La questione merita certamente una riflessione approfondita. E ci si augura che le competenti Amministrazioni (civili e militari) decidano presto di “prenderla di petto”

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Condivido pienamente le argomentazioni del Col. Poli e di altri militari ed ex-militari sull’orgoglio di indossare i propri segni onorifici sulla divisa e sulle possibilità di “lettura” che essi offrono sullo stato di servizio di chi li indossa. Naturalmente tenendo presente che non sempre la quantità prevale sulla qualità (credo che – ad esempio - un singolo nastro blu con banda centrale rossa valga da solo più di tre o quattro file di nastrini di servizio vari).
Sono però più che lecite le osservazioni formulate da alcuni su certi eccessi dei segni indossabili (distintivi di specializzazioni, croci commemorative, decorazioni di organismi internazionali, ecc.), nonché sulle talvolta evidenti duplicazioni che interessano determinate categorie di distinzioni (ad esempio medaglie al valore, croci di merito e medaglie di anzianità per ogni arma e specialità).
Aggiungerei anche la tendenza che negli ultimi anni si sta manifestando, non sempre apparsa proprio indispensabile, di proporre l’istituzione di sempre nuove distinzioni in ogni campo possibile di merito, come ad esempio l’Ordine del Tricolore (continuazione/duplicazione del Vittorio Veneto), la recente Croce d’Onore per Meriti Umanitari (per le vittime in operazioni umanitarie all’estero), o l’Ordine di Tommaso Moro (per i dipendenti pubblici), che oggi farebbe inorridire l’On.le Brunetta… Senza parlare della Croce d’Onore per le Vittime del Terrorismo all’Estero, scaturita da un impulso emozionale momentaneo (quello della strage di Nassiriya) che oggi appare già lontano e… forse un po’ affievolito, e che ci si augura, visti i suoi scopi, non debba tornare ad essere nuovamente conferita nel futuro...
Forse tutte queste nuove proposte avrebbero dovuto meglio tener conto del consistente pacchetto di distinzioni nazionali già disponibili

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Per quanto riguarda i nostri antenati, non sono poi così sicuro che fossero più sobri e meno “pataccari” nell’utilizzo delle loro distinzioni di chi presta servizio oggigiorno.
Due Guerre Mondiali, più varie campagne in Spagna, Libia, Etiopia, Albania ed altre, oltre a varie catastrofi naturali (Messina, Avezzano), per non parlare di decorazioni meno “ufficiali” che si usava indossare (come le varie Croci d’Armata del 14-18, o le decorazioni "politiche" del ventennio), hanno certamente offerto anche nel passato l’opportunità di “allungare le fila” dei propri medaglieri

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P.S. Che ne dite di questa foto del nonno (funzionario statale) in uniforme della "marina svizzera" ?

Qualche nastrino (pochi per la verità) li portava pure lui, che aveva preso parte alla Prima Guerra Mondiale. La sua immagine che però mi ricordo io (naturalmente ormai diversi anni dopo la fine del ventennio), sempre in impeccabile abito civile (borsalino d'inverno, panama d'estate), è quella di un distintivo da invalido di guerra all'occhiello della giacca. L'unica "distinzione" che gli ho mai visto portare...
Comunque, credo che l'uniforme per i dipendenti statali al giorno d'oggi sia veramente un'ipotesi un pò remota

... e poi, sarà che i tempi sono così cambiati, ma francamente non mi ci vedrei proprio...