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Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 9 agosto 2007, 17:23

Non so dove possa essere il Frate nostro (spero solo di rivederlo presto :) ). Ma se posso umilmente farmi interprete del suo pensiero, credo che lui non darebbe molto peso ai lambrecchini...

Intanto si tratta di ornamentazioni esterne allo scudo, quindi possono aver un significato pari al nulla o quasi, e un'importanza molto relativa... Ne è riprova il semplice fatto che in uno stemma possono esserci o... no!

Inoltre le più o meno diffuse consuetudini nell'uso di uno smalto o l'altro per cercine e svolazzi, possono essere oggi ben poco vincolanti (come già mi ero permesso di accennare in un precedente intervento, spero... non sbagliando). Tanto è vero che dei vincoli per i lambrecchini non c'erano di fatto fino al XV secolo.

In ultima analisi credo che Antonio possa aver davvero la massima libertà di colorare le decorazioni del suo elmo come meglio preferisce senza farsi troppi problemi o scrupoli di tipo teorico-simbolico.

A quanto pare svolazzi e cercine sono nati a partire da oggetti di ordine estremamente pratico. Poi hanno assunto il valore - ancora molto pratico - di un uso decorativo. Perchè voler dare a tutti i costi un valore diverso da quello originario? :wink:

Antonio
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Messaggioda L.de Bellis » giovedì 9 agosto 2007, 17:26

Preg.mo Maramaldo,

allora...è fatta, complimenti per la sua nuova arma.

Ora io osserverei:
d'argento, alla banda d'azzurro, caricata in capo da una cometa ondeggiante di cinque raggi del campo, e accompagnata nell'angolo sinistro del capo da un covone di grano d'oro legato dello stesso, e nell'angolo destro della punta da un abete di verde sradicato.

....da un covone di grano d'oro legato dello stesso,

correggerei...da un fascio di grano al naturale legato d'oro.

Il Covone è un insieme di fasci di grano( 40/50 fasci) già disposti a terra a verredde dai mietitori, che sistemati sul campo di grano venivano trasportati con il traino alla mete un enorme formazione a parallelepipedo sita sull'ere ( aia), ove venivano sistemati i fasci in attesa della trebbiatura .

Nello stemma è rappresentato un fascio di grano e non un covone che è altra cosa.

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Messaggioda L.de Bellis » giovedì 9 agosto 2007, 17:53

Dimenticavo....come le ho mostrato la mole per macinar grani...è simbolo della famiglia proprietaria di molini, il fascio di grano... rappresenta i possidenti terrieri, ...per gli agricoltori c'è un altra storia.

del Vecchio o de lo Vecchio ,nobili di Lucera,arma: di rosso al fascio di miglio al naturale, legato d'oro.

Settanni:di rosso al fascio legato di sette spighe di frumento d'oro accompagnato da sette stelle a cinque raggi male ordinate dello stesso.

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Messaggioda Maramaldo » giovedì 9 agosto 2007, 19:25

La ringrazio della Sua gentile nota sulla differenza tra i fasci di ed i covoni, Lorenzo, al momento di blasonare l'arma me ne ricorderò!
Quanto al fascio che non sarebbe perfettamente adatto ad esprimere un'origine umile ed agreste: è un problema che stava cominciando a prendere forma nella mia mente, anche se in termini diversi; ovvero mi chiedevo quanto il fascio medesimo non esprimesse, così ad occhio, a sentimento, un concetto piuttosto di abbondanza... e mi sono risposto sì :D Lo esprime, ma non ci trovo nulla di male poichè l'origine oscura e la carenza all'epoca dei c.d. Santi in Paradiso (deradicato...) la espressi con l'abete. Il fascio di cereali io l'ho inteso piuttosto espressione del mio desiderio ed ambizione di poter conservare, nelle responsabilità che la vita vorrà darmi, lo spirito di Cincinnato... questo il senso. :D

La ringrazio davvero per il Suo sempre dotto contributo,


Antonio
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Messaggioda Maramaldo » giovedì 9 agosto 2007, 20:49

P.s. Signori, cos'è un sorante... ? :oops: :oops: :oops:


Antonio
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Messaggioda Fabio Picolli » giovedì 9 agosto 2007, 21:21

complimenti finali per lo stemma Antonio!
bello, semplice e particolare!
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Messaggioda Roberto Filo della Torre » giovedì 9 agosto 2007, 22:48

L.de Bellis ha scritto:Preg.mo Maramaldo,

allora...è fatta, complimenti per la sua nuova arma.

Ora io osserverei:
d'argento, alla banda d'azzurro, caricata in capo da una cometa ondeggiante di cinque raggi del campo, e accompagnata nell'angolo sinistro del capo da un covone di grano d'oro legato dello stesso, e nell'angolo destro della punta da un abete di verde sradicato.

....da un covone di grano d'oro legato dello stesso,

correggerei...da un fascio di grano al naturale legato d'oro.

Il Covone è un insieme di fasci di grano( 40/50 fasci) già disposti a terra a verredde dai mietitori, che sistemati sul campo di grano venivano trasportati con il traino alla mete un enorme formazione a parallelepipedo sita sull'ere ( aia), ove venivano sistemati i fasci in attesa della trebbiatura .

Nello stemma è rappresentato un fascio di grano e non un covone che è altra cosa.

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Complimenti per la sua impeccabile descrizione
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Messaggioda marcoluca » venerdì 10 agosto 2007, 9:13

antonio p. v. g. ha scritto:Non so dove possa essere il Frate nostro (spero solo di rivederlo presto :) ). Ma se posso umilmente farmi interprete del suo pensiero, credo che lui non darebbe molto peso ai lambrecchini...

Intanto si tratta di ornamentazioni esterne allo scudo, quindi possono aver un significato pari al nulla o quasi, e un'importanza molto relativa... Ne è riprova il semplice fatto che in uno stemma possono esserci o... no!

Inoltre le più o meno diffuse consuetudini nell'uso di uno smalto o l'altro per cercine e svolazzi, possono essere oggi ben poco vincolanti (come già mi ero permesso di accennare in un precedente intervento, spero... non sbagliando). Tanto è vero che dei vincoli per i lambrecchini non c'erano di fatto fino al XV secolo.

In ultima analisi credo che Antonio possa aver davvero la massima libertà di colorare le decorazioni del suo elmo come meglio preferisce senza farsi troppi problemi o scrupoli di tipo teorico-simbolico.

A quanto pare svolazzi e cercine sono nati a partire da oggetti di ordine estremamente pratico. Poi hanno assunto il valore - ancora molto pratico - di un uso decorativo. Perchè voler dare a tutti i costi un valore diverso da quello originario? :wink:

Antonio


Condivido con quanto scritto da Antonio.
La consuetudine poi vorrebbe anche che le famiglie non nobili timbrassero lo scudo con un elmo di cittadinanza decorato con delle piume di struzzo piuttosto che con i lambrecchini e cercine, di spettanza proprio delle armi nobili. Invero però non esistono regole ferree a riguardo, l'importante è che non ci siano riferimenti nobiliari come le corone, per il resto piume lambrecchini e colori degli stessi vanno bene lasciati al gusto del possessore.
Nessuno dice la verità su di sé, perciò ciò che conta davvero è quello che le persone mostrano con le proprie azioni. (Sherry Argov)
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Messaggioda Maramaldo » venerdì 10 agosto 2007, 9:23

...la mia ignoranza è davvero inestinguibile... :D
pensa che io trovavo le piume più pretenziose addirittura dei lambrecchini.... e del cimiero che mi dite, non del mio gatto :D in particolare, del cimiero in genere, sarebbe prerogativa delle famiglie nobili?
Non sono un convinto fautore della necessità di norme stringenti, piuttosto sono convinto della bontà dell'assunto less is more... :D

Ciao e grazie di distrarre con argomenti così squisiti la mia ancor breve convalescenza... :D


Antonio
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Messaggioda marcoluca » venerdì 10 agosto 2007, 9:28

Nel suo stemma non compaiono corone... nessun araldista guardando il suo stemma potrà mai aver dubbi del genere, quindi va più che bene!
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Messaggioda nicolad72 » venerdì 10 agosto 2007, 10:27

Cito la fonte alla quale mi sono affidato...


Deliberazione della Consulta Araldica del Regno d’Italia
con cui si determina quali debbano essere gli ornamenti esteriori degli stemmi
(4 maggio 1870)

... omissis...

Art. 26
Tutti gli elmi hanno gli svolazzi moventi da un cercine (bourrelet) posto nel cocuzzolo dell’elmo; tanto gli svolazzi quanto il cercine debbono farsi dei soli smalti dello scudo, eccettuati per altro gli elmi del Re, e dei Principi Reali, e del sangue che hanno il cercine e gli svolazzi d’oro e d’azzurro.

Regolamento Tecnico della Regia Consulta Araldica
R.D. 13 APRILE 1905, n. 234
Regolamento tecnico araldico illustrato e coordinato con il R.D. n. 652/43

... omissis...

Art.45
Gli elmi si adornano coi loro veli frastagliati a svolazzi trattenuti sul cucuzzolo, da un cercine cordonato in banda.


Art.46
Il cercine e gli svolazzi sono divisati cogli smalti dello scudo d'arme a meno di speciali concessioni o di casi storici di inchiesta.



Nel descrivere gli svolazzi ed il Cercine indica l'uso degli smalti e non dei metalli...

In più ero a conoscenza della consuetudine che riserva l'uso dei metalli negli svolazzi a chi sia "sovrano"

Se tale normativa è caduta in disuso non saprei, in materia sono un dilettante e per giunta neofita... ritenevo (e prendo atto dell'errore) che pur non esistendo più nel nostro paese una autorità araldica ufficiale, che almeno i suoi deliberati avessero ancora una forza vincolane almeno sotto il profilo morale...
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Messaggioda Antonio Pompili » venerdì 10 agosto 2007, 11:34

L.de Bellis ha scritto:Preg.mo Maramaldo,

Ora io osserverei:
d'argento, alla banda d'azzurro, caricata in capo da una cometa ondeggiante di cinque raggi del campo, e accompagnata nell'angolo sinistro del capo da un covone di grano d'oro legato dello stesso, e nell'angolo destro della punta da un abete di verde sradicato.

....da un covone di grano d'oro legato dello stesso,

correggerei...da un fascio di grano al naturale legato d'oro.

Il Covone è un insieme di fasci di grano( 40/50 fasci) già disposti a terra a verredde dai mietitori, che sistemati sul campo di grano venivano trasportati con il traino alla mete un enorme formazione a parallelepipedo sita sull'ere ( aia), ove venivano sistemati i fasci in attesa della trebbiatura .

Nello stemma è rappresentato un fascio di grano e non un covone che è altra cosa.

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Caro Lorenzo,
la tua osservazione circa il fascio per la blasonatura che avevo più sopra proposta mi pare molto sensata, :) almeno da un punto di vista della realtà delle cose. Ma sinceramente non sono così sicuro che in araldica una simile precisazione sia necessaria. Personalmente parlerei di più di un "fascio" per un numero di spighe che si possano precisamente contare. Il termine "covone" mi sembra "legittimo" (frate mio, perdona il termine :oops: ... :wink: ) per una figura come quella dello stemma precedentemente postato da Maramaldo e da me già (non dico perfettamente, ma spero in modo accettabile) blasonato.
Una osservazione più decisa mi permetto di fartela invece circa il colore del covone e relativo legaccio. Infatti non mi sembra - sempre guardando il precedente stemma - che ci sia diversità di smalti.
Insomma, io mi permetto di confermare la validità della blasonatura che avevo proposto.

Blasone: d'argento, alla banda d'azzurro, caricata in capo da una cometa ondeggiante di cinque raggi del campo, e accompagnata nell'angolo sinistro del capo da un covone di grano d'oro legato dello stesso, e nell'angolo destro della punta da un abete di verde sradicato.

:wink:

N. B. Parlando di "blasonatura che avevo proposto" mi riferisco sempre allo stemma precedentemente creato da Maramaldo, che ora mi sembra mutato in qualcosa di diverso, almeno osservando il suo avatar: qui sì mi sembra di distinguere (non sono sicuro: l'immagine è piccola) un "fascio" di spighe.
Ultima modifica di Antonio Pompili il venerdì 10 agosto 2007, 11:46, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Maramaldo » venerdì 10 agosto 2007, 11:46

Sì, gentilissimo Antonio, ho lievemente mutato il mio stemma, cercando di mantenerne la semplicità (ed ancora magari mi farò venire in mente come semplificarlo negli ornamenti...), complimenti per l'occhio acuto... :D
Non ho voluto propinare a voi tutti l'ulteriore variante, c'è un limite anche alla mia "vanità" :), ad ogni modo ho sostituito il covone/fascio di grano con tre spighe, sempre di grano, legate insieme ad un grappolo d'uva, anche se l'insieme potrebbe parere avere un richiamo evangelico (che peraltro non mi spiace nemmeno! in fondo sono cristiano :D e un po' lo è, a mio avviso, culturalmente, nelle radici, ogni occidentale anche che si professi ateo), io ho comunque inteso darvi un altro significato.
I motivi della sostituzione sono vari:
- il "covone" così pingue, se lo avessi visto in altrui stemma, personalmente, mi avrebbe dato un'idea... di un possidente! meglio le tre spighe, secondo me. :) e poi i miei nonni materno e paterno coltivavano, rispettivamente... il grano e la vite!
- il "covone", poi, così solido, mi sembrava visivamente quasi mancasse di adeguata base...tre spighe a mio modesto avviso si librano in un campo d'argento in maniera più aggraziata di un cospicuo e ponderoso insieme.
- tengo molto ai significati dell'uva come (cito) "allegrezza, ricreazione. pubblica unione, giovevole amicizia", ma cercavo una maniera di esprimerli senza appesantire l'insieme.

Ciao,


Antonio
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Messaggioda marcoluca » venerdì 10 agosto 2007, 12:44

antonio p. v. g. ha scritto:

Blasone: d'argento, alla banda d'azzurro, caricata in capo da una cometa ondeggiante di cinque raggi del campo, e accompagnata nell'angolo sinistro del capo da un covone di grano d'oro legato dello stesso, e nell'angolo destro della punta da un abete di verde sradicato.

:wink:



Aggiusterei il blasone in questo modo:

d'argento, alla banda d'azzurro, caricata in capo da una cometa ondeggiante di cinque raggi del campo, e accompagnata nel capo da un covone di grano d'oro legato dello stesso, e, nella punta, da un abete di verde sradicato.

Stante la posizione della banda le uniche posizioni possibili per le figure sono nei rispettivi angoli: è pleonastico specificarlo!
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Messaggioda Antonio Pompili » venerdì 10 agosto 2007, 12:56

Credo proprio che tu abbia ragione, carissimo Marco!

:wink:
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