Carissima Plaar, non sarei così sicuro che sia stata tu la prima a tornare da Bologna...

purtroppo! Anche se intervengo solo ora per dire qualcosa di questo meraviglioso evento, sono rientrato anch'io in gran fretta, non potendomi trattenere per il resto del Colloquio di Genealogia (a motivo di urgenti impegni nell'Urbe).
Ma anch'io non posso che dirmi felicissimo dell'esperienza. Come ho avuto modo di accennare, si è trattato della mia prima Visita Araldica, e anche in questo senso per me è stata "straordinaria"!
Mi unisco all'apprezzamento per l'interessantissima lezione del professor Gorra! Quegli stemmi - tantissimi e bellissimi - grazie a lui parlavano! E li avrebbe ascoltati anche il più sordo di orecchi dal punto di vista araldico!
Molto gradevole anche l'intervento della cara amica Maria Cristina Sintoni, che ha invitato me e alcuni altri dei presenti a parlare della nostra scelta di avere uno stemma: motivazioni e uso. Una condivisione davvero significativa. Devo confessare che ho provato molta emozione nel dare, in quel felice contesto, simili spiegazioni.
Una parola di speciale ringraziamento vorrei rivolgerla infine al nostro Presidente, il Dott. Pier Felice degli Uberti, per le sue chiare ed efficaci parole circa il significato profondo che l'uso di uno stemma può avere nella vita di chiunque ne sia in possesso o voglia dotarsene, anche oggi. Unitamente a un ringraziamento per la sua squisita cordialità e la gentilezza mostrata verso la mia persona.
Molto lieto sono stato inoltre di vedere alcuni cari amici già conosciuti di persona e incontrati in precedenti occasioni. E anche colleghi che fino a due giorni fa avevano per me solo un nickname e un avatar, oggi hanno un volto e una voce.
Grazie davvero a tutti gli organizzatori e a tutti i partecipanti. E per coloro che non sono potuti esser con noi (purtroppo

dovrei dire: per coloro che come me non sono su a Bologna, ora!), spero possa esser un piccolo e gradito segno di partecipazione questo messaggio (come quanti ne seguiranno) non solo come relazione dell'evento, ma come comunicazione della bellezza del clima ivi respirato.
Antonio