Lacrime / Lagrime

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Messaggioda Antonio Pompili » martedì 7 agosto 2007, 9:07

Fabio Picolli ha scritto:
ora una domanda: un campo cosparso di lacrime ed un altro invece di gocce si blasonano con lacrimato e gocciato?


Io credo sia meglio parlare di seminato di lacrime e seminato di gocce. :wink:
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Messaggioda Fabio Picolli » martedì 7 agosto 2007, 9:18

mi sa che hai ragione :oops: !
ogni tanto mi perdo!
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Messaggioda Antonio Pompili » martedì 7 agosto 2007, 17:06

Ho ritrovato un esempio bellissimo di gocce in uno stemma.

Si tratta dello stemma dell'Ordine del Ss. Salvatore di Santa Brigida.

Immagine

Purtroppo l'immagine non è molto ben definita e non è visibile il cartiglio con lo splendido motto AMOR MEUS CRUCIFIXUS EST. Ma dovrebbe esser abbastanza riconoscibile il riferimento iconografico nel 3° partito alle Sante Piaghe di Nostro Signore, dalle quali stillano delle gocce di sangue.

Non esiterei a parlare anche nella blasonatura di tre gocce di sangue in luogo di un generico e poco significativo gocce di rosso.

Ma chiedo conferma anche per questo al caro Frate (al quale tra l'altro devo la conoscenza di questo meraviglioso stemma :) ). :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 23 agosto 2007, 15:40

antonio p. v. g. ha scritto:Si tratta dello stemma dell'Ordine del Ss. Salvatore di Santa Brigida. Purtroppo l'immagine non è molto ben definita e non è visibile il cartiglio con lo splendido motto AMOR MEUS CRUCIFIXUS EST.

Splendido perchè tremendo.

Non esiterei a parlare anche nella blasonatura di tre gocce di sangue in luogo di un generico e poco significativo gocce di rosso.

Certo. In questo caso, la specificazione della materia da cui le gocce son costituite sarebbe assolutamente significativa.

Sarebbe... :wink:

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Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 23 agosto 2007, 19:07

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Sarebbe... :wink:


Sarebbe, nel senso che perchè si possa dire è bisognerebbe blasonare (per intero :( ) lo stemma... Vero? :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 23 agosto 2007, 20:43

...bravo... :wink:

E nel blasonare possono venir fuori sinonimi, traslati o locuzioni che renderebbero superflui i termini goccia, lacrima et similia... 8)

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Messaggioda Antonio Pompili » venerdì 24 agosto 2007, 0:14

Allora proviamo. Mi avvalgo, soprattutto per la descrizione degli smalti, di un'immagine un pò più decifrabile di quella postata che ho ora sotto gli occhi.

Inquartato: nel primo d'azzurro alla croce greca patente d'argento caricata sul cuore di un bisante dello stesso bordato di rosso e sulle estremità di una torta dello stesso; nel secondo d'oro alla corona di spine di rosso; nel terzo d'oro alle cinque piaghe stillanti tre gocce di sangue; nel quarto d'azzurro seminato di cuori di rosso, a tre sbarre diminuite d'argento e sul tutto un leone d'oro, coronato dello stesso, artigliato e linguato di rosso.

Non so Frate... :roll: a parte la generale insicurezza, non sono riuscito ad omettere il termine "goccia". Spero non sia grave e non mi costi :cry: troppe "lacrime" (non araldiche) :lol: :wink:
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Messaggioda Guido5 » venerdì 24 agosto 2007, 0:39

antonio p. v. g. ha scritto:... cinque piaghe stillanti tre gocce di sangue ...

Cari amici,
mi sembra tuttavia che "ciascuna con tre stille di sangue" aggiungerebbe un particolare non secondario ed eviterebbe un piccolo bisticcio di parole visto che "stillare" è "far uscire a gocce"... Concordo implicitamente con Antonio sull'inutilità di blasonare la disposizione delle piaghe.

Ciao a tutti!
Guido5
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Messaggioda Antonio Pompili » venerdì 24 agosto 2007, 1:05

Guido5 ha scritto:Concordo implicitamente con Antonio sull'inutilità di blasonare la disposizione delle piaghe.


Hai colto nel segno, caro Guido! L'ho volutamente evitato.
Speriamo concordi anche Fra' Eusanio. 8)
Piuttosto, mi viene il dubbio circa l'opportunità di precisare l'appartenenza di quelle piaghe... Modificando un pò la blasonatura alla luce del tuo suggerimento circa le "stille", si potrebbe formulare:

Inquartato: nel primo d'azzurro alla Croce greca patente d'argento caricata sul cuore di un bisante dello stesso bordato di rosso e sulle estremità di una torta dello stesso; nel secondo d'oro alla corona di spine di rosso; nel terzo d'oro alle cinque Sante Piaghe del Signore ciascuna con tre stille di sangue; nel quarto d'azzurro seminato di cuori di rosso, a tre sbarre diminuite d'argento e sul tutto un leone d'oro, coronato dello stesso, artigliato e linguato di rosso.

Che ne dici, Fra'? Ci avviciniamo? :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 24 agosto 2007, 15:19

antonio p. v. g. ha scritto:
Guido5 ha scritto:Concordo implicitamente con Antonio sull'inutilità di blasonare la disposizione delle piaghe.

Hai colto nel segno, caro Guido! L'ho volutamente evitato.
Speriamo concordi anche Fra' Eusanio. 8)

In teoria, ogni disegnatore di stemmi dovrebbe sapere come sono disposte le Cinque Piaghe nella realtà iconografica cristiana.
In pratica, ogni araldista non può non descrivere quel che vede, specie le posizioni di figure che non sono vincolate a positure specifiche o preferite.
In concreto, il Corpo di Nostro Signore è tutt'altra Cosa rispetto all'area quadrangolare del 3° quarto di questo stemma. :roll:


Piuttosto, mi viene il dubbio circa l'opportunità di precisare l'appartenenza di quelle piaghe... Modificando un pò la blasonatura alla luce del tuo suggerimento circa le "stille", si potrebbe formulare:
Inquartato: nel primo d'azzurro alla Croce greca patente d'argento caricata sul cuore di un bisante dello stesso bordato di rosso e sulle estremità di una torta dello stesso; nel secondo d'oro alla corona di spine di rosso; nel terzo d'oro alle cinque Sante Piaghe del Signore ciascuna con tre stille di sangue; nel quarto d'azzurro seminato di cuori di rosso, a tre sbarre diminuite d'argento e sul tutto un leone d'oro, coronato dello stesso, artigliato e linguato di rosso.
Che ne dici, Fra'? Ci avviciniamo? :wink:

Temo di no, carissimo: anche perchè, e correggimi se sbaglio, l'unica piaga a forma oblunga è quella costale...

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Messaggioda Antonio Pompili » sabato 25 agosto 2007, 13:28

E' vero! Quella costale è stata provocata dal famoso colpo di lancia di cui ci parla esclusivamente il Quarto Vangelo (Gv 19,34). E' l'unica che possiamo figurarci di forma oblunga. E su questo non ci sono dubbi. Lo conferma lo stesso Giovanni a proposito dell'incredulità di San Tommaso: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato..." (Gv 20,25).

Quindi, anche se possiamo immaginare di esser davanti una rappresentazione simbolica delle piaghe di Nostro Signore, ai nostri occhi non appare questo (almeno non chiaramente).

Allora, dando la posizione delle piaghe nel loro quarto di stemma e tralasciando la loro attribuzione, possiamo proporre:

Inquartato: nel primo d'azzurro alla Croce greca patente d'argento caricata sul cuore di un bisante dello stesso bordato di rosso e sulle estremità di una torta dello stesso; nel secondo d'oro alla corona di spine di rosso; nel terzo d'oro a cinque piaghe oblunghe di rosso poste 2, 1, 2, ciascuna con tre stille di sangue; nel quarto d'azzurro seminato di cuori di rosso, a tre sbarre diminuite d'argento e sul tutto un leone d'oro, coronato dello stesso, artigliato e linguato di rosso.

Forse ci siamo. :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 25 agosto 2007, 17:46

...forse... :wink:

...cosa s'intende per croce patente, carissimo?

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Messaggioda Antonio Pompili » sabato 25 agosto 2007, 17:57

Il senso letterario del termine dovrebbe esser espanso, di notevole ampiezza... Applicato alla croce in araldica indica che questa ha le braccia che si allargano verso le estremità...
Ma forse intendi sottolineare che questa croce ha estremità pronunciate, più che braccia che si allargano verso le estremità...
Se è così, non saprei come definirla. :oops:
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Messaggioda Antonio Pompili » sabato 25 agosto 2007, 23:40

O forse :roll: una simile sfumatura ai fini della blasonatura non ha importanza, e ciò che intendi invece suggerirmi è che è sufficiente parlare di croce patente senza la precisazione greca, che avevo ritenuto opportuna per indicare l'eguale lunghezza delle braccia della croce stessa? :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 26 agosto 2007, 17:43

Beh, quest'ultima osservazione si risolve dinnanzi alla constatazione che, entro il quarto d'un inquartato, ogni croce tende a diventare greca.

Mentre l'aggettivo patente, come giustamente osservi, indica una pezza (in questo caso la croce) i cui bracci si allargano progressivamente verso le estremità...

...cosa che nello :wink: stemma dato non accade...

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