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antonio_conti ha scritto:Buongiorno, avrei un quesito da proporre.
Tutti abbiamo presente la classica forma del (o della) rovere in molte armi di famiglie italiane. Stilizzata con grandi foglie e frutti (perché si capisca bene di quale pianta si tratta), il tronco più o meno nodoso, i rami passati in doppia croce di S. Andrea, spesso sradicata.
Esatto.
Così descritta, d’oro in campo azzurro, è l’arma dei Della Rovere (di Torino e quindi di Savona che dai primi la mutuarono), ma è anche la rappresentazione della quercia per eccellenza nell’araldica italiana?
Sì, è una delle figure araldiche tipiche della nostra tradizione.
Per quanto mi risulta le numerose armi che contengono questa figura così caratteristica, l’hanno derivata (direttamente o indirettamente) dai Della Rovere savonesi, per tramite dei cardinali e dei papi rovereschi, o per concessione dei duchi di Urbino, a partire dall’ultimo trentennio del Quattrocento. Ferruccio Ferruzzi nella sua comunicazione “Caratteri storici dell’araldica italiana” al XXIII Congresso internazionale di scienze genealogica e araldica (Torino 1998), notò: “l’esistenza di alcune figure tipiche come la quercia dai rami decussati”. La mia domanda è questa. La tipicità riscontrata da Ferruzzi è realmente tale, nel senso che la classica rappresentazione della quercia araldica in Italia è quella, oppure la tipicità non deriva in realtà dall’amplissima diffusione diretta e indiretta dell’arma roveresca?
Le due cose non sono separate fra loro.
Esistono, per quanto risulta a voi, armi con quella figura araldica che non derivano direttamente o indirettamente dai Della Rovere torinesi e savonesi? A me è capitato tra le mani solo il caso dei Roverella, ma le mie fonti sono limitate, e i Roverella forse non sono gli unici. Chissà poi se per i potesi i Roverella non siano stati influenzati dall’arma roveresca nel disegno della quercia nel loro stemma?
Antonio Conti
si arriva in cieloantonio_conti ha scritto:Gentile fra’ Eusanio, dunque la quercia rappresentata in questo modo potremmo definirla “all’italiana” così come sono definiti i caratteristici monti stilizzati di tante armi di famiglie del nostro Paese?
In un certo senso sì, sebbene l'appellativo (a differenza di come accade per i monti all'italiana) non rientri nell'uso blasonico.
A quanto le risulta non si tratta di una influenza, foss’anche stilistica, derivante da un’arma che dai papi rovereschi, o dai duchi di Urbino, è “dilagata” un po’ ovunque?
Potrebbe... ma c'è anche il discorso estetico: la figura si presta bene ad essere resa negli stemmi, e in specie sotto le abili mani dei nostri artisti, a prescindere da chi la usa.
Certamente fuori contesto “roveresco” io ho in mente il nuovo stemma araldico dei Carabinieri con un capo che (se non fosse per il leone illeopardito passante d'oro) io scherzosamente definirei “Della Rovere brisato”, perché immagino (credo giustamente) che il dottor Michele D’Andrea si sia ispirato ad uno degli stemmi rovereschi o di derivazione roveresca per mutare il disegno della vecchia quercia di foggia più naturale precentemente utilizzata nell’arma. Scherzi a parte… Se lei potesse indicarmi qualche arma diciamo extra-roveresca le sarei molto grato. Grazie in anticipo, dunque!
Antonio Conti
si arriva in cielo
si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:Cardinale Francesco Poli (Stemma documentato in Spoleto, datato 1647: tre monti all'italiana affiancati, i laterali cimati ognuno da un rovere).
si arriva in cieloantonio_conti ha scritto:Gentile Tuccimei,
ringrazio anche lei per aver voluto richiamare una precedente discussione, avvenuta in un periodo nel quale non ebbi modo di frequentare il Forum.
Più tardi, con calma leggerò quanto avete detto all'epoca.
Ancora grazie
Antonio Conti
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Giusto, caro Michele: lo stemma è esattamente lo stesso.![]()
E, sul Cardinale Partino, credo che se qualche amico umbro avesse voglia di fare un salto ad Assisi, macchinetta digitale alla mano...![]()
Benevalete
antonio_conti ha scritto:...una gita ad Assisi ci sta sempre bene!... Dovrò fare una visita alla Sezione dell'Archivio di Stato a Gubbio, potrei allungare un po' il tragitto.
Se potessi sapere dove trovare lo stemma del cardinale Partino...
Antonio Conti
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