da alfabravo » venerdì 14 dicembre 2007, 20:32
Sulla vita di Hitler è steso il velo dell’ignoto e dell’incertezza. Ciò è dovuto all’oscurità della sua storia familiare e ancor di più allo sforzo costante di Hitler di celare la propria vita. Hitler non solo era un uomo senza passato, ma per paura delle proprie origini tentò di cancellarne ogni traccia. Quelli che si mettevano alla ricerca delle tracce del suo passato e i possibili testimoni lo inquietavano profondamente. Quando nel 1930 era ormai una figura di interesse nazionale, i tentativi di far luce sulle sue ascendenze lo irritarono. “Questa gente non deve sapere chi sono, Non devono sapere da dove vengo e da quale famiglia discendo”. Una lapide commemorativa che un Gauleiter troppo zelante aveva fatto affiggere su una casa a Spital “in cui il Fuhrer aveva vissuto durante la sua giovinezza” provocò uno dei suoi famosi attacchi d’ira. Nulla che non coincidesse con la leggenda da lui stesso diffusa doveva accennare agli oscuri retroscena familiari e alle fasi successive della sua vita. Dopo l’ingresso delle truppe in Austria fece assassinare Reinhold Hanisch che conosceva dai tempi dell’ospizio per poveri di Vienna, come aveva fatto anche con padre Stempfle, suo assistente nella stesura di Mein Kampf.
Chi in questa presunta autobiografia cercasse le origini e la carriera politica di Adolf Hitler incontra solo leggende e autogiustificazioni.
La storia della famiglia di Hitler ci conduce nell’angustia del Waldviertel, l’altopiano boschivo della bassa Austria tra il Danubio e il confine boemo, per perdersi presto in un groviglio di incesti e di origini illegittime. Hitler era nato il 20 aprile 1889 a Braunau, cittadina di confine sull’Inn, quarto figlio del terzo matrimonio del funzionario doganale Alois Hitler. Sia il nome che le origini del padre restano oscuri. Adolf Hitler che più tardi avrebbe chiesto ai suoi sudditi un’attestazione della loro stirpe e discendenza ariana, non seppe mai chi fosse stato suo nonno e non seppe se per caso fosse stato di “sangue ebreo”.
Il cognome Hitler è possibilmente di origine ceca e rimanda al Waldviertel dove si può documentare la presenza di più famiglie di cognome Hiedler e Huttler. Ma ciò non dice ancora nulla sulle origini del padre di Adolf Hitler. Infatti questi, nato con il nome Alois Schickelgruber, assunse solo a trentanove anni il cognome Hitler, dopo che sua madre, la domestica Maria Anna Schickelgruber era morta già da ventinove anni e che il suo secondo marito, l’apprendista mugnaio Johann Georg Hiedler, era morto anch’egli da diciannove anni. Questa legittimazione a posteriori venne richiesta dal fratello di Johann Georg, Johann Nepomuk, che fece però protocollare a un prete di paese, ingenuo o comprensivo, che non lui ma suo fratello Johann Georg era il padre del suo “figlio adottivo” quasi quarantenne. Il funzionario doganale Alois Schickelgruber ritenne che una tale “correzione” fosse doverosa per la sua carriera o comunque per la buona reputazione del “padre adottivo”. Maria Schickelgruber probabilmente aveva concepito Alois in città e cinque anni dopo la sua nascita nel 1842 aveva sposato Johann Georg Hiedler, affidando però nello stesso anno suo figlio al fratello di quest’ultimo, il contadino Johann Nepomuk Huttler
Né Adolf Hitler né suo padre vivevano con il loro vero cognome, anche se l’apprendista mugnaio Johann Georg Hiedler così come suo fratello, il contadino Johann Nepomuk Huttler, potrebbero essere entrambi padri del padre di Hitler, Alois Schickelgruber. Successive supposizioni hanno fatto discutere anche su un terzo nome, e cioè quello di un ebreo di Graz, tale Frankenberger, nelal cui casa lavorava Maria Schickelgruber come domestica quando rimase incinta.
Voci sul presunto “sangue ebreo” nelle vene di Hitler giunsero fino ai vertici della dirigenza nazionalsocialista e Hans Frank, avvocato di Hitler e della NSDAP e successivamente Governatore Generale di Polonia, riferì durante il processo di Norimberga circa alcune lettere a scopo di estorsione di un figlio del fratellastro di Hitler, Alois, che nel 1930 alludeva per cenni a “certe circostanze precise” nella storia della famiglia di Hitler. Le ricerche informali che egli condusse su commissione di Hitler, avrebbero anche prodotto indizi su una possibile paternità di Frankenberger. Heinrich Himmler nel 1942 mise la Gestapo su queste tracce senza tuttavia arrivare ad un risultato tangibile ed eventualmente utilizzabile nell’ambito delle lotte di potere del regime. Ricerche più recenti hanno messo in dubbio l’affermazione di Frank, ma sulla reale identità del nonno di Hitler non poterono mai essere fornite prove certe. Ma non è la dimostrazione definitiva delle origini di Hitler ciò che interessa, bensì l’incertezza su di esse che, a quanto sembra, egli non riuscì mai ad eliminare.
Uomo irrequieto, Alois Hitler si era sposato tre volte e non teneva in gran conto al fedeltà coniugale. Mentre era ancora in vita la prima moglie, attendeva un figlio dalla futura seconda moglie e mentre era ancora in vita la seconda moglie, attendeva un figlio dalla futura terza, Klara Polzl, la madre di Adolf, che aveva già vissuto dagli Hitler come domestica. Per il loro matrimonio prima doveva essere chiesta la dispensa ecclesiastica, perché Klara Polzl, più giovane di ventitre anni, che veniva anch’essa da Spital, dopo che Alois Schickelgruber aveva cambiato cognome in Hitler, era diventata sua nipote, almeno secondo la legge
Ritter