Ribadisco: questo topic ha preso una piega “strana” e poco comprensibile, in un luogo, com’è un forum, in cui si discute e ci si confronta. Comprese le presunte offese ricevute, che io non vedo da nessuna parte!!
Premesso uno dei principi fondamentali della ricerca è che bisogna discutere e non dare tutto per già conquistato ed assodato, perchè nessuno è depositario della verità, in nessun campo, mi pare che certe considerazioni sarebbe preferibile farle in modo diretto e chiaro, senza irridere alle opinioni degli altri per affermare le proprie, e sostenendole direi...scientificamente, ancora di più se “scientifici” lo si è di professione....
Ho avuto difficoltà inizialmente a comprendere la premessa e, mi creda miss Hompesch, l’ho letta e riletta già dal primo momento che è apparsa.
Poi, nel corso della discussione, specialmente in seguito al favore che ha accordato alle ordinate e pacate parole di Sigillum1, si è chiarito che lei abbia inteso gettare una pietra nello stagno del linguaggio blasonico “tecnico” e non in quello “divulgativo” al quale, in verità, sembrava alludere con quegli esempi sulla sua passeggiata davanti ai portali stemmati e davanti alle vetrine dei Musei...
Vorrei allora, partendo da questo presupposto, fare alcune considerazioni che mi vengono spontanee da quando ho cominciato ad occuparmi di Araldica e ad avvicinarmi a questo mondo che disconoscevo e che ho conosciuto anche grazie a questo forum. Siccome sono abituata per formazione accademica e anche per mestiere a non accettare acriticamente le nuove situazioni in cui mi trovo e a pormi domande su ciò di cui mi occupo per giungere ad una mia visione scientificamente “sistematica” delle cose, mi sono ricavata un mio schema riassuntivo della situazione dell’Araldica oggi, che non dovrebbe discostarsi molto dalla realtà e se lo fosse, vi prego segnalatelo.
1) l'Araldica non è disciplina "regolamentata" e accademicamente riconosciuta, non ha una sua metodologia acclarata da alcun organismo di ricerca o accademico, né, tanto meno, ha un linguaggio tecnico che sia stato concepito nel seno delle Istituzioni della ricerca.
2) In assenza di un riconoscimento accademico cos’è l’Araldica come disciplina oggetto di studio?
L’araldica è frutto di studi, per così dire “consuetudinari” e pratici, che però si praticano ormai da secoli da parte di persone dotate di cultura storica, artistica, iconografica.
Chi sono gli Araldisti?
Sono coloro che di stemmi si sono sempre occupati e che oggi
costituiscono, per questa disciplina, il solo termine di paragone e riferimento per tutti gli altri studiosi! Ma c’è una differenziazione tra di essi: Araldisti veri sono solo quelli che ciò hanno fatto con criterio, cioè basando sul dato oggettivo i loro studi, seguendo sempre la metodologia scientifica della ricerca storica ed artistica (l’Araldica non è altro che un settore dell’Arte), che può essere applicato a qualsiasi disciplina accessoria della Storia, e che abbiano affidato alle stampe le loro ricerche.
Mi pare che gli Araldisti dello I.A.G.I. appartengano a questa schiera a pieno titolo!!
3) Il linguaggio dell’Araldica è un linguaggio settoriale, e come tale comprensibile appieno solo dagli addetti ai lavori, come capita con qualunque altra disciplina!!
Chi ha stabilito questo linguaggio tecnico?
Ma certamente chi questa disciplina ha praticato per anni, e potrei dire secoli, cioè gli Araldisti, alla stessa stregua degli inventori di qualsiasi linguaggio tecnico!
4) E veniamo al dunque: si è evoluto il linguaggio araldico? Alcuni, mi pare di capire, dicono di no.
Io non sono d’accordo: a me non sembra che il linguaggio araldico non si sia evoluto nei secoli. E dovrà continuare a farlo, come lo fanno tutti i linguaggi, tecnici o parlati che siano! Anche se in certi casi alcuni termini o alcune espressioni sono uguali a quelle di un secolo fa (ma in tutti i linguaggi c'è sopravvivenza lessicale), tuttavia si è andati sempre via via sfrondando ed aggiornando il lessico.
Chi segue i vari topic di Araldica, sa che proprio da questo forum si sta creando un nuovo linguaggio blasonico, adattato alle esigenze di un nuovo linguaggio anche grafico. E lo ha ben ricordato Sigillum1 a proposito del termine capriolo usato per lo scaglione!
In Archeologia lo chiamiamo chevron...pensate un po’, quale visitatore di un Museo lo capirebbe mai?.. e non mi dite che l’Archeologia non è una scienza e che il suo linguaggio è obsoleto..
Potrei sbagliarmi, ma questo topic a tratti mi sembra proprio

un processo contro questo forum per non essere aperto agli aggiornamenti, e la cosa mi meraviglia molto, visto che ciò che traspare è tutt’altro!
Ditemi se

sto sbagliando...
Carmina litterae non dant panem...
...sed...
Deus nobis haec otia fecit (Verg. Buc. I)