto al giurisdizione di Sigismondo del Sacro Romano Impero.
Il concilio di Costanza si aprì il 1 novembre 1414. L'agosto successivo moriva Ladislao, quindi nel Cossa si riaccese la speranza di rivedere Roma. Nel frattempo il concilio stava prendendo una piega a lui sfavorevole: spinto all'abdicazione, abbandonò Costanza e con la protezione del Duca d'Austria Federico IV d'Asburgo, si rifugiò nel castello di Sciaffusa, poi a Laufenburg e infine a Friburgo.
Questa fuga fece arrabbiare l'imperatore, che si fece consegnare Giovanni XXIII da Federico d'Austria e lo fece imprigionare a Radolfzell vicino a Costanza. Fu quindi processato davanti al concilio e deposto il 29 maggio 1515. Passato nelle mani del conte palatino del Reno Ludovico di Wittelsbach, venne rinchiuso nel castello di Hausen presso Mannheim e poi, dopo una tentata evasione, a Heidelberg.
Nel novembre 1417 venne eletto papa Martino V, il quale iniziò le trattative per la sua liberazione. Venne infine consegnato ai commissari pontifici nell'aprile del 1419, grazie all'intervento di Giovanni di Bicci de' Medici, che pagò per la sua liberazione, attraverso un suo agente, la notevole somma di 30.000 fiorini.
Fu così che il Cossa poté recarsi a Firenze, dove arrivò il 23 giugno 1419 e, vestito come un dottore di legge, si presentò davanti a Martino V riconoscendolo legittimo pontefice.
Per i suoi meriti, il papa concesse al Cossa di rientrare nel Sacro Collegio come vescovo di Tuscolo.
Morì a Firenze il 27 dicembre 1419 e fu sepolto, come da lui richiesto, nel Battistero di Firenze, al quale aveva donato la preziosa reliquia di un dito di San Giovanni Battista (oggi al Museo dell'Opera del Duomo). Per lui fu costruita tra il 1425 e il 1430 la bellissima sepoltura opera di Donatello e Michelozzo.
FIRENZE (Battistero di San Giovanni) - Monumento sepolcrale di Baldassarre Cossa-Giovanni XIII. Sotto la lapide é visibile il suo stemma (il primo a sinistra), timbrato dalla tiara pontificia, unitamente a quello di Santa Romana Chiesa (al centro) e di un cardinale della famiglia Cossa che provvide alla sepoltura (a destra).
Doveroso ricordare che, essendo questo antipapa ovviamente ignorato nella successione pontificia, il nome di Giovanni XXIII fu nuovamente scelto dal cardinale Angelo Roncalli quando nel 1958 fu eletto Successore di Pietro.
Ferrante
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