antonio p. v. g. ha scritto:L.de Bellis ha scritto:...e poi al Frate Principe degli Araldisti non vogliamo riservare la massima dignità, perbacco?
Lorenzo Longo de Bellis
Hai ragione, caro Lorenzo!
Ma non lo diciamo troppo forte. Forse già io avevo tentato a sufficienza il caro Fra' Eusanio augurandogli di poter in futuro ornare la propria arma con il galero di un Principe della Chiesa![]()
Ad ogni modo, approfitto dell'occasione (offerta anche dall'ultimo richiamo alla Croce di Gerusalemme) per postare il tuo stemma, caro Lorenzo. Sì. Mi è lieto render noto agli altri gentili forumisti questo particolare segno di amicizia di Lorenzo nei miei confronti: la richiesta di realizzare il suo stemma. Animato probabilmente più da gratitudine per tanta (immeritata) stima che non da reali capacità artistiche, ci ho provato (a partire da un precedente bozzetto del titolare), ed ecco il risultato.
L'ho disegnato a pastelli all'interno di un pre-esistente impianto ornamentale di forma ovale cimato da un elmo decorato da penne.
La blasonatura dovrebbe esser (Frate nostrum permettendo):
Inquartato: nel 1° d’azzurro al castello d’oro aperto e fenestrato del campo, merlato alla guelfa e torricellato di tre pezzi quello di mezzo più alto,pure merlati aperti e fenestrati del campo, nel 2° e nel 3° di Gerusalemme, nel 4° d’azzurro alla fascia d’oro accompagnata da tre stelle di otto raggi dello stesso due in capo ed una in punta.
Motto: per aspera ad astra.
Complimentandomi con Lorenzo per il suo bellissimo stemma, e ringraziandolo ancora per la cordiale amicizia, vorrei concludere con questa semplice riflessione, che vuol essere anche un modesto suggerimento, e che poi è il motivo per cui ho presentato questo ancor più modesto disegno.
Senza nulla togliere al prezioso e insostituibile lavoro dei disegnatori araldici di professione (nelle pagine del nostro forum se ne aggirano di bravissimi), credo possa esser un bel segno di affetto e stima offrire a qualcuno una "casareccia" rappresentazione del suo stemma. Un pò come una lettera scritta ad un amico, in cui si parla a lui, ma anche si parla di lui, con quella fruttuosa tranquillità che lo scrivere (nel caso specifico il disegnare) può offrire rispetto a un magari troppo veloce e abituale faccia a faccia.
Certo, è pur vero che uno può avere maggiori o minori capacità artistiche (qui parla uno che non teneva in mano una matita da sette anni!). Ma un tentativo si può sempre fare e può risultare anche gradevole.
Non mi resta che chiedere al titolare di illustrarci il significato della sua bellissima arma, sicuramente di famiglia.![]()
Antonio
P. S. A questo punto non ho più scuse e dovrò inventare qualcosa per il Frate... Vediamo... Intanto cominciamo dalla bacchetta di corniolo dietro lo scudo!
Gent.mo Antonio,
desidero farti giungere le più sincere espressioni del mio profondo apprezzamento per l’ottimo lavoro da te svolto,ti ringrazio per gentile pensiero araldico di cui mi hai voluto onorare,apprezzo la valentìa di disegnatore e di appassionato cultore della materia.
In particolare lti esprimo tutta la mia gratitudine per le attenzioni verso la mia persona.
Nell'occasione,auguro fervida collaborazione tra di noii al fine di invocare con il sostegno della Preghiera e le nostre iniziative caritatevoli una maggiore attenzione alle popolazioni tormentate di Palestina.
Con i migliori auguri per tutte le Tue attività, ti prego gradire le espressioni della mia alta considerazione e del mio cordiale saluto.
Dello stemma che dire.. l'inquartato...è impegnativo, è ben blasonato,due quarti aviti, gli altri due di Gerusalemme per rispetto ed onore a chi si cimentò nell'impresa e per l'impegno personale verso l'Ordine....forse evvero siamo fuori le righe,..ma lo stemma da te realizzato è veramente bello...ma stasera in questa occasione non posso dimenticare che mentre ci apprestiamo alle ferie estive, in molti paesi del Mondo infuria la guerra,in Palestina si consuma un conflitto dimenticato.
Vorremmo fare ancora di più per i tanti Cristiani che continuano a pagare l’ingiusto prezzo della guerra,portando i soccorsi che salvano la vita e ciò di cui hanno bisogno per costruirsi un futuro degno di essere vissuto.
Le nostre possibilità d’intervento dipendono unicamente dalle risorse messe a disposizione da chi ha a cuore la sorte dei Cristiani di Terra Santa, è sicuramente il modo migliore che abbiamo per fare qualcosa di concreto per la Pace,il Cristiano non può non amarla, non può non condividere le sofferenze a cui è soggetta da vari anni.
Ci rendiamo conto che tutta la nostra azione si traduce in poche gocce d’acqua nel mare dei problemi politici ed economici che affliggono il Medioriente.
L’esortazione del Sommo Pontefice tuttavia ci lascia pensare che il nostro piccolo aiuto per alleviare le sofferenze dei nostri fratelli in Terra Santa,
la nostra presenza nei Pellegrinaggi, nelle Scuole del Patriarcato frequentate da cristiani e da mussulmani, la Preghiera dei nostri Confratelli,possano, proprio in questi giorni di grande cambiamento in Palestina, le vie misteriose della Divina Provvidenza, rendere più vicino l’avvento della Pace e della riconciliazione in Terra Santa .
Con affetto e stima
Lorenzo




si arriva in cielo