Angeli, Cherubini e Serafini

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 2 settembre 2007, 8:23

antonio p. v. g. ha scritto:Potremmo forse parlare in questo caso di:
Testa di serafino alata di otto pezzi appaiati, decussati e posti a guisa di croce.

...è sufficiente dire serafino alato di otto pezzi...

...il resto è :wink: sottinteso.

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Messaggioda Antonio Pompili » domenica 2 settembre 2007, 9:13

Contemplando tutte quelle ali son volato troppo in là. :lol:

Grazie di cuore per questo ulteriore dono della tua serafica sapienza! :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 2 settembre 2007, 9:15

...e la vostra (tua in particolare) serafica pazienza vogliamo davvero 8) sottacerla?

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Messaggioda San Marco » domenica 2 settembre 2007, 23:29

Dopo il bellissimo dipinto di Gentile da Fabriano dove le ali diventano dieci dalle sei " canoniche " del serafino-francescano, in un passo-commento-descrittivo dell' Apocalisse (9:6):
< In un istante l'immagine delle colline circostanti lascia spazio alla memoria. Al fragore. Alle grida concitate della battaglia. Spade, mazze, scudi, armature... metalli dai riflessi accecanti. Una cacofonia al di fuori di ogni immaginazione, perché quella battaglia fù la prima della Storia. E in mezzo alla furia della lotta, una voce forte come un rombo si levava al di sopra del fragore: "Mi ka El??!!" "Mi ka El??!!", "Chi è come Dio??!!" "Chi è come Dio??!!"; la frase di sfida, il grido di battaglia con cui un serafino di sei ali guidava la repressione degli insorti... impossibile descrivere quella voce, in terra l'unica cosa che gli si avvicini è il rombo delle fiamme di un incendio, o quello di una cascata, o il suono cupo del tuono. E dopo essersi aperto la strada tra gli angeli ribelli, raggiunse il serafino dalle dodici ali che aveva osato credersi Dio.
E lo scaraventò giù dal Cielo >.
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Messaggioda Morello » lunedì 3 settembre 2007, 8:37

Ringrazio Tutti per le vaste ed approfondite delucidazioni. E' evidente che nel mio caso il serafino vuole rappresentare il mio cognome, cmq molte notizie non le sapevo e mi arricchiscono ulteriormente, dando al "mio" serafino un valore aggiunto. A proposito il mio serafino preferito è quello tratto dal volume del Von Volborth, postato da un gentile forumista all'initio del topic.
Grazie.

Nicola Serafini

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Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 3 settembre 2007, 10:37

A questo punto sarebbe interessante, caro amico, poter vedere, se possibile, il "tuo" serafino.
Personalmente vorrei ringraziarti per aver aperto una discussione così interessante. :)

Antonio
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Messaggioda AndreaSperelli » lunedì 3 settembre 2007, 10:52

A proposito di angeli, spesso di vedono stemi sorretti da angeli come quello mostrato nella seguente figura:

Immagine

Vi è un particolare significato o è solo (come penso) un elemento decorativo ?

Grazie,
A.S.
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Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 3 settembre 2007, 11:05

San Marco ha scritto:Dopo il bellissimo dipinto di Gentile da Fabriano dove le ali diventano dieci dalle sei " canoniche " del serafino-francescano, in un passo-commento-descrittivo dell' Apocalisse (9:6):
< In un istante l'immagine delle colline circostanti lascia spazio alla memoria. Al fragore. Alle grida concitate della battaglia. Spade, mazze, scudi, armature... metalli dai riflessi accecanti. Una cacofonia al di fuori di ogni immaginazione, perché quella battaglia fù la prima della Storia. E in mezzo alla furia della lotta, una voce forte come un rombo si levava al di sopra del fragore: "Mi ka El??!!" "Mi ka El??!!", "Chi è come Dio??!!" "Chi è come Dio??!!"; la frase di sfida, il grido di battaglia con cui un serafino di sei ali guidava la repressione degli insorti... impossibile descrivere quella voce, in terra l'unica cosa che gli si avvicini è il rombo delle fiamme di un incendio, o quello di una cascata, o il suono cupo del tuono. E dopo essersi aperto la strada tra gli angeli ribelli, raggiunse il serafino dalle dodici ali che aveva osato credersi Dio.
E lo scaraventò giù dal Cielo >.


Anche questa poetica rilettura è davvero molto affascinante. :o Posso chiederti, gentile San Marco, dove l'hai trovata?
Mi permetto una sola nota: credo che il passo al quale questo "commento descrittivo" si riferisce sia, per l'esattezza, quello di Ap 12,7-9.

Ad ogni modo ho fatto una veloce indagine in internet per reperire stemmi nei quali sia rappresentata la scena della lotta di San Michele con il diavolo, sconfitto e precipitato.
Questo, in araldica - come nelle rappresentazioni artistiche in generale - è raffigurato sia con l'aspetto di un angelo decaduto (con le classiche ali di pipistrello):

Immagine

sia con le fattezze di un drago, in modo cioè più inerente al testo biblico (Et proiectus est draco ille magnus, serpens antiquus, qui vocatur Diabolus et Satanas...: Ap 12,9a)

Immagine

Mi sembra degna di interesse, in entrambi gli stemmi che mi permetto di postare come esempio (il primo del Comune di Celico e il secondo del Comune di Montelanico), la classica raffigurazione dell'Arcangelo Michele, vestito da guerriero e tenente con una mano una spada o lancia e con l'altra una bilancia, evidente richiamo del giudizio divino escatologico.
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Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 3 settembre 2007, 11:18

AndreaSperelli ha scritto:A proposito di angeli, spesso di vedono stemi sorretti da angeli come quello mostrato nella seguente figura:
Vi è un particolare significato o è solo (come penso) un elemento decorativo ?


Credo che la raffigurazione pittorica o scultorea di due angeli sia uno dei modelli più comunemente usati di "tenenti" per uno scudo. Per questo semplice motivo sarei portato a non vedere particolari significati in un simile impiego.
Ma il caro Frate potrà dire una parola certo più sicura a riguardo.
L'unica semplice riflessione che mi sento di proporre è che in un contesto architettonico come quello della immagine presentata (mi pare di distinguere l'arco e il matroneo di una chiesa), la presenza di due angeli a sostegno di uno stemma sembra "naturalmente" più indicata rispetto all'impiego di ogni altra possibile figura. :wink:
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Messaggioda Morello » lunedì 3 settembre 2007, 12:48

Gentili Signori,
il serafino che prediligo è quello tratto dal Von Volborth e che è stato postato all'inizio di questo topic da un cortese forumista. Probabilmente è una rappresentazione poco diffusa nell'araldica italiana, dove prevalgono angeli e cherubini, ma a me sembra la figura più calzante e rappresentativa. Non Vi sembra?.

Nicola Serafini

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 3 settembre 2007, 17:46

antonio p. v. g. ha scritto:Credo che la raffigurazione pittorica o scultorea di due angeli sia uno dei modelli più comunemente usati di "tenenti" per uno scudo. Per questo semplice motivo sarei portato a non vedere particolari significati in un simile impiego.

Credi benissimo.

L'unica semplice riflessione che mi sento di proporre è che in un contesto architettonico come quello della immagine presentata (mi pare di distinguere l'arco e il matroneo di una chiesa), la presenza di due angeli a sostegno di uno stemma sembra "naturalmente" più indicata rispetto all'impiego di ogni altra possibile figura. :wink:


...ovviamente!

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 3 settembre 2007, 17:48

Serafini ha scritto:il serafino che prediligo è quello tratto dal Von Volborth e che è stato postato all'inizio di questo topic da un cortese forumista. Probabilmente è una rappresentazione poco diffusa nell'araldica italiana, dove prevalgono angeli e cherubini, ma a me sembra la figura più calzante e rappresentativa.

Sì, è assai calzante con la sua corretta forma araldica.

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Messaggioda San Marco » lunedì 3 settembre 2007, 22:27

Gentile antonio p.v.g. il commento del passo in questione tratto dall' ultimo libro sacro, L' Apocalisse, ricco di allegorie e soggetto a numerose interpretazioni. tradizionalmente attribuito all' Apostolo Giovanni, l'ho trovato in:
apocalisse96.iobloggo.com/archive.php?cid=76719 - 139k

Da tenere presente che Lucifero (da Lux Ferum, che significa portatore di luce) era il principe degli angeli, il serafino massimo. Egli aveva 12 ali contro le 6 degli altri serafini.
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Messaggioda Antonio Pompili » martedì 4 settembre 2007, 15:31

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
antonio p. v. g. ha scritto:Credo che la raffigurazione pittorica o scultorea di due angeli sia uno dei modelli più comunemente usati di "tenenti" per uno scudo. Per questo semplice motivo sarei portato a non vedere particolari significati in un simile impiego.

Credi benissimo.

L'unica semplice riflessione che mi sento di proporre è che in un contesto architettonico come quello della immagine presentata (mi pare di distinguere l'arco e il matroneo di una chiesa), la presenza di due angeli a sostegno di uno stemma sembra "naturalmente" più indicata rispetto all'impiego di ogni altra possibile figura. :wink:


...ovviamente!


A proposito di stemmi osservabili in una chiesa, ho notato una cosa che, a mio modesto avviso, è abbastanza sorprendente. Gli angeli come figure araldiche non hanno un grande successo laddove sarebbe più naturale immaginarli presenti: negli stemmi ecclesiastici... 8) Limitandomi nella mia considerazione anche solo agli stemmi dei Vescovi italiani (almeno quelli che posso aver presenti :| ) non mi sembra di averne mai incontrati.
Mi chiedo se a questa attuale assenza degli angeli come figure all'interno dello scudo di ecclesiastici non abbia contribuito proprio il fatto che per secoli frequentemente essi sono stati rappresentati all'esterno come sostegni degli scudi di Cardinali, Vescovi e Prelati... E questo, sotto gli occhi di tutti: nelle chiese (ma anche in palazzi vescovili, ville e su monumenti vari), e non solo in documenti o su effetti personali che potevano esser visti da pochi.
Ad ogni modo mi sembra che le raffigurazioni degli spiriti celesti non siano oggi molto note e apprezzate per il loro ricchissimo valore simbolico, come invece lo sono sempre state per il loro evidente e consolidatissimo valore ornamentale. :?
Ultima modifica di Antonio Pompili il martedì 4 settembre 2007, 15:44, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 4 settembre 2007, 15:43

antonio p. v. g. ha scritto:ho notato una cosa che, a mio modesto avviso, è abbastanza sorprendente. Gli angeli come figure araldiche non hanno un grande successo laddove sarebbe più naturale immaginarli presenti: negli stemmi ecclesiastici...

Hai ragione.

8) Limitandomi nella mia considerazione anche solo agli stemmi dei Vescovi italiani (almeno quelli che posso aver presenti :| ) non mi sembra di averne mai incontrati.

No, ce ne sono.
Pochi, ma ce ne sono.


Mi chiedo se a questa attuale assenza degli angeli come figure all'interno dello scudo di ecclesiastici non abbia contribuito proprio il fatto che per secoli frequentemente essi sono stati rappresentati all'esterno

Molto :wink: probabile!
E a ciò aggiungi il fatto che, in epoca rinascimentale, vennero di moda le figure di puttini "laici" (derivate dall'iconografia greca di Eros) che era facile confondere :roll: con angioletti...
...pur avendo un retrogusto un po' :oops: differente!


Ad ogni modo mi sembra che le raffigurazioni degli spiriti celesti non siano oggi molto note e apprezzate per il loro ricchissimo valore simbolico, come invece lo sono sempre state per il loro evidente e consolidatissimo valore ornamentale. :?

...benchè da qualche tempo a questa parte si assiste ad una "rivalutazione" dell'angelo a livello di letteratura ed oggettistica...

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