Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 

Fra' Cesare da Serravalle ha scritto:Sono debitore di una indicibile emozione al Sig. Antonio P.V.G. per avere proposto la straordinaria immagine dello stemma di Mgr Bélin, mirabile e luminosa sintesi araldica della professione di San Cirillo, quella divina ipostasi sancita a Calcedonia: d’azzurro, alla mano benedicente di carnagione, uscente in palo da una nube d’argento, movente dalla linea del capo, attraversante su un nimbo d’oro, crociato patente di rosso. Quest’ ultima figura, allusiva alla divinità del Cristo, è attraversata dalla mano bendicente di carnagione, manifestazione della natura umana di questi ma direttamente promanante dalla nube, manifestazione sensibile di Dio. Straordinario!
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
Fra' Cesare da Serravalle ha scritto:L’immagine della mano, qui non benedicente, uscente da una nuvola di rosso (o d’oro) trova un suo corrispettivo nell’altro bell’esemplare presentato dal Sig. Zaccheo

Zaccheo ha scritto:Grazie, frate Cesare, per averci ricordato le differenze esistenti, anche in araldica, tra le "nubi" e il "nimbo" (o aureola). Nello stemma in questione, tuttavia, mi sembra di scorgere che detta mano esca più da una presenza energetico-luminosa dai colori oro e rosso (e, dunque, assimilabile ad un nimbo dai contorni sfumati) che da una nube (tra l'altro, solitamente raffigurata al "naturale"). E' un'interpretazione:potrei sbagliare.
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 

QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
si arriva in cielo

Zaccheo ha scritto:Non ricordo da quale manufatto iconografico l'arcivescovo Bruno Forte abbia mutuato le figure del suo stemma.

Visitano il forum: Nessuno e 8 ospiti