Caccia allo stemma....

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini

Caccia allo stemma....

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 12 settembre 2007, 17:57

In considerazine del livello culturale dell'eletto, nutro importanti aspettative in ordine allo stemma che l'Arcivescovo eletto Tit.di Villamagna di Proconsolare, Mons. Gianfranco Ravasi, ha adottato...
Non essendo stato assegnato ad una diocesi è difficile sperare di reperirne l'insegna sulla rete...

Le mie ricerche hanno ottenuto lcome unico 'unico risultato il motto che il Prelato ha scelto "Annunzia la Parola"... e ciò aumenta le aspettative...

Qualcuno ha maggiori informazioni?

La "caccia" è aperta!
Avatar utente
nicolad72
Moderatore Forum Ordini Cavallereschi
 
Messaggi: 11124
Iscritto il: lunedì 30 ottobre 2006, 18:29

Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 26 settembre 2007, 19:06

Mi è capitata tra le mani un'immagine dello stemma di Mons. Ravasi. Ma evito di postarla perchè alcuni smalti non sono ben definiti. Attendiamo di poter aver un'immagine migliore.
Nel frattempo posso dire che le figure da lui scelte sembrano in stretta vicinanza con il motto adottato. Come non immaginare del resto nello stemma di un noto biblista la presenza di un libro aperto e caricato dell'alfa e dell'omega, come quello incontrato nello stemma di Mons. Cancian recentemente discusso?

Comunque il motto "Annunzia la Parola" è dedotto dalla seconda lettera di San Paolo Apostolo a Timoteo (4,2): "Annunzia la parola, insisti a tempo e fuori tempo, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina". Si tratta dunque del primo di una serie di imperativi che indicano l'attività propria di ogni evangelizzatore (e quindi di un vescovo in primo luogo).
Il verbo kerysso utilizzato nel testo greco originale compare solo qui nell'intera lettera (come pure considerando le altre due lettere "pastorali", la prima a Timoteo e la lettera a Tito). E' il verbo dell'attività missionaria dell'Apostolo Paolo (e quindi di chiunque voglia esser apostolo del Vangelo), indicativo del primo annunzio della fede (il kerygma).

E' interessante notare - guardando l'intera citazione da cui il Vescovo eletto Gianfranco Ravasi ha desunto il suo motto - che le caratteristiche fondamentali dell'intervento di un pastore "pazienza", "magnanimità" (makrothymia) e solidità di dottrina (didachè), sono ricordate nel rito della Consacrazione episcopale, nel momento in cui al neo-ordinato, prima che sia rivestito delle insegne pastorali, viene consegnato dal Vescovo consacrante il Libro dei Vangeli: "Annunzia la Parola con grandezza d'animo e dottrina".

Rimaniamo dunque nell'attesa di poter vedere una buona immagine dello stemma dell'Arcivescovo Gianfranco Ravasi per poter commentarla insieme.
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
Avatar utente
Antonio Pompili
Amministratore
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: mercoledì 21 marzo 2007, 17:23
Località: Roma

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » mercoledì 26 settembre 2007, 21:27

Immagine

Caccia terminata: con un buon motore di ricerca si trova (quasi) tutto :wink: .

Stemma piuttosto complesso ed inusuale nell'inquartato per un prelato italiano (nei paesi germanici o anglosassoni si inquarta ma per unire lo stemma della diocesi). I diversi simboli dei primi tre quarti forse potevano essere ben armonizzati anche in una composizion unica.
L'ultimo quarto con spada e api, a mio avviso, fa un po' troppo "araldica napoleonica" da conte dell'Impero.

Il disegno è sobrio e di gusto classico, senza essere un capolavoro, ci salva dalle pessime cose che, talvolta, si osservano nell'araldica ecclesiastica.

FJVT

P.S. Si può supporre che il pigmento dorato abbia riflesso la luce dello scanner e l'oro appare... nero. Attenzione :D!
«Ich bin das Wilde, Dumpfe, das man schlug,
Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
G. Kolmar
Avatar utente
Franz Joseph von Trotta
 
Messaggi: 1664
Iscritto il: martedì 2 dicembre 2003, 13:57

Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 26 settembre 2007, 22:02

Caro Franz Joseph,
si tratta proprio dell'immagine con "alcuni smalti non ben definiti" di cui sopra parlavo, e che avevo evitato di postare in attesa di qualcosa di meglio. 8)
Ma, visto che forse molti aspettavano con impaziente curiosità di vedere questa arma novella, forse hai fatto bene a sottoporla alla pubblica conoscenza dei cari colleghi e amici. :)

Tuttavia convien aspettare per la certa definizione delle parti che appaiono in nero. Sicuramente stiamo parlando di metallo scurito dalla scannerizzazione, ma per qualche punto o figura dello scudo potremmo esser davanti all'argento e non necessariamente all'oro. Penso al campo del 3°, dove forse tre fasce ondate d'azzurro meglio si sposerebbero con l'argento (sembra ci sia lì del resto uno scuro "meno scuro" rispetto a quello del 2°), e alla spada, o almeno alla lama, presente nel 4°.

Comunque lo stemma nel suo complesso non mi dispiace affatto. Una cosa è sicura: lo scudo è riempito da figure di indiscutibile sapore araldico. :o
E a una prima analisi mi sembra che, a parte il chiaro significato del libro aperto e caricato dell'alfa e dell'omega cui avevo accennato, anche le altre figure possano ruotare attorno al tema della predicazione della Parola espresso chiaramente dal motto. Direi che anche le api accostate alla spada potrebbero richiamare il "lavoro" (San Paolo parla più volte in questi termini) della predicazione della Parola che la Lettera agli Ebrei (4,12) definisce "spada a doppio taglio", simbolo che del resto è stato assunto come uno dei richiami figurativi all'Apostolo delle genti.

Speriamo dunque, di poter avere oltre a una immagine ben definita dello stemma anche un commento dello stesso titolare. :wink:
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
Avatar utente
Antonio Pompili
Amministratore
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: mercoledì 21 marzo 2007, 17:23
Località: Roma

Re: Caccia allo stemma....

Messaggioda FML » mercoledì 26 settembre 2007, 22:03

nicolad72 ha scritto:In considerazine del livello culturale dell'eletto, nutro importanti aspettative in ordine allo stemma che l'Arcivescovo eletto Tit. di Villamagna di Proconsolare, Mons. Gianfranco Ravasi, ha adottato....

Un'importante attesa, caro Nicola, condivisa da molti....ed ora :P sorprendentemente soddisfatta dalla visione dello stemma arcivescovile scelto da S.E. Mons. Gianfranco Ravasi, rintracciato e postato dal :wink: bravo Franz Joseph.

Finalmente :mrgreen:!!

Alle rispettabilissime opinioni del nostro scopritore (sulle quali in parte convengo), sono convinto che presto si unirà il commento simbolico-esegetico di un caro amico.... :D

Grazie per l'anteprima!

Cordialmente,
Ferrante
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
Avatar utente
FML
 
Messaggi: 2252
Iscritto il: domenica 7 agosto 2005, 22:51
Località: Roma

Messaggioda FML » mercoledì 26 settembre 2007, 22:06

Già :shock: :shock: :shock: fatto!!!????

Antonio, sei semplicemente....straordinario :D!!

Ferrante
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
Avatar utente
FML
 
Messaggi: 2252
Iscritto il: domenica 7 agosto 2005, 22:51
Località: Roma

Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 26 settembre 2007, 22:30

Grazie a te carissimo Ferrante per aver pensato subito (e benevolmente :oops:) a me. :)
Del resto, tra amici è normale e bello che sia così! Grazie davvero! :wink:

Ma prima di azzardare altre ipotesi, oltre che avanzare un tentativo di blasonatura, converrà aspettare l'immagine con tutti gli smalti.

Una cosa tuttavia mi meraviglia molto già da ora. Il colore rosso di quel libro (sempre che lo smalto in questione corriponda realmente a ciò che appare)! Davvero inusuale! Ho notato che un libro caricato della prima e dell'ultima lettera dell'alfabeto greco è molto "di moda" tra gli stemmi dei vescovi italiani (ne ho presenti almeno una decina con questa figura, ma saranno anche di più...). Ma il più delle volte si incontra un libro d'oro o d'argento.

Senza dubbio il riferimento biblico di questo simbolo è individuabile nei testi dell'Apocalisse, dove la formula "Io sono l'Alfa e l'Omega" viene posta sulle labbra di "Colui che siede sul trono", cioè di Dio (1,8; 21,6), e alla fine sulle labbra di Cristo (22,13). L'uso della prima e dell'ultima lettera in questi passi dell'ultimo libro del canone biblico, secondo il procedimento letterario del "merismo" indica, a partire dagli estremi, la totalità: si indica il principio e la fine, l'inizio e il compimento di tutto. Tutta la creazione e tutta la storia umana sono fra quegli estremi, e sono dunque sotto la benevolenza dell'Eterno e dell'Infinito.
Si capisce come un oracolo come questo in cui Dio parla in prima persona, sia diventato naturalmente sfondo di un simbolo (non certamente usato solo in campo araldico) - quello del libro caricato delle famose lettere - che richiama la Parola di Dio (o di Cristo) con la sua forte vitalità e perenne attualità.

Quanto al rosso qui usato, forse sarà una sottolineatura della passione o ardore con cui la Parola va annunciata. Del resto la stessa divina parola nel libro del profeta Geremia è presentata nei termini di un fuoco ardente (Ger 5,14; 23,29), con tutto il ricco significato di illuminazione e purificazione che il fuoco sta a richiamare.
Ma qui già andiamo al campo delle ipotesi non meglio dimostrabili fino a quando non si conoscano i famosi desiderata del titolare. :wink:
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
Avatar utente
Antonio Pompili
Amministratore
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: mercoledì 21 marzo 2007, 17:23
Località: Roma

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » giovedì 27 settembre 2007, 8:11

antonio p. v. g. ha scritto:Caro Franz Joseph,
si tratta proprio dell'immagine con "alcuni smalti non ben definiti" di cui sopra parlavo, e che avevo evitato di postare in attesa di qualcosa di meglio.
(...)
Speriamo dunque, di poter avere oltre a una immagine ben definita dello stemma anche un commento dello stesso titolare. :wink:


Ah ecco... :( Beh attendiamo il meglio se si troverà ma, a parte i dettagli dei metalli - che poco tolgono alla comprensione dello stemma - si può ammirare l'emblema.

Si, la mia impressione nel rivederlo questa mattina cambia poco; l'inquartato con tanti simboli può togliere, nelle piccole dimensioni in cui spesso "si usano" questi emblemi, una chiara leggibilità. Ma come scrive Antonio, sono tutte figure araldiche e per uno stemma, coi tempi che corrono, non è poco.

L'ultimo quarto, nato certamente da riferimenti religiosi, ricorda davvero i "quarti di funzione" degli stemmi napoleonici: i baroni militari dell'Impero avevano il quarto franco di rosso alla spada d'argento, spada che abbinata nello stemma del novello arcivescovo alle celebri api d'oro dell'Empereur richiama davvero un che' di bonapartista, e, volendo, c'erano a disposizione i più appropriati quarti franchi per "conti-vescovi" dell'Impero e "baroni vescovi" dell'Impero! :D

Scherzi a parte è una suggestione di cui ne sarà consapevole solo qualche araldista esperto... Mons. Ravasi può stare tranquillo, la sfumatura napoleonica non la vedrà nessuno :D.

FJVT
«Ich bin das Wilde, Dumpfe, das man schlug,
Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
G. Kolmar
Avatar utente
Franz Joseph von Trotta
 
Messaggi: 1664
Iscritto il: martedì 2 dicembre 2003, 13:57

Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 27 settembre 2007, 9:11

Hai ragione caro Franz Joseph, una simile sfumatura (ma forse sarebbe meglio parlare di una sorta di "parallelo", essendo il termine "sfumatura" indicante una caratteristica interna all'oggetto osservato) non è percepibile dai più. Io per primo :oops: non ci avrei mai pensato. E anzi ti sono grato per una simile nota storico-araldica di cui non sapevo niente. :)

Credo sia d'altra parte più probabile che chi ha un minimo di confidenza con i testi biblici possa intravedere in quel quarto i "riferimenti religiosi" di cui ho provato a dire qualcosa e ai quali tu stesso hai fatto cenno. Mi sembra che il pregio del complesso figurativo di questo stemma, al di là della possibilità (che il più delle volte è im-possibilità) di cogliere totalmente e precisamente il pensiero e lo scopo del titolare, sia una buona percettibilità del generale ambito simbolico-biblico-teologico di riferimento, espresso poi a chiare lettere dal motto: la predicazione della Parola.

In questo senso vorrei far i miei più vivi complimenti all'ordinando (ancora ad oggi) Arcivescovo Ravasi, perchè questo stemma è davvero espressione visiva delle sue rinomate capacità di comunicazione del messaggio biblico, di dialogo inter-disciplinare e di confronto inter-culturale. :P
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
Avatar utente
Antonio Pompili
Amministratore
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: mercoledì 21 marzo 2007, 17:23
Località: Roma

Messaggioda FML » giovedì 27 settembre 2007, 10:59

Franz Joseph von Trotta ha scritto:l'inquartato con tanti simboli può togliere, nelle piccole dimensioni in cui spesso "si usano" questi emblemi, una chiara leggibilità. Ma come scrive Antonio, sono tutte figure araldiche e per uno stemma, coi tempi che corrono, non è poco.

Gentili amici,
in attesa di conoscere i desideri araldici dell'illustre titolare dello stemma, mi permetto di avanzare un'ipotesi relativa alla scelta di inquartare lo scudo e di inserire in ognuno dei quarti una singola figura.
Ritengo, infatti, che la possibilità che si aveva di armonizzare alcuni simboli in un'unica composizione, così come condivisibilmente proposto dal caro Franz Joseph, abbia trovato difficoltà di riscontro in considerazione dell'autonomia simbolica intrinseca alle figure stesse.
Una scelta, dunque, certamente ben pensata....anche se causa di poca leggibilità in previsione di uno stemma di ridotte dimensioni.

Debbo dire, infine, che anche a me colpisce particolarmente l'ultimo quarto dello stemma: ho l'impressione, retaggi napoleonici a parte (v. http://www.cnicg.net/arnap.asp ), che sia foriero di un significato molto eloquente ed a me caro....penso ad alcune immagini tratte dai Salmi in cui l'azione di Dio è definita forte come "una spada a doppio taglio" e dolce e nutriente come il miele.

Cordialmente,
Ferrante
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
Avatar utente
FML
 
Messaggi: 2252
Iscritto il: domenica 7 agosto 2005, 22:51
Località: Roma

Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 27 settembre 2007, 13:43

Ottimo accostamento, caro Ferrante! Molto pertinente. :)

Della Parola di Dio come miele si parla effettivamente in 119,103: Quam dulcia faucibus meis eloquia tua super mel ori meo. Qualcosa del genere lo troviamo affermato dal Sal 19,11 per i "giudizi" (ebr. mishpatim) del Signore, che possiamo comunque considerare sinonimo di "parole", "detti" (con evidente sottolineatura del valore morale e dell'aspetto giudiziario della parola divina). Anche nell'autoelogio che fa di sè la Sapienza nel libro del Siracide torna un simile paragone (Sir 24,20).
Un simbolismo gustativo davvero eloquente! L'assaporare, il gustare la Parola di Dio è un'immagine cara ad Ezechiele che nel suo secondo racconto di vocazione (cc. 2-3) è invitato a sentire il sapore del libro della profezia (con un parallelo neotestamentario in Ap 10,8-11).
Una Parola dolce, saporosa, che dà gusto alla vita!

Ma, come ricorda l'altra immagine, quella della spada, anche una parola efficace, tagliente. Richiamavo più sopra questo simbolismo espresso in chiare note dalla Lettera agli Ebrei. [Attenzione, non nei Salmi, dove la spada se usata come metafora per la parola, indica sempre la parola umana con la sua capacità di colpire e ferire: Sal 55,22; 57,5; 59,8; 64,4]. Una immagine del genere torna anche nella visione cristologica con cui si apre la rivelazione all'Apostolo Giovanni nel libro dell'Apocalisse (Ap 2,12). Si richiama qui la capacità giudiziaria di questa parola, davanti la quale l'uomo è chiamato a una scelta (cf Gv 12,48 ). San Paolo chiama la Parola "spada dello Spirito" (Ef 6,17). Le immagini usate dall'autore della lettera agli Ebrei ("fino all'intimo dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla") sono immagini per descrivere la potenza della Parola di Dio, che opera nel più intimo del cuore umano e ne mette a nudo i pensieri e i sentimenti più nascosti.

Quella da te operata caro Ferrante è un'associazione molto significativa di due immagini bibliche utilizzate in testi (e contesti) assai diversi tra loro ma per indicare la stessa realtà. E potrebbe pure corrispondere al pensiero del titolare dello stemma.

Io mi ero limitato invece a intravedere un messaggio simbolico di insieme già chiaramente delineato in qualche testo biblico dove, cioé, l'idea di "lavoro" è già accostata all'annuncio della Parola. Le api (classico simbolo araldico per indicare la laboriosità), rappresentate nel nostro stemma accanto alla significativa spada, mi avevano fatto pensare a questa dimensione. Si parla dell'evangelizzazione in questi termini "lavorativi" in vari testi del NT (Gv 4,38; Lc 10,7; 1Tm 5,18; 1Cor 9,16...).

Come tu stesso ricordi dobbiamo conoscere i desideri araldici dell'illustre titolare dello stemma. Ma mi rende comunque felice veder confermato il mio pensiero circa la facile individuazione dell'ambito simbolico generale, legato al tema della predicazione. :wink:
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
Avatar utente
Antonio Pompili
Amministratore
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: mercoledì 21 marzo 2007, 17:23
Località: Roma

Messaggioda giuseppe.q » giovedì 27 settembre 2007, 15:04

Complimenti... ai cacciatori di stemmi :wink:
Cmq per i signori araldisti di questo onorevole forum :wink: puntualizzo alcune cose:

:shock: Il sole è d'oro su campo d'azzurro;
:shock: il libro dei vangeli di rosso è posto su un campo d'oro e le :shock: lettere Alfa e Omega sono in argento;
:shock: nel terzo d'argento e le onde di azzurro
:shock: nel quarto di rosso, Api d'oro e spada d'argento.

Sono solo indicazioni datemi.

Buon lavoro.

Giuseppe
DATUM IN NOSTRO PALATIO VICTORITI
Avatar utente
giuseppe.q
 
Messaggi: 328
Iscritto il: lunedì 14 agosto 2006, 16:22
Località: Sardegna - Abruzzo

Messaggioda Tilius » giovedì 27 settembre 2007, 16:07

...purtroppo il "metallizzato", sia esso oro o argento, sotto l'abbagliante quanto impietosa luce dello scanner diventa tutto nero... :roll:
Маурицио Тигльери
Immagine
Avatar utente
Tilius
Amministratore
 
Messaggi: 13094
Iscritto il: mercoledì 25 aprile 2007, 19:35
Località: Gefürstete Grafschaft Tirol

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 27 settembre 2007, 18:42

antonio p. v. g. ha scritto:una simile sfumatura (ma forse sarebbe meglio parlare di una sorta di "parallelo", essendo il termine "sfumatura" indicante una caratteristica interna all'oggetto osservato) non è percepibile dai più.

...indubbiamente, ma...

...Napoleone lasciatelo riposare in pace dov'è...

...almeno fin quando non sarà chiaro che Monsignor Ravasi abbia effettivamente voluto collegarsi all'effimero sistema araldico del Còrso!

Se un collegamento in tal senso ci doveva essere, beh... :roll:

...la fantasia dell'araldica napoleonica offre innumerevoli altri spunti migliori di una spada e due api...

...anche se son cose che pochi sanno, come è stato detto...

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 27 settembre 2007, 22:43

Caro Frate,
con la mia sottolineatura circa la differenza tra "parallelo" e "sfumatura" intendevo dire proprio qualcosa di simile alla tua raccomandazione circa la necessità 8) di non andar a disturbare il riposo dell'uom fatale di manzoniana celebrazione, come il riposo del sistema araldico da lui stabilito.
Dall'esterno si possono fare tutti i paralleli che si vuole. Le sfumature invece sono interne ad un oggetto, in questo caso a uno stemma: e quelle se ci sono le ha volute il titolare. In questo senso una sfumatura napoleonica ben difficilmente è leggibile nello stemma di Mons. Ravasi. Almeno io non ce la vedrei (a parte la mia confessata ignoranza circa certi particolari dell'araldica napoleonica). Poi, tutto è possibile!
Del resto, per ovvie ragioni, mi è stato molto più naturale muovermi alla ricerca di riferimenti simbolici di ben diverso genere... :wink:
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
Avatar utente
Antonio Pompili
Amministratore
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: mercoledì 21 marzo 2007, 17:23
Località: Roma

Prossimo

Torna a Araldica / Heraldry



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 3 ospiti