Guido5 ha scritto:(...) posso aggiungere che il porporato tedesco Nikolaus von Kues - detto "il Cardinale di San Pietro in Vincoli" - nato nel 1400 o 1401 e morto a Todi il 12 agosto 1464, in gioventù aveva fatto il pescatore, evidentemente di aragoste...
Preciso che quello che si vede sulla sinistra della foto scovata da Daniele è il monumento funebre mentre la tomba è sulla destra.
Come sempre, caro Guido, sei

straordinario!
Lo stemma proposto in questo dibattito da M. Brivio, infatti, appartiene a
Nicola da Cusa (o Cusano), Cardinale titolare della chiesa romana di San Pietro in Vincoli dal 1448 al 1464.
I frammenti marmorei (tra cui lo stemma) ubicati su una parete laterale dell'edificio sacro, come accennato, facevano parte di un monumentale altare che il Porporato fece edificare al fine di meglio custodire le due catene (oggi unite tra loro) con cui l'apostolo Pietro fu imprigionato, prima a Gerusalemme e poi a Roma.
Tale altare, evidentemente rimosso e sostituito da quello attuale, presenta nel sopravvissuto frontespizio (vedi immagini postate) una bella scultura raffigurante il Pescatore di Galilea assiso e nell'atto di reggere con la mano destra un libro (forse il Vangelo) e le metaforiche Chiavi consegnategli da Cristo e con la sinistra, appunto, una catena. Accanto a San Pietro, devotamente inginocchiati, compaiono un angelo (che, secondo gli Atti degli Apostoli, lo liberò prodigiosamente) ed il nostro Cardinale tedesco.
Come hai fatto

giustamente notare tu, caro amico, questa scultura, unitamente allo stemma in marmo colorato di cui parliamo, fu collocata accanto alla lastra tombale (un tempo terragna) del Cardinale (parzialmente visibile sulla destra di chi osserva, nella foto del sig. Daniele) su cui compaiono (in piccolo, accanto al volto scolpito del defunto) due riproduzioni della stessa arma.
Buona serata e grazie!
Ferrante