Dogana delle pecore in puglia

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Dogana delle pecore in puglia

Messaggioda Scudiero » lunedì 19 novembre 2007, 15:42

Salve a tutti,

ricerco informazioni e materiale sulla "Dogana delle pecore in Puglia".

GL
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Re: Dogana delle pecore in puglia

Messaggioda L.A.S. » lunedì 19 novembre 2007, 16:38

Scudiero ha scritto:Salve a tutti,

ricerco informazioni e materiale sulla "Dogana delle pecore in Puglia".

GL


Salve. Consiglio di consultare due volumi fondamentali. Il primo è quello di un ex-archivista dell'Archivio di Stato di Foggia, che si è interessato della materia, e segnatamente PASQUALE DI CICCO, Censuazione ed affrancazione del Tavoliere di Puglia, (Quaderni della Rassegna degli "Archivi di Stato", 32), Roma 1964. Il secondo contributo è quello dello storico JOHN A. MARINO, L'economia pastorale nel Regno di Napoli, a cura di Luigi Piccioni, (L'altra Europa), Guida, Napoli 1992. Specifici saggi e articoli sull'argomento sono stati scritti, in contesti e in anni diversi, dallo storico abruzzese RAFFAELE COLAPIETRA. Le basterà consultare il Sistema bibliotecario nazionale, alla voce degli autori citati, per sapere dove reperire i volumi, peraltro facilmente rintracciabili nella maggior parte delle biblioteche pubbliche statali.
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Messaggioda vdaurelio » lunedì 19 novembre 2007, 17:36

Caro scudiero,
dimmi eventualmente cosa ti serve perchè ho qualcosa di davvero molto interessante.
Saluti cari
Vincenzo DAurelio
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Messaggioda Scudiero » lunedì 19 novembre 2007, 17:50

Cerco di ricostruire la storia della mia Famiglia - FIORE - che partiti da Manfredonia e poi Foggia, lungo i tratturi si mossero in abruzzo. Sto scrivendo a tal proposito un libro sulla mia famiglia ed ogni informazione circa quel periodo è bene accetta.
Ti ringrazio molto
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Messaggioda vdaurelio » lunedì 19 novembre 2007, 18:00

Caro scudiero,
sappi che su questa falsa riga ho quasi terminato di scrivere il libro della mia famiglia d'Aurelio. Anche io ho ipotizzato lo spostamento di queste genti dall'Abruzzo verso il Salento lungo i tratturi.
Per questo motivo, ritengo che dovresti leggere "Per l'intelligenza del Sistema doganale" del Rosati dove è scritta la storia della Regia Dogana della Mena delle Pecore di Capitanata sino alla seconda metà del Settecento. Io ho una copia digitale.
Mi piacerebbe che confrontassimo le nostre supposizioni ed eventualmente scambiarci un po' di notizie, sempre su questo forum, in modo che il mio lavoro ed il tuo possano completarsi a vicenda.
Saluti cari.

P.s. se mi dai l'email ti invio il testo
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Messaggioda Scudiero » lunedì 19 novembre 2007, 18:41

Certamente.
Ti ho inviato un messaggio; sto aspettando dall'archivio di stato di Foggia una copia di un documento in merito a qquesti spostamenti di un mio avo.
Non appena mi arriva te lo faccio avere se vuoi.
Ciao.

Scudiero.
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Re: Dogana delle pecore in puglia

Messaggioda L.de Bellis » lunedì 19 novembre 2007, 22:02

Scudiero ha scritto:Salve a tutti,

ricerco informazioni e materiale sulla "Dogana delle pecore in Puglia".

GL


Preg.mo Scudiero,

legga e si procuri anche per le ricerche di Famiglia

-Lo Stato politico ed Economico della Dogana delle pecore-N.F. de Dominicis-Flauto-Napoli 1871.

l'Archivio del Tavoliere delle Puglie -Inventario- P. de Cicco e de Musto 1975.

La Capitanata dalla pastorizia al capitalismo agrario -M-Magno-1975.

Il libro rosso della Città di Foggia-de Cicco.

Cordialità

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Messaggioda renatocampofreda » lunedì 19 novembre 2007, 22:46

Gent.mo Sig.de Bellis,ho letto tra i libri da Lei elencati a proposito della transumanza attraverso i tratturi,il titolo di un volume,che ho individuato con Google,"La Capitanata dalla pastorizia al capitalismo agrario".Ho cercato di avere notizie del libro in questione,ma non sono approdato a nulla.Nell'antrprima che si legge su Google,digitalizzando il cognome,si evidenzia il nome del mio antenato Nazario Campofreda,solo non so il contesto nel quale viene citato,visto che con la transumanza non aveva a che fare.Non potrebbe consigliarmi come trovare il libro in questione,almeno per leggere il passo che mi interessa?Grazie .Saluti.Renato Campofreda.
I nostri Avi vivono attraverso la nostra memoria
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Messaggioda L.de Bellis » martedì 20 novembre 2007, 8:46

renatocampofreda ha scritto:Gent.mo Sig.de Bellis,ho letto tra i libri da Lei elencati a proposito della transumanza attraverso i tratturi,il titolo di un volume,che ho individuato con Google,"La Capitanata dalla pastorizia al capitalismo agrario".Ho cercato di avere notizie del libro in questione,ma non sono approdato a nulla.Nell'antrprima che si legge su Google,digitalizzando il cognome,si evidenzia il nome del mio antenato Nazario Campofreda,solo non so il contesto nel quale viene citato,visto che con la transumanza non aveva a che fare.Non potrebbe consigliarmi come trovare il libro in questione,almeno per leggere il passo che mi interessa?Grazie .Saluti.Renato Campofreda.


Preg.mo Sig. Campofreda,

ho dato uno sguardo a questo libro nell'aiutare un amico della Famiglia Antonelli molti anni fa, se non sbaglio alla Biblioteca nazionale Sagarriga Visconti Volpi - via Pietro Oreste, 45 - 70123 BARI - tel. 080/2173111 - fax 080/2173444 - e-mail: visconti@librari.beniculturali.it oppure in Biblioteca per la cultura e per le arti Santa Teresa dei Maschi - già Biblioteca provinciale De Gemmis - strada Lamberti, 4 - 70122 BARI - tel. 080/5210484 - fax 080/5213142-080/5249738 - e-mail: b_degemmis@hotmail.com - pomes@poloterradibari.it.

Con la Dogana avevano a che fare le Famiglie proprietarie di greggi e i funzionari, altri non so, a meno che la sua Famiglia era proprietaria di Masserie in Terra di Puglia e a tal proposito le riporto una nota riferita a Masserie strutture e funzioni e Dogana delle Pecore.

In un primo momento l’indirizzo gestionale delle masserie era molto diversificato. Alcune avevano una preminente vocazione zootecnica, in relazione anche ai crescenti flussi di bestiame transumante, richiamato nel Barese, nel Foggiano e nel Tarantino dalla istituzione della Dogana della Mena delle Pecore, voluta dal Re aragonese Alfonso il Magnanimo . Nacquero così le Masserie di Pecore, ma anche di vacche e di maiali.
Un discorso a parte meritano le masserie equine, gestite in regime di monopolio dallo Stato.
Infatti in un primo momento l’indirizzo gestionale delle Masserie era molto diversificato,alcune avevano come tipologia una vocazione esclusivamente zootecnica(della Madonna,di S. Martino ,di Pagnotta, del Purgatorionel mio territorio) dette Masserie di Pecore (ove si allevava la Pecora Gentile di Puglia) per la lavorazione casearia e la produzione di carne e lana, ma anche di vacche e maiali.
In altre Masserie dette Regie (M. del Regio, M. S. Nicola),già ai tempi di Federico II,con amministrazione e governo proprio ,erano aziende statali specializzate finalizzate all’inserimento dello Stato nella rete dei commerci internazionali, si selezionava la razza bovina podolica oppure si selezionavano le sementi.

Molte masserie divengono di proprietà regia, regolate da particolari statuti (fra cui la "Costitutio...super massariis curiae" di Federico II e lo "Statutum massariarum" di Manfredi). Nel 1443, con la riorganizzazione della "Dohana Menae Pecudum" voluta dal re Alfonso d'Aragona, le masserie divengono punti strategici per la gestione della produzione agricola, ma soprattutto del traffico del bestiame soggetto a transumanza.

Istituite dette aziende agricole nelle Difese, aree escluse dalla fruzione pubblica, site una volta nelle Terre Universali, si allevavano anche vacche ,tori e buoi di razza,utilizzati in agricoltura anche per arare in coppia (il paricchio),spesso usati anche come unità di misura.

Una menzione a parte merita la Masseria Regia Equina detta Cavallerizza o Aratia, gestita dal Monopolio di Stato in periodo Aragonese,ove si selezionavano le razze equine per uso militare e da lavoro,vedi la nascita del Cavallo delle Murge, dal cavallo denominato Conversano o Napolitano.
I Conti di Conversano dedicarono passione e competenza nell’allevamento di dette razze equine.
Altre ancora dette Masserie da Campo, avevano l’indirizzo cerealicolo-zootecnico (di de Bellis,di Poli,di Ciacci,di Panicelli ecc.) ove la coltivazione di cereali e leguminose nei parchi, e di olive e mandorle nelle chiusure e nei chiusi, ove una adeguata recinzione di muretti a secco impediva l’ingresso di pecore e di cinghiali. Le coltivazioni servivano al diretto sostentamento delle famiglie coltivatrici e del popolo,ma non si disdegnava l’allevamento di api e colombi .

Certo di fare cosa gradita rendo la nota.

Lorenzo Longo de Bellis
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Messaggioda vdaurelio » martedì 20 novembre 2007, 10:09

Caro Sig. Campofreda,
è possibile, come dice il preg.mo Lorenzo De Bellis, che il suo antenato potesse essere un funzionario della Dogana delle Pecore. In particolare questi "funzionari" erano attivi presso il Tribunale della Regia Dogana delle Mena delle Pecore che fu istituito per dirimere le continue diatribe che intercorrevano tra agricoltori e pastori transumanti. Spesso questi funzionari non avevano nulla a che fare con masserie, pecore o possedimenti ma venivano nominati direttamente dalla corte ed erano persone ovviamente importanti o semplicemente nobili.
Ho estrapolato due righe dal GIUSEPPE ROSATI - "Per la intelligenza del Sistema Doganale" in la CAPITANATA - Rassegna di vita e di studi della Provincia di Foggia e Bollettino della Biblioteca Provinciale anno 1994.

"In tale stato di morbosa situazione il re Alfonso col suo Francesco
Montluber, dopo di avere stabilita l’amministrazione che abbiamo esposta, cercò di allettare di nuovo gli armentari con regolamenti cotanto saggi, che poi le felici conseguenze ne dimostrarono la solidità degli stessi. Promise ed accordò agli armentarj la sicurezza da ogni molestia, la rifazione de’ danni, che o naturalmente loro avvenissero o per malizia umana; accordò dippiù la protezione speciale a’ pastori, le franchigie, l’esenzione da’ pesi e quello che più dimostra la sua special cura, eresse un Tribunale, che dovesse giudicarli, come il tutto si rileva dalla patente spedita a Francesco Montluber, che ne fu il primo Doganiere colla data del 1 Agosto 1447…..Questo tribunale doganale non ebbe nel principio di sua fondazione un luogo fisso. Vi sono alcuni, i quali si danno a credere che il sistema doganale si fosse istituito prima di Alfonso circa un secolo a tempi del re Roberto e che questo sovrano l’abbia fissato a Foggia. Checché ne sia di questa opinione, egli è certo però che ne’ tempi di Alfonso si trovava stabilito ora in Lucera, ora nella Serra Capriola, ed ora in S. Martino. Ne’ tempi poi di Ferdinando I fu stabilito a Foggia nell’anno 1468, e sebbene dopo tale epoca avesse sofferto questo tribunale altra mutazione di luogo, pur tuttavia fu di nuovo ristabilito a Foggia, a provvisioni della R.a Camera spedite a 16 settembre 1564. In questo tribunale il capo rappresentante era un Doganiere, che ne’ tempi posteriori si mutò in un Presidente togato della R.a Camera, ed il quale dovea giudicare di tutte le controversie appartenenti agli armentari. In aggiunto al doganiere un giudice col nome di Uditore e due Credenzieri che rappresentavano il Fisco. Questo metodo si mantenne fin che l’augusta memoria di Carlo III ne mutò qualche cosa. I due credenzieri nel 1736 furono aboliti ed in loro vece fu surrogato un Avvocato Fiscale. Prosperando sotto auspici cotanto felici la nostra Puglia, l’ampla facoltà concessa a questo tribunale, fece un sì prodigioso richiamo di affari nel medesimo, che le provvide cure del nostro umanissimo sovrano, che Dio sempre feliciti, coll’ultima determinazione del 1788 crebbe di un secondo Uditore il tribunale, affinché il disbrigo degli affari fosse più sollecito..."


Saluti cari
Vincenzo DAurelio
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Messaggioda vdaurelio » martedì 20 novembre 2007, 10:11

Caro Scudiero,
grazie per l'attenzione attendo il documento al mio indirizzo email.
Cari saluti
Vincenzo DAurelio
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Messaggioda rosetano » martedì 20 novembre 2007, 13:07

caro sig scudiero
oltre a dare una attenta occhiata ai libri che, mi permetto di darti del tu, ti sono stati giustamente consigliati, aggiungi anche "la ragion pastorale" di Stefano di Stefano, tuttavia l'esame bibiliografico dell'argomento è del tutto insufficiente, se il tuo interesse è la ricerca di componenti della tua famiglia all'interno del sistema doganale, e quindi non puoi prescindere dalla ricerca archivistica che va fatta soprattutto a Foggia, dove ci sono gli " squarciafogli" ossia gli elenchi di tutti i possessori di bestiame che entravano in dogana, almeno a partire dalla fine del '500, oltre ad una gran mole di documenti; e poi anche a Napoli.
Ovvio che tu debba prima sapere cosa cercare, se tra gli ufficiali o tra i possessori di bestiame.
Buona ricerca!
rosetano
 
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Messaggioda vdaurelio » martedì 20 novembre 2007, 13:21

Benissimo Rosetano,
questo non lo sapevo. Infatti stavo cercando di trovare qualche informazione in merito all'esistenza o meno di un elenco dei pastori che traversavano la dogana.
Grazie infinite.
Vincenzo DAurelio
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Messaggioda rosetano » martedì 20 novembre 2007, 14:45

un altro consiglio
presumendo che Foggia non sia la tua città e dovendo fare i conti con gli orari dell'archivio, al fine di ottimizzare i tempi preparati con precisione periodo di riferimento e nomi da cercare, altrimenti il tempo scorre come nemmeno immagini...
ciao
rosetano
 
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Messaggioda rosetano » mercoledì 21 novembre 2007, 10:37

un'ultima cosa, che credo possa esserti utile: prima di addentrarti nelle carte di archivio, per circoscrivere meglio l'indagine, cerca di conoscere dalle fonti bibliografiche, quale fosse orientativamente la locazione di destinazione di coloro che provenivano dalla località di origine, perchè una volta inscritti in una locazione, gli allevatori erano tenuti a tornare sempre nella medesima locazione.
ciao
rosetano
 
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