Riforma sistema premiale militare

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Di che onorificenza si tratta?

Messaggioda adj » mercoledì 13 agosto 2008, 9:42

Cronista di Livonia ha scritto:Anch'io ho una certa tradizione militare in famiglia. Tradizione che a causa di una pessima vista non ho potuto seguire. Mi reputo quindi tendenzialmente pro-militare pur non essendolo.
Proprio perche' sono pro-militare/i mi associo al pensiero di vorrebbe vedere un po' ridotta la foresta di nastrini, medaglie e croci che grondano da taluni petti.


E' quasi esattamente anche il mio caso.

Per precisare il mio pensiero, ritengo che ci sia un eccesso di quantità, che finisce con lo svilire la qualità.
E non solo la qualità di certe decorazioni inflazionate, ma anche di quelle che inflazionate non sono, ma che rischiano di smarrirsi nell'affollamento, rari nantes in gurgite vasto.
adj
 

Re: Di che onorificenza si tratta?

Messaggioda Fulvio Poli » mercoledì 13 agosto 2008, 10:06

ribadendo il piacere che mi da il dialogare con gli illustri Forumisti,

esprimo il convincimento che

le distinzioni conferite da Organizzazioni Internazionali / Regionali non siano "duplicazioni", tali quindi potrebbero essere considerate le commemorative conferite da Paesi stranieri,

Valore di EI e CC NON siano "doppioni", né parimenti il Valore della GdF

i nastrini di specializzazione incarico non siano effettivamente il massimo, si sarebbe potuto certamente fare di meglio, precisando che, contraddicendo le mie stesse parole, non porto che quello del Corso di Stato Maggiore (Scuola di Guerra per intenderci)

le tradizioni elvetiche siano degne di rispetto ma diverse dalle nostre.

la "esistenza in vita" è così chiamata dai nostri ottimi professionisti, che non amano farsi comandare solo per anzianità, bontà loro,

concludendo riferendo un episodio che mi riguarda:

giunto alla prima cerimonia in Grande Uniforme, dopo mesi di comando di gruppo tattico in operazioni e battaglione in Patria, ricordo con commozione e malcelato orgoglio gli sguardi compiaciuti dei Miei Carristi che analizzavano attenti il mio medagliere, nonché i motteggi da Loro rivolti ai commilitoni di altre Unità con comandanti meno pataccari di me.

perdonatemi
Fulvio Poli
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Re: Di che onorificenza si tratta?

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 13 agosto 2008, 11:28

Fulvio Poli ha scritto:ribadendo il piacere che mi da il dialogare con gli illustri Forumisti,

esprimo il convincimento che

le distinzioni conferite da Organizzazioni Internazionali / Regionali non siano "duplicazioni", tali quindi potrebbero essere considerate le commemorative conferite da Paesi stranieri,

Valore di EI e CC NON siano "doppioni", né parimenti il Valore della GdF

i nastrini di specializzazione incarico non siano effettivamente il massimo, si sarebbe potuto certamente fare di meglio, precisando che, contraddicendo le mie stesse parole, non porto che quello del Corso di Stato Maggiore (Scuola di Guerra per intenderci)

le tradizioni elvetiche siano degne di rispetto ma diverse dalle nostre.

la "esistenza in vita" è così chiamata dai nostri ottimi professionisti, che non amano farsi comandare solo per anzianità, bontà loro,

concludendo riferendo un episodio che mi riguarda:

giunto alla prima cerimonia in Grande Uniforme, dopo mesi di comando di gruppo tattico in operazioni e battaglione in Patria, ricordo con commozione e malcelato orgoglio gli sguardi compiaciuti dei Miei Carristi che analizzavano attenti il mio medagliere, nonché i motteggi da Loro rivolti ai commilitoni di altre Unità con comandanti meno pataccari di me.

perdonatemi


Pur considerando anche io corretta un'attenta analisi del sistema italiano attuale, con un possibile sfoltimento di alcuni nastrini e decorazioni, mi ritengo in sintonia con il colonnello Poli. Bisogna trovare una giusta via di mezzo.
Bellissimi i ricordi degli avi di alcuni utenti, ma ricordiamoci anche i molti dipinti e fotografie viste proprio su questo forum dove si possono notare ufficiali con tanti di quei cavalierati da far impallidire i sovietici. Nulla di male, per carità, ma cerchiamo di valutare l'attuale sistema con gli occhi di oggi.
I problema delle qualifiche è sorto solo negli ultimi anni, quando si è deciso di adottare il sistema statunitense. Ricordiamoci che prima dell'attuale sistema si usavano i distintivi metallici ed anche all'epoca c'erano militari molto carichi. Ripeto, sono due modi differenti di vedere la situazione: meglio indossare unicamente qualche cavalierato o medaglia al valore oppure inserire la vita professionale del militare in oggetto?
Le medaglie commemorative hanno la funzione di indicare a quali operazioni il militare ha partecipato e anche un tempo vi erano. Logicamente un tempo c'erano molte più attività e quindi era normale creare un'unica medaglia per l'intera guerra piuttosto che una per ogni sinolo evento. Oggi i teatri di operazione sono minori (anche se negli ultimi anni sono cresciuti) ed è quindi normale che si crei una medalgia anche per fatti meno importanti di una guerra.
Come ho scritto precedentemente, un buon sistema è quello di raggruppare più medaglie commemorative in base al tipo di operazione, come è stato fatto, ad esempio, per quella di ordine pubblico che raggruppa molte attività (Vespri Siciliani, Riace, Forza Paris et cetera). Lo stesso si potrebbe fare per le operazioni all'estero di mantenimento della pace, creando un'unica medaglia commemorativa a cui applicare delle fascette.
Riguardo le medaglie rilasciate da enti sovranazionali quali NATO e ONU, ritengo che sia normale prenderle in considerazione vista la grande importanza che rivestono in ambito internazionale tali organizzazioni.

In definitiva, non mi crea molto disturbo il medagliere a 10 fila: con un colpo d'occhio riesco a capire, più o meno, se è composto da cavalierati fasulli o da medaglie di spessore. Quindi se vedrò un militare con un unico nastrino blu ed uno con 10 fila di nastrini di qualifiche e medaglie commemorative, saprò che il primo ha compiuto un gesto eroico a favore della Patria ed il secondo ha servito la Patria in molte missioni. Serve l'eroe, ma serve anche il militare che quotidianamente compie il suo dovere.
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Re: Di che onorificenza si tratta?

Messaggioda adj » mercoledì 13 agosto 2008, 13:23

Fulvio Poli ha scritto:giunto alla prima cerimonia in Grande Uniforme, dopo mesi di comando di gruppo tattico in operazioni e battaglione in Patria, ricordo con commozione e malcelato orgoglio gli sguardi compiaciuti dei Miei Carristi che analizzavano attenti il mio medagliere, nonché i motteggi da Loro rivolti ai commilitoni di altre Unità con comandanti meno pataccari di me.


Non vorrei parere scortese,
ma qui pare che l'orgoglio del comandante sia mosso dal cattivo gusto dei subordinati.
adj
 

Re: Di che onorificenza si tratta?

Messaggioda adj » mercoledì 13 agosto 2008, 13:25

T.G.Cravarezza ha scritto:Serve l'eroe, ma serve anche il militare che quotidianamente compie il suo dovere.


Ma il fatto di compiere quotidianamente il proprio dovere deve necessariamente comportare 10 fila di nastrini?
adj
 

Re: Di che onorificenza si tratta?

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 13 agosto 2008, 13:57

adj ha scritto:
T.G.Cravarezza ha scritto:Serve l'eroe, ma serve anche il militare che quotidianamente compie il suo dovere.


Ma il fatto di compiere quotidianamente il proprio dovere deve necessariamente comportare 10 fila di nastrini?


Per il dovere quotidiano è già prevista la croce di anzianità, per operazioni particolari e fuori dal quotidiano alle quali si è partecipato, una medaglia commemorativa dell'evento non penso che sia così fuori luogo. Magari, come suggerito più volte, sarebbe opportuno creare un'unica medaglia per le varie tipologie di operazioni anzichè una medalgia per ogni singolo evento, però un piccolo attestato, anche da indossare sull'uniforme, che indichi la partecipazione ad una determinata operazione, non ritengo sia così indecente.

A questo punto propongo un'evoluzione della discussione. Criticare in modo costruttivo è utile, ma lo è ancora di più fornire suggerimenti.
Questo è il link per comporre il proprio medagliere e in cui sono elencati quasi tutti i nastirni in uso nell'esercito ed in altre forze armate: http://www.esercito.difesa.it/root/deco ... VisNas.asp
Propongo ai gentili utenti di indicare quali medaglie, onorificenze, nastrini andrebbero aboliti, quali raggruppati, quali mantenuti.
Insomma, come riformereste l'attuale sistema.
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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda Fulvio Poli » mercoledì 13 agosto 2008, 16:08

non è affatto scortese caro adj,

precisando che, personalmente, in un soldato (vero) non cerco tanto il buon gusto, quanto piuttosto professionalità, un po' di spirito di corpo e, perché no, un pizzico di giovanile spavalderia, anche cattivella.
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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda equites » mercoledì 13 agosto 2008, 16:57

Gentili Signori,

come forse sarà emerso dai miei interventi anche io sono un militare in congedo (appartengo alla schiera citata di quei tenenti degli anni '90 con quasi più nastrini che anni di servizio) ed anche io sono l'ultimo discendente (per ora) di una famiglia che ha dato i natali a molti militari, ufficiali in armi diverse, anche in corpi armati preunitari.

Poichè altre volte sul Forum, così come nella vita reale, ho difeso la categoria dei militari, ora vorrei spezzare una lancia per la categoria degli "sforbiciatori", facendo un esempio personale. Poichè ho partecipato alla missione in Somalia, indosso il relativo nastrino più la relativa medaglia della NATO. Orbene, la seconda in effetti è stata distribuita a mani basse e la indossano regolarmente anche i postini dell'esercito americano. Nulla di male in questo (o nel contribuire al corretto funzionamento dell'imponente e per noi fantascientifica logistica statunitense!), ma io credo che ci sia una qualche differenza tra un militare italiano, che in certi giorni era fortunato se gli tiravano "solo" una bomba a mano, ed un postino che al massimo rischiava una ramanzina se aveva perso una scatola di biscotti dal Kansas!
Tenterò di spiegarmi meglio: in Italia un ufficiale di un reparto operativo che indossi quel nastrino (o quello della missione in Afganistan ecc.) non deve dimostrare altro: chi sbircia sopra il taschino della sua divisa ha già capito tutto (o dovrebbe aver aver capito...).
A quel punto, tanto per fare un altro esempio, indossare un nastrino che dimostri il superamento del corso d'ardimento o quello del corso NBC (per carità, lo so bene cosa significa, li seguiti anche io) a che serve, se già indossi le mostrine d'appartenenza di un reparto operativo dove le nozioni imparate durante questi corsi le applichi quasi tutti i giorni? Ovvero se hai dimostrato di essere sufficientemente "ardito" e/o pronto a resistere ad attacchi non convenzionali da poter "operare" almeno per un mese a mogadiscio o a herat?

Inoltre, colleghi ed ex colleghi militari, non nascondiamoci dietro un dito! Quanti sono i militari che si sono affacciati su questo Forum per sapere se quel particolare pezzo di stoffa colorata si poteva indossare, se no perchè non veniva emessa apposita circolare, se si dove si poteva comprare ecc. ecc.?
Recentemente è stato citato l'ennesimo ordine farlocco (anzi, farlocchissimo!!): citazione/richiesta di informazioni da parte di un militare per un'organizzazione in cui il 50% dei "dignitari" italiani sono militari!!

Insomma: ONORE a tutti gli italiani che, in ogni ambito, indossano con orgoglio la loro DIVISA! E giusto anche il legittimo orgoglio di lavorare al fianco (o sotto il comando) di uomini che possono dimostrare il loro valore attraverso le decorazioni indossate (è un orgoglio che ho provato anche io quando un Incursore divenne comandante del mio battaglione...).
Ma ammettiamo che una seria ed approfondita discussione sulle decorazioni che la suddetta divisa può e/o deve ospitare è, a mio parere, assolutamente necessaria.
"...e per rincalzo il cuore"
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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda Cronista di Livonia » giovedì 14 agosto 2008, 4:08

Buongiorno,

vorrei aggiungere una piccola errata ed una considerazione derivante da ulteriore esperienza personale.

1. L'errata - mi e' stato fatto notare che per i Donatori di sangue (categoria assolutamente benemerita) non esiste alcun nastrino, decorazione od altro. Devo essermi confuso rimembrando qualche discussione su questo forum od altri oppure facendo un tutto con la medgalia dei Benemeriti della Salute Pubblica.
Si noti per favore che molte delle categorie da me elencate nel precedente esempio sono composte per la totalita' od almeno per la maggioranza da persone benemerite o comunque lige al loro lavor. Non era come non e' mia intenzione svilire nessuna categoria professionale o associazione, Ordine od altro ancora, quello che mi premeva era sottolineare come fosse facile affollare anche vesti, giacche, giubbe ed altro di non-militari.

2. La considerazione personale - sono un dipendente pubblico con oltre 20 missioni di servizio all'estero alle mie spalle, vero che molte di queste sono state brevi 10-15 giorni, ma tutte per il bene della Patria, dovrei essere anch'io tra coloro che dispongono di nastrini commemorativi, no ? Potrei mettere sulla mia bella giacca grigia, vicino alla elegante pochette, 20+ miniature, no ?
Che effetto farebbero ? Temo triste.
Comprendo che un militare possa leggere il curriculum altrui con un solo colpo d'occhio, ma questa possibilita' non si limita al solo ambito militare. Alle 20 misisoni posso aggiungere laurea, corso post-laurea, corsi di lingua, corso specialistico, missioni prolungate, ecc ecc. Pero' da dipendente civile dello Stato tutte queste cose stanno nel mio fascicolo (riservato) nell'Ufficio del personale e non sulla mia giacca, anche se potrebbero servire persino nel mio mestiere (infatti il nostro CV viene valutato da chi di dovere in varie occasioni).

Ripeto che la mia posizione in materia e' quella di trovare una via per dare maggiore risalto (il giusto risalto direi) alle cose di grande valore (Decorazioni al Valore, Ordini Cavallereschi et similia) e non gia' crocifiggere questa o quella categoria.
Cordialmente,

Il Cronista di Livonia
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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda Luigi Scafati » giovedì 14 agosto 2008, 8:20

Gentili tutti, è interessante notare come il binomio “militari-nastrini” susciti così di frequente questa quasi irrefrenabile voglia di parlarne. Pur comprendendo i due diversi punti di vista che in buona sostanza hanno diviso coloro che sono intervenuti in “sfoltisti” e “previsti” (passatemi i poco felici termini virgolettati), mi pare che la lettura della questione sia un’altra. La causa si questa contrapposizione di partiti, secondo me, va ricercata non tanto in ambito normativo o nel più generico senso del buon gusto, ma piuttosto a livello intimo-genetico-antropologico in ognuno di noi. In molti interventi si nota, tra le righe, una sorta di malanimo interiore che pervade il soggetto quando è consapevole della propria impossibilità di esteriorizzare i propri segni d’onore in maniera così frequente come invece accade a chi possiede lo status di militare (come me). Penso cioè che in molti (per carità non tutti) “soffrano” a causa di questa chiara supremazia “esteriorizzatrice” dei militari. E dico molti poiché oramai le discussioni/topic riconducibili alla faccenda binomiale di cui sopra sono così tante da risultare… imbarazzanti (le medaglie del 2 giugno, le medaglie in piazza di Siena, i recenti attacchi all’amico Lupo, le qui presenti “stoccate” al Col. Poli, solo per fare degli esempi). Insomma non verrei essere tacciato di pressappochismo o di demagogia ma ho la netta e chiara impressione che, in maniera molto banale, tutto possa essere ricondotto alla simpatica e sempre attuale parabola della volpe e dell’uva.
Quanto scritto solo per riferire un’intima e personale sensazione o chiave di lettura, se vogliamo anche semplicistica (o qualcuno dirà di parte), dell’intera diatriba.

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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda Fulvio Poli » giovedì 14 agosto 2008, 10:21

interessanti le considerazioni espresse dagli ultimi a intervenire

riguardo a equites, esprimo una perplessità, credo che faccia riferimento alla medaglia ONU per la Somalia e non NATO, precisando che per le commemorative delle NU sia obbligatorio mettere piede in teatro, mentre per quelle USA basta il supporto anche in Patria

non sono uno sfoltitore, tuttaltro, mi reputo un amante della libretta e del rispetto assoluto dei regolamenti, basterebbe poco per essere a posto

riguardo al caro Cronista, il problema sarebbe presto risolto se si desse ai pubblici dipendenti, ai Servitori dello stato, una bella uniforme, sulla quale apporre tutti i segni distintivi, atti a dare lustro al cursus honorum del singolo

un saluto a luigi scafati, alla volpe e all'uva


Buona Festa dell'Assunta
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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda Cronista di Livonia » giovedì 14 agosto 2008, 11:01

Caro Confratello Colonello,

Ti ringrazio per la splendida offerta di proporre anche per gli altri servitori dello Stato norme che permettano di mostrare il loro CV con molti splendidi nastrini.

Personalmente pero' gia' mi trovo in imbarazzo quando devo mettere sul frac (sullo smoking, contrariamente ad una modrna prassi, metto una sola rosetta e basta) un paio delle poche decorazioni che ho (a quale dare la precdenza? certo magari dovrebbe essere quella, ma anche quell'altra non starebbe male e poi vi sono molto affezionato...), temo che poter disporre di oltre venti nastrini per missioni all'estero ed un'altra mezza dozzina o piu' per titoli di studio, competenze specifiche e similia sarebbe troppo per la mia povera persona sia fisicamente (non ho il fisico erculeo di certi moderni appassionati di palestra) che moralmente (mi sentirei un filo troppo vanitoso).
Comunque ancora grazie ed un caro saluto,

Il Cronista di Livonia
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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda Fulvio Poli » giovedì 14 agosto 2008, 12:07

caro Confratello Cronista

grazie e a presto
Fulvio Poli
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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda Elmar Lang » giovedì 14 agosto 2008, 12:23

Salve,

il collega Scafati tocca il problema con arguzia e spirito. Penso che, nelle linee generali, non sia lontano da colpire nel segno se vogliamo ridurre la questione all'aspetto volpe-uva: quello che a Venezia è noto anche come "vorìa ma no posso".

Però, scherzi a parte, secondo il mio punto di vista, il problema del sistema premiale (non solo militare a questo punto) è più serio di quello che potrebbe apparire dalle nostre chiacchierate sul Forum. Così com'è è ridondante, eccessivo e svilente. Le decorazioni devono essere tali e non rappresentative di un curriculum vitae. In altre parole, mi pare banale che -tra militari- ci si "riconosca" attraverso i nastrini ("...dunque... ha fatto questo, è qualificato per quello, è andato laggiù... toh, e cos'è quel nastrino azzurro con la stellina?..."); oppure che la distinzione di un militare venga apprezzata più dal numero dei suoi nastrini che dall'effettivo loro significato di "Onore e Merito".

Non voglio tirare stoccate a nessuno, non ho invidia verso alcuna categoria e, per ragioni prettamente famigliari, mi sento in dovere di difendere la categoria militare. Proprio per questo io mi accanisco affinché gli "Onorifici Distintivi" tali siano e ben definiti, senza finire annegati in un mare di nastrini rappresentativi di qualifiche che senza danno ad alcuno possono restare nello stato di servizio.

Di questo passo, permettetemi, non corriamo il rischio di apparire come i peraltro decorativi Marescialli dell'URSS (non voglio fare il paragone con Bokassa), ma corriamo bensì il rischio di sembrare "Generalissimi delle Giovani Marmotte".

Quanto all'uniforme per i funzionari pubblici civili, non dimentichiamo che essa esistette durante il ventennio: chi la vestiva ebbe il nomignolo di "Marina Svizzera". E come abbiamo visto, gli Svizzeri portano poco o punto onorificenze... e saremmo daccapo.

Con i saluti più cordiali,

Elmar Lang

P.S.: sono andato a vedere il sito dell'Esercito, di cui ci è stato fornito il link: ho così potuto prendere visione di tutti i vari nastrini. Però ho anche letto (copio-incollo): "Sovrano Militare Ordine di Malta Ordine di S.Giovanni di Gerusalemme, Rodi o Malta" accanto al nastrino dello SMOM. E qui, quasi quasi mi cadono le braccia. Il problema è che assai probabilmente -senza offesa- chi a suo tempo "riformò" il sistema delle onorificenze delle FF.AA., di faleristica ne aveva una conoscenza assai limitata.
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
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Re: Riforma sistema premiale militare

Messaggioda Mario Volpe » giovedì 14 agosto 2008, 15:13

La questione merita certamente una riflessione approfondita. E ci si augura che le competenti Amministrazioni (civili e militari) decidano presto di “prenderla di petto” :wink: .
Condivido pienamente le argomentazioni del Col. Poli e di altri militari ed ex-militari sull’orgoglio di indossare i propri segni onorifici sulla divisa e sulle possibilità di “lettura” che essi offrono sullo stato di servizio di chi li indossa. Naturalmente tenendo presente che non sempre la quantità prevale sulla qualità (credo che – ad esempio - un singolo nastro blu con banda centrale rossa valga da solo più di tre o quattro file di nastrini di servizio vari).
Sono però più che lecite le osservazioni formulate da alcuni su certi eccessi dei segni indossabili (distintivi di specializzazioni, croci commemorative, decorazioni di organismi internazionali, ecc.), nonché sulle talvolta evidenti duplicazioni che interessano determinate categorie di distinzioni (ad esempio medaglie al valore, croci di merito e medaglie di anzianità per ogni arma e specialità).
Aggiungerei anche la tendenza che negli ultimi anni si sta manifestando, non sempre apparsa proprio indispensabile, di proporre l’istituzione di sempre nuove distinzioni in ogni campo possibile di merito, come ad esempio l’Ordine del Tricolore (continuazione/duplicazione del Vittorio Veneto), la recente Croce d’Onore per Meriti Umanitari (per le vittime in operazioni umanitarie all’estero), o l’Ordine di Tommaso Moro (per i dipendenti pubblici), che oggi farebbe inorridire l’On.le Brunetta… Senza parlare della Croce d’Onore per le Vittime del Terrorismo all’Estero, scaturita da un impulso emozionale momentaneo (quello della strage di Nassiriya) che oggi appare già lontano e… forse un po’ affievolito, e che ci si augura, visti i suoi scopi, non debba tornare ad essere nuovamente conferita nel futuro...
Forse tutte queste nuove proposte avrebbero dovuto meglio tener conto del consistente pacchetto di distinzioni nazionali già disponibili :(
Per quanto riguarda i nostri antenati, non sono poi così sicuro che fossero più sobri e meno “pataccari” nell’utilizzo delle loro distinzioni di chi presta servizio oggigiorno.
Due Guerre Mondiali, più varie campagne in Spagna, Libia, Etiopia, Albania ed altre, oltre a varie catastrofi naturali (Messina, Avezzano), per non parlare di decorazioni meno “ufficiali” che si usava indossare (come le varie Croci d’Armata del 14-18, o le decorazioni "politiche" del ventennio), hanno certamente offerto anche nel passato l’opportunità di “allungare le fila” dei propri medaglieri :)

P.S. Che ne dite di questa foto del nonno (funzionario statale) in uniforme della "marina svizzera" ?

Immagine

Qualche nastrino (pochi per la verità) li portava pure lui, che aveva preso parte alla Prima Guerra Mondiale. La sua immagine che però mi ricordo io (naturalmente ormai diversi anni dopo la fine del ventennio), sempre in impeccabile abito civile (borsalino d'inverno, panama d'estate), è quella di un distintivo da invalido di guerra all'occhiello della giacca. L'unica "distinzione" che gli ho mai visto portare...
Comunque, credo che l'uniforme per i dipendenti statali al giorno d'oggi sia veramente un'ipotesi un pò remota :D ... e poi, sarà che i tempi sono così cambiati, ma francamente non mi ci vedrei proprio...
Si Deus nobiscum quis contra nos
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